VERBALE DI DELIBERAZIONE
DEL CONSIGLIO REGIONALE
DEL 28 SETTEMBRE 2007
Il giorno 28 settembre a Villa Bartolomea (VR) presso la sala polivalente “Romano Doriano Loris”, via Oratorio 2, alle ore 07.00 in prima convocazione ed alle ore 16.00 in seconda convocazione, su invito del Presidente, si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone dei
Presidente: Vanni Mengotto.
Membri presenti: Mengotto Vanni, Donegatti Valentino, Zerbaro Luciano, Chinaglia Franco, Gandini Silvio, Sartor Ivano, Avezzù Paolo, Bersan Luca, Merchiori Fausto, Bogoni Paolo, Laruccia Antonio, Veronese Adelino, Prade Antonio, Pavan Patrizio,
Si sono giustificati per l’assenza: Andriolo Roberto, Tomasi Pier Antonio, Vecchini Giorgio, Dal Monte Mario, De Marchi Martino, Borgato Renato, Bertipaglia Olindo, Dalla Corte Giambattista, Confente Massimo, Vendrasco Roberto, Rondina Aldo, Selvaggi Aida, Padoan Renzo, Marcato Roberto, Menara Dario.
Assenti non giustificati: Campedelli Samuele, Fortin Paolo, Volpato Marcello, Zanata Franco, Sarracco Sante, Tessari Claudio, Candiotto Paola, Bazzani Giovanni Battista, Pillon Cesare, Pante Gino, Berto Ampelia, Bertaso Franco, Grazia Raffaele, Bernardi Luigi Pietro, Verziaggi Mario, Pellizzari Andrea, Manzato Sergio, Busato Tiziano, Bortolot Renzo, Calzavara Massimo, Carli Marco, Penzo Giuseppe, Caverzan Clara, Claudio Luca, Colcergnan Flavio, Crema Alberta, Carli Marco, Lamon Paolo, Martini Giuliano, Menegozzo Pietro, Pin Cristina, Carpi Pier Luigi, Lombardi Giuseppe, Dalla Vecchia Paolo, Melotti Claudio, Zanonato Flavio, Sandri Stefano, Giacino Vito, Rina Eduardo, Savioli Argia, Zoleo Maria Cristina, Dall’Alba Terelisa, Hüllweck Enrico, Trevisan Ettore, Stivanello Antonino, Merlin Aleardo, Facincani Maurizio, Pavan Angelo, Gomierato Maria, Berlato Sella Giuseppe, Tegner Massimo, Mattiello Egidio, Miatello Vittorio, Corazzon Giovanna, Rigno Giovanni, Puppato Laura, Cacciari Massimo, Tosi Flavio, Bonometti Flavio.
Luca BERSAN, Sindaco di Villa Bartolomea
Do il benvenuto a tutti voi qui presenti a questa seduta straordinaria del Consiglio Regionale dell’Anci Veneto. Un Consiglio straordinario quanto straordinario è il significato di questa giornata.
Saluto e ringrazio di vero cuore il Presidente dell’Anci Veneto, dott. Vanni Mengotto, e il Vicepresidente, prof. Silvio Gandini, per aver proposto e condiviso con l’Amministrazione Comunale lo svolgimento del Consiglio Regionale Anci qui a Villa Bartolomea.
Saluto e ringrazio anche il Viceprefetto dott. Mattia, tutti i Sindaci, Assessori e Amministratori che hanno voluto essere oggi con noi.
La Provincia di Verona, nella persona del prof. Elio Mosele, è qui rappresentata dal Consigliere Mario Faccioli.
Permettetemi di estendere il saluto più commosso alla Signora Romano, alla mamma Signora Bruna, alle figlie Silvia e Valentina, al fratello Severino.
È trascorso un anno, sì un anno fa il 30 settembre una comunità, un’amministrazione e soprattutto una famiglia piombava in una tragedia che ancora oggi rimane senza risposta e senza spiegazioni.
Sarà l’amico dott. Arnaldo Bellini a tracciare e ricordare la figura di Loris Romano, Sindaco di Villa Bartolomea, che ha pagato con il più alto sacrificio il suo impegno per la comunità, il suo impegno per il bene della comunità.
Permettetemi, comunque, prima di esporre alcune considerazioni sulla figura degli Amministratori al giorno d’oggi, di ricordare, e lo ricorderemo sempre così, Loris Romano il 28 settembre 2006 (oggi è il suo compleanno) quando ci ha voluto insieme a lui (amministratori, parenti, amici) per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno in quella sera di giovedì che lui aveva fortemente voluto con la sua famiglia e con i suoi amici.
I disagi e le difficoltà con cui noi Amministratori dobbiamo fare i conti giornalmente sono sempre maggiori.
Il dramma che ha colpito Villa Bartolomea non deve essere liquidato come un semplice fatto di cronaca, ma deve servire a scatenare una vera e propria reazione verso un’esposizione in prima linea che ormai ogni giorno vede ciascuno di noi Sindaci esporsi a un rischio sempre più incalcolato. Purtroppo, un clima di esasperazione, di contrapposizione e di strumentalizzazione indicano nel Sindaco e negli Amministratori le responsabilità per avere assunto, invece, un impegno, cercando di dare il meglio per i nostri territori e per i nostri cittadini.
C’è bisogno, quindi, di un forte richiamo al senso di responsabilità da parte di tutti, in una società dove si spara per un semaforo non rispettato, in una società dove la famiglia fatica a collocarsi come perno di una educazione sempre meno imposta e, anzi, dove tutto è concesso e tollerato, in una società dove il rispetto per la persona che si ha di fronte è rapportato all’interesse che la stessa può comportare.
Ecco, quindi, l’auspicio che da esperienze come quelle vissute a Villa Bartolomea possano fiorire anche all’interno delle nostre Amministrazioni locali momenti di dialogo sereno per poter dare a ogni provvedimento, a ogni decisione e a ogni fatto che accade la giusta dimensione e la giusta rilevanza, favorendo sempre quel clima di rapporti civili, ma soprattutto umani, che pericolosamente si stanno sempre più sciogliendo.
Grazie ancora a tutti voi e grazie ancora al Presidente dott. Mengotto per l’iniziativa del Consiglio Regionale dell’Anci qui a Villa Bartolomea. Grazie per aver voluto così onorare la figura di Loris Doriano Romano.
Prima di concludere, vorrei leggere una lettera che è arrivata alla famiglia poco dopo la scomparsa del nostro Sindaco.
Gentile famiglia del Sindaco di Villa Bartolomea, ho incontrato il vostro caro una volta soltanto e ho trovato un amico.
Sollecitato da un’Associazione di agricoltori, in occasione del centenario della Federterra, a colmare un vuoto di memoria di quegli eventi in riva all’Adige dalle origini alla dittatura, mi sono incontrato con il protagonista più rappresentativo e autorevole, il vostro concittadino on. Primo Bonato, eletto deputato del Regno da 40.000 contadini veronesi nel 1919. L’anno successivo un incidente stradale tolse, appena quarantenne, questo figlio di contadini ai suoi contadini.
Il mio viaggio in questo passato è stato lungo e meraviglioso fra la Biblioteca Civica di Verona e l’Archivio di Stato di Verona.
Tutto questo si è condensato in un corposo volume ancora in forma di menabò, col quale ci si è rivolti ai Sindaci del basso veronese per il patrocinio e la compartecipazione alla realizzazione: passi che, con il prof. Luigi Mantagnana, erano già parte di un cammino.
Quando fui di fronte al nuovo Sindaco Doriano Loris Romano potevo pensare a cose già spesso incontrate, cioè di insoddisfazione per tutto quello intrapreso dal predecessore e, invece, fui subito incantato dalla sobrietà dell’uomo pari a una straordinaria fermezza e compostezza della parola.
Egli lodò quanto intrapreso dal Sindaco precedente e narrò quanto nella storia del suo paese fosse storia propria: mi parlò del padre militante e di come egli si sentisse nel solco di quella storia paterna mai rinnegata, ma nelle sue scelte adeguata ai tempi moderni.
Promise che avrebbe sostenuto e desiderava si potesse celebrare l’uscita del libro con un momento nel Teatro Sociale questo autunno, quando sarebbero stati rifatti i marciapiedi: voleva che la sua Villa Bartolomea indossasse l’abito da gran sera. Poco tempo dopo quell’incontro mi giunse copia della delibera che stanziava quello che aveva promesso.
Mi sono permesso di scrivere queste righe perché, conoscendo abbastanza le scale della politica, un gesto come il suo non si sarebbe affatto dato per certo.
Ecco, ho conosciuto un segno della grandezza umana e, se il destino della fama ha voluto che sia stato Primo Bonato fra i cittadini più illustri di Villa Bartolomea, ora e sempre sarà Doriano Loris Romano il primo cittadino per eccellenza.
Possa questa alta stima non celare quanto di caloroso rimanga in questo piccolo uomo per stringervi la mano in questo momento.
Plinio Pancirolli.
Vanni MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Buonasera a voi tutti. Un saluto alle autorità presenti; innanzitutto al Sindaco Luca Bersan che ci ospita, al Viceprefetto, ai colleghi Amministratori e Sindaci qui presenti. Un saluto al rappresentante della Provincia di Verona e un saluto particolare e affettuoso alla signora Cinzia, alla mamma Bruna, al fratello Severino e alle figlie Silvia e Valentina.
Perché, grazie anche alla disponibilità del Sindaco Bersan, abbiamo ritenuto oggi di fare un incontro del nostro Consiglio Regionale qui a Villa Bartolomea? L’abbiamo voluto fare pur consapevoli che la cerimonia religiosa sarà domenica e a cui saremo ovviamente tutti presenti, ma abbiamo ritenuto necessario dare un segnale di vicinanza dei colleghi Amministratori alla famiglia e all’Amministra-zione Comunale di Villa Bartolomea. Abbiamo ritenuto di essere qui non soltanto per un ricordo della figura di Loris, anche perché conoscendo Loris e la schiettezza che lo contraddistingueva non avrebbe apprezzato gli aspetti di celebrazione. Non siamo, quindi, qui solo per celebrare, ma siamo qui per dire la vicinanza degli Amministratori e degli Enti Locali di una realtà veneta che è stata duramente provata da un fatto che il Sindaco, giustamente, ha sottolineato non essere un semplice fatto di cronaca. Non perché i fatti di cronaca siano di minore valore o di minore intensità dal punto di vista emotivo o dal punto di vista della vicinanza, ma perché coinvolge pienamente non solo il nostro essere comunità, ma perché anche interroga le nostre istituzioni e il nostro essere uomini a servizio delle comunità.
Io credo che questo sia un interrogativo che ci dobbiamo porre e a cui dobbiamo anche formulare un tentativo di risposta.
Nel momento in cui un Amministratore o un Sindaco, che in questo territorio rappresenta totalmente la comunità locale e rappresenta anche le istituzioni della nostra Repubblica, viene ucciso nel palazzo municipale non è un fatto di cronaca, ma è un fatto che interessa direttamente e interroga le istituzioni.
Vi sono aspetti nel fare il Sindaco che spesso, quando uno intraprende questo percorso, non conosce o valuta in maniera non completa.
Spesso si è anche spinti a presentarsi a fare gli Amministratori, ma nel farlo ci si accorge che l’attività di Sindaco porta via moltissimo tempo, porta via tantissimo tempo al lavoro e tante sere alla famiglia.
Se uno vuole amministrare bene non può solo chiudersi nel proprio Comune, ma deve avere contatti con i cittadini e deve tenere tutte le relazioni nell’ambito del territorio, perché solo così si realizzano le opere. Questo agire, però, quanta fatica costa dal punto di vista degli affetti e dal punto di vista del tempo che vi si dedica.
Nel momento in cui si affronta la carica di Sindaco questi aspetti spesso si sottovalutano, mentre poi ci si deve sottoporre a una serie di sacrifici che coinvolgono anche i familiari inconsapevoli nell’offrire alla comunità un bagaglio di esperienze, di conoscenze e di passioni.
Ma questo dare alla comunità in che modo è ripagato?
Negli anni in cui ho fatto il Sindaco della mia città (credo che per un Amministratore fare il Sindaco della propria comunità sia una grandissima forma di servizio) ho scoperto che tutti quei sacrifici che uno fa nel seguire l’attività amministrativa e seguire l’attività politica della propria comunità alla fine vengono ripagati in una consapevolezza che c’è da parte dei cittadini e da una vicinanza nei confronti dell’istituzione più vicina. Al di là di tutto e al di là dei centomila problemi che ogni giorno incontra un Amministratore e un Sindaco resta la consapevolezza di una vicinanza.
Nel caso di Loris la carica di Sindaco ha chiesto molto di più, perché gli ha chiesto la vita.
Noi, amministrando e seguendo le vicende delle nostre comunità, ovviamente non riusciamo nemmeno a concepirla una cosa di questo tipo, ma ciò nonostante è accaduta e questo ci deve porre degli interrogativi in relazione alla situazione complessiva che vede gli Amministratori esposti in prima linea su tantissimi problemi e difficoltà.
Quando si affronta una carica è richiesto il dovere e la diligenza del buon padre di famiglia, e questa è una cosa che certamente Loris nella sua attività ha dato mille volte. Non è, però, richiesta la vita nel servizio, ma qui a Villa Bartolomea Loris ha dato la vita proprio nel palazzo municipale.
Spesso ci dimentichiamo che la comunità locale ha una lunga storia, e questa forza che viene da lontano (preesistente alla stessa Repubblica, alle Regioni e alle Province) si percepisce quando si fa il Sindaco. La comunità e l’istituzione Comune trasferisce a chi ha l’onere e l’onore di esercitare la carica di Sindaco questa autorevolezza e questo prestigio.
È chiaro che questa autorevolezza e questo prestigio richiedono persone consapevoli di esercitarli a servizio della comunità e questa cosa Loris l’ha sempre fatta con entusiasmo e al di fuori delle formalità.
Noi siamo qui oggi anche a testimoniare la vicinanza, prima di tutto alla famiglia e poi anche all’Amministrazione comunale, all’intero Consiglio, all’intera Giunta e al Sindaco, delle comunità locali del nostro Veneto.
Mi sia concessa anche una considerazione che non vuole essere fuori luogo in questa occasione.
In questo momento si parla tanto dei costi della politica e a me spiace di dover dire che in Italia c’è sicuramente questo problema, ma c’è anche un problema che viene prima dei costi della politica, cioè il riconoscimento che la Repubblica deve dare a chi ha dato la vita per le Istituzioni.
Il Sindaco rappresenta l’istituzione per la Repubblica nella sua totalità e rappresenta anche la presenza dello Stato e io spero che gli interventi che abbiamo fatto anche nei confronti del Ministro Amato permettano, con una legge, un riconoscimento, anche se non ripagherà gli affetti. È giusto che le Istituzioni riconoscano il servizio e il sacrificio che una persona ha fatto: questa è solo una questione di giustizia.
Io questa amarezza ce l’ho perché ci sembra quasi impossibile che non esista nessun riconoscimento da parte dello Stato. Questo è ingiusto non solo nei confronti dei familiari, ma è ingiusto prima di tutto per il rispetto dell’Istituzione locale e per quel palazzo in cui una comunità si riconosce.
Io credo che questa amarezza ce la portiamo dietro, ma speriamo di riuscire a risolverla a livello statale.
Io credo che siamo qui oggi anche per ricordare la figura di Loris non solo come Sindaco, perché il fare il Sindaco è stata solo una parentesi nella sua vita, anche se ci ha messo tanta passione mettendo in secondo piano tante altre cose.
Noi lo vogliamo ricordare prima di tutto come papà, come marito e come figlio, perché questa è la pienezza della vita di una persona. La vita di una persona, infatti, non sta nei palazzi della politica.
Lo vogliamo ricordare per quell’entusiasmo che è riuscito a portare nell’amministrare la sua comunità e che non viene dalla politica, ma dal bagaglio delle esperienze personali e dalla famiglia.
Perché i Sindaci sono sentiti vicini dalla comunità? Perché sono i più vicini alla persona normale, cioè a ognuno di noi, e perché sono le persone che riescono a trasferire nell’amministrare e nella politica quelli che sono gli entusiasmi, le esperienze e le delusioni che ognuno ha nella propria vita. Io penso che Loris, con il suo sorriso, questo lo avesse sempre ben chiaro e che ne fosse sempre consapevole.
Io ho conosciuto solo l’aspetto di Loris come Amministratore, ma a me piace prima di tutto poterlo ricordare come papà, come figlio e negli affetti della propria famiglia, testimoniando la vicinanza da parte di tutti gli Amministratori del Veneto alla famiglia.
Vi siamo veramente vicini con un abbraccio. Grazie.
Luca BERSAN, Sindaco di Villa Bartolomea
Grazie al Presidente dott. Vanni Mengotto. Passiamo adesso la parola al Consigliere Provinciale Mario Faccioli. Grazie.
Mario FACCIOLI, Consigliere Provinciale
Buona giornata a tutti. Io porto il saluto del Presidente prof. Elio Mosele, di tutta la Giunta Provinciale e di tutto il Consiglio Provinciale.
Io mi aggrego alle parole del Presidente Mengotto e anche di Luca. Credo che questi giorni per la famiglia di Loris siano giorni difficili, che forse noi amministratori non abbiamo ancora appreso appieno, perché è una ferita che non si è cancellata e che sarà difficile da cancellare.
Prima ho fatto due passi in questa splendida sala intitolata a Loris, accompagnato da Cinzia, e credo di avere apprezzato Loris, perché si capisce chi era l’uomo, prima che il politico.
Mi ricordo gli articoli di quei giorni in cui si è parlato delle difficoltà di amministrare gli Enti Locali e, oggi, guardando i giornali si vede che la politica viene messa tutta in discussione, per cui viene da pensare chi era Loris. Io non accetto, infatti, quando viene messa tutta la politica in discussione, altrimenti a Silvia e Valentina non lasceremo un futuro.
La politica non è il male assoluto, perché Loris non veniva dalla politica, ma si è dedicato alla politica venendo dalla gente. La politica è la gente ed è suo compito saper interpretare i bisogni della gente e saperne realizzare le necessità, e Loris, nel suo breve tempo che si è dedicato anima e corpo a questo impegno civile, lo ha fatto.
Io ritengo di averne apprezzato l’uomo e il politico attraverso l’amico Luca, con il quale ho una lunga amicizia e il quale me ne ha sempre elogiato i modi, lo stile, i comportamenti, il modo di fare politica fra la gente e di cercare insieme con la sua Giunta e il suo Consiglio Comunale di realizzare le necessità di questa piccola comunità.
Io oggi voglio essere vicino alla famiglia e voglio rappresentare la vicinanza della Provincia, perché credo che questa giornata non deve essere un ricordo, ma deve essere un giorno dedicato a Loris, il quale deve essere sempre qui interpretato politicamente dall’Amministrazione di Villa Bartolomea, che ne deve portare avanti i valori e l’esempio, e lo deve essere anche nella vita di tutti i giorni da ognuno di noi.
La speranza di noi tutti è di perseguire i suoi obiettivi per dare alle sue figlie il bene della comunità, impedendo a quella famiglia di essere sola. Loris deve appartenere non a un momento freddo di commemorazione dovuta, perché queste cose sono scontate.
Io credo che se vogliamo veramente dare una svolta al nostro modo di operare quotidiano dobbiamo mandare via qualche etichetta di troppo e dobbiamo veramente interpretare l’esigenza della nostra gente.
Oggi l’esigenza è di Cinzia, di Valentina, della mamma e di tutta la famiglia di Loris, e questo deve essere per i prossimi giorni, ma anche per tutto il nostro mandato amministrativo e per tutta la nostra vita nella sua quotidianità, che talvolta travolge gli eventi e non ne raccoglie speranze e futuro. Grazie a tutti.
Luca BERSAN, Sindaco di Villa Bartolomea
Grazie al Consigliere Mario Faccioli.
Prima di passare la parola al dott. Bellini, volevo dare alcune informazioni.
La Regione Veneto doveva essere presente con l’Assessore Silvestrin che, però, ha mandato al Presidente dell’Anci due righe.
Egregio Presidente, in riscontro alla sua nota inviatami pari oggetto Le manifesto con sommo dispiacere la mia indisponibilità a partecipare all’importante appuntamento per venerdì 28 p.v. per impegni inderogabili assunti precedentemente. Sono, però, a significarLe, con preghiera di darne evidenza, il riconoscimento, anche a nome della Regione Veneto, che voglio attribuire alla figura esemplare di Romano Doriano Loris, Sindaco del Comune di Villa Bartolomea, che ha pagato con la vita il suo indefesso impegno civile a favore della comunità.
Con i migliori saluti.
Flavio Silvestrin, Assessore.
Ha giustificato la sua assenza anche il Sindaco di Belfiore che, per motivi inderogabili, non ha potuto essere presente, ma che saluta in particolare la famiglia. Sarà, comunque, presente domenica.
Volevo ricordare che la prima parte di questa Assemblea verrà conclusa dal dott. Bellini, con il ricordo di Loris, mentre la seconda parte sarà dedicata alla discussione dei temi all’ordine del giorno.
Passo la parola al dott. Bellini.
Dott. BELLINI
Gentili Signore e Signori buonasera. Prima di iniziare la mia conversazione consentitemi di elogiare gli illustri oratori che mi hanno preceduto per aver toccato un argomento che considero essenziale in questo momento, cioè quello di fare in modo, se possibile, che la signora Cinzia e le sue due figlie abbiamo veramente un futuro anche economico che, secondo me, deve essere assicurato, perché una persona che è morta nell’esercizio del suo dovere, che è morta sulla breccia comunale e che è morta nell’ufficio in cui lavorava meriterebbe di essere convenientemente riconosciuta.
In Italia siamo bravissimi a inventarci leggi e leggine, dibattiti e conferenze, e io credo che l’Anci Veneto sia il veicolo ideale per continuare questo discorso. Consentitemi di dire che non dovrete mai abbandonarlo finché non riuscirete a realizzare questo atto di giustizia straordinario.
Io vi ringrazio per aver toccato questo argomento e vi prego di ricordare sempre la vita da assicurare a questa signora in lutto e a queste figlie che sono state colpite da tanta amarezza e da tanto dolore.
Consentitemi pure di ringraziare il Sindaco attuale, Luca Bersan, per la gentilezza con cui ogni tanto mi prega di intervenire a queste manifestazioni alle quali io vengo con molto piacere, perché sono nato qui e perché ritengo doveroso essere presente.
Quando io ho appreso la notizia della sua nomina a Sindaco, dopo il lutto e la tragedia, ho pensato che sulle sue spalle sarebbe caduto un peso quasi insopportabile, perché prendere la guida di un Comune dopo una navigazione così perfetta da parte di Loris sarebbe stato uno sforzo quasi sovrumano. Mi sono, però, poi ricordato che in precedenza Bersan era Vicesindaco e che a quel posto l’aveva voluto proprio Loris Romano, perché aveva capito che in questo giovane ragazzo c’erano le qualità indispensabili anche per fare in futuro il Sindaco.
Io ricordo i genitori di Luca Bersan e ricordo che era una famiglia all’insegna dell’onestà e dell’ordine morale. Io credo che da questi genitori Bersan abbia preso e che così continuerà.
Io dico ai cittadini di Villa Bartolomea di tenerselo stretto, perché credo che Bersan sarà la continuazione del segno indelebile di Loris Romano.
Quando al Giornale Nuovo di Milano ebbi l’incarico di responsabile del settore esteri, il Direttore Indro Montanelli mi convocò nel suo ufficio e mi regalò una serie di consigli comportamentali tra i quali il seguente: “Da oggi dovrai ricevere molta gente importante (politici, esperti, saggisti, scrittori, ambasciatori) ma anche persone più semplici e lettori del quotidiano. Ti raccomando di dare sempre la precedenza a questi ultimi, perché ne hanno diritto e maggior merito. Se sarà necessario, non esitare a far fare anticamera al politico e al diplomatico”.
Loris era già Sindaco quando ci conoscemmo la prima volta in Municipio. Si trattò di un incontro piuttosto informale e, soprattutto, l’occasione per assaggiarci a vicenda. Non dovevamo parlare di questioni importanti, ma a un certo punto mi accorsi che il tempo scorreva via veloce e precisai a Romano che la sua compagnia mi piaceva e mi interessava, ma che non intendevo sconvolgere il diario dei suoi impegni. Mi assicurò che la conversazione era di un livello tale per cui entrambi non dovevamo affatto temere di annoiarci e aggiunse con un sorriso: “Non se ne abbia male, ma potrebbe capitare di interromperla soltanto in un caso, cioè qualora un cittadino qualunque, anche senza preventivo appuntamento, mi chiedesse udienza. Per i miei amministrati, la porta del Comune è sempre aperta”.
Non mi dispiacque, allora, incontrare una specie rara di Montanelli di provincia.
Al momento del congedo mi chiese di offrirgli alcuni pareri tecnici.
Seppure colto in contropiede gli proposi di curare in maniera predominante lo sviluppo culturale della zona in quanto efficace elemento propiziatorio per conseguire positivi sbocchi economici, e io credo che l’abbia ampliamente fatto. In seconda battuta gli raccomandai di nutrire profondo rispetto per le minoranze e per gli sconfitti. Sopra ogni altra valutazione doveva prevalere il dovere democratico di favorire ampie collaborazioni a vantaggio del bene sociale.
Credo di poter affermare oggi che Romano, nell’ambito della lunga storia di Villa Bartolomea, si sia meritato il riconoscimento principe della rettitudine amministrativa. È stato un protagonista instancabile, un lavoratore determinato, un intraprendente innovatore. Villa Bartolomea è adesso più bella, accogliente, ordinata, disponibile al futuro, e credo sia in gran parte il risultato della sua generosa disponibilità.
Certo Loris è in testa alla classifica di merito dei primi cittadini locali.
A lui piaceva fare il Sindaco, ma per essere soprattutto utile agli altri.
Poi quei terribili colpi di pistola incomprensibili, odiosi, inaccettabili.
Le esequie di Loris Doriano Romano nella cornice di una splendida giornata di sole si sono trasformate in un fiume in piena di commovente gratitudine popolare.
L’Assemblea odierna, voluta con lodevole sensibilità dall’Associazione dei Comuni Italiani, è il secondo eccezionale avvenimento a suggello di un eroe, senza il minimo sospetto di retorica, a glorificazione di un personaggio che rimarrà scolpito nella memoria individuale e collettiva.
Gli occhi della moglie Cinzia, delle figlie Silvia e Valentina, della madre di Loris, donna forte e coraggiosa come poche, del fratello, dei parenti stretti, degli amici cari e dei collaboratori restano prigionieri di lacrime difficili da reprimere e, tuttavia, le ciglia bagnate esibiscono in realtà l’orgoglio di una mai scalfita dignità.
Un giorno mi recai a far visita alla casa di Doriano, emozionato e un po’ timoroso lo ammetto. Temevo di scivolare su qualche impronta di lussi ostentati e vanesi. Mi chiedevo se avrei rivisto copie di biblioteche, come sono presenti in molte case, ridotte a esposizioni di enciclopedie acquistate a rate da venditori ambulanti in evidenza all’interno di ricchi armadi con pagine mai consultate o lette.
Ricordo fin da ragazzo che osservavo tinelli nella bassa, le cui finestre soltanto di rado si aprivano ai raggi del sole, soggiorni oggi dove si annusano nell’aria gli odori esclusivi degli ingombranti messaggi televisivi.
Alla fine respirai di sollievo. L’abitazione di Loris fin dai primi assaggi rimandava la nitida immagine del proprietario e della sua personalità. Una domus lillipuziana. Piccolo l’ingresso, piccole le stanze, piccolo il settore servizi. Un soggiorno caloroso ingentilito da un soffice divano che pareva assumere il senso di un raffinato invito ad accomodare ospiti e presenti. Tutto in accurato ordine. Ogni oggetto all’insegna di un gusto e di scelte essenziali.
La dimora di uno che non è mai stato ricco, che non l’ha mai voluto e che mai è stato tentato dalle sbornie del denaro e dell’opulenza. Il nido di una famiglia votata all’infinito piacere dell’onestà.
Fuori un giardino, pure quello di dimensioni ridotte, contenuti sprazzi di verde, qualche piantina, un paio di alberelli, un sogno di giardino più che una realtà e, comunque, qua e là l’ardimentoso apparire di una siepe leggiadra. Il volonteroso progetto di coltivare illusioni poetiche, di cospargerle di profumi intensi.
Nei rari attimi liberi dalle incombenze comunali, Romano si dilettava a immaginare zolle di fiori in un giardino purtroppo con misure escluse ai voli della fantasia.
Loris è dentro quel fazzoletto di giardino fatato.
Aveva ragione il saggio filosofo indiano: non cercate i vostri cari nella fredda solitudine dei cimiteri, ma riscopriteli tornati vivi e sereni nella dolce ebbrezza di un petalo di rosa. Grazie.
Luca BERSAN, Sindaco di Villa Bartolomea
Grazie al dott. Bellini.
Qui si chiude la prima parte dell’Assemblea dell’Anci dedicata alla commemorazione di Loris Romano. Ora i lavori proseguono con l’Assemblea dell’Anci e gli argomenti posti all’ordine del giorno. Grazie.
Vanni MENGOTTO, Presidente
Apriamo la parte ordinaria della seduta del Consiglio.
Abbiamo verificato, essendo in seconda convocazione, la possibilità di deliberare in termini di presenze e numero legale.
Se siete d’accordo, per quanto riguarda l’ordine del giorno, andiamo ad approvare esclusivamente quegli atti strettamente necessari ai fini del funzionamento degli Organi, ovvero l’assestamento della composizione del Consiglio, la surroga dei Consiglieri e la presa d’atto della designazione di diritto. Lasciamo, invece, i punti n.4, n.5 e n.6 e le comunicazioni al prossimo Consiglio di Rovigo, dove ci sarà una platea più ampia di Consiglieri.
Per quanto riguarda l’assestamento della composizione del Consiglio, si tratta di una semplice presa d’atto della decadenza dei Consiglieri Pavan Patrizio (Consigliere Comunale di Musile di Piave), di Bottaccin Diego (Sindaco di Mogliano Veneto), di Coler Ermanno (ex Sindaco di Belluno), Zanotto Paolo (ex Sindaco di Verona) e Penzo Giuseppe (ex Presidente Consiglio Comunale di Chioggia).
La surroga dei Consiglieri è effettuata per il Consigliere Pavan Patrizio e questa surroga viene effettuata con il Sindaco di Salzano, Quaresemin Alessandro.
Per quanto riguarda, invece, Penzo Giuseppe non viene fatta una surroga in quanto si attende l’approvazione e la valutazione da parte del Consiglio del nuovo regolamento per quanto riguarda l’Assemblea rappresentativa dei Presidenti e dei Consiglieri Comunali, la quale è ancora all’esame del Direttivo.
Siccome vengono riviste, anche su indicazione dell’Anci Nazionale, le caratteristiche di questa Assemblea che vuole essere non solo un’assemblea dei Presidenti, ma anche dei Consiglieri, si tratta di approfondire i temi posti e poi di arrivare, ovviamente in Consiglio, per l’approvazione eventuale del nuovo regolamento e solo allora alla nomina concordata fra tutti della persona che farà il Presidente di questo Organo.
Su questo aspetto, quindi, si attende la nomina.
Luciano ZERBARO
I Comuni sopra i 15.000 abitanti sono 41 nel Veneto, ma recentemente hanno iniziato a eleggere il Presidente del Consiglio anche alcuni Comuni sotto i 15.000 abitanti, magari per situazioni locali e così via. Originariamente, però, ci siamo attenuti ai 41 Comuni sopra i 15.000 abitanti, i quali si riunivano ed eleggevano il loro Presidente (l’ultimo era Penzo di Chioggia).
Adesso dall’Anci Nazionale, però, hanno detto che bisogna allargare ai Consiglieri Comunali e non solo ai Presidenti dei Consigli questo tipo di Assemblea rappresentativa. Adesso, quindi, stiamo studiando una bozza di statuto per dare vita a questa Assemblea dei Consigli Comunali.
La cosa è un po’ delicata, nel senso che non deve essere un doppione dell’Anci, ma deve essere caratterizzata sui Consigli.
INTERVENTO
Mi lascia un po’ perplesso questa disposizione, perché il rischio è che si muoia di troppa democrazia nell’Anci. Capisco l’importanza di un confronto fra le esperienze e i vari problemi, ma un organismo che sia costituito da Presidenti e Consiglieri non lo capisco tanto. Se, comunque, è già stato definito dall’Anci non ne faccio un problema.
Vanni MENGOTTO, Presidente
Diciamo che l’Anci Nazionale ha ritenuto di far questo per due motivi, di cui uno strettamente nazionale. Si dice, infatti, che si vuole evitare di creare delle Assemblee limitatamente ai soli Presidenti dei Consigli Comunali, perché questi hanno creato a livello nazionale degli attriti con le rappresentanze dei Sindaci.
Possiamo usare la formula che vogliamo, ma si dice di non pensare ai Presidenti come figure che abbiano il monopolio esclusivo della rappresentanza del Consiglio.
Il Consiglio, però, è anche legato agli aspetti più propriamente regionali, perché nel momento in cui viene a individuarsi il Consiglio delle Autonomie all’interno della regione avere una rappresentanza esclusiva dei Presidenti Comunali pone il problema della rappresentanza in seno al Consiglio dell’Autonomie, che a livello di Anci Nazionale si ritiene non corretta. Si dice, infatti, che prima di tutto siano rappresentati i Sindaci e, poi, ovviamente anche i Consiglieri Comunali e, nel loro ambito, i Presidenti.
A livello di Anci Nazionale non si vuole che nelle rappresentanza del Consiglio delle Autonomie Regionali i Sindaci siano una minoranza, perché è giusto che abbiamo la piena rappresentanza anche se affiancati dai Presidenti e dai Consiglieri.
Sono essenzialmente queste le due motivazioni che hanno portato a questo punto.
Io, come Presidente e con l’accordo del Direttivo, nel momento in cui c’è stata la decadenza di Penzo ho detto di aspettare, perché era inutile fare un Presidente considerato che dopo due mesi si sarebbe potuto ribaltare tutto.
Io credo che a livello di Direttivo e di Consiglio si discuta sul regolamento di questo nuovo organo o della modifica del Comitato dei Presidenti dei Consigli Comunali.
Abbiamo, poi, la presa d’atto della designazione, in quanto membri di diritto, del neo Sindaco di Belluno Antonio Prade e del neo Sindaco di Verona Flavio Tosi. Loro, infatti, sono membri di diritto in quanto Sindaci di città capoluogo di provincia.
Io voglio ringraziare Pavan Patrizio per il suo operato a livello di Direttivo, ma lo farò ad Adria, visto che mi ha assicurato la sua presenza.
Io direi di finire qui, restando inteso che rinviamo i punto n.4, n.5 e n.6 dell’ordine del giorno alla prossima seduta del Consiglio. Grazie.