VERBALE DI DELIBERAZIONE
DEL CONSIGLIO REGIONALE
DEL 31 MAGGIO 2007
Il giorno 31 maggio a Padova (PD) presso la sala consiliare del Municipio, via del Municipio 1, alle ore 06.00 in prima convocazione ed alle ore 14.30 in seconda convocazione, su invito del Presidente, si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone dei
Presidente: Vanni Mengotto.
Membri presenti: Mengotto Vanni, Andriolo Roberto, Bertipaglia Olindo, Campedelli Samuele, Candiotto Paola, Corazzon Giovanna, De Marchi Martino, Donegatti Valentino, Rigno Giovanni,Sandri Stefano, Zerbaro Luciano, Chinaglia Franco, Dalla Corte Giambattista, Fortin Paolo, Gandini Silvio, Manzato Sergio, Marcato Roberto, Miatello Vittorio, Sartor Ivano, Stivanello Antonino, Tomasi Pier Antonio, Zanata Franco, Avezzù Paolo, Borgato Renato, Pillon Cesare, Bersan Luca, Sarracco Sante, Dalla Vecchia Paolo, Volpato Marcello, Pavan Angelo, Menara Dario.
Si sono giustificati per l’assenza: Tegner Massimo, Vecchini Giorgio, Laruccia Antonio, Tessari Claudio, Merchiori Fausto, Hüllweck Enrico, Puppato Laura, Vendrasco Roberto, Gomierato Maria, Bonometti Flavio, Cacciari Massimo.
Assenti non giustificati: Bazzani Giovanni Battista, Rondina Aldo, Pante Gino, Berto Ampelia, Bogoni Paolo, Bertaso Franco, Bernardi Luigi Pietro, Verziaggi Mario, Pellizzari Andrea, Busato Tiziano, Bortolot Renzo, Calzavara Massimo, Carli Marco, Penzo Giuseppe, Caverzan Clara, Claudio Luca, Grazia Raffaele, Colcergnan Flavio, Confente Massimo, Crema Alberta, Pavan Patrizio, Carli Marco, Dal Monte Mario, Lamon Paolo, Martini Giuliano, Menegozzo Pietro, Pin Cristina, Carpi Pier Luigi, Lombardi Giuseppe, Padoan Renzo, Melotti Claudio, Gidoni Franco, Zanonato Flavio, Veronese Adelino, Zanotto Paolo, Bottacin Diego, Selvaggi Aida, Giacino Vito, Rina Eduardo, Savioli Argia, Zoleo Maria Cristina, Dall’Alba Terelisa, Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Facincani Maurizio, Berlato Sella Giuseppe, Mattiello Egidio.
Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Dario Menara.
COORDINATORE
Il Presidente sta arrivando e mi ha delegato per iniziare.
Al punto n.1 c’è l’approvazione del verbale della seduta precedente. Non so se qualcuno l’ha visionato e se c’è qualcosa da dire. Se non c’è nulla da rilevare, io passerei alla votazione.
Favorevoli? Astenuti? Nessuno. Contrari? Nessuno. Approvato all’unanimità. Grazie.
Il punto n.2 si tratterà quando arriva il Presidente, per cui passo al punto n.3 che riguarda l’esame della proposta di legge istitutiva dell’assemblea permanente delle autonomie locali e iniziative conseguenti.
Questa vicenda è stata seguita da Ivano Sartor, Presidente della Consulta Affari Istituzionali, a cui cedo la parola.
Ivano SARTOR, Presidente Consulta Affari Istituzionali ANCI Veneto
Buongiorno.
L’argomento è stato ripetutamente affrontato dal Consiglio e dal Direttivo Regionale.
Dagli ultimi incontri ad oggi abbiamo cercato di far mettere a punto, da parte dei due docenti incaricati, prof. Meloni e prof. De Martin, lo schema del documento riportato in Direttivo Regionale. Con il Presidente Mengotto si sono poi avviati i contatti con l’UPI (Unione Province Italiane del Veneto) e con le Comunità Montane, le quali hanno aderito alla proposta, per cui si è costituito un gruppo di lavoro che dovrà portare avanti il resto del lavoro che consiste nell’esame della proposta di articolato di legge regionale, che ci è stato recentemente inviato da parte dei due docenti.
L’articolato lo avete in cartella e dovrà essere valutato. Al riguardo, comunque, non sono personalmente pronto, perché mi è arrivato stamattina, per cui devo ragionarci e vederlo nel dettaglio. Quando, infatti, si affronta la proposta in termini di formulazione legislativa ogni singola parola conta moltissimo.
Devo dire che a una prima valutazione molto sommaria e rapidissima del testo ci sono alcuni incongruenze rispetto a quelle che erano emerse nell’Assemblea di Lonigo e che dovremmo, quindi, mettere a punto.
Una riguarda la quantità dei componenti dell’Assemblea Permanente delle Autonomie della Regione Veneto, che è stata portata a 40, ma è materia tutta da discutere e, al riguardo, molto avrà da dire anche il Consiglio Regionale dell’Ente Regione.
Un altro punto, invece, riguarda ciò che è stato proposto dall’ANCI Veneto e che va recuperato. In pratica, si tratta di quell’indirizzo secondo il quale anche i Sindaci delle città capoluogo vengono messi sullo stesso piano degli altri Sindaci del Veneto, in modo che non venga loro garantita a priori una presenza nell’Assemblea Regionale senza che vi sia un loro effettivo lavoro svolto nel sistema delle Autonomie. Vi sono, infatti, Sindaci di città capoluogo che io credo non abbiamo mai presenziato a un qualche evento della nostra Associazione.
Garantire a priori a dei Sindaci una presenza, anche se per principio essi non vogliono partecipare alla vita associativa e al coordinamento con le altre istituzioni locali, mi sembra come andare in Paradiso contro la volontà dei Santi.
Io credo che relativamente a questo punto debba esserci anche una forma di rispetto nei confronti degli altri Sindaci a prescindere dal dimensionamento del loro Comune. Del resto, la storia delle Autonomie Locali insegna che anche i piccolissimi Municipi possono produrre classe dirigente di livello nazionale e, a volte, anche europeo.
Questo è un dettaglio che alla prima lettura mi è subito apparso, perché non è stato recepito rispetto al dibattito già intercorso.
Il testo, comunque, ha bisogno di una valutazione puntigliosa e dettagliata da parte di ciascuno di voi e poi anche dal gruppo di lavoro che adesso verrà attivato fra ANCI, UPI e UNCEM.
Io credo che bisognerà arrivare, entro la fine dell’estate, a consegnare il testo al Presidente della Regione e ai Gruppi Consiliari della Regione stessa, perché credo che la materia sia ormai matura.
I tempi dello statuto regionale sono quelli che ci eravamo immaginati fin dall’inizio, cioè tempi molto lunghi, per cui vale la pena continuare su questa strada che, del resto, è già stata abbondantemente percorsa.
COORDINATORE
Come ha detto Ivano Sartor, questa è una materia molto complessa sulla quale fra pochi giorni prenderemo i primi contatti con le altre istituzioni, al fine di trovare terreno fertile da parte di più gruppi possibili rappresentanti nel Consiglio della Regione Veneto.
L’altra volta eravamo arrivati a un passo dalla conclusione e avevamo avuto anche accolte dalla Regione le nostre richieste, se non che si è andati a nuove elezioni e tutto si è fermato. Speriamo, quindi, che questa volta non succeda di nuovo.
Da parte nostra c’è l’impegno affinché anche il Veneto possa avere questa ulteriore Camera delle Autonomie, che non deve essere considerata come un ulteriore costo della politica, ma come un modo per risolvere i problemi in maniera più concreta, veloce e più puntuale.
INTERVENTO
Volevo ricordare il problema legato al Consiglio Regionale delle Autonomie Locali che faceva parte di una posizione assunta dall’ANCI nell’incontro Dire e Fare a Rovigo.
Il qui presente Paolo Avezzù aveva lanciato una provocazione intelligente, che era quella di dire che se non c’era la volontà politica di portare avanti lo Statuto bisognava almeno mettere nelle condizioni il Consiglio Regionale di emanare una legge che vada a istituire il Consiglio Regionale delle Autonomie per evitare una situazione di paralisi per le Autonomie.
Se noi dobbiamo aspettare i tempi della politica e le nostre proposte non vengono sostenute in sede istituzionale non è accettabile. Almeno ci dicano che non è possibile perseguire questa via, che è quella di deliberare comunque l’istituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie Locali.
Come precisato dalla Costituzione (art.123), questo Consiglio avrebbe un carattere di consultazione, mentre noi eravamo andati ben oltre, assumendo delle posizioni in quel famoso incontro del Consiglio Regionale del Veneto che andavano oltre il dettato costituzionale dell’art.123. In quella sede era sembrato di recepire la massima disponibilità degli amministratori regionali, ma dopo siamo andati ad elezioni e lo statuto non è andato avanti.
Io direi, quindi, di ripristinare tutto quel lavoro che io sono convinto sia valido anche adesso.
Tutti gli incontri ci hanno visto concordi, per cui dovremmo ricevere delle garanzie sull’avanzamento dello Statuto, ma se ciò non avvenisse si dovrebbe studiare la possibilità di predisporre una norma per l’istituzione di questo organismo che è fondamentale, altrimenti non riusciremo a concretizzare niente.
INTERVENTO
Il percorso è già stato individuato ed è preciso.
Siamo ormai a metà strada e oltre di questo percorso; quindi, bisogna andare avanti.
Abbiamo fatto tanti incontri con le altre associazioni delle Autonomie e abbiamo anche l’articolato che sarà a breve discusso fra ANCI, UNCEM e UPI, dopo di che si dovrà presentarlo alla Regione come un’iniziativa legislativa approvata da parte di almeno cinque Consigli Comunali; io mi auguro che siano cinquanta e non solo cinque).
La forza politica trasversale che saprà dimostrare il sistema delle Autonomie del Veneto (Consigli Provinciali compresi) otterrà adeguate risposte da parte della Regione, che non potrà ignorare questa richiesta che è solo una anticipazione di quello che deve necessariamente avvenire con lo Statuto regionale come accade già in quasi tutte le regioni italiane, tranne due o tre che devono ancora approvare lo Statuto.
Il percorso è obbligato, ma noi vogliamo che i tempi non siano quelli infiniti della prossima legislatura regionale, per cui chiediamo che si possa anticipare la cosa pur con gli adeguati accorgimenti di tipo formale e giuridico, perché, come ci è stato ben spiegato, non può esserci il Consiglio delle Autonomie, per cui avrà un altro nome: Assemblea Permanente delle Autonomie. Questo perché lo Statuto è materia non di legislazione ordinaria, ma costituzionale, perché va ratificato dal Parlamento.
COORDINATORE
Ci sono altri interventi?
Prima di passare al conto consuntivo, intendo, a nome mio personale e dell’Associazione, fare le congratulazioni ai neo Sindaci e ai neo Consiglieri, considerato anche il fatto che non ci saranno molti ballottaggi. Abbiamo, infatti, avuto elezioni che hanno visto al primo turno l’espressione popolare indicare un candidato ben preciso.
A tutti, sia della minoranza che della maggioranza, auguro un buon lavoro, e a quelli che andranno al ballottaggio faccio un imbocca al lupo.
Passiamo al punto n.4, che riguarda il conto consuntivo. Al riguardo ne abbiamo già parlato in Direttivo e la proposta che viene fatta la Consiglio arriva con il disco verde avuto all’unanimità di tutti i componenti.
Per la relazione tecnica, do la parola al Direttore Menara.
Dario MENARA, Direttore ANCI Veneto
Buongiorno.
Il conto consuntivo che il Direttivo dell’Associazione pone all’attenzione del Consiglio chiude con un utile di € 149,01. È un po’ in sintonia con l’attività degli anni precedenti e ha dato vita alle iniziative indicate e volute dal Consiglio stesso.
Nella cartella avete la relazione, ma credo sia opportuno ricordare quale è l’assetto societario della nostra Associazione.
L’ANCI Veneto partecipa alla SOA Nord Est al 2,5%, alla Scuola di Polizia Formel Veneto al 33% e, da poco, alla SRL ANCI QUALITY. È poi socio di maggioranza della società ANCISA con il 75,86%. A sua volta ANCISA partecipa ai Global Service SPA di Verona con il 10%, Punto.com con il 40%, ad ANCI Quality con il 30%, a CTE certificazioni con il 25%.
Nel corso del 2006 ha dimesso la partecipazione a UNITECNA secondo le direttive del Consiglio di Amministrazione, che ha previsto di uscire dalle società dove non vi sono stati ripartiti degli utili.
Diciamo che la partecipazione societaria si è consolidata, fatta eccezione per Formel Veneto che ha presentato un bilancio con una perdita di circa 2.000 €.
Da segnalare in particolare l’utile molto interessante di SOA Nord est, che quest’anno ha avuto utili per € 117.000,00 e l’utile di Global Service (erano parecchi anni che non dava utili), la cui quota di 12.000 € spetterà all’ANCI.
Rimane, per quanto concerne SOA Nord est, il problema segnalato dal Revisore dei Conti, cioè che la somma di acquisto delle quote sociali è stata versata da ANCI Veneto, ma poiché la legge istitutiva della SOA prevede la partecipazioni delle Associazioni Nazionali le quote hanno dovuto essere intestate all’ANCI Nazionale. Si dovrà, quindi, trattare con ANCI Nazionale per la vendita di queste quote.
Se passiamo al documento contabile, dobbiamo dire che il consuntivo è in linea con le previsioni, anche se abbiamo avuto un leggero aumento delle spese generali, degli organi dell’Ente e dei servizi ai soci. Le entrate, invece, sono rimaste quelle preventivate.
Dai Comuni del Veneto abbiamo raccolto 320.000,00 €, dall’ANCI Nazionale 277.000,00 €, dalla Regione 75.000,00 €, e abbiamo avuto introiti diversi per 219.000,00 €.
Dobbiamo anche dire che nel corso del 2006 abbiamo recuperato abbastanza somme dai Comuni, anche relative a quote degli anni precedenti.
Vi sono in cartella anche dei grafici che aiutano a capire la situazione.
Non vi sono particolari evidenziazioni da fare, a parte l’attuazione delle direttive che prevedevano la chiusura con un utile, oltre che numerosi servizi ai Comuni della nostra regione.
COORDINATORE
Ci sono richieste di chiarimenti? Visto che non ce ne sono pongo in votazione.
Chi è favorevole? Astenuti? Nessuno. Contrari? Nessuno. Approvato all’unanimità.
Se non c’è altro da aggiungere, io chiuderei, così possiamo fare due chiacchiere prima di iniziare il convegno che seguirà.
Grazie a tutti per la partecipazione; è ovvio che rimarremo per il convegno.