VERBALE DI
DELIBERAZIONE
DEL CONSIGLIO
REGIONALE
DEL 30 MAGGIO 2005
Il giorno
29 maggio 2005, alle ore 7.00 in prima convocazione ed il giorno 30 maggio 2005
alle ore 10.30 in seconda convocazione, a Montebelluna presso la Sala Consiliare, su invito del
Presidente, si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone
dei
Presidente: Signor Vanni Mengotto.
Membri presenti: Mengotto
Vanni, Andriolo Roberto, Bernardi Luigi Pietro, Bortolot Renzo, Calzavara
Massimo, Campedelli Samuele, Candiotto Paola, Carpi Pier Luigi, Caverzan Clara,
Confente Massimo, Corazzon Giovanna, Dalla Vecchia Paolo, De Marchi Martino,
Lamon Paolo, Melotti Claudio, Pante Gino, Pellizzari Andrea, Rigno Giovanni,
Rondina Aldo, Sandri Stefano, Selvaggi Aida, Tegner Massimo, Tessari Claudio,
Vecchini Giorgio, Vendrasco Roberto, Zerbaro Luciano, Bertolin Claudio,
Chinaglia Franco, Dalla Corte Giambattista, Fortin Paolo, Gandini Silvio,
Gomierato Maria, Manzato Sergio, Marcato Roberto, Miatello Vittorio, Pavan
Patrizio, Puppato Laura, Sartor Ivano, Stivanello Antonino, Veronese Adelino,
Avezzù Paolo, Pillon Cesare, Rina Eduardo, Penzo Giuseppe, Saracco Sante, Zoleo
Maria Cristina, Volpato Marcello, Menara Dario.
Si sono giustificati per
l’assenza: Bertaso Franco, Bogoni Paolo, Claudio Luca, Dal Monte Mario, Donegatti
Valentino, Verziaggi Mario, Colcergnan Flavio, Lombardi Giuseppe, Hüllweck Enrico, Zanotto Paolo, Giacinto Vito.
Assenti non giustificati: BazzaniGiovanni
Battista, Bertipaglia Olindo, Berto Ampelia, Busato Tiziano, Crema Alberta,
Laruccia Antonio, Martini Giuliano, Pin Cristina, Romano Doriano Loris, Carli
Marco, Menegozzo Pietro, Padoan Renzo, Zanata Franco, Costa Paolo, De Col
Ermano, Zanonato Flavio, Bonometti Flavio, Borgato Renato, Bottacin Diego,
Savioli Argia, Dall’Alba Terelisa, Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Facincani
Maurizio, Antonucci Michele, Matiello Egidio.
Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Sig.
Dario Menara.
Buongiorno a voi tutti e un saluto particolare a
Laura Puppato, il Sindaco di Montebelluna che ci ospita oggi.
Prima di passare la parola al Sindaco per il saluto
usuale che caratterizza sempre la presenza della nostra Associazione nelle varie
municipalità del Veneto, volevo esprimere, a nome di tutti i colleghi Sindaci e
di tutti i collaboratori, la piena solidarietà al Sindaco Laura Puppato per gli
eventi che purtroppo hanno visto la sua persona come bersaglio. Io credo che da
questo punto di vista ci debba essere una ferma, totale, assoluta e
incondizionata presa di posizione da parte di tutte le forze politiche che si
identificano nell’ambito della nostra Associazione.
Accanto alla solidarietà che Laura Puppato ha
ricevuto dai Sindaci del trevigiano in queste settimane, uniamo, quindi, anche
la solidarietà di tutti i Sindaci e Amministratori del Veneto.
Sono io a ringraziare voi e a salutarvi molto
volentieri. Spero che oggi per voi tutto sia stato semplificato dalla messa in
funzione delle attività di servizio dei nostri vigili urbani e del nostro
personale.
Quando ci siamo trovati con i colleghi dell’Anci e
si è pensato di ritrovarci nella nostra città, io ho gradito enormemente questa
opportunità che ci veniva offerta, perché credo sia utile che l’Anci migri
nell’ambito dei Comuni veneti in modo da poter conoscere le varie realtà.
Questa è una città che si colloca come una realtà
industriale molto evoluta e che, nonostante le flessioni economiche venete,
continua a vivere una realtà produttiva importante con i marchi della calzatura
mondiale qui ospitati, e ancora vivi e forti. La nostra, infatti, risulta
essere ancora la capitale del distretto della calzatura sportiva e dello sport
system.
Noi abbiamo anche una realtà che stiamo cercando di
portare, con difficoltà, alla luce, relativamente all’archeologia, e in
particolare per quanto riguarda i Paleoveneti e i Romani. Al riguardo, contiamo
di riuscire a far rientrare la città nel ruolo di “città culturale” in grado di
offrire prospettive a chiunque giunga per scopo turistico o per approfondimenti
culturali.
Il mio saluto oggi è associato a quello della mia
Giunta e del Consiglio Comunale, il quale è qui rappresentato da alcuni nostri
Assessori. Più tardi noi saremo ben felici di pranzare insieme con coloro che
vorranno fermarsi.
Un ringraziamento particolare va alle parole che mi
sono giunte subito in maniera forte e solidale da parte del Presidente Vanni
Mengotto, del Direttore Menara e di tutti i colleghi Sindaci che
spontaneamente, a seguito di questo fatto intimidatorio e delittuoso, si sono
espressi. Io vi ringrazio tutti, perché il sentirsi vicini, a prescindere dalle
appartenenze, è una cosa che dà alle istituzioni nuova linfa e nuova vita per continuare
a credere in un futuro che non può essere inquinato da nessuna forma di
violenza e da nessuna forma di intimidazione.
Do ora l’avvio ai lavori e vi ringrazio ancora per
essere venuti a trovarci in questa cittadina assolutamente serena e tranquilla.
Grazie.
Io credo che possiamo dare il via ai lavori. Il
primo punto all’ordine del giorno è l’approvazione del verbale della seduta
precedente. Se non ci sono opposizioni lo diamo per approvato.
Il secondo punto riguarda l’addizionale e l’addebito
ai Comuni del minore gettito: proposte e iniziative. Su questo punto in
cartellina trovate una scheda tecnica relativa alla questione dell’addizionale.
Prima di far intervenire il Sindaco Marcato
(Presidente della Commissione Finanze) volevo sottolineare un aspetto non di
poco conto. A questo incontro del nostro Consiglio Regionale sono stati
invitati i parlamentari del Veneto e, al riguardo, ho qui una lista di
giustificazioni spero dovute solo alla coincidenza dell’attività in Parlamento.
Noi, infatti, abbiamo fissato al lunedì il Consiglio Regionale proprio per
facilitare la presenza dei parlamentari, ma purtroppo c’è stata una coincidenza
non prevedibile con le attività parlamentari. Oggi, quindi, non sono presenti i
parlamentari veneti e, in particolare, si sono giustificati Paniz Maurizio,
Grotto Franco, Fratta Pasini Pieralfonso, Campa Cesare, Stradiotto Marco, Dotto
Giampaolo, Stefani Stefano, Ruzzante Pietro e Ghedini Nicolò.
Sarà nostra cura far in modo che le considerazioni
di questa giornata siano portate a conoscenza di tutti i parlamentari veneti ai
quali poi chiederemo, relativamente all’addizionale e ai trasferimenti ai
Comuni, una presa di posizione forte e chiara, perché questo è un nodo che sta
diventando sempre più stringente.
Io credo che su questo nodo, soprattutto in vista
della redazione della Finanziaria 2006, dovremo ottenere una forte
sensibilizzazione da parte dei nostri parlamentari veneti, indipendentemente
dalla collocazione politica.
Chiedo adesso l’intervento del Presidente della
Commissione, cioè del Sindaco Marcato.
Ringrazio il Presidente Mengotto.
Noi della Commissione ci siamo ritrovati anche
questa mattina per fare il punto della situazione, assistiti anche dal dott.
Galesso, che è ancora qui presente, il quale ci ha sottoposto una ricognizione
sullo stato dell’arte.
Innanzitutto, vorrei ricordare ai colleghi che,
insieme al Presidente Mengotto, noi abbiamo inviato una lettera all’Anci Nazionale
e ai tutti i parlamentari nel marzo scorso per segnalare quello che poco fa
Mengotto diceva. Noi, come tutti i comuni mortali, non siamo mai contenti di
pagare, ma quello che ci scontenta di più è che non sappiamo in base a cosa
saremo chiamati a restituire queste somme.
Sulla scorta della nostra attivazione, alcuni
parlamentari hanno fatto delle interpellanze (io ho qui quella dell’on.
Valpiana, del sen. Falcier e altri, dell’on. Calzaro) e il risultato è quello
di avere ottenuto una rateizzazione quinquennale, ma ci manca ancora il dato di
partenza.
Lo stesso dott. Galesso, nella nota che ci ha
sottoposto questa mattina e che trovate in cartellina, conclude dicendo che
bisogna capire bene la motivazione, ed è proprio quello che noi ci stiamo
ancora chiedendo.
Questa mattina nel ragionamento sviluppato in
Consulta ci siamo dati appuntamento per la prossima convocazione (primi di
luglio), sperando che nel frattempo il Comune di Rovigo finisca l’attenta
verifica che sta svolgendo attraverso il dirigente del settore finanziario
prima di dare il via al pagamento. Speriamo, quindi, di ottenere delle notizie
in più.
Ad oggi questo è lo stato dell’arte.
Se il Presidente me lo permette, volevo approfittare
dell’occasione per dare due comunicazioni ai colleghi. Alcuni Sindaci del
Veneto mi avevano segnalato un problema, cioè il fatto che noi abbiamo dei
contributi regionali per la bonifica dei siti inquinati. Al riguardo, io
scrissi a marzo all’Anci di Roma (dott.ssa Roncaccia) e al dott. Costantini,
che è il Segretario Regionale al Bilancio e alla Finanza. Da questa seconda
persona io non ho avuto risposta, ma nella conversione del Decreto Legge per
gli enti locali, però, questa parte è stata tolta.
Vi spiego la materia. Noi siamo vicini a Marghera e
negli anni cinquanta e sessanta sono state fatte delle discariche abusive per
cui la Regione ora dà dei contributi (partita di giro) per il disinquinamento.
Siccome, però, si trattava di cifre notevoli c’era il rischio di condizionare
in maniera significativa gli investimenti all’interno del patto di stabilità.
La mia soddisfazione, quindi, è che questa nostra richiesta (non so di chi sia
il merito) sia stata accolta.
La seconda cosa che volevo comunicare riguarda lo
scampato pericolo di ritornare al passato remoto con la proposta di modificare
l’iter dei progetti e dei finanziamenti, cioè proponendo che i progetti e i
finanziamenti sopra il mezzo milione di Euro tornassero in Consiglio Comunale.
Considerato che ormai è difficile fare qualcosa con una cifra inferiore al miliardo
del vecchio conio si sarebbe fatto proprio un bel passo indietro, ma per
fortuna questa proposta è stata cassata. Io ho finito.
Su questo punto io direi di proseguire nell’ambito
dell’azione nazionale, perché la semplice rateizzazione è sicuramente un
aspetto minimale.
Nel Comitato Direttivo dell’Anci Nazionale del 2
maggio scorso ho personalmente portato l’ordine del giorno approvato dal nostro
Consiglio Comunale e, poi, ho portato un orientamento del nostro Anci Veneto.
Questo problema, comunque, è stato sollevato anche da altri Sindaci, per cui il
Direttore Rughetti e il Presidente Dominici si sono fatti carico di far
presente la questione al Ministero dell’Economia. La situazione, quindi, è già
all’attenzione dell’Anci Nazionale.
Questo aspetto può coinvolgere in maniera non
determinante i grandi Comuni, perché sulla rateizzazione si trovano in minore
difficoltà rispetto ai Comuni di media e di piccola dimensione, ma in ogni caso
noi dovremo continuare a sensibilizzare la nostra Anci Nazionale per cercare di
ottenere un calcolo effettivo dell’addizionale.
Io vorrei ritornare sulla questione
dell’addizionale, perché tra oggi e domani dovrà essere approvata
definitivamente dal Parlamento. Io parlo per i Comuni sotto ai 5.000 abitanti,
anche se credo che il problema riguardi anche i Comuni sopra i 5.000 abitanti.
Io vorrei un chiarimento, perché Italia Oggi ha
scritto che per i Comuni sotto i 5.000 abitanti era stata accolta una proposta
dell’Anci Nazionale per portare alla distribuzione in otto annualità, mentre su
Il Sole 24 Ore si è parlato ancora di cinque annualità.
Riguardo al Comune di Fiesso, hanno già trattenuto
la prima rata delle cinque annualità.
Tra oggi o domani chiuderanno in parte questa
partita, ma io credo che questa questione vada ripresa soprattutto in vista
della prossima Finanziaria per ribadire alcune nostre posizioni.
Vorrei sollevare anche una seconda questione, relativa il costo dei rifiuti. In molti Comuni noi andavamo a gravare sui costi delle scuole la possibilità di recuperare una parte della tassa dei rifiuti. Su questa questione il Distretto del mio Comune ci ha comunicato che a livello nazionale pare siano stati tagliati queste disponibilità, per cui credo che dovremo fare attenzione anche a questa questione, perché avremo un’ulteriore diminuzione di entrate. Molti Comuni avevano pensato, infatti, di recuperare, attraverso i Distretti, una parte della tassa sui rifiuti.
Io credo che queste sollecitazioni vadano tenute
presenti per venire incontro alle esigenze dei Comuni di più piccola
dimensione, per cui si tratta di un elemento da far presente ai nostri
parlamentari.
Se non ci sono altri interventi passerei
all’esposizione da parte del Direttore Menara delle cifre che scaturiscono dal
conto consuntivo per l'esercizio 2004, che qui viene approvato per
l’approvazione in Assemblea.
Questo documento è stato visionato dal Direttivo
dell’Associazione e comprende la relazione del Direttore, il documento
contabile vero e proprio, e un riepilogo generale che rende più chiaro
l’andamento delle entrate e delle uscite nel periodo considerato. Oltre a
questo, in cartellina trovate una serie di indicazioni e di relazioni riferite
alle attività istituzionali delle Consulte e all’attività convegnistica che
spesso viene portata avanti da ANCISA.
Il conto consuntivo relativo all’esercizio 2004 è
stato caratterizzato da due eventi: il primo evento sono state le elezioni
amministrative che hanno interessato 365 civiche amministrazioni, e il secondo
evento è stato il rinnovo degli organi sociali dell’Associazione.
Nel corso dell’anno, comunque, l’Associazione ha
garantito ai Comuni l’ordinaria attività e i servizi ordinari.
Gli organi hanno diradato i loro incontri in
prossimità delle elezioni amministrative.
Fra le iniziative editoriali promosse vi è stata una
nuova guida per i consiglieri comunali, che ha avuto una tiratura di 3.000
copie ed è stata distribuita nei Comuni della nostra regione. Una seconda
attività editoriale è stata l’ulteriore diffusione della Costituzione della
Repubblica Italiana presso i Comuni della nostra regione e anche fuori regione.
Quest’ultima pubblicazione è arrivata a 60.000 copie, per cui moltissime
amministrazioni la consegnano agli studenti e anche alle coppie che si sposano
in Comune.
Nel corso dell’anno abbiamo organizzato moltissimi
convegni (oltre venti) che hanno visto la partecipazione di 1.273 fra
amministratori, dirigenti e dipendenti comunali veneti.
La rivista, editata in un nuovo formato e pubblicata
nei numeri 39 e 40 con un supplemento al n.40, ha avuto una tiratura di circa
5.000 copie. Questa formula, fra l’altro, sembra raccogliere più consensi
rispetto a quella precedente per cui stiamo aumentando la frequenza dei numeri
e cercando di sintetizzare i contenuti.
Abbiamo risposto ad oltre 150 quesiti dei Comuni,
incrementando l’archivio storico (500 documenti all’interno del sito) che può
essere visionato liberamente da tutte le amministrazioni.
Abbiamo attivato alcuni progetti speciali in
collaborazione con la Regione e, in particolare, il progetto intercultura che è
iniziato nel 2002; lo scambio culturale con la scuola di polizia di Catalogna
si è concluso con un seminario a cui hanno partecipato una decina di comandanti
di vigili urbani. Abbiamo attivato un corso sull’interculturalità e sui diritti
umani e abbiamo poi attivato un corso di formazione per giovani oriundi veneti.
Gli organi sociali si sono riuniti regolarmente:
quattro sedute per il Consiglio, quattordici per il Direttivo e la Presidenza,
e venticinque per le Consulte. Abbiamo avuto circa 20.000 visite al sito e ogni
giorno si collega circa il 10% dei Comuni veneti.
Sono state spedite 79 circolari, 51.000
comunicazioni e sono state prodotte 300.000 fotocopie.
Al 31.12.04 l’Associazione contava quattro
dipendenti a tempo pieno e uno a tempo determinato (1 dirigente, 2 funzionari e
2 impiegati).
Sul fronte societario l’Associazione detiene il 75%
del capitale di ANCISA, che è la società che fornisce servizi sia
all’Associazione che ai Comuni della regione. La nostra Associazione detiene
poi il 2,5% della SOA Nord Est e, inoltre, ha alcune partecipazioni
nell’Associazione Scuola di Polizia Municipale di Trento e Formel Veneto
(consorzio che nei prossimi giorni verrà trasformato in s.r.l. e che provvede
alla formazione dei dipendenti comunali).
L’attività di ricerca e di sviluppo si è indirizzata
su alcune linee indicate dagli organi, quali gli statuti regionali e comunali
e, al riguardo, è stato istituito un gruppo di lavoro. Si è attivata una
collaborazione con l’Università Bocconi di Milano sulla perequazione nei
trasferimenti dallo Stato ai Comuni.
Sulla nuova legge urbanistica, al termine del
lavoro, c’è stato un convegno svoltosi nei giorni scorsi a Noventa Vicentina.
Sulla nuova legge regionale sul commercio i lavori della Consulta sono
terminati proprio nei giorni scorsi, licenziando un regolamento che dovrebbe
essere in cartella. Su impulso del Direttivo si è attivato un team di esperti
che si è già offerto di redigere nei Comuni i piani commerciali comunali.
Sull’istituzione e gestione degli archivi comunali,
il prossimo 6 giugno, in collaborazione con la Regione, si svolgerà a Monselice
un convegno dal titolo “Gli archivi comunali: da opportunità e risorsa”.
Sul tema importantissimo del rinnovo delle
concessioni delle reti del gas (fonte di un’ulteriore entrata per le
amministrazioni comunali) è stata svolta una velocissima indagine ed è emerso
che molti amministratori non hanno la consapevolezza dei termini effettivi in
cui scadono le reti del gas e sulla necessità di attivare degli studi per
rilevare la consistenza economica. Al riguardo, è stato attivato un gruppo di
lavoro ed è stato realizzato un convegno la scorsa settimana a Marostica a cui
hanno partecipato 110 amministratori. Offriremo, quindi, anche questo servizio
ai Comuni.
È stata poi assicurata l’assistenza fiscale agli
amministratori, è stato attivato un fondo di solidarietà e si sta lavorando
sull’inquinamento atmosferico da PM10.
Per quanto concerne lo stato patrimoniale, vi
rimando alla documentazione che è stata inserita in cartella, come pure per il
conto economico che chiude con un risultato d’esercizio positivo di 93,42 €. I grafici evidenziano sia
le entrate che le uscite.
Le entrate nel corso dell’anno sono rimaste
sostanzialmente invariate, così come le uscite sono risultate all’interno delle
previsioni di spesa.
Grazie al Direttore. Se ci sono richieste di
chiarimenti sui vari allegati di cui si compone il bilancio consuntivo siamo
qui a disposizione per rispondere.
Ringrazio il Direttore per l’esposizione e poi mi
sembra che l’illustrazione grafica sia molto chiara. Sulla voce
immobilizzazione, però, vorrei che il Direttore dettagliasse un po’ meglio.
Sono immobilizzazioni tecniche (quelle previste), ma
qui non ho il dettaglio.
SINDACO
La mia era
solo una curiosità per cui potrà fornirmi i dettagli anche successivamente.
Grazie.
L’ordine del giorno che ci è stato comunicato recentemente
parla dell’approvazione del bilancio consuntivo e dell’approvazione del
regolamento commercio e, secondo me, si tratta di due aspetti che hanno bisogno
di essere messi a disposizione di tutti i consiglieri, relativamente alla
documentazione, perché la relazione del collegio dei revisori è datata 21
aprile 2005 e il documento contabile (conto consuntivo) sia stato elaborato
dalla direzione tecnica un po’ prima.
Io credo che fra l’Esecutivo e il Consiglio
Regionale debba esserci almeno un rapporto di collaborazione, perché se noi
siamo chiamati ad approvare questo documento (come tanti altri documenti) penso
che almeno un minimo di disponibilità a presentare la documentazione ci debba
essere. Per quanta fiducia possiamo nutrire nei confronti della direzione
tecnica bisogna dire che solo in questo momento sono stati presentati dei
documenti importanti.
Io, quindi, chiedo che il rapporto fra l’Esecutivo e
il Consiglio Regionale sia un rapporto di trasmissione della documentazione per
evitare che veniamo chiamati a votare documenti che non conosciamo e sui quali
siamo impossibilitati a esprimere una valutazione di natura politica.
Io credo che il ruolo del Consiglio Regionale ANCI
non sia quello di ratifica, ma quello di essere protagonisti in tutti i processi
decisionali che l’Esecutivo ci mette a disposizione. Io chiedo, quindi, che ci
sia almeno un passaggio di comunicazioni che sono indispensabili per decidere
di votare provvedimenti importanti per l’Associazione stessa.
La mia dichiarazione di voto è di astensione,
sperando che questo segnale sia recepito dall’Ufficio di Direzione.
A parziale rettifica dell’indicazione, voglio
sottolineare come il conto consuntivo sia quello relativo all’esercizio 2004,
cioè relativo a un anno in cui il Direttivo e l’attuale Consiglio ha lavorato
solo due mesi. Sarà, comunque, nostra cura mettere a disposizione tutto il
materiale nel momento della lettera di convocazione del Consiglio stesso.
Grazie.
Sulla relazione del conto consuntivo mi pare
interessante sottolineare due aspetti. Il primo aspetto riguarda la veste
tipografica diversa della nostra rivista e, al riguardo, devo fare i
complimenti, perché questo nuovo bollettino di informazione della nostra
Associazione è molto efficace e di facile lettura e, in sintesi, permette di
avere anche le iniziative dell’Associazione stessa.
Credo che il conto consuntivo del 2004 sia
necessariamente un conto consuntivo che chiude una partita (quella della
precedente amministrazione) e ne apre una del tutto nuova, con un nuovo
Consiglio e con nuove Commissioni che ritengo stiano agendo con il piede giusto
sotto l’impulso del Presidente Vanni Mengotto.
Ritengo che le iniziative promosse, sia sul fronte
del rapporto con l’Anci Nazionale, con i Parlamentari e con i Consiglieri
Regionali, siano state assolutamente efficaci in questi primi sei mesi di
mandato.
Volevo, però, sottolineare un aspetto. Prima si
diceva che questo nostro Consiglio Regionale era aperto ai Parlamentari del
Veneto, ma devo dire che c’è poca attenzione e indifferenza da parte dei
Parlamentari del Veneto relativamente ai nostri inviti. Io, infatti, ho visto
la presenza di solo due o tre persone rispetto, invece, al numero consistente
di onorevoli e di senatori.
Credo che l’attenzione verso gli enti locali non sia
necessariamente un’attenzione che si debba giocare solo fra qualche mese quando
si andrà a discutere in campagna elettorale per l’elezione di quella o questa
formazione politica, ma dovrebbe essere un’attenzione ben più significativa e
attenta. Il fatto che non ci sia una presenza dei nostri Parlamentari significa
che la nostra classe politica nazionale è poco attenta rispetto alle istanze
dei Comuni. Io credo sia inutile fare delle dichiarazioni di grande principio
se non si fa anche un atto di presenza.
Gli impegni parlamentari sono importanti, ma il
Consiglio è stato convocato di lunedì per permettere ai nostri rappresentanti
di essere presenti. In realtà, però, noi stiamo abbaiando alla luna, visto che
nessun parlamentare è presente stamattina e questo è un brutto segnale rispetto
alle istanze della nostra Associazione.
Vorrei fare qualche breve considerazione sul
bilancio, che è anche una dichiarazione di voto a nome del gruppo che
rappresento. Io credo che il conto del 2004 sia un conto positivo non solo
sotto il profilo strettamente economico (c’è un piccolo attivo che sottolinea
l’equilibrio numerico del bilancio), ma anche sotto l’aspetto dell’attività
svolta nel 2004, che è stato un anno di transizione visto che ci sono state le
elezioni amministrative e c’è stato il rinnovo degli organi, comportando una
pausa nell’attività dell’Associazione. Nonostante questo, però, noi possiamo
constatare che l’attività dell’Associazione non è venuta meno. Se, infatti,
andiamo a guardare la convegnistica (Allegato 1) vediamo che il numero delle
manifestazioni promosse è elevato e che le presenze sono state ben 1.273.
Altro motivo per cui credo sia da approvare questo
conto è anche il risultato delle società partecipate, perché, anche se noi non
approviamo direttamente i loro bilanci, è evidente che sono realtà economiche e
operative strettamente collegate all’Anci. L’ANCISA, per esempio, ha registrato
una chiusura molto positiva, con un utile di 26.000,00 €.
Voglio ricordare anche che ANCISA è stata voluta
fortemente dall’Anci per gestire tutta una serie di attività economiche
dell’Associazione e che, negli anni scorsi, ha avuto qualche difficoltà economica
soprattutto affrontando impegni di notevole peso economico (mostra del Dire e
Fare). In questi ultimi due o tre anni, però, si è recuperato il deficit creato
nel 2002-2003 e si è andati addirittura a chiudere il 2004 con un utile di
26.000,00 €. Questo ci consente di aumentare il capitale sociale e di rafforzare
questa società, che è il vero braccio operativo della nostra Associazione.
Positivi sono anche i bilanci di altre società, come
la SOA, dove siamo presenti in forma indiretta attraverso l’ANCISA (es. Global
Service).
Io credo, quindi, che siano state giuste le
intuizioni che abbiamo avuto nel passato, trasformando l’Associazione anche in
erogatrice di servizi ai Comuni. L’ANCISA è sicuramente lo strumento principale
che ci permette di fare questo, ma si è cercato di partecipare in maniera
attiva anche ad altre iniziative che sono di supporto ai Comuni.
Io credo che, visto il quadro generale economico e
operativo, questo bilancio meriti ampiamente l’approvazione.
Come qualcuno ricorderà, il 2004 è stato un anno
davvero particolare, perché ci sono state le elezioni comunali che hanno un po’
bloccato l’attività dell’Associazione già da marzo. C’è stato poi il cambio di
presidenza, e io sono dovuto subentrare al Presidente dai primi di luglio.
Io ritengo, comunque, che, a parte il mese di
agosto, ci sia stata un’attività forte della nostra Associazione. Vorrei,
infatti, ricordare i convegni fatti nel mese di luglio sulle badanti e poi
vorrei ricordare quell’azione che abbiamo messo in atto assieme al Direttore e
al Direttivo per venire nelle varie province a incontrare i nuovi
amministratori e per prendere nota delle loro indicazioni. Qualcuno, infatti,
ricorderà le problematiche che avevano in particolare i nuovi amministratori
nell’impatto con i cittadini e con la macchina burocratica, per cui abbiamo
preso nota delle varie indicazioni e le abbiamo fatte nostre nell’ambito
dell’anno 2004.
A settembre si è tenuto il secondo Consiglio (il
primo a gennaio), in cui abbiamo approvato il conto consuntivo all’unanimità, e
poi abbiamo anche dato atto alla nuova fase dei rinnovi dell’Associazione
conclusasi il 20 ottobre ad Abano con l’elezione del nuovo Presidente. Dopo
questa data siamo riusciti in poco tempo (bisogna dare atto al Presidente Vanni
Mengotto) a dare a questa Associazione un’impronta unitaria, in quanto le
problematiche sono di tutti, indipendentemente dalle nostre appartenenze
politiche.
In questa fase l’Associazione è sempre stata
presente nel territorio e molti Sindaci hanno potuto avere direttamente delle
risposte esaurienti.
La fase di settembre ha fatto poi decollare
l’attività relativa ai piccoli Comuni e, al riguardo, vorrei ricordare la
nostra partecipazione massiccia a Riva del Garda. Con l’occasione voglio
ricordare che fra una settimana c’è la quinta Conferenza Nazionale dei Piccoli
Comuni a cui ritengo sia giusto partecipare.
Io credo che sia stato svolto un lavoro a mosaico,
il quale ha fatto in modo che raggiungiamo un assetto funzionale, rispondente,
e che dà dei frutti ottimi.
Non dimentichiamoci, però, che c’è sempre una nota
negativa relativa ai nostri Parlamentari, che si interessano a noi soprattutto
quando ci sono da raccogliere preferenze. Io dico al Presidente che noi dovremmo
riappropriarci della nostra forza elettorale, per cui le persone devono
guadagnarsi il posto che occupano. Inoltre, voglio che finisca questa epoca dei
desaparecidos, cioè l’epoca in cui onorevoli e senatori non sanno nemmeno dove
è il Comune di turno. Grazie.
Forse a qualcuno fischiano le orecchie.
C’era un senatore che dieci giorni fa si gongolava
perché gli era stato riferito che sarebbe stato ricandidato. Io, però, gli ho
mandato a dire che non basta essere candidati, ma bisogna prendere i voti.
Se non ci sono altri interventi relativi al conto
consuntivo, porterei in approvazione il bilancio 2004.
Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Penzo.
Approvato il conto consuntivo 2004.
Passerei adesso al quarto punto dell’ordine del
giorno: “Partecipazione SOA Nord Est: determinazioni”. Questo punto è posto
all’evidenza del Consiglio perché si tratta di una partecipazione per la quale
è nata una controversia con l’Anci Nazionale. Finché da parte della SOA Nord
Est non sono stati distribuiti utili il problema non si è posto, ma dal momento
in cui la SOA Nord Est ha iniziato a produrre utili l’Anci Nazionale ha posto
il problema di questa anomala partecipazione di cui l’Anci Veneto ha
partecipato finanziariamente le somme. In pratica, l’Anci Nazionale ritiene che
l’intestazione delle partecipazioni sia propria e non dell’Anci Veneto. Su
questo punto pregherei il Direttore di delucidare il nostro Consiglio. Grazie.
La costituzione di SOA Nord Est, avvenuta nel 2001,
e tutto il lavoro precedentemente svolto non è stato solo un investimento
dell’Anci Veneto, ma è stato un lavoro di raccordo con il territorio del Veneto
e del Friuli. Questo investimento, nel corso degli anni, ha permesso di
ricevere degli utili che ci hanno consentito di ripagare l’investimento
effettuato. L’Anci Nazionale ora ci chiede di incassare gli utili e i revisori
dei conti da due anni sollecitano la chiarezza su questo punto.
Noi abbiamo svolto un rapporto regolarissimo con
l’Anci Nazionale e ora si tratta di decidere che cosa fare. Le strade da
seguire possono essere molte, ma io credo che le strade possano essere
sintetizzate in due: cedere la partecipazione ad ANCISA (lavoro molto
complesso, perché la legge nazionale dispone che i costruttori siano presenti
nelle SOA nella stessa misura dei rappresentanti degli enti locali) o
intervenire presso i parlamentari per modificare l’attuale legge e prevedere
che nelle SOA facciano parte non solo le Associazioni Nazionalin ma anche le
Associazioni Regionali.
Queste sono le due soluzioni e come Anci Veneto
dobbiamo fare chiarezza al riguardo.
Aggiungo qualcosa alle informazioni date dal
Direttore. Le SOA (Società Organismo di Attestazione) sono state istituite con
il D.P.R. n.34 del 2000 e si tratta di un’attuazione della Merloni per quanto
riguarda la qualificazione delle imprese. La Merloni, infatti, ha abolito
l’Albo dei Costruttori e l’ha sostituito con un’attestazione fatta da queste
Società di Attestazione. Le SOA, quindi, sono delle società private che
agiscono con regole pubbliche e tutta la loro attività è sottoposta a
monitoraggio e controllo asfissiante da parte delle autorità dei lavori
pubblici. La legge stabilisce le competenze, un organigramma minimo di dieci
unità e il capitale sociale di un miliardo di lire (520.000 €).
I costruttori, in sede di approvazione del Decreto,
hanno fatto una strenua battaglia per poter partecipare alla compagine sociale
delle SOA e, alla fine, è stato raggiunto un compromesso: il legislatore ha
accettato la presenza dei costruttori a condizione che ci fosse una pari
presenza in termini azionari delle stazioni appaltanti. A Padova è nata così
un’iniziativa promossa da qualche banca e da qualche professionista che ci
hanno chiesto di entrare nella SOA come enti appaltanti.
L’art.8 del Decreto dice che le Associazioni
Nazionali delle Imprese e le Associazioni Nazionali rappresentative delle
stazioni appaltanti possono possedere azioni di una SOA nel limite massimo del
20%. Qui è stata fatta la scelta del 10% suddiviso fra costruttori e stazioni
appaltanti (5% loro e 5% noi). Siccome a quell’epoca l’impegno ci sembrava
oneroso, abbiamo diviso la nostra quota del 5% con la CISPEL, anche se a
posteriori possiamo dire che è stato un errore perché, dalla scheda che voi
avete in cartella, potete vedere che l’utile della SOA nel 2004 è stato di
600.000 € .
La SOA è una società che va bene e che fa un utile
incredibile, determinato dal numero delle attestazioni che rilascia nel corso
dell'anno e che sono a tariffa, per cui non c’è concorrenza sul prezzo. La
concorrenza, eventualmente, c’è sulla puntualità e sulla qualità delle
risposte. Ho detto tutto questo per spiegare come è nata questa nostra
partecipazione all’interno della SOA.
Ora, che ci incastra in questa vicenda con l’Anci
Nazionale è proprio l’art.8 comma 2, dove si parla di Associazioni Nazionali
rappresentative. In questa situazione si trovano quattro Anci Regionali che
hanno partecipato a quattro SOA diverse.
La soluzione più radicale sarebbe quella di far
modificare questo comma attraverso l’azione di qualche nostro deputato, che si
trova nella Commissione Lavori Pubblici. In pratica, basterebbe che nell’art.8
fosse scritto Associazioni Nazionali e Regionali oppure che si eliminasse il
“Nazionali”. Questa modifica avrebbe una sua logica, perché spesso queste SOA
hanno un bacino regionale, a parte qualcuna che opera a livello nazionale.
Io farei, quindi, al Consiglio Regionale Anci la
proposta di presentare un emendamento in modo da risolvere il problema alla
radice ed eliminare questo contenzioso con l’Anci Nazionale che rivendica le
azioni che abbiamo pagato noi.
Si tratta di una situazione un po’ anomala, perché
il titolare è l’Anci Nazionale, ma i soldi li abbiamo messi noi, per cui
riteniamo di dover tenerci anche gli eventuali utili ricavati dalla
partecipazione. Io sarei del parere di fare questa proposta e di sensibilizzare
alcuni nostri parlamentari in Commissione Lavori Pubblici, affinché alla prima
occasione possano apportare questa correzione.
Come tutte le cose c’è anche la terza via, che io credo
sia quella di andare dai nostri amici dell’Anci Nazionale per dire loro che si
vergognino, perché non è pensabile una situazione in cui noi abbiamo dovuto
aderire a una loro presenza all’interno di una SOA pagando di persona. Io credo
che chi paga sia titolare delle quote, per cui su questa questione dobbiamo
andare a Roma e mettere le cose in chiaro per sempre. Che poi si operi anche
per soluzioni di altro tipo (come quella che proponeva Luciano) mi pare utile,
ma non indispensabile.
Questa questione è un problema di carattere
generale, che riguarda i rapporti fra le Anci Regionale e l’Anci Nazionale, e,
al riguardo, negli ultimi tempi si è visto che l’Anci Nazionale ha la tendenza
di considerare le Anci Regionali come una sua emanazione diretta e non come uno
strumento autonomo nelle proprie azioni. Questo, però, non è lo spirito delle
Anci Regionali, e noi che siamo una delle Anci Regionali più attive in Italia
dobbiamo far valere le nostre ragioni perché non possiamo accettare un
centralismo che aborriamo. Io credo che il Presidente debba mettere in chiaro
(e sappiamo che lo sa fare bene) i rapporti fra Anci Regionale e Anci
Nazionale.
Noi ci lamentiamo tanto della finanza derivata dello
Stato, ma in realtà abbiamo anche noi una finanza derivata all’interno
dell’Anci, visto che i contributi vanno tutti all’Anci Nazionale che poi li
ritorna alle Anci Regionali.
Noi sappiamo bene che nella nostra regione l’Anci è
quella regionale, perché tutte le azioni venete sono fatte dalla nostra Anci e
non sicuramente dall’Anci Nazionale. Io credo sia il caso di mettere i puntini
sulle “i” e di creare una certa alleanza con le Anci Regionali che funzionano
(Anci della Lombardia, dell’Emilia, della Toscana, della Puglia, della Calabria
e del Lazio) per andare insieme a Roma e specificare che non siamo solo il loro
braccio operativo e la loro tetta da mungere. La nostra attività, infatti, non
si fa coi fichi secchi, ma con le risorse finanziarie e, al riguardo, stiamo
puntando molto sul tema dell’ampliamento delle attività di ANCISA, sempre nella
logica di un servizio ai Comuni.
Su questa questione, quindi, credo sia utile che
puntiamo un po’ i piedi anche al di là delle azioni che possono essere proposte
per correggere il tema relativo alle SOA.
Oggi ci si pone l’obiettivo di essere autonomisti
fino in fondo,per cui le Anci Regionali devono avere una propria
rappresentanza, una propria struttura e una propria autonomia finanziaria, e
proprio su questa questione si devono chiarire i rapporti fra noi e l’Anci
Nazionale.
Io sono sconvolto e sorpreso dalla vicenda. Sono
d’accordo sull’analisi e sull’iniziativa molto ferma nei confronti dell’Anci
Nazionale, ma ho un dubbio che vorrei mi venisse chiarito. Vorrei capire se su
questo problema c’è stata una decisione di organismi tecnici oppure di
organismi politici. Io partecipo alle riunioni dell’Anci Nazionale e ai
Direttivi Nazionali, ma di questo problema non ne ho sentito parlare. Vorrei,
quindi, capire se la questione nasce all’interno dei labirinti
tecnico-operativi oppure se c’è una decisione politica.
Io credo che questo aspetto sia importante.
Attualmente il Direttore è diventato un organo dell’Associazione, e questo è
avvenuto a seguito dell’ultima modifica statutaria fatta a livello nazionale
che noi veneti, assieme alla Puglia, avevamo contrastato. Su questo tema, in
pratica, ci sono stati solo rapporti del Direttore dell’Anci Nazionale rispetto
al nostro Direttore, senza altri rapporti relativamente al Consiglio o alla
Presidenza.
Questo è un tema che, pur venendo trattato da un
organo dell’Associazione, passa in trasparenza rispetto agli organi di vera e
propria rappresentanza politica, come possono essere il Direttivo o il
Consiglio Nazionale.
Adesso siamo noi che dobbiamo parare il colpo, ma
fino ad adesso l’interlocutore era la direzione tecnica e non la direzione
politica dell’organismo.
Su questo punto condivido la posizione di Cesare
Pillon ed escluderei sicuramente la possibilità di cedere la partecipazione.
Come prima battuta, farei una comunicazione
ufficiale all’Anci Nazionale, visto che non esiste niente di simile agli atti.
Io credo che sia giunto, infatti, il momento di porre in termini ufficiali la
questione e la richiesta di regolarizzare il tutto. Nulla vieta, poi, il
coinvolgimento dei parlamentari e di altri, ma al di là di questo appoggio è
importante che l’Anci Veneto faccia un atto ufficiale e pubblico. Io direi che
dovremmo tradurre il tutto in un atto ufficiale con il quale andare a
regolarizzare una situazione che ci lascia molto perplessi.
Se siete d’accordo, io proporrei al Consiglio
Regionale di ribadire la proprietà della partecipazione alla SOA Nord Est come
Anci Veneto, e da questo aspetto forte poi discenderanno le azioni evidenziate
dagli interventi che si sono succeduti qui in Consiglio.
Come prima cosa, però, vorremmo ribadire la proprietà
della partecipazione alle SOA Nord Est.
Porrei ai voti, quindi, questo aspetto. Favorevoli?
Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno.
Approvato all’unanimità.
Passerei ora al quinto punto all’ordine del giorno:
“Convocazione Stati Generali dell’Anci Veneto (Rovigo 7 ottobre 2005)”.
Questo punto all’ordine del giorno nasce da due
considerazioni. La prima è di carattere contingente, perché il 5-6-7 ottobre è
organizzata la manifestazione Dire e Fare nel Nord Est presso la Fiera di
Rovigo.
Dire e Fare è stato trasferito a Rovigo per
un’opportunità che si è evidenziata nell’ambito del territorio rodigino, cioè
quella di avere a disposizione una sede di recente ristrutturazione a un prezzo
conveniente per l’Associazione, oltre, naturalmente, all’intenzione di portare
la nostra manifestazione nell’ambito delle diverse realtà provinciali di cui si
compone il Veneto. Su questo punto mi preme ringraziare sia il Comune di
Rovigo, qui rappresentato dal Sindaco Avezzù, sia il Presidente della Provincia
di Rovigo Saccardin per la fattiva collaborazione e l’impegno che si sono
assunti, dimostrando che a Rovigo la presenza della manifestazione Dire e Fare
viene vista come un’opportunità di sviluppo del territorio.
Io credo che come Associazione dobbiamo utilizzare
questo incontro per promuovere un momento di confronto fra tutti gli
amministratori che, a vario titolo, sono presenti attivamente nella vita
dell’Associazione.
Io credo che Dire e Fare sia un momento importante,
perché molto spesso gli amministratori che lavorano nell’ambito delle
Commissioni non hanno un momento finale di confronto complessivo sulle loro
attività.
Nel periodo di avvio dell’attività si è subito
evidenziato un forte attivismo per talune Consulte con proposte, iniziative,
temi e priorità che hanno dato i loro frutti, ma ci sono state anche delle
Consulte che sono rimaste a rimorchio, in attesa probabilmente che la Regione
mandasse indicazioni o leggi.
Io credo che per la nostra Associazione sia
fondamentale che a livello di Consulte si producano una serie di iniziative,
proposte e attività che costituiscano effettivamente quello che i Sindaci del
Veneto vogliono diventi l’orizzonte dell’Associazione stessa. Io credo che
questo sia fondamentale per non essere solo un’Associazione di servizi. Noi
dobbiamo, infatti, essere anche un’Associazione che ha dei temi guida che
vengono forniti dai nostri stessi amministratori.
Questa azione la stiamo facendo per alcune Consulte
in maniera chiara e con grandi risultati, mentre per altre la stiamo facendo
meno. Credo, invece, che questa azione debba essere fatta per tutte le
Consulte, cioè per tutti i temi che interessano i nostri amministratori locali.
Credo che un momento di confronto come Dire e Fare a
Rovigo sia fondamentale per gli amministratori che, a vario titolo, sono
presenti nell’Associazione e nelle varie Consulte.
In un punto successivo dell’ordine del giorno, cioè
“Iniziative e attività proposte”, abbiamo anche il punto della situazione sulla
partecipazione alle Consulte e, al riguardo, come capi aree dobbiamo porre
l’attenzione sulla presenza dei vari amministratori, perché se la loro presenza
non c’è stata dall’inizio fino a ora, io credo sia opportuno procedere a una
loro sostituzione. Per noi, infatti, è fondamentale che chi vuole far parte
della vita dell’Anci, poi partecipi effettivamente.
Credo che un momento di riflessione da parte di
tutti gli amministratori che si impegnano nell’ambito dell’Associazione sia
necessario non solo per esporre le attività svolte a una platea più ampia, ma
anche per una individuazione di linee e di guide da parte di tutti quegli
amministratori che si identificano nell’Associazione.
Io credo che, indipendentemente dal fatto che un
amministratore partecipi a una Consulta piuttosto che a un’altra, sappia lo
stesso porre l’attenzione su alcuni temi specifici.
Faccio un esempio. Domani abbiamo una richiesta di
presenza a Porto Tolle, dove si discute la riconversione della centrale Enel, e
la nostra presenza è richiesta perché questo argomento non riguarda solo il
Sindaco di Porto Tolle, ma l’intero Veneto. Molti temi come questo noi li
veniamo a conoscere solo perché li leggiamo sulla stampa o perché il singolo
Sindaco ci informa.
Io credo che l’Associazione possa essere un elemento
di forza per le singole amministrazioni locali e per i singoli amministratori,
permettendo di porre all’attenzione dell’opinione pubblica o della Regione dei
temi scottanti e rilevanti.
Noi ci siamo trovati a Verona anche il Presidente
della Consulta Trasporti per discutere del problema dei trasporti ferroviari
nel Veneto, e questo è un tema che è stato affrontato anche dalla stampa, ma
non sempre i temi rilevanti prendono la prima pagina dei quotidiani locali, per
cui credo sia importante avere dagli amministratori un indirizzo forte al
riguardo.
Quello che voleva essere proposto al Consiglio è di
trasformare l’occasione del Dire e fare nel Nord Est a Rovigo in un momento di
condivisione di obiettivi e di proposte da parte di tutti gli amministratori
che, a vario titolo, partecipano alla vita dell’Associazione.
Volevo intervenire brevemente come ho fatto in
occasione della presentazione pubblica di questa nuova edizione di Dire e Fare.
Credo che questa sia la sede opportuna per ringraziare il Presidente, il
Direttore, ANCISA e il Direttivo per la scelta di Rovigo.
Due anni fa, quando abbiamo fatto l’Assemblea
generale della nostra Associazione a Rovigo, credo sia stata apprezzata
l’organizzazione e la collocazione logistica che rende comodo per la nostra
realtà regionale usufruire di quel tipo di struttura.
Io credo poi che sia opportuna una rotazione nella
presenza sul territorio.
Al di là dei ringraziamenti voglio fare due note
importanti. La nostra Amministrazione da tre anni organizza un convegno
nazionale sul tema della sussidiarietà, che è un tema attuale da comprendere e
approfondire, e al riguardo abbiamo ritenuto opportuno, per arricchire la
manifestazione, di inserire nel secondo giorno anche questa iniziativa.
L’ultima sottolineatura era quella di una
condivisione sull’opportunità di questi stati generali sia nell’aspetto della
conoscenza e della diffusione dei vari temi, ma anche per una presa di
coscienza sul lavoro svolto dagli amministratori locali e sulle tematiche
venete che possono diventare anche di livello nazionale. Ne cito una fra tutte:
la questione ambientale sollevata nel Direttivo Nazionale Anci da noi del
Veneto a cui hanno fatto seguito dibattiti nazionali e un confronto con il
Ministero dell’Ambiente concretizzatosi poi in un Decreto Legge che ha costretto
tutti a rendersi più conto di una “patata bollente”.
Io credo che sia importante una presa di coscienza
forte della nostra capacità e impegno, anche perché oggi Anci Veneto ha molto
da dire non solo a livello regionale, ma anche a livello nazionale. Ben venga,
quindi, un’occasione come Dire e Fare .
Prendo volentieri la parola in questa funzione di
Presidente di Ancisa per ribadire che la scelta di spostarci da Venezia a
Rovigo aderisce alla volontà di essere nel territorio e saper cogliere le varie
opportunità che il territorio stesso offre. Devo dire che il Comune di Rovigo e
la Provincia di Rovigo hanno dimostrato una grandissima disponibilità
nell’accogliere questa manifestazione.
Occorre precisare che lo spostamento da aprile a
ottobre di questa manifestazione è stato fatto anche perché in aprile la
Regione sarebbe stata in periodo elettorale e ci sarebbero state meno adesioni.
Noi vogliamo dare a questa manifestazione un ruolo
centrale e fondamentale, relativamente alle realizzazioni del fare degli
amministratori veneti. Se questo è il messaggio, è chiaro, però, che l’impegno
deve venire da tutti. Ad oggi noi abbiamo 65 stand venduti, ma dobbiamo
arrivare a 110 stand per arrivare al pareggio, per cui, come Presidente di
ANCISA, chiedo l’impegno di tutti gli amministratori per ampliare la
partecipazione.
Credo sia molto importante la presenza negli stand
dei Comuni con i loro progetti e realizzazioni, come è importante che ognuno si
faccia carico di alcune presenza di Ditte private, le quali, però, non possono
essere predominanti nella manifestazione. Se, infatti, aprissimo solo alle
ditte che lavorano per noi, rischieremmo di fare un’operazione solo di tipo
commerciale, tralasciando il tema principale della manifestazione, cioè essere
la vetrina fondamentale dell’innovazione e del fare degli amministratori nel
Veneto. È importante, quindi, che ci siano i Comuni in questa manifestazione,
anche se capisco che i piccoli Comuni abbiano delle difficoltà di bilancio. Ci
sono, comunque, varie forme per poter partecipare e, in ogni caso, almeno
l’adesione va data per dare un segno del proprio impegno rispetto alla missione
della manifestazione.
Quando si firmano dei contratti poi bisogna
rispettarli, per cui l’obiettivo che abbiamo è quello di raggiungere i 110
stand, e ora si sta lavorando in questo senso.
L’invito che mi sento di fare a tutti i colleghi è
quello di prendere questa manifestazione nella dovuta considerazione non solo
perché è una manifestazione di carattere economico-finanziario dell’Anci, ma
proprio perché è la manifestazione principe in cui noi facciamo vetrina e
possiamo discutere.
Io credo che la proposta di fare degli stati
generali dell’amministrazione sia un’occasione per portare consenso a questa manifestazione.
Io penso sia utile una volta ogni tanto coinvolgere
non solo gli Esecutivi dei Comuni, ma tutti gli eletti nelle autonomie locali
venete per far capire come l’Anci Veneto si ponga come elemento centrale di
rappresentanza di tutti gli amministratori veneti.
Io sono perfettamente d’accordo con questo taglio di
grande partecipazione a cui ci ha richiamato il Presidente di ANCISA Pillon,
perché questa è la base del successo della manifestazione. Noi, quindi, dobbiamo
puntare su una partecipazione corale.
Va benissimo come ha impostato l’idea degli stati
generali il Presidente.
Per avere una partecipazione corale anche dei Comuni
del Polesine, che sono i Comuni del luogo privilegiato dalla manifestazione,
riserverei uno spazio particolare per vedere i passi che questa terra ha
compiuto per migliorare una situazione piuttosto negativa.
Su questo mi permetto di proporre uno spazio
nell’ambito del Dire e Fare.
In relazione all’intervento di Pillon dell’ANCISA,
viene spontaneo fare una riflessione che poi risente delle situazioni interne
dei vari Comuni. Questa manifestazione è un fiore all’occhiello della nostra
realtà, ma anch’essa risentirà dell’impoverimento complessivo dei bilanci
comunali che spesso produce un impoverimento progettuale.
Mentre parlavate, pensavo alle progettualità che la
mia Amministrazione aveva in animo di portare avanti su alcuni temi importanti
e che, invece, sono rimaste nel cassetto, perché mancanti dei corrispondenti
capitoli di bilancio.
Io credo sia importante e utile, al nostro interno,
continuare a far fronte comune per migliorare la situazione esistente e
l’efficienza della nostra macchina organizzativa, ma non possiamo non
evidenziare ai piani superiori le difficoltà economiche in cui ci troviamo. È
inevitabile oggi sentirsi più poveri e più soli, perché sembra che ai piani
alti non ci sia l’intenzione di porre mano a una politica economica in favore
delle amministrazioni locali.
Questa nostra difficile situazione economica,
quindi, comporterà il fatto che anche la nostra vetrina del Dire e Fare sarà
più povera, perché i Comuni non hanno avuto a disposizione il valore economico
per continuare ad evolvere.
Al di là di tutto, comunque, vorrei sollecitarci
vicendevolmente a produrre lo stesso qualcosa che metta in campo la nostra
capacità di fare a prescindere dalle difficoltà, ma voglio anche evidenziare
come questo stato di cose produca una difficoltà obiettiva dei Comuni di porre
in essere quelle politiche che sono a vantaggio del cittadino.
Il fatto che la manifestazione venga organizzata a
Rovigo va salutato favorevolmente, perché sta a significare che l’Anci
Regionale ha a cuore tutto il territorio regionale.
Io avrei due argomenti importanti da individuare. Il
primo argomento riguarda il ruolo futuro dell’Anci Regionale, perché in una
situazione in cui il nostro Stato si sta riorganizzando io credo che anche la
nostra Associazione debba pensare a una prospettiva futura.
Io credo che l’idea di dare corpo, ruolo,
dinamicità, operatività e autonomia al territorio veneto sia un elemento
fondamentale di riflessione che noi dobbiamo porci.
Il secondo argomento riguarda il fatto di non
coinvolgere solo gli addetti ai lavori, ma anche tutti i membri delle assemblee
elettive. La scorsa volta, a Venezia, abbiamo organizzato (un po’ in fretta) un
convegno sul ruolo delle assemblee elettive, e credo che anche in questa
manifestazione vada collocato un elemento per focalizzare le problematiche
all’interno delle assemblee elettive per capire quale sarà il loro futuro.
Si tratta, quindi, di due questioni aperte che vanno
collocate all’interno di questa manifestazione, sapendo che noi siamo a disposizione
per dare un contributo.
Vorrei essere telegrafico e dire che non possiamo
fare finta di niente. Con 1 miliardo e 400 milioni di vecchie lire in meno,
quest’anno noi abbiamo fatto delle scelte come il mantenimento del sociale e il
far fronte alle manutenzioni. In pratica, abbiamo tagliato (quasi azzerato)
drasticamente tutte le spese di rappresentanza, e questa scelta è stata
condizionata dal continuo venire meno di trasferimenti dallo Stato.
Io propongo che uno spazio del prossimo Dire e Fare
sia dedicato anche a questo specifico tema, perché credo che dobbiamo riuscire
a mettere mano ai meccanismi di somministrazione delle risorse, mettere mano al
tema della perequazione e al tema dell’autonomia fiscale, anche perché spesso
di questa situazione i cittadini non sono consapevoli.
A me pare che, parlando del 7 ottobre, potremmo
presentare in quella sede quello studio avviato in questo periodo sui nostri
bilanci per avere degli elementi di confronto e capire che cosa significa la
perequazione.
Prima Laura Puppato mi ha consegnato il suo
rendiconto e io sono rimasto scioccato, perché un Comune come il mio che ha
40.000 abitanti ha meno della metà del suo bilancio.
Bisogna tenere presente, però, che io ho 270
dipendenti da mantenere.
GIAMBATTISTA DALLA CORTE, Consigliere di
Volevo
innanzitutto fare un plauso al Presidente per la Convocazione degli Stati
Generali e, poi, volevo soffermarmi su un certo aspetto. Questa mattina a
Belluno avevamo un incontro con i Consiglieri Regionali, ma io ho detto che
dovevo andare a Montebelluna, perché c’erano tutti i Parlamentari e volevo
parlare del problema dei trasferimenti.
L’ultima volta, quando abbiamo parlato della
Finanziaria, eravamo d’accordo che non bisognava aspettare a fare un ordine del
giorno, ma che dovevamo prepararci in tempo.
Per i piccoli Comuni di montagna i trasferimenti
sono circa di 70.000/100.000 € in meno e su questo punto volevo confrontarmi, perché un’umiliazione
simile non l’ho mai avuta. Questa è una situazione scandalosa che non può
essere taciuta.
Io spero che venga mandata una lettera molto forte
al Governo e che venga recuperato il rapporto con i Parlamentari, perché è
fondamentale per la nostra Associazione.
Io credo che l’assenza dei Parlamentari all’incontro
di oggi (seppur motivata) rappresenti l’occasione per decidere di andare a
Roma, dove forse è più facili trovarli. Mi sembra che sia venuto meno il
rapporto del Parlamentare con il suo territorio, e lo dimostra il fatto che ci
sia questa assoluta assenza. Se i Parlamentari del Veneto non portano avanti
anche le istanze del Veneto, penso stiano limitando l’attività del loro mandato
che deriva loro dal territorio stesso.
Il Collegio serve proprio per legare i Parlamentari
a una determinata area del territorio, per cui credo sia opportuno chiedere ai
nostri Parlamentari di fissare una data a Roma per poter parlare con loro.
Altrettanto importante è la sottolineatura di
Gandini, quando diceva che dobbiamo fare conoscere il tema della perequazione
(lo studio commissionato alla Bocconi dovrebbe essere pronto per ottobre) ai
nostri cittadini veneti. Questo, infatti, non è un aspetto secondario, perché
quando i cittadini votano il loro Sindaco devono sapere che certe cose non
verranno realizzate in quanto i soldi sono in qualche altra regione.
Credo che sia importante cogliere l’occasione del
Dire e Fare per ribadire questi aspetti, anche perché lì avremo più facilmente
i Parlamentari presenti.
A maggior ragione, comunque, non possiamo accettare
un cannibalismo Anci Nazionale rispetto all’Anci Regionale, altrimenti
risulteremo poco credibili.
Riguardo alla partecipazione alle Consulte, ci sono
delle persone che ci hanno già comunicato la loro intenzione di rinunciare per
vari motivi, per cui c’è la necessità di addivenire alla formulazione di una
proposta con nuovi nominativi. Io credo sia importante mettere a conoscenza di
questa cosa l’intero Consiglio, perché poi attraverso la Presidenza e il
Direttivo le proposte possano diventare surroghe nell’ambito della
partecipazione alle Consulte.
Su questo, quindi, il Direttivo e i Capi Area sono
pregati di attivarsi prontamente.
Per quanto riguarda, invece, l’attività svolta
nell’ambito di questo primo scorcio dell’anno, voi avete un foglio che
sintetizza l’attività convegnistica svolta in collaborazione con ANCISA. C’è
stata una serie di convegni di varia natura che hanno rappresentato il punto di
riferimento dell’attività di alcune Consulte.
Credo che vada a merito dei Presidenti delle
relative Consulte se c’è stata una rilevante partecipazione a queste iniziative,
tanto che qualche volta abbiamo anche dovuto escludere la presenza di alcuni
dipendenti o amministratori a causa del mancato spazio in sala.
Vi faccio degli esempi. Il convegno sulla
Finanziaria 2005 e sui bilanci comunali ha avuto 62 presenze, il convegno sulla
nuova legge regionale del commercio a Rubano ha avuto 173 presenze, il convegno
sull’assunzione e la contrattazione decentrata (tema molto specifico) svoltosi
a Mogliano Veneto ha avuto 20 presenze, il convegno sulle Unioni a Dolo ha
avuto 70 partecipanti, il convegno sulla nuova legge urbanistica regionale
fatto a Noventa Vicentina ha avuto 95 partecipanti e il convegno sulla pubblica
distribuzione del gas a Marostica ne ha avuti 104, e poi c’è stato anche il
convegno a Veggiano sulla valorizzazione e gestione dei beni patrimoniali.
Credo che questo testimoni un’attenzione degli
amministratori e dei dipendenti comunali all’attività di formazione, rispetto
anche ad aspetti innovativi come la distribuzione del gas.
Credo sia importante sottolineare anche l’attività
delle singole Consulte, per cui nel prossimo Consiglio i Presidenti delle varie
Consulte dovranno avere uno spazio riservato nell’ordine del giorno per
presentare l’attività svolta.
Io credo che oggi non sia opportuno dare uno spazio
di soli tre minuti ai singoli Presidenti delle Consulte, perché credo che loro
abbiano la necessità di esporre l’attività svolta in maniera più compiuta.
Lo spazio da dedicare a questo argomento, quindi,
deve essere maggiore, in modo che il Consiglio venga ben edotto di quella che è
l’attività svolta dalle Consulte, perché solo così potrà formulare sui singoli
temi un proprio indirizzo.
Vi sono poi due momenti che vorrei sottolineare: il
convegno di Marostica sulla distribuzione del gas (pregherei Pillon di sintetizzare
i punti emersi) e la proposta presso la Conferenza Unificata di un Decreto del
Presidente Consiglio dei Ministri per quanto riguarda l’attuazione delle
assunzioni a tempo indeterminato negli enti locali e qui pregherei il Sindaco
Avezzù di informarci al riguardo. Come sapete, su questo punto, la Finanziaria
aveva posto soltanto un principio generale, altrimenti sarebbe stata viziata di
incostituzionalità, per cui c’è la necessità di adottare i criteri per gli enti
locali.
Vale la pena di sottolineare l’aspetto relativo alla
gestione della rete di distribuzione del gas, perché ha avuto un grande
successo nel convegno che abbiamo fatto a Marostica.
Noi ci siano resi conto che esiste una chiara
disinformazione rispetto a questo tema.
La Legge prevede che al 31.12.05 tutti i contratti
in essere di gestione della rete di distribuzione del gas vadano a decadere.
Possono, però, essere prorogati (con atto tangibile del Consiglio Comunale) al
31.12.07 nel caso in cui gli enti gestori abbiano alcune caratteristiche
particolari (grande capacità di distribuzione e organizzazione). Noi ci siano
resi conto che questa consapevolezza non esiste nel Comuni del Veneto, per cui
sarà nostra cura operare, anche come ANCISA, da questo punto di vista.
Ora siamo di fronte ad una legge che impone a tutti
i Comuni di arrivare alla data di evidenza pubblica. Noi, come ANCISA, ci siamo
anche strutturati dal punto di vista del servizio e abbiamo creato un pool di
specialisti composto da un avvocato e da un tecnico che ha lavorato per molti
anni all’interno di grandi aziende di distribuzione del gas per andare a
supportare dal punto di vista tecnico tutte le amministrazioni locali venete.
Noi siamo consapevoli di essere di fronte a una
questione che investe non solo un servizio fondamentale per tutti i cittadini,
ma anche aspetti economici e finanziari non indifferenti per i Comuni, e ne
cito uno per tutti. Fino ad oggi pochissimi sono i Comuni che hanno posto il
tema della cointeressenza all’interno della gestione del servizio, sapendo che
non esiste nessuna società di gestione diretta del gas che sia in stato
fallimentare o liquidazione. Non si capisce perché l’ente comunale, che è il
soggetto detentore della proprietà della rete di distribuzione, non debba avere
una cointeressenza in questi utili che le società private hanno nella gestione
del gas.
Noi sappiamo anche, però, che la stragrande
maggioranza dei Comuni veneti non hanno le professionalità al loro interno per
impostare in modo omogeneo una trattativa che abbia basi comuni di
ragionamento. Da questo punto di vista, quindi, noi ci siamo strutturati per
dare delle soluzioni e dei preventivi relativi alla gestione di questa
problematica.
Altra questione su cui ci siamo fortemente impegnati
è quella relativa alla nuova legge sul commercio, visto che nell’agosto scorso
la Regione Veneto ha emanato questa legge, la quale prevede che i Comuni si
dotino (entro una certa data) del nuovo piano commerciale.
Anche relativamente a questo punto all’interno dei
piccoli Comuni non ci sono grandi professionalità, per cui ci siamo dotati un
pool di esperti che sono a disposizione di tutti i Comuni per dare suggerimenti
o spiegazioni.
Come tutti sappiamo, nella nuova legge sul commercio
ci sono temi, come quello dei parchi commerciali, che non erano presenti in
passato e che necessitano, quindi, di spiegazioni maggiori, soprattutto perché
il tema della distribuzione commerciale è molto delicato.
Le problematiche sul commercio sono comuni a tutti i
Comuni del Veneto, perché i temi dei centri commerciali riguardano anche i
Comuni più piccoli, che necessitano di risposte precise anche da questo punto
di vista.
Faccio una breve comunicazione. Il tema dei limiti
posti dalla Finanziaria 2005 relativamente alle assunzioni a tempo indeterminato
ha un iter che non è iniziato adesso, nel senso che la Finanziaria ha posto un
limite di spesa (€ 213.000.000 di risparmio) demandando poi all’accordo con le Autonomie
Locali per le modalità attuative. Questo, però, di fatto non è ancora avvenuto,
perché ci si trova in una situazione di empasse, visto che il Ministero della
Funzione Pubblica e dell’Economia proponevano la possibilità alle Autonomie
Locali di assumere fra il 23-24% rispetto alle cessazioni 2004, mentre l’Anci
aveva calcolato una percentuale del 65-67%.
Il risultato è che siamo arrivati a giugno, che i
risparmi di spesa risultano forzosi e che i concorsi sono fermi. Rispetto a
questo, nella Conferenza Unificata del 3 marzo, avevamo proposto un documento,
e giovedì scorso abbiamo presentato una proposta di Decreto che prevede due
possibilità secondo i calcoli fatti dall’Anci. La prima possibilità è quella di
dare via libera alle assunzioni a tempo indeterminato pari al 50% delle
cessazioni del 2004, e la seconda possibilità è quella di fare assunzioni con
contenimento dell’1% della spesa complessiva per il personale relativa al 2004.
Come N.B. l’ANCI ha chiesto, per i piccoli Comuni (sotto i 5.000 abitanti), di
togliere questo vincolo.
Abbiamo poi fatto una pressione forte nei confronti
del Governo dimostrando che il perdurare di questa situazione viene a violare
un principio di autonomia previsto dalla Costituzione nei confronti di tutti
gli enti locali. Questo blocco perdurante, infatti, pone ulteriori vincoli
relativamente alle domande e ai bisogni dei nostri cittadini.
L’impegno del Vice Ministro per l’Economia Giuseppe
Vegas è quello di trovare in tempi molto stretti (la prossima Conferenza sarà
fra 15 giorni) la definizione della questione anche perché i risparmi di spesa
li abbiamo già effettuati. Speriamo, quindi, di potervi riferire nel prossimo
Consiglio di una soluzione positiva a questo problema.
Vorrei aggiungere una proposta che faccio al
Direttivo e al Consiglio. Io credo che si stia allargando a macchia d’olio, su
tutto il territorio regionale, questo punto di crisi dell’applicazione della
normativa relativa al DPR 158, perché da sei anni a questa parte quasi tutti i
Comuni sono entrati a regime nel passaggio dalla tassa alla tariffa (mi
riferisco alla gestione del servizio dei rifiuti).
In provincia di Treviso (a parte alcune isole felici
come il Comune di Montebelluna) ci sono delle sollevazioni popolari
relativamente alla gestione dei rifiuti. Ci sono, infatti, intere categorie
(artigiani, commercianti, ecc.) che negli ultimi due o tre anni hanno avuto
pesantissime stangate dovute a una cattiva gestione del servizio che è stato
dato all’esterno.
La Legge Ronchi poggia su un principio fondamentale,
che è quello dell’equazione fra i costi complessivi del servizio (trasparenti e
documentati) e la tariffa generale, tanto che sembrerebbe non esserci spazio
nemmeno per i profitti. Ma come mai, allora, tutti fanno a gara per
accaparrarsi questo servizio? Forse i profitti vengono poi nascosti nei piani
finanziari.
Io credo che noi dobbiamo fare il punto della
situazione in modo da orientare al meglio i Comuni, perché i cittadini sono
sempre più arrabbiati e non riescono a ottenere risposte chiare. Nel Comune di
Conegliano stiamo portando avanti, come opposizione, questa battaglia da
quattro o cinque anni, e nonostante anche la maggioranza ci dia ragione non
riusciamo a risolvere il problema.
Siccome questo è un problema di una gravità estrema,
chiederei di fare il punto della situazione.
Penso che questo sia un argomento importante sia per
il Direttivo che per la Commissione.
Volevo sottoporre al Consiglio un altro tema che è
molto pregnante e discusso, cioè la situazione delle Poste. Credo che su questo
tema l’Anci Veneto debba prendere posizione, perché ci sono situazioni di vero
disservizio che ci impediscono anche di comunicare con i cittadini. Al
riguardo, la Procura di Padova sta indagando, perché talvolta ci vogliono anche
15 giorni per ricevere comunicazioni da un Comune vicino. Questa è una
situazione molto grave su cui credo sia giusto che l’Anci Veneto dia un
segnale.
Su questa situazione volevo comunicare quanto
abbiamo fatto fra il Comune di Vigonza e il Comune di Vigodarzere, dove c’è
voluto un mese e dieci giorni per una lettera con posta prioritaria. Finora
abbiamo fatto delle lettere di protesta alla Direzione delle Poste e abbiamo
messo a disposizione l’Ufficio Relazioni con il Pubblico per segnalazioni di
disservizio. La prossima mossa sarà quella di verificare la possibilità di
denunciare l’interruzione di pubblico servizio.
Se al riguardo, quindi, ci sarà un’azione comune
anch’io mi aggregherò volentieri.
Io propongo di chiedere un incontro con il nuovo
Presidente Mincato, visto che è un vicentino passato alle Poste dall’Eni. Io so
che all’Eni ha fatto molto bene, per cui mi auspico che faccia altrettanto bene
alle Poste.
Penso che questa sia una proposta giusta.
Mi è venuta in mente un’annotazione che pensavo
sarebbe emersa prima. Avete visto tutti che la settimana scorsa hanno firmato
il contratto nazionale, ma io non ho ancora ben capito un punto. Noi, da buone
formichine, abbiamo accantonato le varie risorse necessarie, mentre il Governo
dice che per gli statali troverà le risorse necessarie nel 2006. Ho capito
male? Noi i soldi li dobbiamo dare subito e lo Stato li dà l’anno prossimo?
Sono due contratti divisi.
Il successivo punto all’ordine del giorno è la presa
d’atto della decadenza del consigliere Claudio Bertolin, che è qui presente e
che voglio ringraziare per l’attività che ha svolto in questi anni. La sua
decadenza è dovuta al fatto che ha compiuto i due mandati di Sindaco presso il
Comune di Dolo.
Ovviamente, al nostro consigliere Claudio Bertolin
vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività svolta in questi anni presso
l’Associazione e presso il Direttivo, e anche per l’attività che ha svolto
nella direzione politica del gruppo della Margherita.
Grazie, e lo ascoltiamo volentieri se vuole dirci
due parole.
Grazie al Presidente. Il mio è un saluto di commiato
fatto anche per segnalare la persona che mi sostituirà. Per me questi nove anni
da amministratore sono stati anni assolutamente importanti, e devo dire che ho
imparato proprio in Anci come si può fare l’amministratore.
Io auguro al Presidente e a tutti gli ex colleghi un
buon cammino in questa fase importante del mondo dei Comuni. Da un po’ di tempo
i Comuni hanno rango costituzionale, ma a questo rango non è subentrato un
adeguato riconoscimento sia da parte dello Stato che delle Regioni.
Io invito tutti a riflettere sul fatto che il mondo
delle Autonomie Locali non può essere lasciato ai margini del Paese.
Io ho visto la mancanza dei Parlamentari, ho visto
Finanziarie che ci hanno pesantemente bastonato e ho visto un legislatore che
accentra su di sé poteri di organizzazione che spesso hanno violato la dignità
dei Comuni, per cui credo che ciascuno debba fare il suo compito per migliorare
la situazione.
Chi fa il Sindaco, l’Assessore o il Consigliere
Comunale ha un potere di governo assolutamente importante, e spesso noi siamo
stati capaci di governare situazioni difficili mentre altri questo potere di
controllo non l’hanno mai usato.
Io mi auguro che l’Anci sia sempre paladina
dell’autonomia dei Comuni, di un’autonomia vera fatta di concretezza e di
rappresentatività. Mi auguro, quindi, che questa Associazione non sia mai
subalterna a nessuno. Grazie e buon lavoro a tutti.
In riferimento all’ottavo punto dell’ordine del
giorno, il Consiglio è chiamato a prendere atto dell’avvicendamento nelle fila
della Margherita, per il quale vi leggo testualmente la comunicazione
presentata da Claudio Bertolin.
“Il Gruppo della Margherita ha indicato nella
persona di Pierantonio Tommasi (Sindaco di Marcon) colui che mi sostituirà
nell’attività associativa per cui ti invito a proporre la cooptazione in
Consiglio Regionale”.
Altro punto riguarda la riconferma di Gomierato
(Sindaco di Castelfranco Veneto), al quale vanno le nostre più vive
congratulazioni.
Al terzo punto abbiamo, invece, l’avvicendamento del
Sindaco Costa con il neo Sindaco Massimo Cacciari per Comune di Venezia, che è
membro di diritto del Consiglio Regionale dell’Associazione in quanto
capoluogo. Anche a lui vanno naturalmente le nostre congratulazioni.
Ultimo punto all’ordine del giorno è l’approvazione
del regolamento del commercio, per cui passerei la parola al Presidente della
Commissione Commercio e Attività Produttive Aldo Rondina.
Sarò velocissimo, come una freccia.
L’impegno maggiore della Consulta, che ho l’onore di
presiedere, è stato quello concentrato sull’elaborazione della bozza di
regolamento tipo in attuazione della previsione contenuta nell’art.14 della
Legge Regionale n.15 del 13 agosto 2004.
C’è molta attesa nei nostri associati per questo
strumento nuovo e complesso, sia per le preoccupazioni interpretative della
Legge n.15 che per il recepimento della programmazione con la creazione degli
indici di equilibrio e con l’introduzione dei settori commerciali.
Per la prima volta, nella legge che disciplina le
attività commerciali si parla di correlazione, il che significa che i Comuni,
nell’ambito della programmazione, possono delimitare determinati settori
commerciali.
Noi abbiamo lavorato sodo, con l’aiuto dei nostri
esperti, ed abbiamo incontrato i rappresentanti delle Associazioni di categoria
per confrontarci e recepire suggerimenti importanti. Vi posso assicurare che la
bozza di regolamento che ora viene portata in Consiglio per l’approvazione è
molto vicina alle aspettative dei nostri Comuni.
Siccome i tempi sono stati molto limitati, mi farò
carico di divulgare maggiormente questi documenti a tutti i Consiglieri, che,
comunque, potete trovare in e-mail.