VERBALE DI DELIBERAZIONE

DEL CONSIGLIO REGIONALE

DEL 20 DICEMBRE 2004

 

Il giorno 19 dicembre, alle ore 9.00 in prima convocazione ed il giorno 20 dicembre 2004 alle ore 10.30 in seconda convocazione, a Belluno presso  l’Istituto Agosti in piazza S. Giovanni Bosco n. 12, su invito del Presidente,  si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone dei

 

Signori:

 

Presidente: Signor Vanni Mengotto.

 

Membri presenti: Mengotto Vanni, Andriolo Roberto, Bertipaglia Olindo, Berto Ampelia, Bogoni Paolo, Bortolot Renzo, Campedelli Samuele, Candiotto Paola, Carpi Pier Luigi, Confente Massimo, Corazzon Giovanna, Crema Alberta, Dal Monte Mario, Dalla Vecchia Paolo, De Marchi Martino, Donegatti Valentino, Martini Giuliano, Melotti Claudio, Pante Gino, Pellizzari Andrea, Rigno Giovanni, Romano Doriano Loris, Rondina Aldo, Sandri Stefano, Selvaggi Aida, Tegner Massimo, Tessari Claudio, Vecchini Giorgio, Vendrasco Roberto, Verziaggi Mario, Zerbaro Luciano, Bertolin Claudio, Chinaglia Franco, Dalla Corte Giambattista, Manzato Sergio, Marcato Roberto, Pavan Patrizio, Puppato Laura, Sartor Ivano, Veronese Adelino, Pillon Cesare, Rina Eduardo, Savioli Argia, Penzo Giuseppe, Saracco Sante, Zoleo Maria Cristina, Volpato Marcello, Sen. Pavan Angelo, Menara Dario.

 

Si sono giustificati per l’assenza: Bernardi Luigi Pietro, Bertaso Franco, Busato Tiziano,  Caverzan Clara, Claudio Luca, Laruccia Antonio, Gomierato Maria, Miatello Vittorio, Stivanello Antonino, Zanata Franco, Avezzù Paolo, Costa Paolo,  Hüllweck Enrico, Zanotto Paolo, Bonometti Fliavio, Bottacin Diego,  Berlato Sella Giuseppe, Grazia Raffaele.

 

Assenti non giustificati: Bazzani Giovanni Battista, Calzavara Massimo, Lamon Paolo, Pin Cristina,  Carli Marco, Colcergnan Flavio, Fortin Paolo, Gandini Silvio, Lombardi Giuseppe, Menegozzo Pietro, Padoan Renzo, Zanonato Flavio, Borgato Renato, Giacino Vito, Dall’Alba Terelisa, Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Facincani Maurizio, Antonucci Michele, Matiello Egidio.

 

Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Sig. Dario Menara.

 

 

Maurizio BUSATTA, Assessore Comune di Belluno

Vi porto il saluto cordiale del Sindaco Armano De Col, che è impegnato in una Conferenza dei Servizi relativa a una importante opera pubblica.

È per me un piacere salutare degli amici e, soprattutto, avere questa riunione qui a Belluno. Belluno, rispetto al panorama istituzionale del Veneto, è da anni un luogo nel quale tutta la comunità provinciale si riflette in maniera molto marcata, relativamente a come costruire un sistema delle autonomie locali finalmente solido. Io spero che da questa scelta caduta su Belluno si colgano almeno due o tre elementi, che in questi giorni cercheremo di far conoscere a tutto il mondo delle autonomie locali del Veneto. Innanzitutto, il fatto che è stata istituita, in attesa di una modifica formale dello statuto della Provincia di Belluno, la Conferenza Provinciale degli enti locali bellunesi di cui fanno parte la Provincia, tutti i Comuni, le Comunità Montane e poi anche i Presidenti dei Consigli Comunali dei due Comuni principali (Belluno e Feltre), nonché il Presidente del Consiglio Provinciale. Questo tavolo di concertazione vuole raggiungere l’obiettivo di raccordare le amministrazioni locali e ha già prodotto un primo risultato nella sua prima assemblea di due settimane or sono, e cioè quello di porre all’interno della finanziaria regionale (le cui consultazioni cominciano in questi giorni) alcune questioni che non sono solo bellunesi. La ripartizione delle risorse finanziarie deve tenere conto di alcune realtà che qui, in particolare, sono presenti; mi riferisco ai piccoli Comuni di cui il Sindaco Tegner potrà meglio riferire a tal proposito, visto che è il Presidente della Consulta.

Sostanzialmente, si chiede alla Regione Veneto, di fronte a questo quadro di smantellamento del sistema delle autonomie territoriali, un segnale di inversione di tendenza e, quindi, un’apertura con delle forme di sostegno nei confronti dei piccoli Comuni. Inoltre, si chiede una implementazione del Fondo Nazionale per la Montagna, o meglio del Fondo Regionale per la Montagna, in modo tale da riportare nel bilancio le risorse necessarie a coprire il taglio nazionale. La Regione, infatti, finora si è limitata ad alimentare il Fondo Regionale della Montagna solo con i trasferimenti statali (ora dimezzati).

Da questa Conferenza è nato poi il punto riguardante tutto il sistema del welfare, sia per quanto riguarda il Fondo Sanitario che per quanto riguarda il Fondo Sociale.

Sul Fondo Sociale c’è una gestione che il sistema delle autonomie ha sempre scarsamente condiviso (per non dire contrastato), proprio perché si tratta di una gestione accentrata del Fondo stesso. La proposta che esce da questo documento della Conferenza Provinciale delle Autonomie Locali o degli Enti Locali Bellunesi è per favorire una gestione decentrata e a misura del bisogno di ciascun territorio.

Io sono coordinatore della Conferenza dei Sindaci dei 51 Comuni della ULSS 1 e vi assicuro che le problematiche sono molto differenziate da un territorio all’altro, per cui abbiamo bisogno di una gestione più flessibile del Fondo Sociale Regionale. Ci sono delle dichiarazioni che l’Assessore Bressan ha fatto in alcuni convegni pubblici che, però, non trovano riscontro nel disegno di legge.

Noi siamo la Regione più in ritardo con i piani sociosanitari, visto che, ad esempio, la Toscana sta già discutendo il nuovo piano sociosanitario che da noi è scaduto da tre o quattro anni.

Sulla sanità dobbiamo veramente intenderci, perché credo che in questi scenari, che comportano tagli di posti letti e altro, si debba chiedere alla Regione Veneto (in assenza di atti fondamentali della programmazione come il Piano Regionale di Sviluppo e il Piano Sociosanitario) il finanziamento di alcune azioni che noi chiamiamo progetti pilota.

Faccio un esempio con la telemedicina e l’informatica medica. Qui ci sono delle località che sono distanti dai centri sanitari e dove la presenza della medicina territoriale informatizzata (medico di base) può consentire di dare risposte e alleggerire certe liste di attesa e certe situazioni di appesantimento degli ambulatori centrali. Non ho con me il documento che, comunque, verrà acquisito agli atti, ma vi chiedo lo stesso di tener conto di questa proposta che nasce dalla provincia più estesa del Veneto (Belluno) nei confronti della Regione.

Da ultimo, faccio un auspicio che per me è quasi una scommessa: non appiattiamoci sull’idea che il Consiglio Regionale delle Autonomie possa nascere solo dopo il nuovo statuto, altrimenti passerà una nuova legislatura regionale.

Io sono convinto che il Consiglio Regionale delle Autonomie sia uno dei punti nodali sui quali misurare anche le capacità di rapportarsi con gli enti locali del Veneto, e con chi lo governerà nel prossimo quinquennio.

La stessa Conferenza Provinciale di Belluno ha in mente di fare una proposta di legge per l’istituzione del Consiglio Regionale delle Autonomie, uscendo dallo schema della Conferenza Regione Autonomie Locali.

Vi pregherei, però, di non attendere il nuovo statuto, altrimenti dedicheremo gran parte del nostro tempo a delle attese che il territorio chiede, invece, che vengano puntualmente riscontrate nelle politiche regionali.

Io vi ringrazio per aver scelto Belluno e vi auguro un soggiorno, seppur breve, fruttuoso in questa città. La prossima volta, comunque, organizzeremo l’incontro nel centro di Belluno e in una sala che sia all’altezza di una città capoluogo. Vi ringrazio, buona giornata e buon lavoro.

 

Maria Cristina ZOLEO, Presidente Consiglio Comunale di Belluno

Credo che il mio Assessore Busatta abbia detto tutto, anche perché lui è molto bravo e preparato.

Innanzitutto ringrazio per avermi dato la parola, porto nuovamente il saluto del Sindaco e soprattutto il saluto di tutto il Consiglio Comunale. I temi trattati dall’Ass. Busatta sono temi estremamente attuali, e vi ringrazio di aver scelto Belluno e la scuola Agosti che a me è molto cara. Si tratta, infatti, di una scuola che funziona molto bene, ma che va sostenuta. Come ha detto, però, l’Ass. Busatta noi abbiamo anche delle splendide sale, per cui è sufficiente che il dott. Menara ci contatti.

I temi trattati dall’Ass. Busatta sono stati portati all’attenzione della sottoscritta e del Consiglio Comunale (l’ultimo ordine del giorno è stato sul telesoccorso e sul telecontrollo) e sono stati approvati all’unanimità.

Oggi io vi ringrazio e ringrazio il coordinatore Penzo per aver accolto la figura dei Presidenti del Consiglio all’interno del Consiglio Regionale dell’Anci. Questo, infatti, è un aspetto importante, perché negli ultimi dieci anni le assemblee elettive hanno perso sempre un po’ di più della loro autonomia e della loro voce.

Auguro a tutti un buon lavoro e arrivederci alla prossima volta. Grazie.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Oggetto n. 1 – Approvazione verbale seduta precedente.

Io direi di iniziare l’ordine del giorno della seduta di oggi e partirei subito con l’approvazione del verbale della seduta precedente che avete in cartella.

Se non ci sono opposizioni lo do per approvato.

Oggetto n. 3 – presa d’atto designazione componenti il Consiglio

Se mi permettete, io sposterei il punto 2) all’ordine del giorno (comunicazioni del Presidente) al punto 6) per permettere la presa d’atto della designazione dei componenti del Consiglio. Passerei, quindi, direttamente al punto 3) che riguarda la presa d’atto e designazione dei componenti del Consiglio e, quindi, la presa d’atto dei rappresentanti del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Comunali e del Coordinamento delle Unioni dei Comuni.

Il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Comunali ha designato i signori: Penzo Giuseppe (coordinatore veneto, che è Presidente del Consiglio Comunale di Chioggia), Zoleo Maria Cristina (Presidente del Consiglio Comunale di Belluno e Vice coordinatore veneto) e Sarracco Sante (Presidente del Consiglio Comunale di Vicenza e Coordinatore Provinciale).

Per quanto riguarda, invece, il Coordinamento delle Unioni dei Comuni, nell’Assemblea del 15 dicembre 2004 è stato eletto unanimemente il Presidente dell’Unione dei Comuni del camposampierese Marcello Volpato.

A utile compendio di noi tutti, vi trovate in cartellina una indicazione statistica per quanto riguarda i rappresentanti in seno al Consiglio Regionale. Troverete una distinzione sia in relazione ai vari componenti (eletti, di diritto, onorari) che in relazione ai rappresentanti suddivisi per provincia, in modo da comprendere la composizione su base territoriale del nostro Consiglio. Troverete poi anche una distinzione sulla base delle funzioni: 44 Sindaci, 15 Assessori, 6 Presidenti di Consiglio Comunale, 14 Consiglieri e altri 7 rappresentanti. Avete anche una ripartizione in base al numero degli abitanti del Comune di appartenenza, in modo da comprendere la suddivisione in base alla dimensione demografica dei Comuni.

Oggetto n. 4 – Assestamento del Bilancio 2004: determinazioni.

Al punto 4) dell’ordine del giorno abbiamo l’assestamento del bilancio 2004 e al punto 5) abbiamo il bilancio di previsione 2005 con relative determinazioni. Per questi due punti vi trovate il materiale che è già stato approvato dal Direttivo dell’Associazione, ma ora il Direttore vi relazionerà al riguardo.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

L’assestamento al bilancio di previsione è sostanzialmente la rettifica del bilancio approvato a fine anno 2003, tenuto conto dei movimenti che ci sono stati nel corso dell’anno. Il bilancio di previsione per l’Associazione è un documento autorizzatorio di spesa e per tale motivo a fine anno viene modificato. Al riguardo c’è anche una breve relazione che vi leggerò.

La verifica al prospetto del conto economico e patrimoniale dell’esercizio in corso ha evidenziato l’esigenza di aggiornare il documento di previsione approvato dal Consiglio nella seduta del 17 dicembre 2003, mantenendo l’equilibrio generale del documento.

In particolare viene proposto un aumento dei ricavi alle seguenti voci. Trasferimenti Anci Nazionale: + 11.595,54 dovuto a un nuovo sistema di ripartizione dei trasferimenti e ad alcune nuove iscrizioni di Comuni.

Coordinamento Presidenti e Direttori: è riconosciuto al Coordinamento (che cambia di anno in anno) dall’Anci Nazionale la somma di 10.000 che non avevamo previsto in bilancio.

Contributi da altri soci: - 3.000,00 perché era stata preventivata l’iscrizione di tutte le Unioni dei Comuni, mentre ad oggi se ne sono iscritte solo 11.

Progetti speciali: sono quei progetti attivati in accordo e in collaborazione con la Regione, per cui nel corso dell’anno vengono iscritti in bilancio e alla voce “ricavi” corrisponde lo stesso importo come “conti”.

Sui costi, invece, abbiamo previsto alcune variazioni che riguardano una minore spesa per l’indennità di carica (23.000,00 di risparmio) e una minore spesa per i rimborsi (3.500,00 ).

In aumento abbiamo previsto 4.000,00 per gettoni di presenza (questa voce è difficile da prevedere all’inizio dell’anno). Riguardo alle spese per le riunioni sociali e varie ci sono + 10.000,00 .

Alla voce servizi abbiamo previsto una minore spesa per i convegni, una maggiore spesa per l’Assemblea Regionale, una minore spesa per le missioni all’estero (presenza assicurata alla Conferenza d’Area in Australia) e una maggiore spesa per il sito Internet (+ 2.000,00 ).

Abbiamo previsto anche di iscrivere a bilancio a partire dal 2004 un fondo di solidarietà per amministratori, che sarà gestito dal Direttivo e potrà essere utile per far fronte a quegli eventi non facilmente ipotizzabili. Questo rappresenta qualcosa di più della polizza assicurativa che copre i rischi per incidenti ambientali che c’è per tutti i Sindaci. Questo Fondo verrà incrementato di anno in anno e permetterà di intervenire nei casi che saranno segnalati.

Alla voce spese generali abbiamo minori spese per il personale, minore spese telefoniche e postali, minori spese per la sede, più spese per i servizi amministrativi e legali, minore spese per noleggi e manutenzioni, e maggiori spese per rappresentanze.

Ai costi diversi abbiamo sopravvenienze passive per 5.000,00 e il fondo svalutazione partecipazioni per 25.000,00 .

C’è un piccolo margine di utile teorico di 2.210,00 . Questo è il bilancio 2004.

Il bilancio di previsione 2005 sostanzialmente prende le mosse dal conto consuntivo 2003 e dall’assestamento di bilancio 2004.

Le novità più consistenti sono la proposta di aumentare lievemente i contributi regionali che diventano così la fonte di maggiore entrata per l’Associazione.

Allegato al bilancio di previsione trovate anche la tabella dei contributi associativi  (proposti con l’aggiornamento).

Per i Comuni fino a 1.000 abitanti da una quota di 105,00 si passa a 115,50 , per i Comuni da 1.000 a 3.000 abitanti si passa da 210,00 a 231,00 , per i Comuni da 3.000 a 7.000 abitanti si passa da 415,00 a 456,00 , per i Comuni da 7.000 a 10.000 abitanti si passa da 620,00 a 682,00 , per i Comuni da 10.000 a 20.000 abitanti si passa da 1.035,00 a 1.138,50 , per i Comuni da 20.001 a 40.000 abitanti si passa da 1.450,00 a 1.595,00 , per i Comuni dai 40.001 ai 100.000 abitanti si passa da 2.070,00 a 2.277,00 €, e per i Comuni oltre i 100.000 abitanti si passa da 4.135,00 a 4548,00 .

Si propone di aumentare anche le quote associative per enti diversi, come i Consorzi di Comuni, il cui conteggio è proporzionale al numero dei dipendenti, considerato che negli ultimi tempi abbiamo avuto un sensibile incremento di iscrizioni. Si passa da 516,00 a 1.000 per i Consorzi fino a 20 dipendenti; da 774,00 a 1.500,00 da 20 a 50 dipendenti; con più di 50 fino a 100 dipendenti la quota passa da 1.000,00 a 2.000,00 €;  oltre i 100 dipendenti si passa da 1.549,00 a 3.000,00 .

Le quote associative delle Unioni dei Comuni passano da 250,00 a 275,00 , ma possiamo contenerle anche sui 250,00 considerato che dobbiamo stimolare le Unioni ad iscriversi.

A fronte di questi incrementi di quote associative avremo un aumento d’entrata di circa 25.000,00 €, aumento che permetterà di far fronte  all’aumento dei gettoni di presenza (il cui importo rimane congelato come negli anni precedenti, come pure le indennità), visto che il Consiglio è passato da circa sessanta componenti ad un centinaio, circa.

Abbiamo poi aumentato anche i servizi ai Comuni, così come indicato nel documento programmatico approvato all’unanimità dal Consiglio. Abbiamo rafforzato le consulenze e la formazione assicurando la risposta ad un quesito in più all’anno (da tre si passa a quattro quesiti gratuiti, di cui uno nel settore dell’urbanistica). Abbiamo assicurato l’organizzazione di un certo numero di convegni di aggiornamento e di formazione sia per gli amministratori che per i dirigenti (alcuni gratuiti e altri a pagamento con uno sconto del 50% per i soci Anci) e abbiamo previsto che i soci potranno accedere gratuitamente al sito dell’Associazione e ricevere gratuitamente la nostra pubblicazione. Forniremo poi anche consulenza e accertamento sull’ICI.

Per le pubblicazioni (sempre come servizio ai soci) è previsto uno sconto del 20%.

Per quanto riguarda l’assistenza continueranno gli effetti della polizza assicurativa per i Sindaci, anche se negli ultimi anni gli incidenti ambientali sono diminuiti notevolmente (due o tre all’anno).

Assicureremo poi l’assistenza per la costituzione di Unioni di Comuni o fusioni delle stesse predisponendo anche il sito Internet.

Negli ultimi anni abbiamo visto che nel Veneto il movimento di costituzione delle Unioni si è di fatto bloccato, e questo è comprensibile perché i finanziamenti da parte dello Stato sono diminuiti notevolmente.

Noi garantiamo l’assistenza per l’applicazione del contratto di lavoro, l’accertamento sulla fiscalità locale e la predisposizione dei bilanci.

Come nuovi servizi per il 2005 offriremo a prezzi particolarmente vantaggiosi l’elaborazione di cedolini paga e la predisposizione di regolamenti e delibere tipo (c’è già una Commissione al lavoro per la predisposizione di uno statuto tipo, visto che moltissimi Comuni non lo hanno più aggiornato).

Per la prima volta apriremo un coordinamento per l’assistenza fiscale agli amministratori, perché abbiamo visto che a conclusione del mandato ci sono state molte incertezze nella liquidazione dell’indennità di fine mandato ai Sindaci. È bene, quindi, che vi sia qualcuno che segua il settore.

Vorremmo specializzarci, come fanno le associazioni di categoria, anche sull’aiuto agli amministratori per tutto quello che serve, compreso l’aspetto pensionistico.

Io credo che ci vorrà qualche mese per avviare questa piccola struttura, ma dopo saremo efficienti e a disposizione di tutti.

Alla fine c’è questo Fondo istituito nel 2004, rispetto al quale ci saranno degli interventi a sostegno e a favore degli amministratori vittime di eventi connessi allo svolgimento del mandato. Tale Fondo sarà gestito direttamente dal Direttivo dell’Associazione.

Il bilancio chiude a pareggio.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Grazie al Direttore. Io volevo sottolineare alcuni aspetti già citati dal Direttore per quanto riguarda alcune voci che possono sembrare delle previsioni non congrue.

Riguardo alle spese postali e telefoniche, ad esempio, qualcuno potrebbe chiederci come mai vengono ridotte rispetto alle previsioni del 2003. In pratica, nella modalità di rapporto con i soci, si sta privilegiando sempre di più l’utilizzo del sito e, quindi, di un sistema che ha costi molto più bassi e che, nello stesso tempo, è molto gradito dagli amministratori perché possono avere un testo scritto da utilizzare come materiale di lavoro. Questo, quindi, è il motivo per cui le spese postali si sono considerevolmente ridotte.

Vi sono poi altri aspetti da evidenziare come, ad esempio, le voci riferite ai “progetti speciali”. Qui sono valorizzanti le voci per le quali abbiamo già la certezza per il 2005 di avviare i progetti, mentre per le altre si tratterà di inserirle nel momento in cui i progetti verranno effettivamente finanziati. Si tratta, comunque, di una partita di giro, visto che la voce è in entrata e anche in uscita. Una volontà forte del Direttivo è stata quella di mantenere invariato il valore dei gettoni e delle indennità, e questo è un segnale che vuole evidenziare come non si intenda affrontare costi aggiuntivi per l’aumento degli emolumenti. La variazione, invece, dipende dal fatto che noi speriamo che l’attività delle Consulte sia positiva.

Vi trovate poi valorizzata una cifra di 2.000,00 in una voce nuova, che è quella del bicentenario della costituzione dei Comuni, perché si vuole precostituire una minima cifra per poter evidenziare questa data molto importante che cadrà all’inizio del 2006.

La quadratura del bilancio avviene con un aumento delle quote associative da parte dei Comuni, che il Direttivo reputa sostenibile in quanto percentualmente è un aumento molto basso, soprattutto per i Comuni di più piccola dimensione.

È chiaro che, nell’ambito del bilancio di previsione 2005, sarà importante vedere cosa si riuscirà a realizzare, e questo non scaturirà certamente dai numeri, ma solo dalle proposte concrete che arriveranno dalle varie Consulte e dal Consiglio dell’Associazione.

Aprirei adesso la discussione sia sul punto dell’assestamento che sul punto della previsione del bilancio 2005.

 

Renzo BORTOLOT, Vice Sindaco di Zoppè Di Cadore

Volevo un chiarimento sul Fondo Svalutazione Partecipazioni.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Si tratta di un fondo che da alcuni anni rimpinguiamo nel momento in cui si verifica una disponibilità. Si tratta, quindi, di una forma di risparmio che iscriviamo prudenzialmente in bilancio in questo capitolo di spesa.

Detto questo, volevo aggiungere che il nuovo Consiglio voleva integrare le informazioni di prima con la partecipazione dell’Anci alle società, perché è opportuno avere un quadro complessivo della situazione. L’Anci partecipa ad alcune società e, in particolare, partecipa alla SOA Nord Est S.p.A., una società con capitale di oltre un miliardo, gestita da privati. Le SOA hanno una normativa speciale: le associazioni rappresentative degli imprenditori non possono stare in queste società se non con la percentuale delle associazioni che rappresentano gli enti locali. Noi siamo nella SOA con il 2,5%, così come l’Associazione Costruttori. Ricordo che le SOA sostituiscono il vecchio Albo Costruttori e certificano le società che gestiscono appalti pubblici.

Nel corso degli anni, questa partecipazione ci ha dato una grossa soddisfazione perché la SOA è stata costituita nel 2001 e, fino ad ora, abbiamo ricevuto utili (fatta eccezione per quest’anno) per circa 25 milioni. Siamo, quindi, già rientrati del capitale che avevamo investito.

Su questa partecipazione, essendo la legge scritta in un modo particolare, diciamo che titolare delle quote è l’Anci Nazionale, mentre di fatto le quote le abbiamo pagate noi, per cui l’Anci Nazionale ci delega a partecipare alle assemblee. I revisori dei conti hanno chiesto che venga fatta chiarezza suggerendo, per esempio, che le quote siano gestite dalla società partecipata.

L’Anci ha poi un’altra partecipazione al 75% in ANCISA S.r.l.

ANCISA è la società costituita il 24 novembre del 1994 dall’Anci, che vede come compagine sociale l’Anci Friuli Venezia Giulia, l’Unione Regionale delle Province Venete e il sottoscritto. Io, infatti, sono stato il socio che insieme all’Anci ha fondato questa società. Questa società è partita con un capitale di 20 milioni e adesso è stata valutata dal nostro commercialista sui 300-350.000 . Essa fattura ogni anno due miliardi e mezzo di vecchie lire e gestisce tutti i servizi dell’Associazione (parte convegnistica, eventi speciali come Dire e Fare nel Nord Est, partito nel 2001 e arrivato già alla sua quinta edizione, pubblicazioni con la stampa di 50.000 copie della Costituzione italiana commentata con un relativo piccolo margine di utile, visto che noi le vendiamo a poco più di 2 ). La società gestisce poi, per conto della Regione, anche l’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) per le politiche sociali, come l’assistenza in casa di persone con handicap (Legge n.28), l’esenzione del ticket per reddito e le badanti.

Questi servizi sono gestiti da due anni, mentre per conto della Regione già da cinque anni gestiamo il conteggio relativo al canone degli affitti sociali.

Questa società è fonte di una buona entrata e, oltre a questo, si assicurano ai Comuni dei servizi per l’accertamento ICI (vi sono casi di piccoli Comuni che hanno recuperato miliardi di vecchie lire senza un contenzioso con i cittadini) e molti altri servizi.

Oltre a ciò, l’Anci partecipa alla Scuola Regionale di Polizia, che ha sede in Trento e che è preposta alla specifica formazione della polizia municipale. Si tratta di un’associazione che ha un bilancio ormai consolidato annuo di circa 300.000 .

Infine, l’Anci Veneto partecipa a Formel, che è stato costituito per promuovere la formazione dei dipendenti degli enti locali. Gli altri soci sono l’ENAIP Veneto e una società privata (Umana).

Questo è il panorama delle partecipazioni dell’Anci Veneto.

 

INTERVENTO

Mi riferisco al fondo a sostegno degli amministratori vittime di eventi connessi allo svolgimento del mandato, per il quale mi pare si intendano i Sindaci. Io credo che si tratti di situazioni umane, ma non credo sia necessario utilizzare il sostantivo “vittime”, e poi ritengo che al riguardo gli indirizzi debbano essere trasparenti.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Trattandosi di un fondo dovrà essere predisposto un regolamento: la competenza a deliberare in ordine a tale regolamento è del Consiglio, motivo per cui per la sua gestione si tornerà in Consiglio.

 

INTERVENTO

Riguardo alla quota di associazione per le Unioni, io direi di dare un segno ulteriore di aggregazione per le altre 23 Unioni presenti nel Veneto e che non sono ancora nostre associate. Proporrei, quindi, di lasciare la quota di 250,00 €, perché sono convinto che le Unioni possano rappresentare una nuova strada per metterci insieme nell’erogazione dei servizi ai cittadini.

Grazie.

  

Franco CHINAGLIA, Assessore di Fiesso Umbertiano (RO)

Volevo un chiarimento, perché nell’assestamento 2004 e nella previsione 2005, relativamente ai progetti speciali, ci sono progetti per i quali la Regione poteva aver dato dei contributi che poi non vengono ripetuti.

Io volevo sollevare poi un problema sulle badanti. Io credo che, almeno per il Polesine, il problema delle badanti sia un fenomeno abbastanza consistente, anche se mi sembra siano presenti in tutta la regione, per cui vorrei sapere se è possibile ripercorre o riproporre alla Regione la possibilità di fare dei progetti.

Faccio ora un invito rivolto alla Presidenza affinché, subito dopo le festività, ci possano essere degli incontri a livello provinciale. A me pare, infatti, che negli ultimi anni non ci siano state molte iniziative, salvo qualche eccezione, per quanto riguarda una discussione sulla Finanziaria.

Se vogliamo ridare un forte ruolo alla nostra Associazione, io credo che si debba recuperare un rapporto con gli enti locali, anche perché ci sono Comuni nuovi che forse non sanno nemmeno cosa sia l’Associazione, nonostante paghino il contributo.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Credo che il tema sollevato sia molto importante, perché la presenza nell’ambito del territorio la si può manifestare in tanti modi come Associazione, ma il primo aspetto importante è quello di rendere edotti i soci di quello che è il ruolo della nostra Associazione, e anche quello di comprendere le esigenze dei nostri associati, che non sono omogenee.

La distinzione che noi abbiamo a livello territoriale comporta anche una diversità di esigenze e, al riguardo, qui a Belluno si potrebbero chiedere che cosa fa l’Anci per le problematiche dei Comuni montani del Veneto. Io credo che i Comuni più piccoli, che si situano nelle zone montane del Veneto, abbiamo sicuramente degli aspetti e delle problematiche che li contraddistinguono dai Comuni che si trovano in pianura. Io credo che, come Associazione, dobbiamo sempre più essere partecipi a queste problematiche a livello di Consulta.

Io credo che le Consulte debbano operare non solo in modo passivo (io sono stato Presidente della Consulta Attività Produttive e Commercio nello scorso mandato), cioè che non si debbano solo dare i pareri alla legislazione regionale in itinere, ma che si debba fare un lavoro a monte per essere anche dei soggetti promotori e interlocutori con la Regione, gli assessorati e con i gruppi consiliari su aspetti che interessano i nostri Comuni.

Gli argomenti possono essere ampi, ma anche limitati, perché possono essere importantissimi per alcune classi di Comuni. Parlare, ad esempio, delle quote trasferite o non trasferite delle tasse aeroportuali è un argomento che non interessa tutti i Comuni, ma sicuramente è un tema che interessa quei Comuni che sono sedi di aeroporto. Lo stesso discorso vale per le problematiche connesse alle spiagge o agli impianti di risalita in montagna.

Queste sono cose per le quali, come Anci, dobbiamo cominciare a essere soggetti attivi e promotori, anche perché io credo che questo ruolo ci avvicini ai Comuni che rappresentiamo. Portare avanti le istanze dei Comuni, infatti, fa avvicinare l’Associazione ai suoi associati.

Io credo che noi dobbiamo proteggere gli interessi degli enti che amministriamo in relazione anche agli altri enti istituzionali come lo Stato, la Regione, le Province.

Io credo che se nasce una proposta trasversale nell’ambito dell’Anci si possa avere un potere di interlocuzione molto elevato anche nei confronti dei consiglieri regionali e dei gruppi consiliari. Non è impossibile, infatti, proporre delle modifiche legislative di nostra iniziativa.

Io credo che a questo ruolo delle Consulte debba anche affiancarsi un’attenzione a livello provinciale.

Io credo che la proposta fatta dal nostro collega sia sicuramente da condividere, per cui come Direttivo io proporrò una presenza continuativa a livello delle varie Province, in modo tale da poter sentire la voce di tutti gli amministratori e non solo di chi partecipa al Consiglio Regionale dove abbiamo una rappresentatività. Io credo che in riunioni a livello provinciale sia utile avere il polso di tutti quanti i Sindaci aderenti all’Associazione, in modo da avviare un’attività di approfondimento o di proposta nell’ambito di ciascuna singola Commissione. Io credo che questo sia un modo corretto di lavorare, perché ci consente di essere più vicini alle peculiarità e alle esigenze del territorio.

Ci sono moltissimi amministratori che sono nuovi amministratori (tornata del 2004) e, al riguardo, io credo sia giusto avvicinarsi a loro per recepire quello che di nuovo viene da chi si pone in politica per la prima volta.

L’altro elemento su cui il bilancio di previsione 2005 vuole centrarsi è la tematica dei servizi agli associati, perché dobbiamo essere sempre consci che chi partecipa alla nostra Associazione versa una quota associativa per ricevere anche un servizio.

Noi non siamo solo un sindacato che rappresenta i Comuni, ma siamo anche un fornitore di servizi, come del resto accade anche per le varie associazioni di categoria. Noi vogliamo che attraverso i servizi dell’Anci si riesca a fornire un servizio migliore ai nostri concittadini.

Vi ricordo che certe tematiche, affrontate in maniera egregia in alcuni Comuni, sono facilmente esportabili (copiabili) anche in tanti altri Comuni, per cui abbiamo un grandissimo patrimonio che può essere reso comune fra i vari enti associati. Tra l’altro anche le nuove tecnologie ci rendono agevole questo modello di situazione.

Io credo che su questo dovremmo lavorare assieme dando rilevanza agli organi dei nostri Comuni, perché gli atti amministrativi sono atti di Giunta e di Consiglio Comunale. Credo che anche questa sia una strada per dare rilevanza agli organi che costituiscono i nostri enti locali, partendo proprio dal servizio. Io credo che noi non dovremmo disperdere l’attività delle Consulte su mille rivoli senza poi avere un indice ben preciso. Se, ad esempio, un Sindaco dice di avere un problema con le antenne potrà andare a vedere sul sito dell’Anci per constatare come questo problema è stato affrontato dai vari Comuni. Io credo, infatti, che ci siano esperienze molto utili e valide per il singolo Comune che non sono, però, sempre conosciute.

Abbiamo molti Comuni che hanno prodotto atti importanti e rilevanti che, però, hanno trovato pubblicità solo nell’ambito del giornale locale senza poi uscire dalla provincia, mentre sarebbe importante averli tipizzati per argomento nel nostro sito per una consultazione immediata da parte di tutti gli amministratori. Io credo che questa sia la strada giusta da percorrere e che sia anche la strada che ci avvicinerà maggiormente ai nostri soci.

Se non ci sono altri interventi su questi punti io porterei in votazione l’assestamento del bilancio 2004. Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno. Approvato all’unanimità.

Oggetto n. 5 – Bilancio di Previsione 2005: determinazioni.

Porterei adesso in votazione il punto 5) all’ordine del giorno sul bilancio di previsione 2005 e determinazioni con le modifiche che sono state proposte, ovvero mantenere invariata la quota contributiva per le Unioni dei Comuni a 250,00 , cambiare la denominazione del Fondo con Fondo di Solidarietà, mettendo poi agli atti che l’utilizzo di questo Fondo dovrà essere esplicitato attraverso un apposito regolamento su cui si dovrà pronunciare il Consiglio dell’Associazione.

Favorevoli? Tutti. Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno. Il bilancio di previsione è pprovato all’unanimità.

Oggetto n. 2 – Comunicazioni del Presidente.

Nell’ambito delle comunicazioni del Presidente, ritengo opportuno avviare la discussione riguardo alle problematiche della Finanziaria, per la quale, come sapete, è stata posta la fiducia in Senato, e ora ci sarà un’ulteriore lettura alla Camera. L’Anci, a livello nazionale (con indicazioni pervenute anche dalle varie Anci Regionali), aveva chiesto al Governo e al Senato una modifica attraverso un documento molto articolato (si poteva vedere all’interno del sito nazionale dell’Anci) che riguardava un’infinità di argomenti. Al riguardo, io credo che quest’anno il disordine della forma della legislazione sia arrivato al culmine, nel senso che abbiamo nell’emendamento un unico articolo con un’infinità di commi, per cui si trova un po’ di tutto in un solo articolo, e questo non contribuisce certo a una agevole lettura.

Come amministratori, noi siamo abituati ai bilanci dove i capitoli hanno una precisa intestazione, per cui all’interno del capitolo relativo all’energia elettrica si trovano solo le spese di energia elettrica e non quelle del vestiario dei dipendenti.

Io credo che con questo emendamento alla Finanziaria, fatto con unico articolo, siamo arrivati al culmine della confusione dal punto di vista dell’ordine e della leggibilità del documento.

L’Anci nazionale all’unanimità aveva portato un documento in cui aveva sintetizzato in cinque punti le richieste di modifica alla Finanziaria che riguardavano:

·        l’estensione dell’esenzione dal patto di stabilità per i Comuni fino a 5.000 abitanti (attualmente c’era il limite di 3.000 abitanti), e questo per venire in conto ad esigenze pratiche dei piccoli Comuni;

·        un aumento del fondo di dotazione per gli investimenti (sempre per i piccoli Comuni);

·        dare un’opzione ai Comuni per cui si potesse scegliere nelle due versioni del patto di stabilità (vincoli nel triennio 2001-2002-2003 con media +11 e rotti % piuttosto che quella originaria del +4,8% rispetto al solo 2003);

·        la partecipazione al recupero dei tributi anche di carattere erariale nazionale soprattutto relativamente al recupero delle imposte di registrazione sugli affitti (l’imposta è statale, ma il Comuni in grado di fare recuperare allo Stato un certo importo avrebbe partecipato in percentuale al recupero). Come Anci si voleva porre questo punto anche come un punto politico per dire allo Stato che i tributi passano anche attraverso l’accertamento e la verifica dei Comuni che avrebbero così pieno diritto al tributo stesso. Anche per l’IRPEF questo avrebbe reso evidente il fatto che la partecipazione al recupero da parte del Comune, seppur difficoltosa dal punto di vista tecnico, avrebbe conferito il diritto a partecipare alla ripartizione fra Stato e Comuni.

Questi erano i punti su cui l’Anci nazionale aveva centrato le proprie richieste al Senato e, al riguardo, vi ricordo che c’è stata anche una manifestazione a Roma a cui ha partecipato anche la delegazione veneta, proprio per ribadire questi emendamenti.

Alla fine, la strada percorsa dal Governo è stata quella di non prevedere una discussione e di individuare un emendamento con la fiducia al Senato. Tale emendamento, però, è stato fatto con un unico articolo e recepisce solo aspetti del tutto minimali, rispetto a ciò che era stato posto dall’Anci. Sugli aspetti rilevanti, infatti, non si è arrivati a dare una risposta né per quanto riguarda l’elevazione del limite dai 3.000 ai 5.000 abitanti per l’esenzione, né per quanto riguardo il fondo investimenti dei piccoli Comuni, né per quanto riguarda le modalità di definizione del patto di stabilità.

Tendo a sottolineare che l’Anci nazionale non chiedeva l’esenzione per i Comuni dal patto di stabilità, perché nessuno di noi vuole sottrarsi agli obblighi che il nostro Paese ha con la Comunità Europea, ma chiedeva solo di poter fare la nostra parte insieme allo Stato e agli altri soggetti. Su questo argomento il Direttivo si è pronunciato in maniera molto chiara e unanime, chiedendo che da questo Consiglio Anci di Belluno uscisse un documento chiaro che possa servire a tutti i colleghi Sindaci.

Non vi nascondo che molti Comuni hanno manifestato la loro difficoltà ad arrivare, quest’anno, a una chiusura dei bilanci in tempo utile, per cui credo che un documento fermo debba scaturire dopo una discussione da farsi qui in Consiglio oggi stesso. Penso che il Presidente della nostra Consulta Finanze abbia elaborato un testo sintetico che vuole esprimere la nostra posizione, mentre, all’interno della cartellina, trovate un documento di carattere più tecnico.

Chiederei adesso al Presidente della Consulta Finanze di leggere all’assemblea il documento che viene proposto all’approvazione.

 

Roberto MARCATO, Presidente Consulta Finanza Locale Anciveneto

Intanto saluto i colleghi, fra i quali ve ne sono molti che vedo per la prima volta. Credo che il Presidente Mengotto abbia già inquadrato lo stato psicologico/operativo con il quale ci troviamo ad affrontare questa Finanziaria.

Anch’io parto usando il termine “difficoltà”, relativamente a vari fattori.

I dati a mia disposizione sono gli stessi che avete voi, e la lettura del maxi emendamento (tutti lo temevamo) è per noi politici (e non solo) illeggibile. L’altro ieri ero insieme a un parlamentare durante un congresso di partito e ho scoperto che nemmeno i parlamentari riescono a decriptarlo (riescono a farlo solo l’ufficio della Camera o del Senato).

Il documento fatto dai Direttori delle Anci regionali (lo avete in cartellina) dice qualcosa, ma il risultato è che quest’anno noi abbiamo un problema molto maggiore rispetto al passato, soprattutto relativamente alle entrate.

Come aneddoto, potrei dirvi che in un giornale ho letto una statistica nazionale da dove emerge che il Comune di Padova risulta il quarto Comune d’Italia per bravura nel recupero dell’evasione, tanto è vero che l’Assessore alle Finanze attuale (Bortoli) ha messo in bilancio di previsione 1.400.000 (pari al recupero del 2004). Mi pare che Padova abbia circa 250.000 abitanti, per cui ha circa otto volte gli abitanti del mio Comune, che è Mira (circa 37.000 abitanti), eppure io ho fatto un recupero fiscale di 800.000 (più di così non ne posso fare).

Cosa ci rimane? Ci rimane solo l’ICI, ma con questa si va a colpire sempre il solito segmento.

Agendo sull’IRPEF si andrebbe a colpire a seconda di quanto uno percepisce, mentre con l’ICI si colpisce anche chi ha la casa acquistata con mutui e sacrifici. L’ICI, quindi, non è un pedale su cui si possa pestare continuamente.

C’è poi il problema delle maggiori spese derivanti dal preventivato rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali.

Se noi produciamo benessere facendo opere pubbliche qualche mutuo dobbiamo pur farlo e pagarlo, e con tutto questo sommarsi di cose l’inflazione non viene riconosciuta.

In questi giorni, su un giornale ho visto un dato che l’altro giorno il Direttivo dell’Anci a Roma indicava in 12.000.000.000 di (2005 su 2003) in meno, equivalente al 10,75% complessivo.

Il documento che vi sottopongo, e per il quale vi chiedo eventuali suggerimenti e adattamenti, riassume innanzitutto questi elementi di preoccupazione, e poi cerca di indicare delle azioni seppure nell’imbarazzo e nell’impotenza.

Il testo dovrebbe arrivare a tutti voi, perché abbiamo fatto qualche ulteriore modifica, ma nel frattempo ve lo anticipo leggendolo. Naturalmente, se qualcosa non è chiaro, potete pure interrompere, tanto non perdo il filo visto che è tutto scritto.

“Una Finanziaria inaccettabile.

1.      Il maxi emendamento del Governo per il quale è stato chiesto il voto di fiducia rappresenta uno schiaffo alle richieste avanzate dall’Anci, nessuna delle quali è stata accolta, e fa pensare a un preciso disegno politico con il quale si penalizzano e mortificano pesantemente i Comuni aprendo, di fatto, uno scontro istituzionale durissimo.

2.      Tra le minori entrate correnti e per investimenti, a livello nazionale, la previsione 2005 è complessivamente inferiore del 10,75% sul 2003, e, per i vincoli di spesa, le maggiori spese derivanti dall’inflazione che non viene riconosciuta e dal rinnovo del contratto dei dipendenti degli enti locali che graverà sui bilanci comunali, si prefigura una crisi profonda che andrà a colpire i cittadini.

3.      In questo quadro i Comuni del Veneto, notoriamente virtuosi e, anzi, penalizzati dai meccanismi perequativi con i quali vengono definiti i trasferimenti statali, per il primo anno non sono in grado materialmente di impostare i bilanci di previsione 2005.

4.      A fronte dell’impossibilità di creare entrate proprie (fatta eccezione per la solita ICI) e di tagliare servizi fondamentali irrinunciabili (sociale, cultura, pubblica istruzione, ecc.) non vorremmo doverci affidare a forme di protesta clamorose, che ci portassero a non rimborsare le rate alla Cassa Depositi e Prestiti o non versare trattenute IRAP alla Regione e IRPEF allo Stato.

5.      L’Anci regionale del Veneto esprime profonda contrarietà alla manovra finanziaria ed invita tutti i Comuni a una mobilitazione forte e incisiva, mirata a una modifica sostanziale delle misure proposte dal Governo e attualmente all’esame del Parlamento.”

Finisco dicendo che la frase che parla di possibili forme di protesta è la parte più debole del documento, perché nessuno vuole indurre qualcuno a fare atti illegali o illegittimi di autolesionismo. La mobilitazione che noi dovremmo chiedere, comunque, che tempi dovrebbe avere se il maxi emendamento oggi è già alla Camera? Non possiamo certo mobilitarci a piatti lavati. Per primo, quindi, dico che questo documento ha dei punti deboli, ma fino a qua sono arrivato e ora ci vorrebbe il genio di Aladino.

 

Loris ROMANO, Sindaco di Villa Bartolomea

Io sono Sindaco di un piccolo Comune con 5.400 abitanti, sono anche responsabile dei servizi finanziari di un altro Comune, e posso dire che è difficile valutare adesso un documento di questo tipo, perché ci sono due cose che non quadrano. Non possiamo, infatti, non pagare le rate dei mutui, perché c’è un vincolo sulle anticipazioni di tesoreria, e non possiamo non trasferire l’IRPEF allo Stato.

Con i Sindaci del veronese ho visto che c’è qualche problema di confusione nella gestione finanziaria, perché si fa confusione fra patto di stabilità, tagli di trasferimenti e tetto alla spesa, che sono cose completamente diverse.

Riguardo ai tagli dei trasferimenti, io chiederei che lo Stato comunicasse, prima che vengano fatti i bilanci, la cifra al Comune. Faccio un esempio: quest’anno un Comune di 6.000 abitanti si è trovato con 100.000 in meno. Il primo punto, quindi, è avere la certezza dell’importo dei trasferimenti dello Stato.

Parliamo ora del patto di stabilità. Il patto di stabilità non è l’indebitamento del Comune, ma è il non poter spendere le risorse anche quando ci sono. La Provincia di Verona, quattro mesi fa, ha chiuso tutti i pagamenti, e il mio Comune ha chiuso i pagamenti da sei mesi, il che vuol dire che le Ditte fornitrici non possono essere pagate proprio per rispettare il patto di stabilità. Se non si rispetta il patto di stabilità ci sono due sanzioni, cioè il fatto di non poter assumere personale e di non poter fare mutui. Il patto di stabilità è una cosa talmente estrapolata dalla realtà che credo si possa fare una proposta seria, dicendo a chi ci governa che possono loro stessi far rispettare il patto di stabilità a valle, togliendoci il 3 o 4% dei trasferimenti e lasciandoci poi la gestione delle proprie risorse. Io, in un Comune di 6.000 abitanti, ho recuperato 1.000.000 di che, però, non posso spendere perché devo rispettare il patto di stabilità.

Io direi di fare un documento “serio” studiandolo un po’ di più nella Consulta.

 

Argia SAVIOLI , Sindaco di Castelmassa

Se un documento di questo tipo fosse stato proposto in ogni Consiglio non avrebbe avuto più forza? Questa è una delle strade abbastanza utilizzate, ma è anche quella di minor frattura e con tempi che possono consentire un dialogo, visto che i giochi sono già stati fatti.

 

Aldo RONDINA, Presidente Consulta Attività Economiche e Turismo Anciveneto

È evidente che noi potremmo dare solo delle indicazioni di massima per poi lasciare spazio a una più attenta disamina della problematica, per cui cercherò di fare solo qualche considerazione molto ampia.

Oggi, dopo i necessari aggiustamenti post assembleari, inizia il lavoro vero e proprio dei nuovi organismi associativi usciti dall’Assemblea di Abano. Io ho apprezzato molto le linee programmatiche enunciate dal Presidente Mengotto, specialmente quando individua nella equa distribuzione delle risorse la battaglia principale che l’Anci dovrà sostenere nell’immediato futuro. È proprio dall’equità dei trasferimenti statali che dobbiamo partire per rivendicare quei principi di autonomia decisionale sanciti dalla vigente Costituzione, ma non ancora resi operativi. A che cosa serve dire che ora l’Italia è fondata sui Comuni (Legge Costituzionale 18 ottobre 2001 n.3) se poi a distanza di alcuni anni si procede con la consuetudine statalista ancorata ancora alle vecchie leggi piemontesi che contrastavano ogni localismo. In questa situazione i Comuni rischiano sempre più di rimanere all’angolo se non sapranno reagire adeguatamente. Se è vero che è stata inaugurata la Repubblica dei Comuni dobbiamo pretendere con determinazione (senza eccessi, senza timori e senza improvvisazioni) di far valere i nuovi diritti e poteri dei Comuni.

Consentitemi ancora una brevissima considerazione che riguarda una questione che si sta creando in Polesine, nella provincia di Rovigo.

Il Presidente, nel suo saluto contenuto nel giornale dell’Anci Veneto, fa cenno all’insegnamento di Don Sturzo, e proprio risalendo a questo insegnamento Don Sturzo, oltre a invocare la riforma della burocrazia, afferma l’esigenza di attuare un largo decentramento amministrativo anche a mezzo della collaborazione degli organismi industriali, agricoli e commerciali del capitale e del lavoro. Ebbene, nel nostro Veneto, oggi, con la delocalizzazione, questa collaborazione sta andando a rotoli e, visti i risultati, c’è veramente da preoccuparsi. Mi riferisco agli effetti disastrosi che accordi internazionali intervenuti con la Cina stanno provocando nel Polesine, con un forte taglio di manodopera specializzata nella più grossa e attrezzata azienda che vi opera, cioè la Bassano Grimeca, con 1.056 dipendenti che sono stati decurtati improvvisamente del 60%. Attualmente sono in cassa integrazione a rotazione, infatti, 635 dipendenti, che poi saranno lasciati a casa. Vi ricordo che la Bassano Grimeca per noi del Polesine è come la Fiat per Torino, visto che è un polo tecnologico riconosciuto dal Ministero della Ricerca Scientifica e dell’Unione Europea. Questa azienda tecnologicamente avanzata produceva degli attrezzi per l’industria mondiale della moto e oggi è ridotta ormai male proprio dalla delocalizzazione del lavoro. Seguiranno poi l’Aprilia e la De Longhi, per la quale sono già stati annunciati 640 esuberi.

Vengo alla mia richiesta. Il Consiglio dell’Anci Veneto non può mettersi la mano davanti agli occhi e non guardare a questa situazione tragica, perché questa delocalizzazione sta veramente distruggendo il tessuto economico e sociale del nostro Veneto.

Che cosa possiamo fare? Certamente non possiamo intervenire nelle decisioni aziendali, ma possiamo porre all’attenzione di chi deve seguire queste situazioni il disastro che si sta ottenendo nel nostro Veneto. Oltre a esprimere piena solidarietà ai lavoratori, alle famiglie e ai Sindaci dei Comuni interessati, io credo che noi dobbiamo, come Anci Veneto, preoccuparci di questo fatto.

Se oggi verranno indicate le nuove Consulte, io mi impegno subito a riunire la Consulta Attività Economiche per esaminare questa situazione che sta invadendo tutto il nostro Veneto, per studiare insieme delle eventuali indicazioni da proporre agli organismi regionali. Grazie.

 

Eduardo RINA, Consigliere di Conegliano Veneto

Io ero tra i pochi della delegazione veneta che ha partecipato alla manifestazione di Roma (c’erano Claudio Tessari, Cesare Pillon, Gandini) e vi posso dire che il clima di quella giornata era conseguente alle discussioni che avevamo fatto nella riunione del primo Consiglio regionale.

Quello che l’Anci nazionale si aspettava era una maggiore autonomia e, infatti, i cinque punti posti al centro dell’attenzione andavano proprio nella direzione della maggiore autonomia e del rispetto del principio sancito dalla riforma, il quale dice che l’Italia è una Repubblica fondata sui Comuni.

Che cosa è accaduto? Si è avuto questo maxi emendamento blindato.

Quali sono state le reazioni dell’Anci nazionale?

Io credo che tutti abbiate letto le agenzie di stampa, da cui si è visto che il vice responsabile nazionale degli enti locali, Osvaldo Napoli (Forza Italia), ha usato parole molto pesanti, parlando di umiliazione e di mortificazione dei Comuni.

Domenici ha parlato di un fatto mai accaduto prima, cioè di uno scontro di tipo istituzionale, per il quale ha prospettato la possibilità di un ostruzionismo, anche se io non so in quali termini.

Mi pare di aver capito, dal documento letto dal collega, che si può pensare a forme particolari di protesta e, al riguardo, io non vorrei che oggi perdessimo l’occasione di continuare a discutere per individuare almeno un punto sul quale si possa fare una battaglia seria.

Leggendo i dati relativi alla differenza dei trasferimenti dal 2003 al 2005, ho visto che i piccoli Comuni arrivano fino al 25% di trasferimenti in meno, per cui noi, come Associazione dei Comuni, dovremo preoccuparci di inserire all’interno del documento qualcosa di più forte.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Diamo la parola al sen. Pavan, che ringraziamo per la sua attenta e assidua presenza.

 

Sen. Angelo PAVAN

Buongiorno a tutti. Dalla stampa sembra che siano i Comuni che penalizzano i cittadini, per cui ritengo che dobbiamo fare una certa azione di correzione di questa idea.

Noi non possiamo continuare ad accettare che le statistiche vengano fatte in questo modo, cioè tenendo conto solo degli abitanti e delle singole imposte senza inserire il tutto in un contesto generale. I dati che ne risultano, infatti, sono travisati e non reali, perché danno l’impressione che i Comuni pensino solo a fissare tasse. Tutto questo discorso va sempre inserito nel contesto del bilancio.

Io vorrei suggerire che l’Anci facesse un esame concreto per dimostrare la diminuzione dei trasferimenti statali in questi anni. È vero che diminuiscono le imposte da una parte, ma diminuiscono anche i trasferimenti, per cui è necessario che i Comuni trovino altre risorse proprie, e questo è un discorso che va fatto.

Da quando è stata istituita l’addizionale IRPEF, quanti sono i trasferimenti in meno? E quali sono le funzioni date ai Comuni in modo strisciante senza alcun trasferimento? Si è parlato di trasferimenti sperequati e, al riguardo, vi dico che alla mia età io non credo più ai trasferimenti perequati. Il Comune di Milano non vorrà avere mai una lira in meno di quello che sta avendo, per cui dobbiamo fare una politica diversa.

Bisogna stabilire la parte delle imposte che va allo Stato e la parte che va a noi, per cui lo Stato dovrà poi trovare i mezzi per fare il fondo perequativo per certi Comuni che sono in necessità particolari.

Noi abbiamo sottovalutato il problema del blocco della spesa, perché quest’anno tocca anche gli investimenti, e questo è molto grave. In pratica, chi in un anno ha fatto tanti mutui può fare ancora tante cose l’anno successivo, mentre chi non ha fatto nulla in un anno non può fare nulla nemmeno l’anno dopo.

C’è un altro punto fondamentale di cui bisogna tenere conto, cioè che l’aumento dell’11,50% fatto sulla media dei tre anni per classi di Comuni stabilite demograficamente è un altro errore sperequante. Diversa, infatti, è la spesa corrente di un Comune di 5.000 abitanti in montagna rispetto a quella di un Comune di 5.000 abitanti in pianura. La manutenzione delle strade di un Comune di pianura è ben diversa da quella del Comune della montagna, e questo è solo un esempio. Quando si tiene conto solo dell’elemento abitanti si sbaglia, perché è un sistema sperequante.

Se noi facciamo il solito discorso solo al momento del bilancio continuiamo a sbagliare, per cui credo che l’Anci debba fare una piattaforma ben precisa da presentare al Governo appena finito il bilancio. Io credo che sia questo uno dei punti fondamentali da considerare.

Tutti i punti all’ordine del giorno di oggi sono certamente importanti, ma non cambieranno il mondo, per cui sarebbe importante fare questa piattaforma da presentare al Governo per una trattativa aperta. Grazie.

 

Claudio MELOTTI, Sindaco di Bosco Chiesanuova

Condivido in pieno la preoccupazione dei Comuni, e soprattutto dei Comuni di montagna come il mio, e dei piccoli Comuni, ma offro un ulteriore spunto alla riflessione di oggi. Credo che molti dei nostri Comuni in questi anni cerchino di portarsi a casa qualche soldo con i famosi DOCUP, bandi europei e altro, ma questa torta andrà quasi sicuramente diminuendo con la nuova entrata dei Paesi dell’est Europa. So che ci sono parecchi Comuni con dei progetti pronti a partire, ma che con questo blocco della spesa degli investimenti sono ancora fermi.

Io sono seriamente preoccupato anche per il blocco delle assunzioni e, al riguardo, vi dico che nel mio Comune i due dipendenti dell’anagrafe andranno in pensione l’anno prossimo, per cui ci saranno seri problemi di sostituzione. Questo è un ulteriore elemento che io cercherei di segnalare.

Riguardo al cosa fare per portare la voce dell’Anci nelle sedi più opportune, vi confesso che sono abbastanza demoralizzato, perché io ho partecipato per anni alla Consulta dei Piccoli Comuni dell’Anci nazionale, dove le varie istanze hanno sempre fatto fatica a essere recepite in sede nazionale.

Io sono disponibile, comunque, a far parte di iniziative forti, anche se penso che certe forme di protesta ci porterebbero dalla parte del torto legale per cui sarebbero da evitare. Io credo che qualcosa vada fatto per cui bisognerà studiare certe iniziative.

 

INTERVENTO

Innanzitutto mi sono resa conto che tutti qui abbiamo la consapevolezza dell’inadeguatezza di questo Governo, basta pensare, ad esempio, che i tagli dei trasferimenti alla Provincia di Belluno arrivano al 13%, nonostante sia una provincia con caratteristiche particolari e con esigenze particolari. Con questa situazione noi saremo costretti a scegliere fra tagliare i servizi alla persona oppure penalizzare i cittadini aumentando le tasse.

Io credo che iniziative di questo tipo debbano essere prese per tempo, per cui invito l’Anci a convocarci per tempo in occasione della Finanziaria 2006. Grazie. 

 

Giambattista DALLA CORTE,  Consigliere di Sovramonte

Ho visto che l’approccio dell’Anci nei riguardi della Finanziaria non ha trovato ascolto a Roma, e questo perché c’è l’impressione che noi possiamo risolvere i problemi da soli visto che abbiamo molti sperperi all’interno dei Comuni.

Io ho affrontato documenti molto forti nei riguardi della Finanziaria, ma abbiamo sempre portato a casa solo acqua fresca, e questa è la realtà dei fatti.

È possibile fare una proposta globale per dimostrare che non ci sono sperperi per i Comuni del Veneto? Quando c’è riscontro fra due interlocutori vuol dire che ognuno ha il suo pensiero e non si accosta a quello dell’altro.

Siccome i veneti sono amministratori intelligenti, io consiglio di cambiare strada e interlocutore.

A me va bene fare un documento, ma dobbiamo anche iniziare una strategia diversa.

Riguardo al discorso della globalizzazione, io credo che la situazione sarà drammatica per l’occupazione, perché sicuramente ci saranno industrie che se ne andranno. Se il sistema del Veneto ha retto fino ad ora, io credo sia giunto il momento di mettersi a tavolino per studiare un nuovo progetto e, al riguardo, l’Anci può spingere la Regione, le Province e i Comuni a lavorare in questo senso. Io credo che bisogna lavorare in maniera intelligente e guardare al futuro.

Grazie.

 

Roberto MARCATO, Presidente Consulta Finanza Locale Anciveneto

Sarò telegrafico, anche perché condivido le osservazioni che hanno fatto i vari colleghi.

Riguardo ai trasferimenti bisognerebbe sapere a quanto ammontano per il 2004, perché io non lo so ancora. Io credo che quando faremo il documento di cui si è parlato il tempo sarà già scaduto, e questo è un elemento contingente da tenere presente. Io credo che il documento doveva essere stato fatto già ad Este, poi se ne doveva fare un altro, perché era stato cambiato tutto.

Io credo, come diceva il sen. Pavan, che ci voglia una piattaforma articolata, anche se ora non siamo più in tempo per farla.

Io concludo dicendo che abbiamo davanti due strade. Se vogliamo dare un segnale forte, politico e istituzionale, dovremo presentare il testo emendato che ora vi leggerò. Se, invece, decidiamo di non farlo perderemo l’unica occasione che abbiamo a disposizione oggi.

Sentendo una serie di osservazioni, a me pare che nel documento manchi l’aspetto della mancanza dell’autonomia impositiva, che sia necessario introdurre il concetto del rigetto della nomea di spreconi e che vada tolta la parte della provocazione. Con questi aggiustamenti io direi di mettere in votazione il documento.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Direi di proporre all’Assemblea la votazione di questo documento con le modifiche proposte.

 

 

 

INTERVENTO

Il Sindaco Marcato ha introdotto un emendamento che volevamo chiedere anche noi come gruppo, cioè quello relativo alla disubbidienza nella restituzione delle rate dei prestiti. Noi chiediamo, però, anche che venga emendata la parola “uno schiaffo” in “una chiusura”.

Noi adottiamo il documento se vengono modificate questi due aspetti.

 

INTERVENTO

Ascoltando gli interventi sembra che questo sia luogo solo di lamentale, ma vi ricordo che in questa sede non possiamo risolvere i problemi. Io so che l’atto proposto non serve a niente, perché fra tre giorni la Finanziaria sarà approvata, ma credo che il documento vada lo stesso approvato, togliendo quelle cose che non possono essere inserite. Io direi anche di dare incarico alla Commissione di studiare e preparare un documento che sia credibile e forte.

Non è che il problema dei bilanci si risolva con la Finanziaria che approva il Parlamento, perché i nostri bilanci continuano per tutto il 2005, per cui la Commissione deve indicare un documento e delle forme di protesta che siano forti, per far in modo che queste cose non succedano più.

Io dico di mettere in campo delle forme di protesta che non siano legate alla Finanziaria, perché quando la Finanziaria viene approvata non possiamo più fare niente.

Il problema noi l’abbiamo per tutto il 2005 e anche per gli anni successivi, per cui direi di mettere insieme delle proposte di protesta forte che vanno studiate dalla Commissione.

 

Vanni MENOGOTTO, Presidente Anciveneto

Io porrei in votazione il documento passando da “schiaffo” a “chiusura”, mentre l’altro punto lo lascerei e aggiungerei le osservazioni presentare dal Presidente Marcato. La Commissione poi aggiusterà questo documento in maniera più completa.

Voti favorevoli? Voti Contrari? Astenuti? (nomi fuori microfono) Il documento è approvato.

Oggetto n. 6 – definizione composizione Consulte.

Veniamo all’ultimo punto all’ordine del giorno.

C’è stata una riunione in parallelo dei Capiarea per definire in maniera più completa quella bozza, che voi avete allegata, sulla costituzione delle Consulte. In pratica, si è tenuto conto delle richieste pervenute dai vari Sindaci, da chi si trova all’interno del Consiglio Regionale, da amministratori vari e dai Capiarea. I Capiarea hanno così individuato un documento e, al riguardo, pregherei Zerbaro di leggere i componenti.

Naturalmente, questo documento verrà fatto pervenire a voi tutti e ai membri designati.

Tengo a precisare che questo elenco serve per partire con le Consulte con l’accordo, però, che se ci sono aggiustamenti da fare si potrà affrontare la questione nei primi mesi del 2005. Non si tratta, quindi, di un elenco definitivo, che, però, lo diventerà quando le Consulte avranno iniziato ad operare.

Pregherei Luciano Zerbaro di dare lettura dell’elenco concordato.

 

Luciano ZERBARO, Assessore di Sarcedo

L’elenco che avete in cartella è parzialmente provvisorio, nel senso che si limitava a raccogliere alcune disponibilità. Attraverso il lavoro dei Capiarea, invece, abbiamo cercato di integrare e di modificare qualcosa. L’obiettivo era quello di raccogliere il più possibile le disponibilità, ma nello stesso tempo c’era la necessità di darsi qualche criterio per non avere delle Consulte troppo numerose ed ingestibili. Abbiamo cercato di darci dei criteri non rigidissimi, perché su alcuni temi (sanità, territorio) le disponibilità erano certamente più numerose.

Come limite avevamo pensato a un numero di 15 componenti per ogni Consulta, ma poi per alcune di esse ci sono anche 20 o 21 o 22 nominativi. L’elenco è diviso in due parti: dove c’è solo nome e cognome vuol dire che si tratta di Consiglieri regionali, mentre dove ci sono i nomi con accanto la qualifica amministrativa ricoperta vuol dire che sono persone esterne al Consiglio regionale. Vi ricordo che, fin dalla tornata precedente, abbiamo introdotto la novità di integrare le Consulte anche con amministratori che non fanno parte del Consiglio regionale.

Adesso noi partiamo con questi nomi per attivare il lavoro delle Consulte, ma poi faremo delle verifiche periodiche per vedere l’operatività delle Consulte stesse e la presenza dei loro membri. A fronte di assenze perduranti nel tempo, quindi, faremo un po’ di pulizia e procederemo a sostituzioni con persone più disponibili. Questi sono i criteri con cui cercheremo di lavorare nei prossimi mesi.

L’elenco preciso delle Consulte ci verrà mandato a casa per evitarvi di prendere nota di tutto quello che leggerò.

Consulta Affari Istituzionali

Presidente: Sartor Ivano.

Membri del Consiglio: Andriolo Roberto, Dalla Vecchia Paolo, Borgato Renato, De Marchi Martino, Manzato Sergio, Veronese Adelino.

Non consiglieri: Lazzaretto Emanuele (Consigliere di Fara Vicentino), Corò Luigi (Consigliere di Mirano), Giorio Lucio (Sindaco di Piacenza D’Adige), Scalabrin Maurizio (Sindaco di Montecchio Maggiore), Adami Francesco (Consigliere di Montebelluna), Marchioro Diego (Sindaco di Torri di Quartesolo), Boldrin Edo (Consigliere di Badia), De Pasqual Fulvio (Sindaco di Ponte Delle Alpi), Ziggiotto Lucio (Consigliere di Carbonera), Fiorotto Emanuela (Sindaco di San Biagio di Callalta), Molena Pierangelo (Assessore di Martellago).

Consulta Ambiente e Territorio

Presidente: Tessari Claudio.

Membri del Consiglio: Bernardi Luigi Pietro, Bertaso Franco, Crema Alberta, Dal Monte Mario, Campedelli Samuele, Laruccia Antonio, Claudio Luca, Zanata Franco, Miatello Vittorio, Pavan Patrizio, Puppato Laura.

Non consiglieri: Peruzzo Silvia (Assessore di Montecchio Precalcino), Sartori Boris (Vicesindaco di Selvazzano), Comazzetto Bruno (Sindaco di Cornuda), Schiavon Martino (Assessore Ponte San Nicolò), Rebesan Franco (Assessore di Lonigo), Chinaglia Stefano (Consigliere di Piove di Sacco), Borato Gerry (Assessore San Martino di Lupari).

Consulta Attività Economiche e Turismo

Presidente: Rondina Aldo.

Membri del Consiglio: Bazzani Giambattista, Confente Massimo, Pante Gino, Pin Cristina, Selvaggi Aida, Lombardi Giuseppe, Padoan Renzo.

Non consiglieri: Parise Flavio (Consigliere di Chiampo), Bressan Maurizio (Sindaco di Agugliaro), Bressan Alberto (Consigliere di Schio), Pasqualini Beniamino (Consigliere di Albaredo), Tessarin Alessandro (Presidente C.C. di Porto Viro), Cattelan Giovanni (Consigliere di Thiene) Mion Alberto (Sindaco di Negrar), Santi Mario (Assessore di Saonara).

Consulta Cultura, Istruzione, Sport e Tempo Libero

Presidente: Paolo Bogoni.

Membri del Consiglio: Caverzan Clara, Donegatti Valentino, Martini Giuliano, Hüllweck Enrico, Avezzù Paolo.

Non consiglieri: Roncolato Giorgio (Consigliere di Arzignano), Gomiero Marzia (Assessore di Montegladella), Baldoni Cristina (Consigliere di Quarto d’Altino), Todeschini Domenico (Assessore di Sarcedo), Pitelli Chiara (Consigliere di Albignasego), Tomessoli Ilaria (Assessore di Castelnuovo del Garda), Marsilio Gabriella (Consigliere di Noventa Vicentina), Zanatta Pietro (Vice Sindaco di Giavera del Montello), Menegon Nicoletta (Consigliere di Montebelluna), Coppe Agostino (Sindaco di Segusino), Costa Marcello (Sindaco di Curtarolo), Piron Claudio (Assessore di Padova), Gonella Marisa (Consigliere di Campiglia dei Berici).

Consulta Finanza Locale

Presidente: Marcato Roberto.

Membri del Consiglio: Verziaggi Mario, Bonometti Flavio, Zerbaro Luciano, Candiotto Paola, Menegozzo Pietro.

Non consiglieri: Celeghin Michele (Consigliere di Noale), Piazzi Edmondo (Vice Sindaco di Spinea), Marcato Claudio (Consigliere di Campodarsego), Bellot Romanet Federico (Consigliere di Piazzola sul Brenta), Frizzarin Alessandro (Consigliere di Teolo), Settoli Renzo (Consigliere di Rovigo), Pavan Linda (Consigliere di Ceggia), Scantamburlo Fernanda (Assessore di Piazzola sul Brenta), Favaro Antonio (Assessore di Paese), Merlo Lino (Assessore di Altivole), Perenzin Davide (Assessore di Segusino), Vighesso Stefano (Consigliere di Preganziol), Baldo Alberto (Assessore di Carceri), Vettorato Severino (Sindaco di Casalserugo), Favretto Linda (Assessore di Vicenza).

Consulta Politiche Sociali (la più affollata di tutte e per la quale il Presidente potrà fare una sua proposta di articolazione interna fra sanità, sociale, pari opportunità)

Presidente: Vendrasco Roberto.

Membri del Consiglio: Bertaso Franco, Berto Ampelia, Busato Tiziano, Pellizzari Andrea, Vecchini Giorgio, Gandini Silvio, Rina Eduardo.

Non consiglieri: Farina Renato (Consigliere di Sona), Saracco Sante (Presidente Consiglio C. Vicenza), Cappellozza Marilena (Consigliere di Masi), Cortese Fabio Assessore di Sarcedo), Pelà Stefano (Sindaco di Canda), Lo Toro Francesco (Assessore di Giavera del Montello), Stocco Federica (Assessore di Castello di Godego), Verdicchio Dario (Vice Sindaco di Abano Terme), Concini Livio (Assessore di Malcesine), Merli Gaetano Loris (Sindaco di Noventa di Piave), Savioli Argia (Sindaco di Castelmassa e Consigliere nazionale per cui andrà collocata nella lista precedente), Squizzato Pietro (Consigliere di Castelfranco), Perin Luigi (Consigliere di Camposampiero), Sguotti Luciano (Sindaco di Conselve), Bozzetto Manuele (Sindaco di Nove), Morin Rosalino (Assessore di Asigliano Veneto).

Consulta Servizi e Nuove Forme associative

Presidente: Fortin Paolo.

Membri del Consiglio: Carpi Pier Luigi, Calzavara Massimo, Lamon Paolo, Rigno Giovanni, Chinaglia Franco.

Non consiglieri: Ravazzolo Lino (Sindaco di Teolo), Gottardo Fiorenzo (Consigliere di Vo’), Ponzetto, Ambrosi Federico (Consigliere di Baone), Bettio Carlo (Vice Sindaco Ponte S. Nicolò), Zaia Margherita (Consigliere di Montebelluna), Venturelli Giovanni (Consigliere di Sorgà), Volpato Marcello (Sindaco di Camposampiero), Bombonato Antonio (Sindaco di Costa di Rovigo), Zanchetta Roberto (Sindaco di Ponte di Piave).

Al posto di Ponzetto (da definire)

 

Consulta Trasporti e Viabilità

Presidente: Melotti Claudio

Membri del Consiglio: Sandri Stefano, Pillon Cesare, Carli Marco.

Non consiglieri: Piscopo Aniello (Assessore di Rovigo), Milani Renato (Consigliere di Loreggia), Squizzato, Zen Gastone (Sindaco di Campiglia dei Beric), Babo Antonio (Consigliere di Jesolo), Cincin Silvia (Consigliere di Crocetta del Montello), Tomasi Pierantonio (Sindaco di Marcon), Venosi Erasmo (Assessore di Grisignano di Zocco), Piva Nicola (Consigliere di Torri di Quartesolo), De Gobbi Walter (Consigliere di Spinea).

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Il Comune di Jesolo non è socio con Babo Antonio.

 

Luciano ZERBARO, Assessore di Sarcedo

Eventualmente potete darmi un altro nome al posto di Babo.

Consulta Piccoli Comuni

Presidente: Tegner Massimo.

Membri del Consiglio: Bortolot Renzo, Corazzon Giovanna, Romano Loris, Dalla Corte Giambattista, Colcergnan Flavio.

Non consiglieri: Toffan Aldo (Vice Sindaco di Capodoro), Sturaro Walli (Consigliere di Galzignano), Boscardin Virgilio (Sindaco di Lusitana), Sartori Edoardo (Sindaco di Rotzo), Oliviero Giovanni (Sindaco di Laghi che è stato messo anche se non l’ha chiesto, perché è il Comune più piccolo del Veneto con 130 abitanti e, inoltre, non è socio perché non ha i soldi per pagare la quota dell’Anci), Panegai Bruno (Sindaco di Fossalta di Portogruaro), Tosini Oscar (Vice Sindaco di Bosaro). Qui ci sono da aggiungere ancora due o tre nomi.

 

INTERVENTO

Al posto di Babo mettiamo Corrà Dante (Sindaco di Gaiba).

 

Luciano ZERBARO, Assessore di Sarcedo

Torniamo alla Consulta Piccoli Comuni, dove ci sono da aggiungere Teso Maria Luisa (Sindaco di Grumolo delle Abbadesse), Spessotto Renzo (Sindaco di Zenson Di Piave), Zanella Alberto (Consigliere di San Germano Dei Berici), Frapporti Mirco (Sindaco di Fumane)

Consulta Giovani Amministratori

Presidente: Bertipaglia Olindo.

Membri del Consiglio: Giacino Vito, De Marchi Martino, Pellizzari Andrea.

A queste persone abbiamo consentito di fare parte della Consulta anche se sono già componenti di un’altra, visto che si tratta di una Consulta di un settore particolare.

Non consiglieri: Speranzon Raffaele (Consigliere di Venezia), Venturini Elisa (Consigliere i Casalserugo), Bernardi Alberto (Consigliere di Este), Villan Loris (Consigliere di Galzignano), Rigadello Enea (Consigliere di Malo), Duò Alessandro (Consigliere di Polesella), Pavan Linda (Consigliere di Ceggia), Prevedello Francesca (Presidente C.C. Montebelluna).

Sono pervenute altre segnalazioni: Bertoldo Mirco (Assessore di Villa Bartolomea), Scotton Enrico (Vicesindaco di Noale), Ginato Federico (Consigliere di Pojana Maggiore), Poloniato Lucia (Vicesindaco di Crocetta), Parpagiola Davide (Consigliere di Legnaro).

Io avrei concluso e vi ripeto che l’elenco aggiornato di tutti i componenti vi sarà inviato. C’è, comunque, la possibilità di togliere e aggiungere in base anche alle verifiche periodiche che faremo. Se in questa prima battuta abbiamo lasciato fuori qualcuno è per cercare di contenere il numero dei componenti e non per discriminare qualcuno.

Se c’è gente che ha buona volontà, comunque, ci sarà certamente lo spazio per lavorare.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Io chiedo una presa d’atto dell’attuale composizione, con la delega al Direttivo per eventuali integrazioni.

Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno. La proposta è approvata all’unanimità.

Vi ringrazio e ci vediamo a pranzo.

 

 

Il Direttore  Verbalizzante                                               Il Presidente

D. Menara                                                      Vanni Mengotto