CONSULTA ATTIVITA’
ECONOMICHE E TURISMO
Seduta del 24
gennaio 2006
Presenti: Rondina Aldo (Presidente), Boschetti Giovanni, Bressan Alberto, Bressan Maurizio, Mion Alberto, Pante Gino, Pasqualini Beniamino, Pesce Gianfranco, Ruzzenenti Piero, Santi Mario, Selvaggi Aida, Tessarin Alessandro, Tonin Alessandro.
Giustificati: Musumeci Luca, Murzio Arcangelo, Ortolan Alessandro Padoan Renzo,.
Assenti: Bazzani Giambattista, Cattelan Giovanni, Goisis Paola,Lombardi Giuseppe, Parise Flavio, Pin Cristina.
Alle ore 15.10 il Presidente inizia la prima seduta del nuovo anno facendo il punto della situazione sulle attività da affrontare e già affrontate: le circolari sul commercio, il coinvolgimento Anciveneto nella stesura dell’atto normativo regionale sugli acconciatori ed estetisti, l’interese per i mercati di soli produttori agricoli della bassa veronese e del rodigino; introduce quindi la materia dello sviluppo rurale.
Dà la parola al Sindaco di Agugliaro Maurizio Bressan il quale ha sviluppato una serie di modifiche alla legge regionale 9/97 sull’attività agrituristica. Dopo l’esposizione delle possibili norme da modificare/integrare*, i componenti espongono proprie osservazioni all’esame svolto dal Sindaco di Agugliaro. Dopo aver precisato che la richiesta della Regione, così come illustrata dal dirigente regionale Dott. Cecchinato che ha incontrato nei primi giorni di gennaio una delegazione della Consulta, si limita ad ottenere dai Comuni degli indirizzi su come modificare la legge in questione, non una puntuale e precisa riformulazione tecnica del testo stesso, si rileva che:
1) La legge 9/97 dovrebbe essere integrata col concetto di “turismo rurale”, da accostare ad agriturismo, e dal quale si differenzia perché si riferisce essenzialmente ad una attività turistica dell’individuo, una fruizione che si limita alla visita dell’ambiente, mentre il concetto di agriturismo si riferisce all’utilizzo e/o all’acquisto di servizi o beni materiali prodotti con l’attività rurale;
2) Ampliare la ricettività degli agriturismi, adeguandola alla capacità produttiva delle aziende agricole che li ospitano;
3) Apertura al campeggio con roulottes o caravan;
4) Applicazione di norme di igiene e sanitarie più restrittive;
5) In materia di controlli, affiancare ai controlli attuali, delegati alla Provincia, controlli da parte del Comune sede dell’agriturismo, prevedendo relativi stanziamenti.
La seconda legge regionale che il Sindaco di Agugliaro ha valutato, in ordine all’apposizione di modifiche, è la n. 19/99 sull’ortoflorocoltura e vivai. In questa legge, i controlli alle attività ed agli insediamenti vivaistici è affidato ad un organo specifico della Regione; ma di questi controlli finora non si sono avute testimonianze. Ad opinione del Sig. Bressan, quindi, questi controlli dovrebbero essere incentivati se non affiancati da controlli da parte del Comune interessato, in quanto è l’ente più vicino al territorio e più direttamente a conoscenza delle attività che ivi si svolgono. I controlli che il Comune dovrebbe poter esplicare sono di due tipi: in ordine alle strutture delle serre (sempre più evolute, non c’è la necessità di chiedere l’autorizzazione al Comune per costruirle, anche quando prevedono basamenti in cemento con relative fondamenta ed indipendentemente dalle dimensioni); in ordine alle attività che si svolgono nelle serre (trattamenti fitosanitari i cui reflui poi vengono convogliati nella rete idrica comunale, senza relativa autorizzazione).
Per motivi di tempo la Consulta decide di esaminare gli altri testi di legge, suggeriti dalla Regione per lo sviluppo rurale, in una prossima seduta.
Il Presidente Rondina chiama il Presidente del Consiglio comunale di Porto Viro ad esporre la situazione dello zuccherificio sito nel proprio Comune alla luce delle nuove disposizioni comunitarie. Detto zuccherificio, che impiega un centinaio di lavoratori fissi e 200 stagionali dovrà essere chiuso, per motivi di sovraproduzione rispetto alle nuove quote zucchero fissate dall’Unione Europea. Per questa ragione, Anciveneto dovrebbe farsi portavoce della situazione, per non porre in difficoltà i lavoratori dell’azienda ed i coltivatori di barbabietole. In realtà, sembra che parzialmente il problema si risolva nella riconversione della fabbrica nella produzione di bioetanolo: tuttavia questa soluzione risolverebbe parzialmente la situazione, in quanto verrebbero impiegati solamente la metà dei lavoratori attuali.
Inchiusura di seduta il Presidente rende noto che, a seguito del felice esito della questione della birreria di Pedavena, verrà proposto al Direttivo di spedire una nota di congratulazioni al Sindaco.
La seduta è tolta alle ore 16:57.
Il Segretario Verbalizzante Il Presidente la Consulta
Alessandro Bottos Aldo Rondina
* vedi documento allegato.
LEGGE 9/97 – “NUOVA DISCIPLINA PER L'ESERCIZIO DELL'ATTIVITÀ AGRITURISTICA” SPUNTI DI MODIFICA
- Definizione di agriturismo (art. 2): inserimento di concetto di “turismo rurale” a fianco dell’”agriturismo”
- Portale Internet degli agriturismi: implementazione delle pagine con notizie riguardanti il territorio (la storia, la cultura, le tradizioni) in cui gli agriturismi operano, al fine di promuovere non solo gli esercizi e le aziende agricole, ma anche il Comune.
- Provenienza della materia prima utilizzata nei pasti: il 60% od il 25%, che la legge richiede siano prodotti dall’azienda agricola, siano prodotti non esclusivamente dall’azienda agricola cui fa capo l’agriturismo, bensì possa provenire anche da altre aziende agricole diffuse su territorio veneto, che, agevolate dalla messa in rete sul portale degli agriturismi, possono scambiare propri prodotti. Questo al fine di considerare la diversità geografica tra territorio e territorio; non tutti gli agriturismi di pianura o collina possono raggiungere il 60% di produzione del proprio venduto, non tutti/non solo gli agriturismi di montagna possono raggiungere il 45% di produzione del proprio venduto.
- Specificare fino a che quota altimetrica si considera pianura, collina, montagna.
- Specificare se l’agriturismo si trova inserito in un parco naturale, oppure è limitrofo ad una zona urbana, o altro; sempre al fine di stabilire la quota di produzione del proprio venduto.
- Permettere l’associazionismo tra aziende agricole per raggiungere le percentuali di produzione sul venduto (60% o 45%) richieste dalla legge.
- Rivalutare i limiti all’offerta di cacciagione.
- Dare piena applicazione alla classificazione degli agriturismi: in base all’ubicazione, ai prodotti offerti, ai servizi turistici/di svago offerti (parco giochi annesso, possibilità di portare propri animali domestici, ecc.)
- Prevedere norme sanitarie più rigide delle attuali, sia per la ristorazione che per i servizi collegati alla ricettività.
- Ricettività: permettere la creazione di aree di sosta per caravan e roulottes; incrementare l’offerta di stanze in relazione alla capacità produttiva dell’azienda agricola.
- Certificazione di qualità affidata al Comune di ubicazione e non ad enti extra.
- Introduzione del potere, in capo al Comune, di sospendere l’attività/togliere l’autorizzazione in caso di specifiche mancanze.
- Contributi in conto capitale (art. 15 punto 3) inserire tra i beneficiari anche i giovani imprenditori.
- Vigilanza. Permettere anche ai Comuni, in concorrenza con le Province, di svolgere puntuale vigilanza sugli agriturismi, in modo specifico sui requisiti di concessione dell’autorizzazione, sul rispetto dei limiti di produzione di almeno il 60%/45% del venduto e sul rispetto delle norme sanitarie.
- Corsi di formazione per gli operatori di agriturismo.