VERBALE DI DELIBERAZIONE

DEL CONSIGLIO REGIONALE

DEL 30 MAGGIO 2005

 

Il giorno 29 maggio 2005, alle ore 7.00 in prima convocazione ed il giorno 30 maggio 2005 alle ore 10.30 in seconda convocazione, a Montebelluna presso  la Sala Consiliare, su invito del Presidente, si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone dei

 

Signori:

 

Presidente: Signor Vanni Mengotto.

 

Membri presenti: Mengotto Vanni, Andriolo Roberto, Bernardi Luigi Pietro, Bortolot Renzo, Calzavara Massimo, Campedelli Samuele, Candiotto Paola, Carpi Pier Luigi, Caverzan Clara, Confente Massimo, Corazzon Giovanna, Dalla Vecchia Paolo, De Marchi Martino, Lamon Paolo, Melotti Claudio, Pante Gino, Pellizzari Andrea, Rigno Giovanni, Rondina Aldo, Sandri Stefano, Selvaggi Aida, Tegner Massimo, Tessari Claudio, Vecchini Giorgio, Vendrasco Roberto, Zerbaro Luciano, Bertolin Claudio, Chinaglia Franco, Dalla Corte Giambattista, Fortin Paolo, Gandini Silvio, Gomierato Maria, Manzato Sergio, Marcato Roberto, Miatello Vittorio, Pavan Patrizio, Puppato Laura, Sartor Ivano, Stivanello Antonino, Veronese Adelino, Avezzù Paolo, Pillon Cesare, Rina Eduardo, Penzo Giuseppe, Saracco Sante, Zoleo Maria Cristina, Volpato Marcello, Menara Dario.

 

Si sono giustificati per l’assenza: Bertaso Franco, Bogoni Paolo, Claudio Luca, Dal Monte Mario, Donegatti Valentino, Verziaggi Mario, Colcergnan Flavio, Lombardi Giuseppe, Hüllweck Enrico, Zanotto Paolo, Giacinto Vito.

 

Assenti non giustificati: BazzaniGiovanni Battista, Bertipaglia Olindo, Berto Ampelia, Busato Tiziano, Crema Alberta, Laruccia Antonio, Martini Giuliano, Pin Cristina, Romano Doriano Loris, Carli Marco, Menegozzo Pietro, Padoan Renzo, Zanata Franco, Costa Paolo, De Col Ermano, Zanonato Flavio, Bonometti Flavio, Borgato Renato, Bottacin Diego, Savioli Argia, Dall’Alba Terelisa, Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Facincani Maurizio, Antonucci Michele, Matiello Egidio.

 

Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Sig. Dario Menara.

 

Montebelluna, 30 maggio 2005

 

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Buongiorno a voi tutti e un saluto particolare a Laura Puppato, il Sindaco di Montebelluna che ci ospita oggi.

Prima di passare la parola al Sindaco per il saluto usuale che caratterizza sempre la presenza della nostra Associazione nelle varie municipalità del Veneto, volevo esprimere, a nome di tutti i colleghi Sindaci e di tutti i collaboratori, la piena solidarietà al Sindaco Laura Puppato per gli eventi che purtroppo hanno visto la sua persona come bersaglio. Io credo che da questo punto di vista ci debba essere una ferma, totale, assoluta e incondizionata presa di posizione da parte di tutte le forze politiche che si identificano nell’ambito della nostra Associazione.

Accanto alla solidarietà che Laura Puppato ha ricevuto dai Sindaci del trevigiano in queste settimane, uniamo, quindi, anche la solidarietà di tutti i Sindaci e Amministratori del Veneto.

 

Laura PUPPATO, Sindaco di Montebelluna

Sono io a ringraziare voi e a salutarvi molto volentieri. Spero che oggi per voi tutto sia stato semplificato dalla messa in funzione delle attività di servizio dei nostri vigili urbani e del nostro personale.

Quando ci siamo trovati con i colleghi dell’Anci e si è pensato di ritrovarci nella nostra città, io ho gradito enormemente questa opportunità che ci veniva offerta, perché credo sia utile che l’Anci migri nell’ambito dei Comuni veneti in modo da poter conoscere le varie realtà.

Questa è una città che si colloca come una realtà industriale molto evoluta e che, nonostante le flessioni economiche venete, continua a vivere una realtà produttiva importante con i marchi della calzatura mondiale qui ospitati, e ancora vivi e forti. La nostra, infatti, risulta essere ancora la capitale del distretto della calzatura sportiva e dello sport system.

Noi abbiamo anche una realtà che stiamo cercando di portare, con difficoltà, alla luce, relativamente all’archeologia, e in particolare per quanto riguarda i Paleoveneti e i Romani. Al riguardo, contiamo di riuscire a far rientrare la città nel ruolo di “città culturale” in grado di offrire prospettive a chiunque giunga per scopo turistico o per approfondimenti culturali.

Il mio saluto oggi è associato a quello della mia Giunta e del Consiglio Comunale, il quale è qui rappresentato da alcuni nostri Assessori. Più tardi noi saremo ben felici di pranzare insieme con coloro che vorranno fermarsi.

Un ringraziamento particolare va alle parole che mi sono giunte subito in maniera forte e solidale da parte del Presidente Vanni Mengotto, del Direttore Menara e di tutti i colleghi Sindaci che spontaneamente, a seguito di questo fatto intimidatorio e delittuoso, si sono espressi. Io vi ringrazio tutti, perché il sentirsi vicini, a prescindere dalle appartenenze, è una cosa che dà alle istituzioni nuova linfa e nuova vita per continuare a credere in un futuro che non può essere inquinato da nessuna forma di violenza e da nessuna forma di intimidazione.

Do ora l’avvio ai lavori e vi ringrazio ancora per essere venuti a trovarci in questa cittadina assolutamente serena e tranquilla. Grazie.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Io credo che possiamo dare il via ai lavori. Il primo punto all’ordine del giorno è l’approvazione del verbale della seduta precedente. Se non ci sono opposizioni lo diamo per approvato.

Il secondo punto riguarda l’addizionale e l’addebito ai Comuni del minore gettito: proposte e iniziative. Su questo punto in cartellina trovate una scheda tecnica relativa alla questione dell’addizionale.

Prima di far intervenire il Sindaco Marcato (Presidente della Commissione Finanze) volevo sottolineare un aspetto non di poco conto. A questo incontro del nostro Consiglio Regionale sono stati invitati i parlamentari del Veneto e, al riguardo, ho qui una lista di giustificazioni spero dovute solo alla coincidenza dell’attività in Parlamento. Noi, infatti, abbiamo fissato al lunedì il Consiglio Regionale proprio per facilitare la presenza dei parlamentari, ma purtroppo c’è stata una coincidenza non prevedibile con le attività parlamentari. Oggi, quindi, non sono presenti i parlamentari veneti e, in particolare, si sono giustificati Paniz Maurizio, Grotto Franco, Fratta Pasini Pieralfonso, Campa Cesare, Stradiotto Marco, Dotto Giampaolo, Stefani Stefano, Ruzzante Pietro e Ghedini Nicolò.

Sarà nostra cura far in modo che le considerazioni di questa giornata siano portate a conoscenza di tutti i parlamentari veneti ai quali poi chiederemo, relativamente all’addizionale e ai trasferimenti ai Comuni, una presa di posizione forte e chiara, perché questo è un nodo che sta diventando sempre più stringente.

Io credo che su questo nodo, soprattutto in vista della redazione della Finanziaria 2006, dovremo ottenere una forte sensibilizzazione da parte dei nostri parlamentari veneti, indipendentemente dalla collocazione politica.

Chiedo adesso l’intervento del Presidente della Commissione, cioè del Sindaco Marcato.

 

ROBERTO MARCATO, Presidente Commissione Finanza

Ringrazio il Presidente Mengotto.

Noi della Commissione ci siamo ritrovati anche questa mattina per fare il punto della situazione, assistiti anche dal dott. Galesso, che è ancora qui presente, il quale ci ha sottoposto una ricognizione sullo stato dell’arte.

Innanzitutto, vorrei ricordare ai colleghi che, insieme al Presidente Mengotto, noi abbiamo inviato una lettera all’Anci Nazionale e ai tutti i parlamentari nel marzo scorso per segnalare quello che poco fa Mengotto diceva. Noi, come tutti i comuni mortali, non siamo mai contenti di pagare, ma quello che ci scontenta di più è che non sappiamo in base a cosa saremo chiamati a restituire queste somme.

Sulla scorta della nostra attivazione, alcuni parlamentari hanno fatto delle interpellanze (io ho qui quella dell’on. Valpiana, del sen. Falcier e altri, dell’on. Calzaro) e il risultato è quello di avere ottenuto una rateizzazione quinquennale, ma ci manca ancora il dato di partenza.

Lo stesso dott. Galesso, nella nota che ci ha sottoposto questa mattina e che trovate in cartellina, conclude dicendo che bisogna capire bene la motivazione, ed è proprio quello che noi ci stiamo ancora chiedendo.

Questa mattina nel ragionamento sviluppato in Consulta ci siamo dati appuntamento per la prossima convocazione (primi di luglio), sperando che nel frattempo il Comune di Rovigo finisca l’attenta verifica che sta svolgendo attraverso il dirigente del settore finanziario prima di dare il via al pagamento. Speriamo, quindi, di ottenere delle notizie in più.

Ad oggi questo è lo stato dell’arte.

Se il Presidente me lo permette, volevo approfittare dell’occasione per dare due comunicazioni ai colleghi. Alcuni Sindaci del Veneto mi avevano segnalato un problema, cioè il fatto che noi abbiamo dei contributi regionali per la bonifica dei siti inquinati. Al riguardo, io scrissi a marzo all’Anci di Roma (dott.ssa Roncaccia) e al dott. Costantini, che è il Segretario Regionale al Bilancio e alla Finanza. Da questa seconda persona io non ho avuto risposta, ma nella conversione del Decreto Legge per gli enti locali, però, questa parte è stata tolta.

Vi spiego la materia. Noi siamo vicini a Marghera e negli anni cinquanta e sessanta sono state fatte delle discariche abusive per cui la Regione ora dà dei contributi (partita di giro) per il disinquinamento. Siccome, però, si trattava di cifre notevoli c’era il rischio di condizionare in maniera significativa gli investimenti all’interno del patto di stabilità. La mia soddisfazione, quindi, è che questa nostra richiesta (non so di chi sia il merito) sia stata accolta.

La seconda cosa che volevo comunicare riguarda lo scampato pericolo di ritornare al passato remoto con la proposta di modificare l’iter dei progetti e dei finanziamenti, cioè proponendo che i progetti e i finanziamenti sopra il mezzo milione di Euro tornassero in Consiglio Comunale. Considerato che ormai è difficile fare qualcosa con una cifra inferiore al miliardo del vecchio conio si sarebbe fatto proprio un bel passo indietro, ma per fortuna questa proposta è stata cassata. Io ho finito.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Su questo punto io direi di proseguire nell’ambito dell’azione nazionale, perché la semplice rateizzazione è sicuramente un aspetto minimale.

 

PAOLO AVEZZU’, Sindaco di Rovigo

Nel Comitato Direttivo dell’Anci Nazionale del 2 maggio scorso ho personalmente portato l’ordine del giorno approvato dal nostro Consiglio Comunale e, poi, ho portato un orientamento del nostro Anci Veneto. Questo problema, comunque, è stato sollevato anche da altri Sindaci, per cui il Direttore Rughetti e il Presidente Dominici si sono fatti carico di far presente la questione al Ministero dell’Economia. La situazione, quindi, è già all’attenzione dell’Anci Nazionale.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Questo aspetto può coinvolgere in maniera non determinante i grandi Comuni, perché sulla rateizzazione si trovano in minore difficoltà rispetto ai Comuni di media e di piccola dimensione, ma in ogni caso noi dovremo continuare a sensibilizzare la nostra Anci Nazionale per cercare di ottenere un calcolo effettivo dell’addizionale.

 

FRANCOCHINAGLIA, Assessore di Fiesso Umbertiano

Io vorrei ritornare sulla questione dell’addizionale, perché tra oggi e domani dovrà essere approvata definitivamente dal Parlamento. Io parlo per i Comuni sotto ai 5.000 abitanti, anche se credo che il problema riguardi anche i Comuni sopra i 5.000 abitanti.

Io vorrei un chiarimento, perché Italia Oggi ha scritto che per i Comuni sotto i 5.000 abitanti era stata accolta una proposta dell’Anci Nazionale per portare alla distribuzione in otto annualità, mentre su Il Sole 24 Ore si è parlato ancora di cinque annualità.

Riguardo al Comune di Fiesso, hanno già trattenuto la prima rata delle cinque annualità.

Tra oggi o domani chiuderanno in parte questa partita, ma io credo che questa questione vada ripresa soprattutto in vista della prossima Finanziaria per ribadire alcune nostre posizioni.

Vorrei sollevare anche una seconda questione, relativa il costo dei rifiuti. In molti Comuni noi andavamo a gravare sui costi delle scuole la possibilità di recuperare una parte della tassa dei rifiuti. Su questa questione il Distretto del mio Comune ci ha comunicato che a livello nazionale pare siano stati tagliati queste disponibilità, per cui credo che dovremo fare attenzione anche a questa questione, perché avremo un’ulteriore diminuzione di entrate. Molti Comuni avevano pensato, infatti, di recuperare, attraverso i Distretti, una parte della tassa sui rifiuti.

 

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Io credo che queste sollecitazioni vadano tenute presenti per venire incontro alle esigenze dei Comuni di più piccola dimensione, per cui si tratta di un elemento da far presente ai nostri parlamentari.

Se non ci sono altri interventi passerei all’esposizione da parte del Direttore Menara delle cifre che scaturiscono dal conto consuntivo per l'esercizio 2004, che qui viene approvato per l’approvazione in Assemblea.

Questo documento è stato visionato dal Direttivo dell’Associazione e comprende la relazione del Direttore, il documento contabile vero e proprio, e un riepilogo generale che rende più chiaro l’andamento delle entrate e delle uscite nel periodo considerato. Oltre a questo, in cartellina trovate una serie di indicazioni e di relazioni riferite alle attività istituzionali delle Consulte e all’attività convegnistica che spesso viene portata avanti da ANCISA.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Il conto consuntivo relativo all’esercizio 2004 è stato caratterizzato da due eventi: il primo evento sono state le elezioni amministrative che hanno interessato 365 civiche amministrazioni, e il secondo evento è stato il rinnovo degli organi sociali dell’Associazione.

Nel corso dell’anno, comunque, l’Associazione ha garantito ai Comuni l’ordinaria attività e i servizi ordinari.

Gli organi hanno diradato i loro incontri in prossimità delle elezioni amministrative.

Fra le iniziative editoriali promosse vi è stata una nuova guida per i consiglieri comunali, che ha avuto una tiratura di 3.000 copie ed è stata distribuita nei Comuni della nostra regione. Una seconda attività editoriale è stata l’ulteriore diffusione della Costituzione della Repubblica Italiana presso i Comuni della nostra regione e anche fuori regione. Quest’ultima pubblicazione è arrivata a 60.000 copie, per cui moltissime amministrazioni la consegnano agli studenti e anche alle coppie che si sposano in Comune.

Nel corso dell’anno abbiamo organizzato moltissimi convegni (oltre venti) che hanno visto la partecipazione di 1.273 fra amministratori, dirigenti e dipendenti comunali veneti.

La rivista, editata in un nuovo formato e pubblicata nei numeri 39 e 40 con un supplemento al n.40, ha avuto una tiratura di circa 5.000 copie. Questa formula, fra l’altro, sembra raccogliere più consensi rispetto a quella precedente per cui stiamo aumentando la frequenza dei numeri e cercando di sintetizzare i contenuti.

Abbiamo risposto ad oltre 150 quesiti dei Comuni, incrementando l’archivio storico (500 documenti all’interno del sito) che può essere visionato liberamente da tutte le amministrazioni.

Abbiamo attivato alcuni progetti speciali in collaborazione con la Regione e, in particolare, il progetto intercultura che è iniziato nel 2002; lo scambio culturale con la scuola di polizia di Catalogna si è concluso con un seminario a cui hanno partecipato una decina di comandanti di vigili urbani. Abbiamo attivato un corso sull’interculturalità e sui diritti umani e abbiamo poi attivato un corso di formazione per giovani oriundi veneti.

Gli organi sociali si sono riuniti regolarmente: quattro sedute per il Consiglio, quattordici per il Direttivo e la Presidenza, e venticinque per le Consulte. Abbiamo avuto circa 20.000 visite al sito e ogni giorno si collega circa il 10% dei Comuni veneti.

Sono state spedite 79 circolari, 51.000 comunicazioni e sono state prodotte 300.000 fotocopie.

Al 31.12.04 l’Associazione contava quattro dipendenti a tempo pieno e uno a tempo determinato (1 dirigente, 2 funzionari e 2 impiegati).

Sul fronte societario l’Associazione detiene il 75% del capitale di ANCISA, che è la società che fornisce servizi sia all’Associazione che ai Comuni della regione. La nostra Associazione detiene poi il 2,5% della SOA Nord Est e, inoltre, ha alcune partecipazioni nell’Associazione Scuola di Polizia Municipale di Trento e Formel Veneto (consorzio che nei prossimi giorni verrà trasformato in s.r.l. e che provvede alla formazione dei dipendenti comunali).

L’attività di ricerca e di sviluppo si è indirizzata su alcune linee indicate dagli organi, quali gli statuti regionali e comunali e, al riguardo, è stato istituito un gruppo di lavoro. Si è attivata una collaborazione con l’Università Bocconi di Milano sulla perequazione nei trasferimenti dallo Stato ai Comuni.

Sulla nuova legge urbanistica, al termine del lavoro, c’è stato un convegno svoltosi nei giorni scorsi a Noventa Vicentina. Sulla nuova legge regionale sul commercio i lavori della Consulta sono terminati proprio nei giorni scorsi, licenziando un regolamento che dovrebbe essere in cartella. Su impulso del Direttivo si è attivato un team di esperti che si è già offerto di redigere nei Comuni i piani commerciali comunali.

Sull’istituzione e gestione degli archivi comunali, il prossimo 6 giugno, in collaborazione con la Regione, si svolgerà a Monselice un convegno dal titolo “Gli archivi comunali: da opportunità e risorsa”.

Sul tema importantissimo del rinnovo delle concessioni delle reti del gas (fonte di un’ulteriore entrata per le amministrazioni comunali) è stata svolta una velocissima indagine ed è emerso che molti amministratori non hanno la consapevolezza dei termini effettivi in cui scadono le reti del gas e sulla necessità di attivare degli studi per rilevare la consistenza economica. Al riguardo, è stato attivato un gruppo di lavoro ed è stato realizzato un convegno la scorsa settimana a Marostica a cui hanno partecipato 110 amministratori. Offriremo, quindi, anche questo servizio ai Comuni.

È stata poi assicurata l’assistenza fiscale agli amministratori, è stato attivato un fondo di solidarietà e si sta lavorando sull’inquinamento atmosferico da PM10.

Per quanto concerne lo stato patrimoniale, vi rimando alla documentazione che è stata inserita in cartella, come pure per il conto economico che chiude con un risultato d’esercizio positivo di 93,42 . I grafici evidenziano sia le entrate che le uscite.

Le entrate nel corso dell’anno sono rimaste sostanzialmente invariate, così come le uscite sono risultate all’interno delle previsioni di spesa.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Grazie al Direttore. Se ci sono richieste di chiarimenti sui vari allegati di cui si compone il bilancio consuntivo siamo qui a disposizione per rispondere.

 

SINDACO

Ringrazio il Direttore per l’esposizione e poi mi sembra che l’illustrazione grafica sia molto chiara. Sulla voce immobilizzazione, però, vorrei che il Direttore dettagliasse un po’ meglio.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Sono immobilizzazioni tecniche (quelle previste), ma qui non ho il dettaglio.

 

SINDACO

La mia era solo una curiosità per cui potrà fornirmi i dettagli anche successivamente. Grazie.

 

GIUSEPPE PENZO, Coordinatore dei Presidenti dei Consigli Comunali Veneti

L’ordine del giorno che ci è stato comunicato recentemente parla dell’approvazione del bilancio consuntivo e dell’approvazione del regolamento commercio e, secondo me, si tratta di due aspetti che hanno bisogno di essere messi a disposizione di tutti i consiglieri, relativamente alla documentazione, perché la relazione del collegio dei revisori è datata 21 aprile 2005 e il documento contabile (conto consuntivo) sia stato elaborato dalla direzione tecnica un po’ prima.

Io credo che fra l’Esecutivo e il Consiglio Regionale debba esserci almeno un rapporto di collaborazione, perché se noi siamo chiamati ad approvare questo documento (come tanti altri documenti) penso che almeno un minimo di disponibilità a presentare la documentazione ci debba essere. Per quanta fiducia possiamo nutrire nei confronti della direzione tecnica bisogna dire che solo in questo momento sono stati presentati dei documenti importanti.

Io, quindi, chiedo che il rapporto fra l’Esecutivo e il Consiglio Regionale sia un rapporto di trasmissione della documentazione per evitare che veniamo chiamati a votare documenti che non conosciamo e sui quali siamo impossibilitati a esprimere una valutazione di natura politica.

Io credo che il ruolo del Consiglio Regionale ANCI non sia quello di ratifica, ma quello di essere protagonisti in tutti i processi decisionali che l’Esecutivo ci mette a disposizione. Io chiedo, quindi, che ci sia almeno un passaggio di comunicazioni che sono indispensabili per decidere di votare provvedimenti importanti per l’Associazione stessa.

La mia dichiarazione di voto è di astensione, sperando che questo segnale sia recepito dall’Ufficio di Direzione.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

A parziale rettifica dell’indicazione, voglio sottolineare come il conto consuntivo sia quello relativo all’esercizio 2004, cioè relativo a un anno in cui il Direttivo e l’attuale Consiglio ha lavorato solo due mesi. Sarà, comunque, nostra cura mettere a disposizione tutto il materiale nel momento della lettera di convocazione del Consiglio stesso. Grazie.

 

PAOLO DALLA VECCHIA, Consigliere di Noale

Sulla relazione del conto consuntivo mi pare interessante sottolineare due aspetti. Il primo aspetto riguarda la veste tipografica diversa della nostra rivista e, al riguardo, devo fare i complimenti, perché questo nuovo bollettino di informazione della nostra Associazione è molto efficace e di facile lettura e, in sintesi, permette di avere anche le iniziative dell’Associazione stessa.

Credo che il conto consuntivo del 2004 sia necessariamente un conto consuntivo che chiude una partita (quella della precedente amministrazione) e ne apre una del tutto nuova, con un nuovo Consiglio e con nuove Commissioni che ritengo stiano agendo con il piede giusto sotto l’impulso del Presidente Vanni Mengotto.

Ritengo che le iniziative promosse, sia sul fronte del rapporto con l’Anci Nazionale, con i Parlamentari e con i Consiglieri Regionali, siano state assolutamente efficaci in questi primi sei mesi di mandato.

Volevo, però, sottolineare un aspetto. Prima si diceva che questo nostro Consiglio Regionale era aperto ai Parlamentari del Veneto, ma devo dire che c’è poca attenzione e indifferenza da parte dei Parlamentari del Veneto relativamente ai nostri inviti. Io, infatti, ho visto la presenza di solo due o tre persone rispetto, invece, al numero consistente di onorevoli e di senatori.

Credo che l’attenzione verso gli enti locali non sia necessariamente un’attenzione che si debba giocare solo fra qualche mese quando si andrà a discutere in campagna elettorale per l’elezione di quella o questa formazione politica, ma dovrebbe essere un’attenzione ben più significativa e attenta. Il fatto che non ci sia una presenza dei nostri Parlamentari significa che la nostra classe politica nazionale è poco attenta rispetto alle istanze dei Comuni. Io credo sia inutile fare delle dichiarazioni di grande principio se non si fa anche un atto di presenza.

Gli impegni parlamentari sono importanti, ma il Consiglio è stato convocato di lunedì per permettere ai nostri rappresentanti di essere presenti. In realtà, però, noi stiamo abbaiando alla luna, visto che nessun parlamentare è presente stamattina e questo è un brutto segnale rispetto alle istanze della nostra Associazione.

 

LUCIANO ZERBARO, Assessore di Sarcedo

Vorrei fare qualche breve considerazione sul bilancio, che è anche una dichiarazione di voto a nome del gruppo che rappresento. Io credo che il conto del 2004 sia un conto positivo non solo sotto il profilo strettamente economico (c’è un piccolo attivo che sottolinea l’equilibrio numerico del bilancio), ma anche sotto l’aspetto dell’attività svolta nel 2004, che è stato un anno di transizione visto che ci sono state le elezioni amministrative e c’è stato il rinnovo degli organi, comportando una pausa nell’attività dell’Associazione. Nonostante questo, però, noi possiamo constatare che l’attività dell’Associazione non è venuta meno. Se, infatti, andiamo a guardare la convegnistica (Allegato 1) vediamo che il numero delle manifestazioni promosse è elevato e che le presenze sono state ben 1.273.

Altro motivo per cui credo sia da approvare questo conto è anche il risultato delle società partecipate, perché, anche se noi non approviamo direttamente i loro bilanci, è evidente che sono realtà economiche e operative strettamente collegate all’Anci. L’ANCISA, per esempio, ha registrato una chiusura molto positiva, con un utile di 26.000,00 .

Voglio ricordare anche che ANCISA è stata voluta fortemente dall’Anci per gestire tutta una serie di attività economiche dell’Associazione e che, negli anni scorsi, ha avuto qualche difficoltà economica soprattutto affrontando impegni di notevole peso economico (mostra del Dire e Fare). In questi ultimi due o tre anni, però, si è recuperato il deficit creato nel 2002-2003 e si è andati addirittura a chiudere il 2004 con un utile di 26.000,00 . Questo ci consente di aumentare il capitale sociale e di rafforzare questa società, che è il vero braccio operativo della nostra Associazione.

Positivi sono anche i bilanci di altre società, come la SOA, dove siamo presenti in forma indiretta attraverso l’ANCISA (es. Global Service).

Io credo, quindi, che siano state giuste le intuizioni che abbiamo avuto nel passato, trasformando l’Associazione anche in erogatrice di servizi ai Comuni. L’ANCISA è sicuramente lo strumento principale che ci permette di fare questo, ma si è cercato di partecipare in maniera attiva anche ad altre iniziative che sono di supporto ai Comuni.

Io credo che, visto il quadro generale economico e operativo, questo bilancio meriti ampiamente l’approvazione.

 

ROBERTO ANDRIOLO, Vice Presidente Vicario Anciveneto

Come qualcuno ricorderà, il 2004 è stato un anno davvero particolare, perché ci sono state le elezioni comunali che hanno un po’ bloccato l’attività dell’Associazione già da marzo. C’è stato poi il cambio di presidenza, e io sono dovuto subentrare al Presidente dai primi di luglio.

Io ritengo, comunque, che, a parte il mese di agosto, ci sia stata un’attività forte della nostra Associazione. Vorrei, infatti, ricordare i convegni fatti nel mese di luglio sulle badanti e poi vorrei ricordare quell’azione che abbiamo messo in atto assieme al Direttore e al Direttivo per venire nelle varie province a incontrare i nuovi amministratori e per prendere nota delle loro indicazioni. Qualcuno, infatti, ricorderà le problematiche che avevano in particolare i nuovi amministratori nell’impatto con i cittadini e con la macchina burocratica, per cui abbiamo preso nota delle varie indicazioni e le abbiamo fatte nostre nell’ambito dell’anno 2004.

A settembre si è tenuto il secondo Consiglio (il primo a gennaio), in cui abbiamo approvato il conto consuntivo all’unanimità, e poi abbiamo anche dato atto alla nuova fase dei rinnovi dell’Associazione conclusasi il 20 ottobre ad Abano con l’elezione del nuovo Presidente. Dopo questa data siamo riusciti in poco tempo (bisogna dare atto al Presidente Vanni Mengotto) a dare a questa Associazione un’impronta unitaria, in quanto le problematiche sono di tutti, indipendentemente dalle nostre appartenenze politiche.

In questa fase l’Associazione è sempre stata presente nel territorio e molti Sindaci hanno potuto avere direttamente delle risposte esaurienti.

La fase di settembre ha fatto poi decollare l’attività relativa ai piccoli Comuni e, al riguardo, vorrei ricordare la nostra partecipazione massiccia a Riva del Garda. Con l’occasione voglio ricordare che fra una settimana c’è la quinta Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni a cui ritengo sia giusto partecipare.

Io credo che sia stato svolto un lavoro a mosaico, il quale ha fatto in modo che raggiungiamo un assetto funzionale, rispondente, e che dà dei frutti ottimi.

Non dimentichiamoci, però, che c’è sempre una nota negativa relativa ai nostri Parlamentari, che si interessano a noi soprattutto quando ci sono da raccogliere preferenze. Io dico al Presidente che noi dovremmo riappropriarci della nostra forza elettorale, per cui le persone devono guadagnarsi il posto che occupano. Inoltre, voglio che finisca questa epoca dei desaparecidos, cioè l’epoca in cui onorevoli e senatori non sanno nemmeno dove è il Comune di turno. Grazie. 

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Forse a qualcuno fischiano le orecchie.

 

ROBERTO ANDRIOLO, Vice Presidente Vicario Anciveneto

C’era un senatore che dieci giorni fa si gongolava perché gli era stato riferito che sarebbe stato ricandidato. Io, però, gli ho mandato a dire che non basta essere candidati, ma bisogna prendere i voti.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Se non ci sono altri interventi relativi al conto consuntivo, porterei in approvazione il bilancio 2004.

Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Penzo.

Approvato il conto consuntivo 2004.

Passerei adesso al quarto punto dell’ordine del giorno: “Partecipazione SOA Nord Est: determinazioni”. Questo punto è posto all’evidenza del Consiglio perché si tratta di una partecipazione per la quale è nata una controversia con l’Anci Nazionale. Finché da parte della SOA Nord Est non sono stati distribuiti utili il problema non si è posto, ma dal momento in cui la SOA Nord Est ha iniziato a produrre utili l’Anci Nazionale ha posto il problema di questa anomala partecipazione di cui l’Anci Veneto ha partecipato finanziariamente le somme. In pratica, l’Anci Nazionale ritiene che l’intestazione delle partecipazioni sia propria e non dell’Anci Veneto. Su questo punto pregherei il Direttore di delucidare il nostro Consiglio. Grazie.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

La costituzione di SOA Nord Est, avvenuta nel 2001, e tutto il lavoro precedentemente svolto non è stato solo un investimento dell’Anci Veneto, ma è stato un lavoro di raccordo con il territorio del Veneto e del Friuli. Questo investimento, nel corso degli anni, ha permesso di ricevere degli utili che ci hanno consentito di ripagare l’investimento effettuato. L’Anci Nazionale ora ci chiede di incassare gli utili e i revisori dei conti da due anni sollecitano la chiarezza su questo punto.

Noi abbiamo svolto un rapporto regolarissimo con l’Anci Nazionale e ora si tratta di decidere che cosa fare. Le strade da seguire possono essere molte, ma io credo che le strade possano essere sintetizzate in due: cedere la partecipazione ad ANCISA (lavoro molto complesso, perché la legge nazionale dispone che i costruttori siano presenti nelle SOA nella stessa misura dei rappresentanti degli enti locali) o intervenire presso i parlamentari per modificare l’attuale legge e prevedere che nelle SOA facciano parte non solo le Associazioni Nazionalin ma anche le Associazioni Regionali.

Queste sono le due soluzioni e come Anci Veneto dobbiamo fare chiarezza al riguardo.

 

LUCIANO ZERBARO, Assessore di Sarcedo

Aggiungo qualcosa alle informazioni date dal Direttore. Le SOA (Società Organismo di Attestazione) sono state istituite con il D.P.R. n.34 del 2000 e si tratta di un’attuazione della Merloni per quanto riguarda la qualificazione delle imprese. La Merloni, infatti, ha abolito l’Albo dei Costruttori e l’ha sostituito con un’attestazione fatta da queste Società di Attestazione. Le SOA, quindi, sono delle società private che agiscono con regole pubbliche e tutta la loro attività è sottoposta a monitoraggio e controllo asfissiante da parte delle autorità dei lavori pubblici. La legge stabilisce le competenze, un organigramma minimo di dieci unità e il capitale sociale di un miliardo di lire (520.000 ).

I costruttori, in sede di approvazione del Decreto, hanno fatto una strenua battaglia per poter partecipare alla compagine sociale delle SOA e, alla fine, è stato raggiunto un compromesso: il legislatore ha accettato la presenza dei costruttori a condizione che ci fosse una pari presenza in termini azionari delle stazioni appaltanti. A Padova è nata così un’iniziativa promossa da qualche banca e da qualche professionista che ci hanno chiesto di entrare nella SOA come enti appaltanti.

L’art.8 del Decreto dice che le Associazioni Nazionali delle Imprese e le Associazioni Nazionali rappresentative delle stazioni appaltanti possono possedere azioni di una SOA nel limite massimo del 20%. Qui è stata fatta la scelta del 10% suddiviso fra costruttori e stazioni appaltanti (5% loro e 5% noi). Siccome a quell’epoca l’impegno ci sembrava oneroso, abbiamo diviso la nostra quota del 5% con la CISPEL, anche se a posteriori possiamo dire che è stato un errore perché, dalla scheda che voi avete in cartella, potete vedere che l’utile della SOA nel 2004 è stato di 600.000 .

La SOA è una società che va bene e che fa un utile incredibile, determinato dal numero delle attestazioni che rilascia nel corso dell'anno e che sono a tariffa, per cui non c’è concorrenza sul prezzo. La concorrenza, eventualmente, c’è sulla puntualità e sulla qualità delle risposte. Ho detto tutto questo per spiegare come è nata questa nostra partecipazione all’interno della SOA.

Ora, che ci incastra in questa vicenda con l’Anci Nazionale è proprio l’art.8 comma 2, dove si parla di Associazioni Nazionali rappresentative. In questa situazione si trovano quattro Anci Regionali che hanno partecipato a quattro SOA diverse.

La soluzione più radicale sarebbe quella di far modificare questo comma attraverso l’azione di qualche nostro deputato, che si trova nella Commissione Lavori Pubblici. In pratica, basterebbe che nell’art.8 fosse scritto Associazioni Nazionali e Regionali oppure che si eliminasse il “Nazionali”. Questa modifica avrebbe una sua logica, perché spesso queste SOA hanno un bacino regionale, a parte qualcuna che opera a livello nazionale.

Io farei, quindi, al Consiglio Regionale Anci la proposta di presentare un emendamento in modo da risolvere il problema alla radice ed eliminare questo contenzioso con l’Anci Nazionale che rivendica le azioni che abbiamo pagato noi.

Si tratta di una situazione un po’ anomala, perché il titolare è l’Anci Nazionale, ma i soldi li abbiamo messi noi, per cui riteniamo di dover tenerci anche gli eventuali utili ricavati dalla partecipazione. Io sarei del parere di fare questa proposta e di sensibilizzare alcuni nostri parlamentari in Commissione Lavori Pubblici, affinché alla prima occasione possano apportare questa correzione.

 

CESARE PILLON, Vice Presidente Anciveneto

Come tutte le cose c’è anche la terza via, che io credo sia quella di andare dai nostri amici dell’Anci Nazionale per dire loro che si vergognino, perché non è pensabile una situazione in cui noi abbiamo dovuto aderire a una loro presenza all’interno di una SOA pagando di persona. Io credo che chi paga sia titolare delle quote, per cui su questa questione dobbiamo andare a Roma e mettere le cose in chiaro per sempre. Che poi si operi anche per soluzioni di altro tipo (come quella che proponeva Luciano) mi pare utile, ma non indispensabile.

Questa questione è un problema di carattere generale, che riguarda i rapporti fra le Anci Regionale e l’Anci Nazionale, e, al riguardo, negli ultimi tempi si è visto che l’Anci Nazionale ha la tendenza di considerare le Anci Regionali come una sua emanazione diretta e non come uno strumento autonomo nelle proprie azioni. Questo, però, non è lo spirito delle Anci Regionali, e noi che siamo una delle Anci Regionali più attive in Italia dobbiamo far valere le nostre ragioni perché non possiamo accettare un centralismo che aborriamo. Io credo che il Presidente debba mettere in chiaro (e sappiamo che lo sa fare bene) i rapporti fra Anci Regionale e Anci Nazionale.

Noi ci lamentiamo tanto della finanza derivata dello Stato, ma in realtà abbiamo anche noi una finanza derivata all’interno dell’Anci, visto che i contributi vanno tutti all’Anci Nazionale che poi li ritorna alle Anci Regionali.

Noi sappiamo bene che nella nostra regione l’Anci è quella regionale, perché tutte le azioni venete sono fatte dalla nostra Anci e non sicuramente dall’Anci Nazionale. Io credo sia il caso di mettere i puntini sulle “i” e di creare una certa alleanza con le Anci Regionali che funzionano (Anci della Lombardia, dell’Emilia, della Toscana, della Puglia, della Calabria e del Lazio) per andare insieme a Roma e specificare che non siamo solo il loro braccio operativo e la loro tetta da mungere. La nostra attività, infatti, non si fa coi fichi secchi, ma con le risorse finanziarie e, al riguardo, stiamo puntando molto sul tema dell’ampliamento delle attività di ANCISA, sempre nella logica di un servizio ai Comuni.

Su questa questione, quindi, credo sia utile che puntiamo un po’ i piedi anche al di là delle azioni che possono essere proposte per correggere il tema relativo alle SOA.

Oggi ci si pone l’obiettivo di essere autonomisti fino in fondo,per cui le Anci Regionali devono avere una propria rappresentanza, una propria struttura e una propria autonomia finanziaria, e proprio su questa questione si devono chiarire i rapporti fra noi e l’Anci Nazionale.

 

EDUARDO RINA, Consigliere di Conegliano

Io sono sconvolto e sorpreso dalla vicenda. Sono d’accordo sull’analisi e sull’iniziativa molto ferma nei confronti dell’Anci Nazionale, ma ho un dubbio che vorrei mi venisse chiarito. Vorrei capire se su questo problema c’è stata una decisione di organismi tecnici oppure di organismi politici. Io partecipo alle riunioni dell’Anci Nazionale e ai Direttivi Nazionali, ma di questo problema non ne ho sentito parlare. Vorrei, quindi, capire se la questione nasce all’interno dei labirinti tecnico-operativi oppure se c’è una decisione politica.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Io credo che questo aspetto sia importante. Attualmente il Direttore è diventato un organo dell’Associazione, e questo è avvenuto a seguito dell’ultima modifica statutaria fatta a livello nazionale che noi veneti, assieme alla Puglia, avevamo contrastato. Su questo tema, in pratica, ci sono stati solo rapporti del Direttore dell’Anci Nazionale rispetto al nostro Direttore, senza altri rapporti relativamente al Consiglio o alla Presidenza.

Questo è un tema che, pur venendo trattato da un organo dell’Associazione, passa in trasparenza rispetto agli organi di vera e propria rappresentanza politica, come possono essere il Direttivo o il Consiglio Nazionale.

 

EDUARDO RINA, Consigliere di Conegliano

Adesso siamo noi che dobbiamo parare il colpo, ma fino ad adesso l’interlocutore era la direzione tecnica e non la direzione politica dell’organismo.

 

SILVIO GANDINI, Vice Presidente Anciveneto

Su questo punto condivido la posizione di Cesare Pillon ed escluderei sicuramente la possibilità di cedere la partecipazione.

Come prima battuta, farei una comunicazione ufficiale all’Anci Nazionale, visto che non esiste niente di simile agli atti. Io credo che sia giunto, infatti, il momento di porre in termini ufficiali la questione e la richiesta di regolarizzare il tutto. Nulla vieta, poi, il coinvolgimento dei parlamentari e di altri, ma al di là di questo appoggio è importante che l’Anci Veneto faccia un atto ufficiale e pubblico. Io direi che dovremmo tradurre il tutto in un atto ufficiale con il quale andare a regolarizzare una situazione che ci lascia molto perplessi.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Se siete d’accordo, io proporrei al Consiglio Regionale di ribadire la proprietà della partecipazione alla SOA Nord Est come Anci Veneto, e da questo aspetto forte poi discenderanno le azioni evidenziate dagli interventi che si sono succeduti qui in Consiglio.

Come prima cosa, però, vorremmo ribadire la proprietà della partecipazione alle SOA Nord Est.

Porrei ai voti, quindi, questo aspetto. Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno.

Approvato all’unanimità.

Passerei ora al quinto punto all’ordine del giorno: “Convocazione Stati Generali dell’Anci Veneto (Rovigo 7 ottobre 2005)”.

Questo punto all’ordine del giorno nasce da due considerazioni. La prima è di carattere contingente, perché il 5-6-7 ottobre è organizzata la manifestazione Dire e Fare nel Nord Est presso la Fiera di Rovigo.

Dire e Fare è stato trasferito a Rovigo per un’opportunità che si è evidenziata nell’ambito del territorio rodigino, cioè quella di avere a disposizione una sede di recente ristrutturazione a un prezzo conveniente per l’Associazione, oltre, naturalmente, all’intenzione di portare la nostra manifestazione nell’ambito delle diverse realtà provinciali di cui si compone il Veneto. Su questo punto mi preme ringraziare sia il Comune di Rovigo, qui rappresentato dal Sindaco Avezzù, sia il Presidente della Provincia di Rovigo Saccardin per la fattiva collaborazione e l’impegno che si sono assunti, dimostrando che a Rovigo la presenza della manifestazione Dire e Fare viene vista come un’opportunità di sviluppo del territorio.

Io credo che come Associazione dobbiamo utilizzare questo incontro per promuovere un momento di confronto fra tutti gli amministratori che, a vario titolo, sono presenti attivamente nella vita dell’Associazione.

Io credo che Dire e Fare sia un momento importante, perché molto spesso gli amministratori che lavorano nell’ambito delle Commissioni non hanno un momento finale di confronto complessivo sulle loro attività.

Nel periodo di avvio dell’attività si è subito evidenziato un forte attivismo per talune Consulte con proposte, iniziative, temi e priorità che hanno dato i loro frutti, ma ci sono state anche delle Consulte che sono rimaste a rimorchio, in attesa probabilmente che la Regione mandasse indicazioni o leggi.

Io credo che per la nostra Associazione sia fondamentale che a livello di Consulte si producano una serie di iniziative, proposte e attività che costituiscano effettivamente quello che i Sindaci del Veneto vogliono diventi l’orizzonte dell’Associazione stessa. Io credo che questo sia fondamentale per non essere solo un’Associazione di servizi. Noi dobbiamo, infatti, essere anche un’Associazione che ha dei temi guida che vengono forniti dai nostri stessi amministratori.

Questa azione la stiamo facendo per alcune Consulte in maniera chiara e con grandi risultati, mentre per altre la stiamo facendo meno. Credo, invece, che questa azione debba essere fatta per tutte le Consulte, cioè per tutti i temi che interessano i nostri amministratori locali.

Credo che un momento di confronto come Dire e Fare a Rovigo sia fondamentale per gli amministratori che, a vario titolo, sono presenti nell’Associazione e nelle varie Consulte.

In un punto successivo dell’ordine del giorno, cioè “Iniziative e attività proposte”, abbiamo anche il punto della situazione sulla partecipazione alle Consulte e, al riguardo, come capi aree dobbiamo porre l’attenzione sulla presenza dei vari amministratori, perché se la loro presenza non c’è stata dall’inizio fino a ora, io credo sia opportuno procedere a una loro sostituzione. Per noi, infatti, è fondamentale che chi vuole far parte della vita dell’Anci, poi partecipi effettivamente.

Credo che un momento di riflessione da parte di tutti gli amministratori che si impegnano nell’ambito dell’Associazione sia necessario non solo per esporre le attività svolte a una platea più ampia, ma anche per una individuazione di linee e di guide da parte di tutti quegli amministratori che si identificano nell’Associazione.

Io credo che, indipendentemente dal fatto che un amministratore partecipi a una Consulta piuttosto che a un’altra, sappia lo stesso porre l’attenzione su alcuni temi specifici.

Faccio un esempio. Domani abbiamo una richiesta di presenza a Porto Tolle, dove si discute la riconversione della centrale Enel, e la nostra presenza è richiesta perché questo argomento non riguarda solo il Sindaco di Porto Tolle, ma l’intero Veneto. Molti temi come questo noi li veniamo a conoscere solo perché li leggiamo sulla stampa o perché il singolo Sindaco ci informa.

Io credo che l’Associazione possa essere un elemento di forza per le singole amministrazioni locali e per i singoli amministratori, permettendo di porre all’attenzione dell’opinione pubblica o della Regione dei temi scottanti e rilevanti.

Noi ci siamo trovati a Verona anche il Presidente della Consulta Trasporti per discutere del problema dei trasporti ferroviari nel Veneto, e questo è un tema che è stato affrontato anche dalla stampa, ma non sempre i temi rilevanti prendono la prima pagina dei quotidiani locali, per cui credo sia importante avere dagli amministratori un indirizzo forte al riguardo.

Quello che voleva essere proposto al Consiglio è di trasformare l’occasione del Dire e fare nel Nord Est a Rovigo in un momento di condivisione di obiettivi e di proposte da parte di tutti gli amministratori che, a vario titolo, partecipano alla vita dell’Associazione.

 

PAOLO AVEZZU’, Sindaco di Rovigo

Volevo intervenire brevemente come ho fatto in occasione della presentazione pubblica di questa nuova edizione di Dire e Fare. Credo che questa sia la sede opportuna per ringraziare il Presidente, il Direttore, ANCISA e il Direttivo per la scelta di Rovigo.

Due anni fa, quando abbiamo fatto l’Assemblea generale della nostra Associazione a Rovigo, credo sia stata apprezzata l’organizzazione e la collocazione logistica che rende comodo per la nostra realtà regionale usufruire di quel tipo di struttura.

Io credo poi che sia opportuna una rotazione nella presenza sul territorio.

Al di là dei ringraziamenti voglio fare due note importanti. La nostra Amministrazione da tre anni organizza un convegno nazionale sul tema della sussidiarietà, che è un tema attuale da comprendere e approfondire, e al riguardo abbiamo ritenuto opportuno, per arricchire la manifestazione, di inserire nel secondo giorno anche questa iniziativa.

L’ultima sottolineatura era quella di una condivisione sull’opportunità di questi stati generali sia nell’aspetto della conoscenza e della diffusione dei vari temi, ma anche per una presa di coscienza sul lavoro svolto dagli amministratori locali e sulle tematiche venete che possono diventare anche di livello nazionale. Ne cito una fra tutte: la questione ambientale sollevata nel Direttivo Nazionale Anci da noi del Veneto a cui hanno fatto seguito dibattiti nazionali e un confronto con il Ministero dell’Ambiente concretizzatosi poi in un Decreto Legge che ha costretto tutti a rendersi più conto di una “patata bollente”.

Io credo che sia importante una presa di coscienza forte della nostra capacità e impegno, anche perché oggi Anci Veneto ha molto da dire non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Ben venga, quindi, un’occasione come Dire e Fare .

 

CESARE PILLON, Presidente ANCI SA

Prendo volentieri la parola in questa funzione di Presidente di Ancisa per ribadire che la scelta di spostarci da Venezia a Rovigo aderisce alla volontà di essere nel territorio e saper cogliere le varie opportunità che il territorio stesso offre. Devo dire che il Comune di Rovigo e la Provincia di Rovigo hanno dimostrato una grandissima disponibilità nell’accogliere questa manifestazione.

Occorre precisare che lo spostamento da aprile a ottobre di questa manifestazione è stato fatto anche perché in aprile la Regione sarebbe stata in periodo elettorale e ci sarebbero state meno adesioni.

Noi vogliamo dare a questa manifestazione un ruolo centrale e fondamentale, relativamente alle realizzazioni del fare degli amministratori veneti. Se questo è il messaggio, è chiaro, però, che l’impegno deve venire da tutti. Ad oggi noi abbiamo 65 stand venduti, ma dobbiamo arrivare a 110 stand per arrivare al pareggio, per cui, come Presidente di ANCISA, chiedo l’impegno di tutti gli amministratori per ampliare la partecipazione.

Credo sia molto importante la presenza negli stand dei Comuni con i loro progetti e realizzazioni, come è importante che ognuno si faccia carico di alcune presenza di Ditte private, le quali, però, non possono essere predominanti nella manifestazione. Se, infatti, aprissimo solo alle ditte che lavorano per noi, rischieremmo di fare un’operazione solo di tipo commerciale, tralasciando il tema principale della manifestazione, cioè essere la vetrina fondamentale dell’innovazione e del fare degli amministratori nel Veneto. È importante, quindi, che ci siano i Comuni in questa manifestazione, anche se capisco che i piccoli Comuni abbiano delle difficoltà di bilancio. Ci sono, comunque, varie forme per poter partecipare e, in ogni caso, almeno l’adesione va data per dare un segno del proprio impegno rispetto alla missione della manifestazione.

Quando si firmano dei contratti poi bisogna rispettarli, per cui l’obiettivo che abbiamo è quello di raggiungere i 110 stand, e ora si sta lavorando in questo senso.

L’invito che mi sento di fare a tutti i colleghi è quello di prendere questa manifestazione nella dovuta considerazione non solo perché è una manifestazione di carattere economico-finanziario dell’Anci, ma proprio perché è la manifestazione principe in cui noi facciamo vetrina e possiamo discutere.

Io credo che la proposta di fare degli stati generali dell’amministrazione sia un’occasione per portare consenso a questa manifestazione.

Io penso sia utile una volta ogni tanto coinvolgere non solo gli Esecutivi dei Comuni, ma tutti gli eletti nelle autonomie locali venete per far capire come l’Anci Veneto si ponga come elemento centrale di rappresentanza di tutti gli amministratori veneti.

 

PAOLO AVEZZU’, Sindaco di Rovigo

Io sono perfettamente d’accordo con questo taglio di grande partecipazione a cui ci ha richiamato il Presidente di ANCISA Pillon, perché questa è la base del successo della manifestazione. Noi, quindi, dobbiamo puntare su una partecipazione corale.

Va benissimo come ha impostato l’idea degli stati generali il Presidente.

Per avere una partecipazione corale anche dei Comuni del Polesine, che sono i Comuni del luogo privilegiato dalla manifestazione, riserverei uno spazio particolare per vedere i passi che questa terra ha compiuto per migliorare una situazione piuttosto negativa.

Su questo mi permetto di proporre uno spazio nell’ambito del Dire e Fare.

 

Laura PUPPATO, Sindaco di Montebelluna

In relazione all’intervento di Pillon dell’ANCISA, viene spontaneo fare una riflessione che poi risente delle situazioni interne dei vari Comuni. Questa manifestazione è un fiore all’occhiello della nostra realtà, ma anch’essa risentirà dell’impoverimento complessivo dei bilanci comunali che spesso produce un impoverimento progettuale.

Mentre parlavate, pensavo alle progettualità che la mia Amministrazione aveva in animo di portare avanti su alcuni temi importanti e che, invece, sono rimaste nel cassetto, perché mancanti dei corrispondenti capitoli di bilancio.

Io credo sia importante e utile, al nostro interno, continuare a far fronte comune per migliorare la situazione esistente e l’efficienza della nostra macchina organizzativa, ma non possiamo non evidenziare ai piani superiori le difficoltà economiche in cui ci troviamo. È inevitabile oggi sentirsi più poveri e più soli, perché sembra che ai piani alti non ci sia l’intenzione di porre mano a una politica economica in favore delle amministrazioni locali.

Questa nostra difficile situazione economica, quindi, comporterà il fatto che anche la nostra vetrina del Dire e Fare sarà più povera, perché i Comuni non hanno avuto a disposizione il valore economico per continuare ad evolvere.

Al di là di tutto, comunque, vorrei sollecitarci vicendevolmente a produrre lo stesso qualcosa che metta in campo la nostra capacità di fare a prescindere dalle difficoltà, ma voglio anche evidenziare come questo stato di cose produca una difficoltà obiettiva dei Comuni di porre in essere quelle politiche che sono a vantaggio del cittadino.

 

GIUSEPPE PENZO, Coordinatore dei Presidenti dei Consigli Comunali Veneti

Il fatto che la manifestazione venga organizzata a Rovigo va salutato favorevolmente, perché sta a significare che l’Anci Regionale ha a cuore tutto il territorio regionale.

Io avrei due argomenti importanti da individuare. Il primo argomento riguarda il ruolo futuro dell’Anci Regionale, perché in una situazione in cui il nostro Stato si sta riorganizzando io credo che anche la nostra Associazione debba pensare a una prospettiva futura.

Io credo che l’idea di dare corpo, ruolo, dinamicità, operatività e autonomia al territorio veneto sia un elemento fondamentale di riflessione che noi dobbiamo porci.

Il secondo argomento riguarda il fatto di non coinvolgere solo gli addetti ai lavori, ma anche tutti i membri delle assemblee elettive. La scorsa volta, a Venezia, abbiamo organizzato (un po’ in fretta) un convegno sul ruolo delle assemblee elettive, e credo che anche in questa manifestazione vada collocato un elemento per focalizzare le problematiche all’interno delle assemblee elettive per capire quale sarà il loro futuro.

Si tratta, quindi, di due questioni aperte che vanno collocate all’interno di questa manifestazione, sapendo che noi siamo a disposizione per dare un contributo.

 

SILVIO GANDINI, Vice Presidente Anciveneto

Vorrei essere telegrafico e dire che non possiamo fare finta di niente. Con 1 miliardo e 400 milioni di vecchie lire in meno, quest’anno noi abbiamo fatto delle scelte come il mantenimento del sociale e il far fronte alle manutenzioni. In pratica, abbiamo tagliato (quasi azzerato) drasticamente tutte le spese di rappresentanza, e questa scelta è stata condizionata dal continuo venire meno di trasferimenti dallo Stato.

Io propongo che uno spazio del prossimo Dire e Fare sia dedicato anche a questo specifico tema, perché credo che dobbiamo riuscire a mettere mano ai meccanismi di somministrazione delle risorse, mettere mano al tema della perequazione e al tema dell’autonomia fiscale, anche perché spesso di questa situazione i cittadini non sono consapevoli.

 

ROBERTO MARCATO, Sindaco di Mira

A me pare che, parlando del 7 ottobre, potremmo presentare in quella sede quello studio avviato in questo periodo sui nostri bilanci per avere degli elementi di confronto e capire che cosa significa la perequazione.

Prima Laura Puppato mi ha consegnato il suo rendiconto e io sono rimasto scioccato, perché un Comune come il mio che ha 40.000 abitanti ha meno della metà del suo bilancio.

 

Laura PUPPATO, Sindaco di Montebelluna

Bisogna tenere presente, però, che io ho 270 dipendenti da mantenere.

 

GIAMBATTISTA DALLA CORTE, Consigliere di

Volevo innanzitutto fare un plauso al Presidente per la Convocazione degli Stati Generali e, poi, volevo soffermarmi su un certo aspetto. Questa mattina a Belluno avevamo un incontro con i Consiglieri Regionali, ma io ho detto che dovevo andare a Montebelluna, perché c’erano tutti i Parlamentari e volevo parlare del problema dei trasferimenti.

L’ultima volta, quando abbiamo parlato della Finanziaria, eravamo d’accordo che non bisognava aspettare a fare un ordine del giorno, ma che dovevamo prepararci in tempo.

Per i piccoli Comuni di montagna i trasferimenti sono circa di 70.000/100.000 in meno e su questo punto volevo confrontarmi, perché un’umiliazione simile non l’ho mai avuta. Questa è una situazione scandalosa che non può essere taciuta.

Io spero che venga mandata una lettera molto forte al Governo e che venga recuperato il rapporto con i Parlamentari, perché è fondamentale per la nostra Associazione.

 

INTERVENTO

Io credo che l’assenza dei Parlamentari all’incontro di oggi (seppur motivata) rappresenti l’occasione per decidere di andare a Roma, dove forse è più facili trovarli. Mi sembra che sia venuto meno il rapporto del Parlamentare con il suo territorio, e lo dimostra il fatto che ci sia questa assoluta assenza. Se i Parlamentari del Veneto non portano avanti anche le istanze del Veneto, penso stiano limitando l’attività del loro mandato che deriva loro dal territorio stesso.

Il Collegio serve proprio per legare i Parlamentari a una determinata area del territorio, per cui credo sia opportuno chiedere ai nostri Parlamentari di fissare una data a Roma per poter parlare con loro.

Altrettanto importante è la sottolineatura di Gandini, quando diceva che dobbiamo fare conoscere il tema della perequazione (lo studio commissionato alla Bocconi dovrebbe essere pronto per ottobre) ai nostri cittadini veneti. Questo, infatti, non è un aspetto secondario, perché quando i cittadini votano il loro Sindaco devono sapere che certe cose non verranno realizzate in quanto i soldi sono in qualche altra regione.

Credo che sia importante cogliere l’occasione del Dire e Fare per ribadire questi aspetti, anche perché lì avremo più facilmente i Parlamentari presenti.

 

Laura PUPPATO, Sindaco di Montebelluna

A maggior ragione, comunque, non possiamo accettare un cannibalismo Anci Nazionale rispetto all’Anci Regionale, altrimenti risulteremo poco credibili.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto

Riguardo alla partecipazione alle Consulte, ci sono delle persone che ci hanno già comunicato la loro intenzione di rinunciare per vari motivi, per cui c’è la necessità di addivenire alla formulazione di una proposta con nuovi nominativi. Io credo sia importante mettere a conoscenza di questa cosa l’intero Consiglio, perché poi attraverso la Presidenza e il Direttivo le proposte possano diventare surroghe nell’ambito della partecipazione alle Consulte.

Su questo, quindi, il Direttivo e i Capi Area sono pregati di attivarsi prontamente.

Per quanto riguarda, invece, l’attività svolta nell’ambito di questo primo scorcio dell’anno, voi avete un foglio che sintetizza l’attività convegnistica svolta in collaborazione con ANCISA. C’è stata una serie di convegni di varia natura che hanno rappresentato il punto di riferimento dell’attività di alcune Consulte.

Credo che vada a merito dei Presidenti delle relative Consulte se c’è stata una rilevante partecipazione a queste iniziative, tanto che qualche volta abbiamo anche dovuto escludere la presenza di alcuni dipendenti o amministratori a causa del mancato spazio in sala.

Vi faccio degli esempi. Il convegno sulla Finanziaria 2005 e sui bilanci comunali ha avuto 62 presenze, il convegno sulla nuova legge regionale del commercio a Rubano ha avuto 173 presenze, il convegno sull’assunzione e la contrattazione decentrata (tema molto specifico) svoltosi a Mogliano Veneto ha avuto 20 presenze, il convegno sulle Unioni a Dolo ha avuto 70 partecipanti, il convegno sulla nuova legge urbanistica regionale fatto a Noventa Vicentina ha avuto 95 partecipanti e il convegno sulla pubblica distribuzione del gas a Marostica ne ha avuti 104, e poi c’è stato anche il convegno a Veggiano sulla valorizzazione e gestione dei beni patrimoniali.

Credo che questo testimoni un’attenzione degli amministratori e dei dipendenti comunali all’attività di formazione, rispetto anche ad aspetti innovativi come la distribuzione del gas.

Credo sia importante sottolineare anche l’attività delle singole Consulte, per cui nel prossimo Consiglio i Presidenti delle varie Consulte dovranno avere uno spazio riservato nell’ordine del giorno per presentare l’attività svolta.

Io credo che oggi non sia opportuno dare uno spazio di soli tre minuti ai singoli Presidenti delle Consulte, perché credo che loro abbiano la necessità di esporre l’attività svolta in maniera più compiuta.

Lo spazio da dedicare a questo argomento, quindi, deve essere maggiore, in modo che il Consiglio venga ben edotto di quella che è l’attività svolta dalle Consulte, perché solo così potrà formulare sui singoli temi un proprio indirizzo.

Vi sono poi due momenti che vorrei sottolineare: il convegno di Marostica sulla distribuzione del gas (pregherei Pillon di sintetizzare i punti emersi) e la proposta presso la Conferenza Unificata di un Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri per quanto riguarda l’attuazione delle assunzioni a tempo indeterminato negli enti locali e qui pregherei il Sindaco Avezzù di informarci al riguardo. Come sapete, su questo punto, la Finanziaria aveva posto soltanto un principio generale, altrimenti sarebbe stata viziata di incostituzionalità, per cui c’è la necessità di adottare i criteri per gli enti locali.

Cesare PILLON

Vale la pena di sottolineare l’aspetto relativo alla gestione della rete di distribuzione del gas, perché ha avuto un grande successo nel convegno che abbiamo fatto a Marostica.

Noi ci siano resi conto che esiste una chiara disinformazione rispetto a questo tema.

La Legge prevede che al 31.12.05 tutti i contratti in essere di gestione della rete di distribuzione del gas vadano a decadere. Possono, però, essere prorogati (con atto tangibile del Consiglio Comunale) al 31.12.07 nel caso in cui gli enti gestori abbiano alcune caratteristiche particolari (grande capacità di distribuzione e organizzazione). Noi ci siano resi conto che questa consapevolezza non esiste nel Comuni del Veneto, per cui sarà nostra cura operare, anche come ANCISA, da questo punto di vista.

Ora siamo di fronte ad una legge che impone a tutti i Comuni di arrivare alla data di evidenza pubblica. Noi, come ANCISA, ci siamo anche strutturati dal punto di vista del servizio e abbiamo creato un pool di specialisti composto da un avvocato e da un tecnico che ha lavorato per molti anni all’interno di grandi aziende di distribuzione del gas per andare a supportare dal punto di vista tecnico tutte le amministrazioni locali venete.

Noi siamo consapevoli di essere di fronte a una questione che investe non solo un servizio fondamentale per tutti i cittadini, ma anche aspetti economici e finanziari non indifferenti per i Comuni, e ne cito uno per tutti. Fino ad oggi pochissimi sono i Comuni che hanno posto il tema della cointeressenza all’interno della gestione del servizio, sapendo che non esiste nessuna società di gestione diretta del gas che sia in stato fallimentare o liquidazione. Non si capisce perché l’ente comunale, che è il soggetto detentore della proprietà della rete di distribuzione, non debba avere una cointeressenza in questi utili che le società private hanno nella gestione del gas.

Noi sappiamo anche, però, che la stragrande maggioranza dei Comuni veneti non hanno le professionalità al loro interno per impostare in modo omogeneo una trattativa che abbia basi comuni di ragionamento. Da questo punto di vista, quindi, noi ci siamo strutturati per dare delle soluzioni e dei preventivi relativi alla gestione di questa problematica.

Altra questione su cui ci siamo fortemente impegnati è quella relativa alla nuova legge sul commercio, visto che nell’agosto scorso la Regione Veneto ha emanato questa legge, la quale prevede che i Comuni si dotino (entro una certa data) del nuovo piano commerciale.

Anche relativamente a questo punto all’interno dei piccoli Comuni non ci sono grandi professionalità, per cui ci siamo dotati un pool di esperti che sono a disposizione di tutti i Comuni per dare suggerimenti o spiegazioni.

Come tutti sappiamo, nella nuova legge sul commercio ci sono temi, come quello dei parchi commerciali, che non erano presenti in passato e che necessitano, quindi, di spiegazioni maggiori, soprattutto perché il tema della distribuzione commerciale è molto delicato.

Le problematiche sul commercio sono comuni a tutti i Comuni del Veneto, perché i temi dei centri commerciali riguardano anche i Comuni più piccoli, che necessitano di risposte precise anche da questo punto di vista.

 

AVEZZU’

Faccio una breve comunicazione. Il tema dei limiti posti dalla Finanziaria 2005 relativamente alle assunzioni a tempo indeterminato ha un iter che non è iniziato adesso, nel senso che la Finanziaria ha posto un limite di spesa ( 213.000.000 di risparmio) demandando poi all’accordo con le Autonomie Locali per le modalità attuative. Questo, però, di fatto non è ancora avvenuto, perché ci si trova in una situazione di empasse, visto che il Ministero della Funzione Pubblica e dell’Economia proponevano la possibilità alle Autonomie Locali di assumere fra il 23-24% rispetto alle cessazioni 2004, mentre l’Anci aveva calcolato una percentuale del 65-67%.

Il risultato è che siamo arrivati a giugno, che i risparmi di spesa risultano forzosi e che i concorsi sono fermi. Rispetto a questo, nella Conferenza Unificata del 3 marzo, avevamo proposto un documento, e giovedì scorso abbiamo presentato una proposta di Decreto che prevede due possibilità secondo i calcoli fatti dall’Anci. La prima possibilità è quella di dare via libera alle assunzioni a tempo indeterminato pari al 50% delle cessazioni del 2004, e la seconda possibilità è quella di fare assunzioni con contenimento dell’1% della spesa complessiva per il personale relativa al 2004. Come N.B. l’ANCI ha chiesto, per i piccoli Comuni (sotto i 5.000 abitanti), di togliere questo vincolo.

Abbiamo poi fatto una pressione forte nei confronti del Governo dimostrando che il perdurare di questa situazione viene a violare un principio di autonomia previsto dalla Costituzione nei confronti di tutti gli enti locali. Questo blocco perdurante, infatti, pone ulteriori vincoli relativamente alle domande e ai bisogni dei nostri cittadini.

L’impegno del Vice Ministro per l’Economia Giuseppe Vegas è quello di trovare in tempi molto stretti (la prossima Conferenza sarà fra 15 giorni) la definizione della questione anche perché i risparmi di spesa li abbiamo già effettuati. Speriamo, quindi, di potervi riferire nel prossimo Consiglio di una soluzione positiva a questo problema.

 

RIINA

Vorrei aggiungere una proposta che faccio al Direttivo e al Consiglio. Io credo che si stia allargando a macchia d’olio, su tutto il territorio regionale, questo punto di crisi dell’applicazione della normativa relativa al DPR 158, perché da sei anni a questa parte quasi tutti i Comuni sono entrati a regime nel passaggio dalla tassa alla tariffa (mi riferisco alla gestione del servizio dei rifiuti).

In provincia di Treviso (a parte alcune isole felici come il Comune di Montebelluna) ci sono delle sollevazioni popolari relativamente alla gestione dei rifiuti. Ci sono, infatti, intere categorie (artigiani, commercianti, ecc.) che negli ultimi due o tre anni hanno avuto pesantissime stangate dovute a una cattiva gestione del servizio che è stato dato all’esterno.

La Legge Ronchi poggia su un principio fondamentale, che è quello dell’equazione fra i costi complessivi del servizio (trasparenti e documentati) e la tariffa generale, tanto che sembrerebbe non esserci spazio nemmeno per i profitti. Ma come mai, allora, tutti fanno a gara per accaparrarsi questo servizio? Forse i profitti vengono poi nascosti nei piani finanziari.

Io credo che noi dobbiamo fare il punto della situazione in modo da orientare al meglio i Comuni, perché i cittadini sono sempre più arrabbiati e non riescono a ottenere risposte chiare. Nel Comune di Conegliano stiamo portando avanti, come opposizione, questa battaglia da quattro o cinque anni, e nonostante anche la maggioranza ci dia ragione non riusciamo a risolvere il problema.

Siccome questo è un problema di una gravità estrema, chiederei di fare il punto della situazione.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto

Penso che questo sia un argomento importante sia per il Direttivo che per la Commissione.

 

Cesare PILLON

Volevo sottoporre al Consiglio un altro tema che è molto pregnante e discusso, cioè la situazione delle Poste. Credo che su questo tema l’Anci Veneto debba prendere posizione, perché ci sono situazioni di vero disservizio che ci impediscono anche di comunicare con i cittadini. Al riguardo, la Procura di Padova sta indagando, perché talvolta ci vogliono anche 15 giorni per ricevere comunicazioni da un Comune vicino. Questa è una situazione molto grave su cui credo sia giusto che l’Anci Veneto dia un segnale.

 

INTERVENTO

Su questa situazione volevo comunicare quanto abbiamo fatto fra il Comune di Vigonza e il Comune di Vigodarzere, dove c’è voluto un mese e dieci giorni per una lettera con posta prioritaria. Finora abbiamo fatto delle lettere di protesta alla Direzione delle Poste e abbiamo messo a disposizione l’Ufficio Relazioni con il Pubblico per segnalazioni di disservizio. La prossima mossa sarà quella di verificare la possibilità di denunciare l’interruzione di pubblico servizio.

Se al riguardo, quindi, ci sarà un’azione comune anch’io mi aggregherò volentieri.

 

Luciano ZERBARO

Io propongo di chiedere un incontro con il nuovo Presidente Mincato, visto che è un vicentino passato alle Poste dall’Eni. Io so che all’Eni ha fatto molto bene, per cui mi auspico che faccia altrettanto bene alle Poste.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto

Penso che questa sia una proposta giusta.

 

INTERVENTO

Mi è venuta in mente un’annotazione che pensavo sarebbe emersa prima. Avete visto tutti che la settimana scorsa hanno firmato il contratto nazionale, ma io non ho ancora ben capito un punto. Noi, da buone formichine, abbiamo accantonato le varie risorse necessarie, mentre il Governo dice che per gli statali troverà le risorse necessarie nel 2006. Ho capito male? Noi i soldi li dobbiamo dare subito e lo Stato li dà l’anno prossimo?

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto

Sono due contratti divisi.

Il successivo punto all’ordine del giorno è la presa d’atto della decadenza del consigliere Claudio Bertolin, che è qui presente e che voglio ringraziare per l’attività che ha svolto in questi anni. La sua decadenza è dovuta al fatto che ha compiuto i due mandati di Sindaco presso il Comune di Dolo.

Ovviamente, al nostro consigliere Claudio Bertolin vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività svolta in questi anni presso l’Associazione e presso il Direttivo, e anche per l’attività che ha svolto nella direzione politica del gruppo della Margherita.

Grazie, e lo ascoltiamo volentieri se vuole dirci due parole.

 

Claudio BERTOLIN

Grazie al Presidente. Il mio è un saluto di commiato fatto anche per segnalare la persona che mi sostituirà. Per me questi nove anni da amministratore sono stati anni assolutamente importanti, e devo dire che ho imparato proprio in Anci come si può fare l’amministratore.

Io auguro al Presidente e a tutti gli ex colleghi un buon cammino in questa fase importante del mondo dei Comuni. Da un po’ di tempo i Comuni hanno rango costituzionale, ma a questo rango non è subentrato un adeguato riconoscimento sia da parte dello Stato che delle Regioni.

Io invito tutti a riflettere sul fatto che il mondo delle Autonomie Locali non può essere lasciato ai margini del Paese.

Io ho visto la mancanza dei Parlamentari, ho visto Finanziarie che ci hanno pesantemente bastonato e ho visto un legislatore che accentra su di sé poteri di organizzazione che spesso hanno violato la dignità dei Comuni, per cui credo che ciascuno debba fare il suo compito per migliorare la situazione.

Chi fa il Sindaco, l’Assessore o il Consigliere Comunale ha un potere di governo assolutamente importante, e spesso noi siamo stati capaci di governare situazioni difficili mentre altri questo potere di controllo non l’hanno mai usato.

Io mi auguro che l’Anci sia sempre paladina dell’autonomia dei Comuni, di un’autonomia vera fatta di concretezza e di rappresentatività. Mi auguro, quindi, che questa Associazione non sia mai subalterna a nessuno. Grazie e buon lavoro a tutti.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto

In riferimento all’ottavo punto dell’ordine del giorno, il Consiglio è chiamato a prendere atto dell’avvicendamento nelle fila della Margherita, per il quale vi leggo testualmente la comunicazione presentata da Claudio Bertolin.

“Il Gruppo della Margherita ha indicato nella persona di Pierantonio Tommasi (Sindaco di Marcon) colui che mi sostituirà nell’attività associativa per cui ti invito a proporre la cooptazione in Consiglio Regionale”.

Altro punto riguarda la riconferma di Gomierato (Sindaco di Castelfranco Veneto), al quale vanno le nostre più vive congratulazioni.

Al terzo punto abbiamo, invece, l’avvicendamento del Sindaco Costa con il neo Sindaco Massimo Cacciari per Comune di Venezia, che è membro di diritto del Consiglio Regionale dell’Associazione in quanto capoluogo. Anche a lui vanno naturalmente le nostre congratulazioni.

Ultimo punto all’ordine del giorno è l’approvazione del regolamento del commercio, per cui passerei la parola al Presidente della Commissione Commercio e Attività Produttive Aldo Rondina.

 

Aldo RONDINA, Presidente Commissione Commercio e Attività Produttive

Sarò velocissimo, come una freccia.

L’impegno maggiore della Consulta, che ho l’onore di presiedere, è stato quello concentrato sull’elaborazione della bozza di regolamento tipo in attuazione della previsione contenuta nell’art.14 della Legge Regionale n.15 del 13 agosto 2004.

C’è molta attesa nei nostri associati per questo strumento nuovo e complesso, sia per le preoccupazioni interpretative della Legge n.15 che per il recepimento della programmazione con la creazione degli indici di equilibrio e con l’introduzione dei settori commerciali.

Per la prima volta, nella legge che disciplina le attività commerciali si parla di correlazione, il che significa che i Comuni, nell’ambito della programmazione, possono delimitare determinati settori commerciali.

Noi abbiamo lavorato sodo, con l’aiuto dei nostri esperti, ed abbiamo incontrato i rappresentanti delle Associazioni di categoria per confrontarci e recepire suggerimenti importanti. Vi posso assicurare che la bozza di regolamento che ora viene portata in Consiglio per l’approvazione è molto vicina alle aspettative dei nostri Comuni.

Siccome i tempi sono stati molto limitati, mi farò carico di divulgare maggiormente questi documenti a tutti i Consiglieri, che, comunque, potete trovare in e-mail.