CONSULTA POLITICHE SOCIALI SANITA’ PARI OPPORTUNITA’

Seduta del 5 aprile 2007 ore 15:00


Presenti: Vendrasco Roberto (Presidente), Berto Ampelia, Brazzarola Paolo, Farina Renato, Marcolongo Leopoldo, Perin Luigi, Saracco Sante, Sguotti Luciano, Squizzato Pietro, Vecchini Giorgio, Verdicchio Dario.

Giustificati: Bozzetto Emanuele, Savioli Argia.

Assenti:Bertaso Franco, Busato Tiziano, Cappellozza Marilena, Concini Livio, Cortese Fabio, Gandini Silvio, Lo Toro Francesco, Lucianò Giovanni, Merli Gaetano Loris, Morin Rosalino, Pellizzari Andrea, Rina Eduardo, Stocco Federica.


Il Presidente apre la consulta alle ore 15:15 comunicando ai presenti che motivo del rinvio della stessa è stata la presentazione del nuovo piano socio-sanitario regionale.

Oggetto n. 1. Progetto di legge di iniziativa della Giunta Regionale concernente “Norme in materia funeraria”

Il Presidente rende noto ai presenti che Luigi Perin ha preparato una serie di osservazioni in merito alla proposta di legge.

Perin Lugi. Riassumendo i punti cui vorrei fare della osservazioni sono: art. 3 lett d – sarebbe importante definire chi paga il trasposto funebre dala pubblica via o dall'abitazione privata (il Comune o la famiglia del defunto) poiché tale problematica sta creando grossi problemi specialmente nei comuni medio piccoli; art. 20 – sarebbe bene chiarire se scompare la competenza dell'ULSS per la chiusura del feretro per essere delegata alle imprese; art. 24 – non sono sicuro che sia lecito consegnare i prodotti abortivi ai famigliari; art. 25 – competente non è più il sindaco ma il dirigente; art. 34 – oltre alle voci indicate proporrei anche la possibilità discrezionale nei regolamenti comunali di ricevere nel cimitero anche parenti entro il secondo grado di persone già decedute sepolte nel cimitero; art. 39 e 40 – le estumulazioni e le esumazioni vengono disposte dal dirigente e non dal sindaco, si tratta infatti di atto gestionale; sezione V – è ben articolata e innovativa per quanto riguarda la dispersione delle ceneri attualmente non consentita nella nostra regione. Inoltre per le persone che dopo 20 anni non risultano mineralizzate è necessario provvedere ad una nuova sepoltura e questo è un grande problema. Bisogna sottolineare che il valore dei cimiteri e politico (per i comuni) e non commerciale (per soggetti terzi). E' necessario prevedere un numero di parcheggi proporzionale al numero di abitanti ed risulta problematico per molti enti. Nell'art. 29 si sancisce la liceità dell'installazione delle antenne anche se non è necessario istituzionalizzare tale pratica.

Marcolongo Leopoldo. La gestione dei cimiteri è sociale ed è necessaria una minuziosa programmazione, il riferimento a 2 turni è impensabile. I Comuni hanno programmano la costruzione e la eseguono (addebitando solo il costo sostenuto) ma il mantenimento deve essere necessariamente esternalizzato.

Sarracco Sante. Credo che il D.L. debba evidenziare delle nuove problematiche: il problema della cremazione è stato superato anche dalla popolazione cattolica (a Vicenza il Venscovo ha inviato una lettera a tutti i fedeli incoraggiandoli); le condizioni della sepoltura a terra sono cambiate perchè è cambiata la geologia del terreno che non mineralizza più; è necessario indirizzare la popolazione verso sistemi funebri alternativi. Sarebbe opportuno censire le strutture atte alla cremazione e stabilire quante ne sarebbero necessarie per ogni provincia.

Vendrasco Roberto. L'art. 36 potrebbe essere riferito anche alla cremazione. L'art. 30 introduce 2 novità: il campo di inumazione speciale e uno spazio per la dispersione delle ceneri.

Sarracco Sante. Vicenza ha solo una struttura ma per soddisfare tutte le esigenze ne dovrebbe costruire un'altra.

Brazzarola Paolo. Si potrebbe proporre la cremazione per le salme che dopo 30 anni non sono ancora mineralizzate. E' necessaria una capagna pro-cremazione.

Sarracco Sante. Un altro problema è quello delle aree riservate agli immigrati o a religioni diverse da quella cristiano-cattolica.

Marcolongo Leopoldo. Il diritto di sepoltura delle persone decedute fuori dal Comune ma in esso residenti (art. 34 b) è a discrezione del Comune.

Perin Lugi. Nel Comune esiste la Jus Soli.

Vendrasco Roberto. Io concordo con quanto sancito nell'art. 34 b.

Sarracco Sante. L'art. 1 co 2 potrebbe dar luogo ad una sorta di collaborazione tra Regione e clero.

Vendrasco Roberto. Gradire arrivare ad una proposta concreta per cui vi chiedo di inviare le vostre osservazioni. Il vero problema è economico perchè questo progetto triplica i posti.

Oggetto n. 2. Nuovo Piano Socio Sanitario.

Vendrasco Roberto. Martedì 3 aprile il Dott. Rupolo e l'Ass. Tosi e Valdegamberi hanno presentato il nuovo piano socio sanitario regionale con le nuove finalità ribadendo il concetto di area vasta clinica. Il piano tratta in maniera particolareggiata l'epidemiologia tralasciando i veri problemi di riorganizzazione. Da indicazioni sull'organizzazione ospedaliera garantendo le specialità nel territorio ma senza dare chiari parametri e definizioni sulle specialità. Così strutturato il piano lascia ampio margine di azione alla Giunta Regionale. Trovo corretto che i comuni non entrino nel merito della gestione, ma il loro peso sulla programmazione deve esserci altrimenti si passa da una sistema centralista statale ad uno regionale.

Brazzarola Paolo. Il piano non tratta il peso economico del DRG (peso economico delle prestazioni).

Squizzato Pietro. E' necessario dare maggior peso decisionale ai comuni.

Vendrasco Roberto. Non c'è razionalizzazione, gli ospedali sono 59 quindi risulta poco realistico. E' necessario un organo dirigenziale formato da dirigenti delle ULSS e sindaci per la progettazione e programmazione. Servono parametri più certi. Inoltre Padova Verona e Venezia funzionerebbero da poli.

Brazzarola Paolo. Ci sono pochi posti letto e molte persone da smistare.

Vecchini Giorgio. Ci vorrebbero degenze a basso impatto.

Sarracco Sante. C'è un sostanziale indifferenza e i casi non vengono valutati uno ad uno.

Farina Renato. E' volontà della Regione che le mansioni ordinarie vengano demandate ai privati? La proposta di Federsanità è stata recepita?

Vendrasco Roberto. Si in 2 punti: la prevenzione e la presa in carico dei medici di base. Non importa se la struttura sia pubblica o priva, l'importante è dare un'offerta corretta al territorio.

Sguotti Luciano. Manca il rispetto del parametro spesa-territorio. Inoltre non si capisce quanti posti su 21000 sono riservati a post-acuti.

Vendrasco Roberto. Il documento è troppo generale.

Berto Ampelia. Importante è il ruolo dato al territorio.

Vendrasco Roberto. Il Sig. Marcolongo a partecipato alle sedute del tavolo permanente sulla condizione dei carcerati, sorvegliati, tossico dipendenti e minori.

Marcolongo Leopoldo. In breve i problemi sono: le risorse, l'assistenza sociale e pediatrica mancante, la ristrutturazione e gestione del carcere per i minori di Treviso e di quello femminile di Venezia. L'Assessore De Poli è favorevole alla campagna di sensibilizzazione per permetter i carcerati in semi libertà di lavorare presso i comuni, mentre l'Assessore Valdegamberi si è impegnato alla stampa di un opuscolo.


La riunione si conclude alle ore 17:00.

Il Segretario Verbalizzante  Il Presidente
Annalisa Baraldo Roberto Vendrasco