CONSULTA POLITICHE SOCIALI SANITA’ PARI OPPORTUNITA’
Seduta del 21 LUGLIO 2005
Presenti: Vendrasco Roberto, Bozzetto Manuele, Farina Renato, Merli Gaetano Loris, Perin Luigi, Saracco Sante, Stocco Federica, Vecchini Giorgio.
Giustificati: Capellozza Marilena, Gandini Silvio, Pelà Stefano.
Assenti: Bertaso Franco, Berto Ampelia, Busato Tiziano, Concini Livio, Cortese Fabio, Lo Toro Francesco, Lucianò Giovanni, Morin Rosalino, Pellizzari Andrea, Rina Eduardo, Savioli Argia, Sguotti Luciano, Squizzato Pietro, Verdicchio Dario.
Ordine del Giorno:
1) Obblighi assistenziali dei Comuni nei confronti delle persone indigenti in presenza di parenti obbligati agli alimenti, ai sensi dell’art. 434 c.c.
2) Parco solidale: avvio delle sperimentazioni territoriali.
Il Presidente Vendrasco inizia con il secondo punto dell’oridne del giorno, dando la parola al portavoce del Parco Solidale, dott. Antonio Sambo, il quale illustra i primi risultati di due sperimentazioni su territorio: Castelmassa e Camposampiero. L’attività dei due progetti per ora ha riguardato l’analisi obiettiva della situazione territoriale; una fotografia dello status quo da cui partire per iniziare l’attività di sviluppo locale. Per autunno si intende avviare altri 5 – 6 progetti simili.
Castelmassa. L’area è caratterizzata da un alto tasso di anzianità ed un alto tasso di fuga giovanile. Quindi l’obiettivo è di avviare attività sociali, di serizio ai bisogni degli anziani coinvolgendo i giovani.
Camposampierese. Il problema principale, in un’area che conta una impresa ogni sette abitanti, è la riqualificazione professionale. Bisogna contrastare una situazione di bassi servizi di tecnologia, competenze tecnologicamente e professionalmente non elevate per sviluppare ambiti produttivi innovativi.
Il Presidente auspica che l’attività dei due progetti venga portata ad un punto di attuazione tale da poter presentare alla prossima rassegna “Dire & Fare nel Nord Est” di Rovigo i risultati.
Segue breve dibattito sulla possibilità di estendere progetti simili, in collaborazione con il Parco Solidale, ad altri ambiti regionali. Una delle obiezioni sollevate è l’esistenza, sui territori delle sperimentazioni, di piani di zona. La risposta è positiva, nel senso che contemporaneamente insistono sullo stesso territorio anche piani di zona: viene enfatizzata la positiva volontà degli amministratori di agire a favore dello sviluppo, a fronte di uno sbiadito interesse di altri soggetti coinvolgibili (privati, imprese, ecc….). Altre obiezioni ai progetti del Parco Solidale riguardano la loro contestualizzazione nel territorio specifico; la ricerca di fondi per il loro avvio e proseguimento; il timore di creare azioni “doppione” con altri servizi forniti dall’ente pubblico locale. La risposta a tutti questi dubbi sta nella concertazione dei soggetti coinvolti. Imprese private, pubblico, sono i depositari sia di risorse economiche che di informazioni, oltre che di know how, per poter attivare azioni territorialmente specifiche ed adeguate.
Si passa alla disamina del primo punto all’ordine del giorno. Come risolvere la situazione riguardante anziani o disabili che, anche mediante sotterfugi mimetizzati da atti giuridici formalmente validi e legittimi, si trovano defraudati delle loro proprietà e consegnati all’ente pubblico per l’assistenza? A volte il comune non riesce, con i propri mezzi, a capire se tali persone sono effettivamente indigenti e se hanno diritto all’assistenza garantita per legge. E’ comunque fondamentale accertare fin da subito se il bisognoso ha necessità esclusivamente dal punto di vista sociale, ovvero sanitario, nel qual secondo caso è obbligatorio coinvolgere la struttura sanitaria territoriale di competenza, soprattutto per i risvolti economici.
Viene rilevato anche il bisogno di chiedere alla regione di stabilire dei parametri che individuino, indipendentemente dalla zona di residenza, chi ha diritto a quale tipo di assistenza. A questo fine la consulta si accorda per chiedere, separatamente, un tavolo di concertazione in regione, con gli assessori De Poli e Tosi, per il mese di settembre.
Inoltre si chiede all’Anciveneto di promuovere, ancora una volta, la raccolta di firme presso i comuni per il disegno di legge che modifichi l’attuale dettato del Codice Civile secodo cui, in mancanza di successibili, il patrimonio del de cuius spetta allo stato; la modifica prevede invece che per tale evenienza il patrimonio ereditario venga attribuito al comune di residenza del defunto, da utilizzare per scopi sociali.
Il Segretario Verbalizzante Il Presidente la Consulta
Alessandro Bottos Roberto Vendrasco