CONSULTA FINANZA LOCALE
Seduta del 7 OTTOBRE 2006
Presenti: Marcato Roberto (Presidente), Candiotto Paola, Favaro Antonio, Merlo Lino, Piazzi Edmondo, Vettorato Severino, Verziaggi Mario, Zerbaro Luciano.
Giustificano: Baldo Alberto, Favretto Rosalinda, Frizzarin Alessandro, Pavan Linda, Perenzin Davide, Vighesso Stefano.
Assenti: Bellot Federico, Benamati Giorgio, Bonometti Flavio, Celeghin Michele, Marcato Claudio, Mascanzoni Lorenzo, Menegozzo Pietro, Scantamburlo Fernanda, Settoli Renzo.
La seduta ha luogo
nella sala stampa del Cen.Ser. della Fiera di Rovigo ed inizia alle ore 11.30.
L’incontro ha per obiettivo principale la discussione del disegno di legge
della Finanziaria per il 2007.
Viene dato
spazio anche al sondaggio, svolto nella precedente settimana da Anciveneto, tra
i Comuni con più di 5.000 abitanti, cui si è chiesto se prevedevano di
rispettare il Patto di stabilità nell’anno corrente. Su 134 risposte, il 28% ha
risposto no; il 70% ha risposto si ed il rimanente non è in grado di dare una risposta.
Riprendendo
l’argomento della finanziaria per il 2007, viene discusso l’ordine del giorno
che i Consigli nazionali di Anci e UPI hanno approvato congiuntamente. Da tale
documento la Consulta ha elaborato un ordine del giorno da sottoporre al Consiglio
regionale Anciveneto, covocato lo stesso giorno del 7 ottobre alle ore 14,30 e
che si allega al presente verbale.
La seduta si
conclude alle ore 13.20.
Il Segretario Verbalizzante Il Presidente la Consulta
Alessandro Bottos Roberto Marcato
All/1

FINANZIARIA PER IL 2007
Ordine del giorno del Consiglio regionale
Anciveneto
I Comuni ritengono il disegno di legge
finanziaria per il 2007, per la parte che riguarda le loro
competenze, inadeguato e insostenibile.
In
particolare, va sottolineato come anche questo anno le
disposizioni che determinano il contributo delle amministrazioni locali al
raggiungimento degli obiettivi generali di finanza pubblica siano state assunte
unilateralmente dal Governo.
A ciò si
aggiunga che sono stati consolidati e posti a carico delle istituzioni locali
gli effetti finanziari della manovra economica per l'anno 2007 contenuti nella
finanziaria dello scorso anno. Già infatti la manovra
finanziaria 2006 conteneva disposizioni per cui ad oggi, circa il 40% dei
Comuni rischiano di non rispettare almeno uno dei quattro obiettivi imposti dal
patto di stabilità interno, di cui il 26% per le spese sul personale.
Ciò si concretezza in un ulteriore aggravio a carico dei bilanci
dei Comuni che determina un obiettivo finale pari 2,872 miliardi.
Oltre ad una
valutazione negativa relativa all'entità della manovra, va sottolineato
come il metodo di calcolo del miglioramento del deficit indicato nel disegno di
legge, rischia di creare forti sperequazioni fra gli enti locali, in
particolare per i Comunidel Veneto, notoriamente “sparagnini”, come dimostrato
dall’indagine condotta lo scorso anno.
Peraltro,
anche il decreto legge contenente "disposizioni urgenti in materia
tributaria e finanziaria", contiene norme che rischiano di aumentare la
pressione fiscale sugli immobili (ICI) attraverso operazioni centrali di revisione dei classamenti
catastali e contestuale detrazione dei trasferimenti erariali a favore dei
Comuni per l'importo derivante dal maggior gettito.
Nella
sostanza l'impostazione di questa legge finanziaria, cumulandosi agli effetti
negativi delle leggi finanziarie da un decennio a questa parte, provocherà un
sostanziale ridimensionamento dei servizi alla cittadinanza (assistenza
sociale, trasporti, strade, scuole, ecc.) e non risolve
le emergenze delle città (smog, casa, etc.).
In
particolare, la norma di contenimento del debito, stabilita in modo
indiscriminato, produrrà una drastica riduzione degli
investimenti con gravi conseguenze sullo sviluppo locale, sull'assetto del
territorio e sulla crescita complessiva del paese, penalizzerà ancora una volta
gli enti più virtuosi. Tale norma provocherà inoltre l’azzeramento della
programmazione e dei piani triennali delle opere pubbliche di tutti i Comuni.
Va
sottolineato che le norme di revisione del Testo Unico degli Enti Locali
confliggono con l’autonomia statutaria e con la pari dignità fra le varie
partizioni della Repubblica (Regioni ,Province, Comuni, …) stabilite dal Titolo
V della Costituzione: i temi trattati e la complessità delle regole richiedono
un serio ed approfondito esame e chiedono di stralciare queste norme dalla
legge finanziaria per inserire la trattazione di questi argomenti all'interno
della nuova "Carta delle autonomie locali". In particolare le nuove
norme sullo status degli amministratori rischiano di essere
limitative per i diritti di partecipazione democratica degli assessori
alla vita e all'azione amministrativa dei Comuni e delle Province in cui
operano quotidianamente per il bene della comunità. Si fa riferimento in
particolare alle disposizioni che eliminano il diritto all'aspettativa
non retribuita per tutti quegli amministratori locali che non siano Sindaci, Presidenti di Provincia, Presidenti di Consiglio comunale e
Presidenti di Consiglio provinciale, ed alla riduzione dei consiglieri e degli
amministratori. Per quel che riguarda invece le Unioni
di Comuni deve essere salvaguardata l'autonomia e la volontarietà nella scelta
della forma di gestione associata della quale far parte. Forte preoccupazione desta inoltre la previsione che cancella la
possibilità statutaria di prevedere un organo esecutivo. Tale organo ha infatti importanti funzioni di legittimazione dell'Unione e
della sua attività, di coesione, di equilibrio e di consolidamento
dell'appartenenza dei Comuni al percorso associativo, rafforza il perseguimento
delle politiche unitarie di settore.
Le
disposizioni relative al personale appaiono inaccettabili e inapplicabili per i
Comuni del Veneto che presentano un rapporto dipendenti/abitanti non più
comprimibile, tale da comportare la necessità di esternalizzare gran parte dei
servizi, a costi più elevati.
Il Consiglio Regionale Anciveneto
Ritiene
urgente un nuovo confronto con il Governo e con il Parlamento, affinché sia
rivista la quantificazione degli oneri della manovra posta a carico delle
amministrazioni locali e sia rimodulata
la distribuzione del contenimento della spesa fra i vari comparti soggetti al
patto di stabilità.
Chiede che
il Governo prenda in esame positivamente le proposte che le Associazioni
rappresentative delle autonomie locali hanno presentato, con particolare
riferimento alla metodologia di ripartizione interna degli oneri all'interno dei singoli comparti, al tema delle entrate
in modo specifico per quel che riguarda compartecipazione e catasto.
Ritiene
inaccettabile l'inserimento di un tetto all'indebitamento per le conseguenze
negative che esso produrrà sugli investimenti pubblici locali.
Considera indispensabile lo stralcio
delle norme relative alla revisione del testo unico.
Auspica che
il Parlamento sappia raccogliere le esigenze e le sollecitazioni che provengono
dal territorio ed invita, in tal senso, le Associazioni regionali ad avviare un
confronto con i Parlamentari eletti all'interno delle singole Regioni, nonché ad attivare un tavolo per l'armonizzazione della
manovra su base regionale; il Consiglio regionale Anciveneto chiede ai Comuni
del Veneto di portare il presente documento all’approvazione in sede di Consiglio
comunale
Da subito
dichiara lo stato di mobilitazione, mantenendo aperta la presente convocazione
e si dichiara pronto a convocare tutti gli amministratori locali in assemblea
pubblica a Roma con gonfaloni e fasce, qualora le proposte di modifica presentate
non siano accolte ed il confronto con il Governo ed il Parlamento non consenta di integrare sensibilmente il disegno di legge.
Rovigo, 7 ottobre 2006