VERBALE DI
DELIBERAZIONE
DEL CONSIGLIO
REGIONALE
DEL 19 DICEMBRE 2005
Il giorno
18 dicembre 2005, alle ore 7.00 in prima convocazione ed il giorno 19 dicembre
2005 alle ore 15.00 in seconda convocazione, a Villa Braida di Mogliano Veneto,
su invito del Presidente, si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione
nelle persone dei
Presidente: Signor Vanni Mengotto.
Membri presenti: Mengotto
Vanni, Andriolo Roberto, Berto Ampelia, Bogoni Paolo, Bortolot Renzo,
Campedelli Samuele, Candiotto Paola, Corazzon Giovanna, Crema Alberta, Dalla
Vecchia Paolo, De Marchi Martino, Donegatti Valentino, Lamon Paolo, Lombardi
Giuseppe, Martini Giuliano, Melotti Claudio, Pante Gino, Pellizzari Andrea,
Rigno Giovanni, Romano Doriano Loris, Rondina Aldo, Sandri Stefano, Selvaggi
Aida, Tegner Massimo, Tessari Claudio, Vecchini Giorgio, Vendrasco Roberto,
Zanata Franco, Zerbaro Luciano, Bertolin Claudio, Chinaglia Franco, Fortin
Paolo, Gandini Silvio, Marcato Roberto, Pavan Patrizio, Sartor Ivano, Stivanello
Antonino, Avezzù Paolo, Cacciari Massimo (su delega), Pillon Cesare, Penzo
Giuseppe, Tomasi Pier Antonio, Volpato Marcello, Dall’Alba Terelisa, Menara
Dario.
Si sono giustificati per
l’assenza: Bernardi Luigi Pietro, Dal Monte Mario, Gomierato Maria,.
Assenti non giustificati: Bazzani
Giovanni Battista, Bertaso Franco, Bertipaglia Olindo, Busato Tiziano,
Calzavara Massimo, Carli Marco, Carpi Pier Luigi, Caverzan Clara, Claudio Luca,
Confente Massimo, Colcergnan Flavio, Dalla Corte Giambattista, Laruccia
Antonio, Pin Cristina, Carli Marco, Manzato Sergio, Menegozzo Pietro, Miatello
Vittorio, Padoan Renzo, Puppato Laura, Verziaggi Mario, De Col Ermano, Hüllweck Enrico, Veronese Adelino, Zanonato Flavio, Bonometti Flavio,
Borgato Renato, Bottacin Diego, Giacinto Vito, Rina Eduardo, Savioli Argia,
Saracco Sante, Zoleo Maria Cristina, Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Berlato
Sella Giuseppe, Facincani Maurizio, Grazia Raffaele, Pavan Angelo, Antonucci
Michele, Matiello Egidio Zanotto Paolo.
Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Sig.
Dario Menara.
Vanni
MENGOTTO, Presidente ANCI Veneto
Io direi, se siete d’accordo, di sviluppare prima i
punti di carattere tecnico, come la proposta di assestamento, la determinazione
delle quote associative e la proposta del bilancio di previsione 2006 per poi
lasciare le comunicazioni alla fine, in modo da poter anche sviluppare un
dibattito fra di noi.
Passerei, quindi, al primo punto all’ordine del
giorno che riguarda l’approvazione del verbale della seduta precedente. Se non
vi sono annotazioni, io lo do per approvato da parte dell’Assemblea.
Porterei adesso le comunicazioni, se siete
d’accordo, agli ultimi punti dell’ordine del giorno e avvierei subito il punto
relativo alla proposta di assestamento del bilancio di previsione 2005.
Su questo punto do la parola al Direttore Menara che
ci illustrerà gli andamenti sul bilancio 2005 e la proposta di assestamento.
Dario MENARA,
Direttore Anci Veneto
Buongiorno. L’assestamento, come vedete dal
documento che vi è stato messo in cartella, non è di grandi cifre, visto che ci
sono piccoli spostamenti. A proposito di assestamento, i ricavi sono ormai
quasi consolidati nelle previsioni. Abbiamo, infatti, incassato sia da parte
dell’Anci Nazionale che da parte dei Comuni del Veneto i contributi previsti,
così come ci è stato liquidato il contributo regionale (75.000 €).
Abbiamo avuto una serie di novità nel corso
dell’anno e, in particolare, abbiamo avviato alcuni progetti speciali. Uno
riguarda le Unioni dei Comuni finanziato dalla Regione per 105.000 €, e conteggiato nel nostro
bilancio fra i servizi che rendiamo ai Comuni; si tratta dell’indagine
commissionata alla Società Tolomeo, presentata la scorsa primavera presso il
Comune di Dolo alla presenza di un centinaio di amministratori.
La Regione quest’anno ha continuato a garantire il
finanziamento dei progetti per quanto riguarda la pace e i diritti umani, che
continueranno anche nel 2006.
Dal punto di vista contabile, abbiamo registrato in
meno alcune spese che riguardano gli organi dell’Associazione (quasi 5.000 €) e le consulenze. Questo
perché i Comuni, rispetto agli anni precedenti, ci hanno rivolto meno richieste
di consulenza, forse perché è stato messo a loro disposizione un archivio
storico dei quesiti. Nel 2004 per questa voce abbiamo speso, ad esempio, 103.000
€, per
cui quest’anno risparmiano oltre 10.000 €.
Abbiamo poi una minore spesa per quanto concerne le
assemblee regionali, come pure per quanto riguarda il Dire e Fare nel Nord Est.
Abbiamo, invece, un incremento per quanto riguarda la promozione dell’Anci e le
comunicazioni in genere.
Quest’anno abbiamo cofinanziato quella campagna di
informazione che riguardava il Dire e Fare e insieme abbiamo anche lanciato la
campagna di presenza delle donne amministratrici nei Comuni. Al riguardo,
abbiamo inviato a tutti i Comuni un manifesto come pure il calendario che avete
in cartella e che è stato presentato oggi alla stampa. Questa iniziativa è
stata intrapresa per sottolineare la presenza femminile nei nostri Municipi e
anche per sottolineare questa grande presenza di Ville Venete nella nostra
regione. Si tratta di un’iniziativa che abbiamo realizzato anche in
collaborazione con l’Ente Ville Venete.
Fra i progetti speciali abbiamo finanziato, in
collaborazione con il Nuovo Osservatorio Bilanci degli Enti Locali, una ricerca
sull’andamento dei bilanci dei nostri Comuni e abbiamo rifinanziato il progetto
interculturalità.
Vediamo anche che è stato finanziato il progetto
presentato questa mattina e realizzato dall’Università Bocconi, il quale si è
concluso con un documento al cui finanziamento ha concorso la Regione per
15.000 €, per il 50%del conto.
Abbiamo poi un’entrata e una uscita uguali per il
progetto Equal Osmosi, che stiamo realizzando in collaborazione con la
Confcommercio del Veneto.
Nei giorni scorsi abbiamo concluso il lavoro di
proposta ai Comuni per la modifica degli statuti comunali per il cui progetto
la Regione ci ha già riconosciuto 10.000 €. Successivamente invieremo a tutti i Comuni
il lavoro che è stato svolto e faremo un convegno di presentazione.
Nell’ultimo periodo con la Regione si è lavorato più
che sul contributo ordinario, che ormai è fermo da quattro anni, sui progetti
speciali, perché in questo modo possiamo intervenire su più fronti, e
l’incremento per il 2005 è stato veramente notevole.
Infine, abbiamo un Progetto Sviluppo Enti Locali del
Sud Europa, che è finanziato per 50.000 € dal Ministero degli Esteri e per la
rimanente parte dalla Regione Veneto in collaborazione con il Coordinamento
delle Agenzie della Democrazia Locale
che opera soprattutto nell’est europeo.
Riguardo alle spese generali c’è solo un piccolo
incremento, mentre vi è una diminuzione sul versante delle spese relative al
personale. C’è, invece, un incremento sui servizi amministrativi e legali
forniti. A questo proposito chiarisco che i servizi amministrativi e legali
riguardano la collaborazione che il personale di ANCISA assicura ad Anci Veneto
nell’assistenza a Commissioni o in altri lavori dove l’Anci non ha il personale
sufficiente.
Sostanzialmente, quindi, la proposta di assestamento
non comporta significativi risultati se non il fatto che vi è un utile di
esercizio di 1.303 €.
Per quanto concerne i ricavi le tre voci principali
(trasferimento dall’Anci Nazionale, contributi pagati dai Comuni e contributo
regionale) rimangono invariate.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Questa era la proposta di assestamento del bilancio
di previsione 2005 che è già stata approvata dal Direttivo dell’Anci. Ci sono
domande o richieste di chiarimenti?
Se non ci sono domande porrei in votazione la
proposta di assestamento del bilancio di previsione 2005 così come è stata illustrata.
Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno.
Approvata all’unanimità. Grazie.
Passerei adesso al punto n.4: determinazione delle
quote associative anno 2006.
Ovviamente questo punto sarà propedeutico al
bilancio di previsione 2006, in quanto ne individua una voce rilevante. Anche
questo punto è già stato visto all’interno del Direttivo e si è deciso di
mantenere per l’anno 2006 assolutamente invariate le quote dei contributi
associativi dei Comuni, degli Enti diversi e delle Unioni di Comuni.
Le quote, quindi, vengono a essere l’esatta
fotocopia di quelle di quest’anno. Questo si è voluto farlo per andare a
incidere sulle difficoltà di bilancio già presenti nei nostri Comuni soci.
Il Direttivo propone ora di votare il prospetto che
avete in cartellina, relativo alle quote associative e che risulta uguale a
quello del 2005.
Ci sono interventi al riguardo? Se non ci sono
interventi passerei al voto.
Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno.
Approvato all’unanimità.
Passerei adesso al punto n.6, cioè alla proposta del
bilancio di previsione 2006.
Sul bilancio di previsione 2006, approvato dal
Direttivo dell’Associazione, voi trovate una riproposizione delle voci che
stabilmente ci sono ogni anno a livello di entrata e di spesa.
Il Direttore ha presentato le voci di previsione
2006 affiancandole con l’assestato 2005 e con il consuntivo del 2004, in modo
che si abbia un chiaro termine di paragone.
Tenete presente di alcune voci non sono solitamente
prevedibili a questo livello in quanto si riferiscono a dei progetti speciali
che, di volta in volta, trovano una copertura finanziaria e un corrispondente
valore di spesa. Questo è l’elemento che più caratterizzare in maniera
variabile i nostri bilanci.
Sul bilancio preventivo 2006 ora pregherei il
Direttore di relazionare all’Assemblea.
Dario MENARA,
Direttore Anci Veneto
Come diceva il Presidente, il bilancio di previsione
prende l’avvio dall’assestamento 2005 e dal consuntivo 2004, tenendo presente
che non aumentiamo i contributi richiesti agli Enti soci e nemmeno il
contributo della Regione.
Prima di passare al documento contabile vediamo la
proposta della nostra attività.
Esiste un’attività ordinaria, e il nostro bilancio
permette di garantire questa presenza presso la Regione, la partecipazione
all’attività nazionale laddove vi è la richiesta di nostra rappresentanza
istituzionale. C’è poi un’attività degli organi, un’attività consultiva di
Consulte, Coordinamenti e gruppi di lavoro. Vi sono poi le consulenze di cui
dicevo prima, che incidono sul bilancio in maniera significativa perché sono
85.000 € all’anno, ma che sono in fase di decremento rispetto agli anni
precedenti.
Garantiamo poi un’attività seminariale e
convegnistica di aggiornamento per amministratori e dipendenti. Ogni anno,
infatti, sono una quarantina i convegni e i seminari organizzati
dall’Associazione. Assicuriamo inoltre una serie di servizi ai Comuni, anche se
non tutti sono gratuiti (molti sono offerti con uno sconto particolare dal 20%
al 50%).
Quest’anno abbiamo introdotto alcuni servizi nuovi,
che sono, ad esempio, la valutazione
delle reti del gas, per i quali abbiamo ricevuto richieste da oltre 100 Comuni
veneti. Io vorrei, però, che a fronte di queste richieste vi fosse poi un
impegno da parte del Consiglio di tenere in considerazione questi servizi che
offriamo. Io direi, comunque, che la risposta dei Comuni è stata buona.
Noi stiamo già partendo con il Comune di Selvazzano,
con il Comune di Marcon e con i Comuni dell’Alto Vicentino. Per noi assicurare
il servizio aggregato per più Comuni significa risparmiare da un 15% a un 20%.
Noi abbiamo una decina di Comuni che fanno capo al Comune di Sarcedo che hanno
già questo servizio assicurato e, nei prossimi giorni, prevediamo la partenza
di almeno un’altra quindicina di Comuni.
Oltre alle attività di carattere istituzionale vi sono
anche dei progetti speciali che realizzeremo: qualcuno, già attuato negli altri
anni, non sarà ripresentato ma comunque
ne avremo di nuovi.
Verrà riproposto, ad esempio, la promozione di
cultura e di pace, mentre un servizio nuovo sarà il servizio civile
(nell’ultimo Direttivo si è parlato di iscriversi come soggetto che potrà
formare i giovani che poi assicureranno ai Comuni i più vari servizi, come
l’assistenza agli anziani o la promozione della cultura). Nel passato questo
servizio veniva svolto in alternativa al servizio militare. Al riguardo,
quindi, dovremo iscriverci come soggetto coordinatore, perché è uscita una
Legge Regionale il mese scorso che noi vogliamo applicare per i nostri Comuni.
Siamo partiti anche con un progetto nuovo per i Comuni medio-piccoli
e abbiamo trovato grande entusiasmo per rilanciare dal punto di vista
turistico: le piccole città storiche del Veneto. Noi vorremmo arrivare a una
sessantina di Comuni; finora hanno aderito 32 Comuni. Riteniamo che, al di là
delle grandi città, vi sia spazio anche per questi Comuni. Il budget preventivo
di questa iniziativa, il cui rischio è posto a carico della società ANCISA,
sarà di circa 250.000 €. I contributi che abbiamo chiesto ai Comuni sono di 500 € a Comune, per cui raccoglieremo
per adesso almeno 15.000 €. L’Anci mi pare che si sia impegnata con un impegno di spesa di 5.000 €. Abbiamo, comunque, riscontrato
che soprattutto la zona del bellunese è entusiasta per questa iniziativa.
Nel 2006 ricorre il bicentenario della costituzione
dei Comuni, per cui abbiamo previsto qualche iniziativa o promozione di
iniziative presso i Comuni. Di questo tema si sta occupando la Consulta Affari
Istituzionali.
Avremo poi la presentazione delle proposte di
modifica agli Statuti Comunali. Al riguardo, il gruppo di studio che ha
predisposto queste modifiche ha concluso i lavori, per cui si sta perfezionando
il testo che passerà in visione presso la Consulta e poi presso il Direttivo.
Pensiamo, quindi, di presentare il documento per la fine del mese di gennaio.
Abbiamo anche impegnato la Regione a far sì che per le
pubblicazioni nel BUR delle modifiche i Comuni non debbano spendere cifre
enormi, ma si pensi a cifre forfettarie molto inferiori, come è già avvenuto
nel passato.
Lavoreremo poi sul Dire e Fare, riproponendo alcune
iniziative di comunicazione. Uno slogan, ancora grezzo, che stiamo mettendo a
fuoco per lanciare il Dire e Fare, sarà: “dalla famiglia al Comune diamo il
meglio alla società veneta”. Quindi, l’attenzione sulle famiglie e sulla figura
dei Sindaci non solo come amministratori, ma anche come persone che dedicano
una parte del loro tempo alla comunità. La campagna promozionale sui giornali,
sulle radio etelevisioni e sul calendario avrà, quindi, questo tema.
Quest’anno scriveremo a tutti i Sindaci per evitare
che qualche signora Sindaco si senta esclusa, come è accaduto quest’anno, dal
manifesto o dal calendario. Noi a chi vuole impegnarsi di rendersi disponibile,
perché di spazio ce n’è per tutti.
Il Presidente nei giorni scorsi ha inviato una
newsletter a tutti i Comuni evidenziando che ci sono finanziamenti nel 2006 da
parte delle Comunità Europea per i gemellaggi all’interno della Comunità
stessa. Noi vorremmo che molti Comuni veneti cogliessero questa opportunità,
per cui speriamo di riuscire a finanziare molte iniziative.
Questi sono i progetti speciali, mentre per quanto
concerne le spese generali direi che sostanzialmente sono contenute (vi è un
incremento rispetto al 2004 di circa 5.000 €). Gli oneri diversi sono, invece, inferiori
all’anno precedente.
Sottolineo che
l’informatica ci ha permesso in questi anni di diminuire notevolmente i costi
postali, costi che avevamo in passato, perché utilizzando di più le e-mail
possiamo risparmiare sulle spese postali. Abbiamo notato che nel corso
dell’anno che c’è stato un incremento del 20% delle visite al nostro sito
Internet e questo ci fa enormemente piacere per due motivi: perché significa
che è diventato uno strumento di lavoro quotidiano, e perché significa che
sempre di più gli amministratori e i dipendenti comunali cominciano a
utilizzare questo strumento. Il miglioramento del sito a cui stiamo lavorando
permetterà di velocizzare le informazioni, di trasmetterne di più e anche di
lavorare su un piano nuovo, che è quello della comunicazione multimediale.
Il bilancio di previsione chiude con un risultato di
esercizio che porta un avanzo di esercizio di 1.303,00 €. In cartella avete il
documento contabile per cui potete vedere quanto illustrato.
Auguri di buon lavoro e grazie.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Ci sono commenti o richieste di chiarimento?
INTERVENTO
FUORI MICROFONO
Dario MENARA,
Direttore Anci Veneto
Noi, dall’esercizio 2004, abbiamo cominciato ad
accantonare un Fondo di 5.000 € all’anno, per cui siamo già a 10.000 €. Questo Fondo ci permette
di intervenire direttamente nel caso in cui i Sindaci ci segnalino alcune cose,
ed è meno vincolante della polizza che abbiamo con una società assicuratrice.
In pratica, quindi, noi interverremo direttamente come Anci e chiuderemo la
polizza assicurativa nel 2006.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Se non ci sono altre richieste di intervento faccio
una precisazione relativa alla voce “partecipazioni”, che rimane immutata
rispetto al dato che avete nel 2005.
Porterei adesso in approvazione il bilancio di
previsione 2006 come vi è stato illustrato.
Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno.
Approvato all’unanimità.
Adesso passerei al punto che riguarda la proposta di
attività e le comunicazioni del Presidente riguardo all’Associazione e alla
nostra partecipata ANCISA, il cui Presidente Cesare Pillon è qui presente.
Io credo che quello che dobbiamo fare lo dobbiamo
sicuramente legare all’attività che è stata svolta nel corso di quest’anno, sia
dal punto di vista delle attività di servizio dell’associazione sia con
riferimento agli interventi dell’Associazione in quanto soggetto politico, che
deve esprimere gli interessi delle comunità locali del Veneto.
Per quanto riguarda le attività di servizio
sicuramente si è fatto molto, anche se molti servizi li offriamo attraverso la
nostra società partecipata principale che è ANCISA. Questa attività di servizio
si è molto sviluppata nel tempo, e ne sono una testimonianza i buoni risultati
economici ottenuti. Di questo bisogna naturalmente dare merito a tutto il
Consiglio di Amministrazione e all’Amministratore Delegato.
Questo percorso ha dato dei buoni risultati
quest’anno e credo che ne darà ancora di migliori per il prossimo anno, e non
solamente grazie alla parte relativa al gas.
Io credo che se si svilupperà una risposta a livello
comunale riguardo alle problematiche delle aziende vorrà dire che si sarà
riusciti a far conoscere la posizione dell’Associazione e che si sarà riusciti
a fornire un efficace servizio alle comunità locali.
Nei servizi tipici che vengono dati alle
Amministrazioni aggiungeremo anche il risparmio energetico, perché consentirà
di realizzare degli interventi a costo zero per le municipalità locali.
Va poi ricordato che sugli aspetti di carattere
istituzionale non c’è solamente la questione del servizio fornito al Comune
riguardo allo statuto, ma io credo che si innesti anche un nodo di tipo
politico non di poco conto. C’è, infatti, una partita da giocare a livello
anche nazionale, perché se passa il principio che sta passando a livello di
riforma del Testo Unico, secondo cui i controlli dei Comuni vengono accresciuti
attraverso il controllo della Corte dei Conti oppure attraverso la figura del
Prefetto, io credo si andrà verso una direzione opposta a tutto quello che si è
fatto negli ultimi decenni.
Io credo che al riguardo una risposta forte
istituzionale possa venire anche dal nodo degli statuti, perché quando
prendiamo in considerazione il ruolo del Consiglio Comunale o delle Commissioni
Consiliari dovremmo cercare di sviluppare, nell’ambito della struttura
istituzionale del Comune, certi nodi di controllo interno, senza andare ad
attingere da altre realtà.
La Corte dei Conti dovrebbe svolgere un ruolo di
soggetto garante per quanto riguarda il rischio di comportamenti illeciti. Io
credo che noi Sindaci siamo i primi a volere che ci sia una regolarità anche
contabile nell’ambito dei nostri Comuni.
Io credo che resuscitare il ruolo dei Prefetti come
controllori diretti nell’ambito dell’attività dei Comuni strida molto con un
principio volto alla maggiore autonomia e a una politica che fa del federalismo
a livello istituzionale una bandiera.
Credo che su queste cose si debba meditare e
l’occasione dello statuto comunale rappresenta sicuramente un momento
importante, anche perché è la nostra carta costituzionale che deve vedere un
forte confronto fra maggioranza e opposizione.
Io credo che il ruolo dell’Associazione su questo
tema debba essere forte, come lo è stato per quanto riguarda la valutazione
sulla Finanziaria. Chi era a Roma con me al Direttivo ha visto che si discuteva
su una virgola da mettere in più o in meno, o su un sinonimo da usare quando,
invece, noi veneti avevamo già preparato un documento approvato all’unanimità.
Io credo che l’occasione degli statuti sia anche
un’occasione per far percepire a livello di Consigli Comunali che ci deve
essere una unità di intenti riguardo a certi temi importanti.
Pensare che ci siano delle forme di controllo
istituzionale interne, credo che ci agevolerebbe nel momento in cui si andrà a
dire no al controllo del Prefetto o a controlli continuativi della Corte dei
Conti.
Credo che questo sia un elemento non solo di
servizio dal punto di vista delle attività amministrative degli enti, ma che
sia anche un nodo politico importante, perché riguarda una partita importante
che si sta ancora giocando relativamente al ruolo che enti comunali dovranno
avere in futuro nell’architettura della nostra Repubblica.
Credo che anche per il prossimo anno noi dovremo, in
maniera molto chiara e netta, far valere quelle motivazioni che quest’anno ci
hanno indotto a finanziare lo studio sui trasferimenti erariali realizzato
dalla Bocconi. Sinceramente devo dire che si è partiti sull’analisi dei trasferimenti
perché forse era la parte più semplice e più immediata, ma il messaggio che si
voleva dare era quello della necessità di un’analisi che porti al centro
dell’attenzione anche il dato. Spesso, infatti, in Italia si discute su tante
cose senza avere, però, dei dati chiari, per cui alla fine la discussione
risulta deviata o sbagliata dal punto di vista logico. Io credo che avere
riportato al centro il dato numerico sia uno degli aspetti positivi di uno
studio di questo tipo.
È chiaro che il passaggio successivo che dovremo
porci come Consiglio Regionale e come Direttivo è quello di passare, da
un’analisi della situazione pregressa ed attuale, a delle proposte chiare e
concrete riguardo a un assetto della ridistribuzione delle risorse in ambito
federale.
A livello nazionale non ci sono tante idee in
proposito, perché si tratta di un problema immenso, e noi veneti dobbiamo
capire per tempo che non si tratta solo di un problema di ripartizione delle
risorse, ma che si tratta anche di un problema di stabilità dell’architettura
costituzionale e istituzionale del nostro Paese. Io non credo che le vicende di
Lamon e dell’altopiano di Asiago resteranno confinate nella parte più estrema
della nostra regione, perché scenderanno inevitabilmente a coinvolgere l’intera
nostra regione la quale, riguardo alle risorse economico-finanziarie, è quella
che è entrata in sofferenza prima.
La nostra è la regione in cui questi aspetti si
evidenzieranno per primi, e a livello nazionale rappresenta la cartina
tornasole.
I veri problemi non sono solo quelli
economico-finanziari, ma sono anche i riflessi che tali problemi avranno sulla
stabilità di un’architettura. Se non ci sarà condivisione sulle modalità di
ripartizione delle risorse verrà messa in discussione l’appartenenza all’intera
Repubblica.
Io credo che, come veneti, abbiamo il dovere di
individuare delle ipotesi e delle soluzioni che permettano di rendere
praticabile una transizione che non sarà assolutamente facile.
Questa mattina il dott. Spano ribadiva il fatto che
la situazione della finanza pubblica non migliorerà nei prossimi anni, perché
la situazione è condizionata in modo pensante dal debito pregresso e
dall’andamento dei saggi di interesse. Se l’andamento dei saggi di interesse
non è favorevole noi avremo una situazione di finanza pubblica che imporrà
l’utilizzo delle risorse per ripianare gli interessi sul debito, per cui si
ridurrà la quota ridistribuibile agli enti locali e anche alle strutture
statali. Questo è un nodo che renderà ancora più difficile approcciare il
problema della ridistribuzione delle risorse a livello di territori e di
partizione della Repubblica.
Io credo che questo sarà, quindi, un impegno
importante e un impegno che dovremo sobbarcarci come intero Consiglio Regionale
per farlo conoscere a livello territoriale. Io credo, infatti, che queste
problematiche vadano calate a livello provinciale e comunale, perché è
assolutamente necessario per noi Sindaci far conoscere il vincolo delle risorse
e delle attività che noi svolgiamo.
Uno degli aspetti più negativi del dibattito recente
sulla Finanziaria non è stato tanto il taglio, la riduzione o i vincoli delle
risorse, bensì l’incidenza sulla popolazione dell’idea che i Comuni sono
spreconi. Questo è uno dei messaggi più negativi che può giungere alla nostra
popolazione, perché un conto è dire che non ci sono le risorse, mentre è
diverso dire che si utilizzano male le risorse esistenti. Noi non possiamo
accettare posizioni di questo tipo, per cui dobbiamo far conoscere
assolutamente la posizione dell’Associazione su questo tema anche a livello
locale.
Abbiamo poi anche voluto dare un peso rilevante, nel
corso dell’anno uscente e lo faremo anche nell’anno nuovo, sulle tematiche
relative alla promozione e all’informazione. Si tratta, infatti, di un tema
importantissimo, sia nei confronti degli associati che nei confronti dei nostri
concittadini. Noi, di fronte agli associati, abbiamo sviluppato e continueremo
a sviluppare formule stringate (ad esempio newsletter) per gestire
l’informazione, che è sempre molto importante per evidenziare un tema. Sappiamo
tutti che oggi abbiamo poco tempo, per cui l’informazione si può benissimo
stringare in una riga.
Proseguiremo poi con l’attività della rivista e
proseguiremo anche su quelle iniziative un po’ frivole, come quella del
calendario, perché sono degli strumenti per far partecipi anche le tv e i
giornali su certe tematiche. Molte volte bisogna avere l’astuzia di trasferire
tematiche serie a dei contenuti un po’ frivoli per riuscire ad essere presenti.
Dobbiamo renderci conto che la stampa e la
televisione vendono un prodotto e noi dobbiamo essere presenti
nell’informazione dando un’immagine che sia consona alla realtà istituzionale.
Io credo che con il calendario si sia riusciti ad
abbinare due temi che sono per noi importanti: quello del mantenimento del
nostro patrimonio storico e artistico e quello della presenza femminile
nell’ambito della politica.
Bisogna vedere queste iniziative come la capacità di
utilizzare degli strumenti per dare dei messaggi importanti. La cosa più
sbagliata che possiamo fare, infatti, è quella di chiuderci fra amministratori
e pensare che la discussione che facciamo fra di noi esaurisca completamente le
tematiche.
Noi siamo Sindaci e sappiamo bene che quello che
conta è ciò che pensano i nostri cittadini, per cui se essi pensano che
sprechiamo i soldi siamo nei guai.
Il tema del prossimo anno, che è quello di
individuare la famiglia nell’ambito della nostra comunicazione, verrà
realizzato in modo serio e attento, e verrà realizzato utilizzando strumenti
che magari qualcuno potrebbe anche criticare. La prospettiva sarà, comunque,
sempre quella di riuscire a portare l’accento su certi temi.
Credo poi che sia altrettanto importante rivolgere
un’attenzione particolare ai Comuni piccoli del nostro territorio, che
costituiscono la vera ossatura della nostra regione.
Mettere l’accento sull’importanza storica e
artistica delle piccole città significa parlare anche dell’importanza del
commercio e della residenza nell’ambito dei nostri centri storici. Significa,
quindi, porre l’accento su dei temi che devono trovare una discussione dal
punto di vista politico nell’ambito del nostro Veneto.
Il fatto che i nostri bilanci siano legati agli
oneri di urbanizzazione e che siano legati all’ICI sono cose su cui dobbiamo
interrogarci anche per capire che prospettive dare al nostro territorio dal
punto di vista ambientale e paesaggistico.
Io credo che l’aspetto dei piccoli Comuni debba
portarci a una grandissima attenzione, come pure dobbiamo porre attenzione alle
problematiche relative alla montagna che riguardano più province venete
(Belluno, Vicenza e Verona). Si tratta di un tema fondamentale per noi veneti
per due motivi: che l’equilibrio dell’ambiente di pianura del nostro Veneto è
determinato dalla montagna e che il settore turistico montano è molto
importante.
Altro tema che non possiamo lasciare a una gestione
solo di carattere regionale è quello della sanità e del sociale. Su questo tema
noi dovremo avere degli interventi molto forti e precisi e, al riguardo, domani
costituiremo Federsanità come Anci, che potrà rappresentare uno strumento
importante.
Io credo che dovremo avere, comunque, un forte
coordinamento per determinare degli indirizzi chiari, soprattutto in questo
momento in cui le risorse si riducono.
Su questi temi io credo che dovremmo porre un
accenno particolare, perché il sociale e le problematiche sociali si
evidenzieranno sempre di più anche per l’aumentare della vita media delle
persone.
Sempre nell’ambito del sociale, io credo che le
tematiche relative all’immigrazione e al lavoro dovranno essere considerate in
modo particolare, soprattutto perché il Veneto fonda le sue radici anche su un
principio di solidarietà.
Noi in Italia stiamo accettando una situazione che
non è accettabile nella tutela dei diritti della persona, perché accettiamo che
una serie di ragazzi che frequentano le nostre scuole materne, che frequentano
le nostre scuole elementari, che frequentano le nostre scuole medie, che sono
nati qui in Veneto e che parlano i nostri dialetti non abbiano la cittadinanza
italiana.
Se un bambino di questi ha i genitori disgraziati
che finiscono in carcere o che vengono espulsi che fine farà? Questo bambino
non è tutelato, perché non è cittadino italiano.
Per noi veneti questo deve essere un nodo
fondamentale dal punto di vista della giustizia, perché è il primo elemento
importante nella tutela dei diritti delle persone. Il non attribuire la
cittadinanza per nascita riguarda moltissimi ragazzi (più di 10.000 in Veneto)
e rappresenta un nodo importante.
Io credo che come Veneto abbiamo una tradizione
storica di accoglienza che è antecedente agli aspetti politici e che è quasi
genetica, per cui chiederei di impostare una battaglia forte per la modifica di
una riga della legge dello Stato.
L’elemento primo di discriminazione oggi è la
modalità di attribuzione della cittadinanza, e io credo che su questo tema
dobbiamo farci sentire come Associazione. Io credo che se non ci facciamo
sentire su questi temi succederà che resteranno ai margini del dibattito
nazionale.
Credo che di lavoro ne avremo ancora molto, anche se
tanto è già stato fatto con il lavoro delle Consulte che, comunque, hanno
lavorato con intensità diversa fra loro.
Io spero che nel 2006 noi avremo un modo di
procedere più omogeneo nella mole di lavoro che viene elaborata dalle Consulte,
perché quest’anno abbiamo avuto Consulte che hanno lavorato moltissimo, dando
un contributo determinante all’attività dell’Associazione, ma abbiamo avuto
anche Consulte in cui si è lavorato di meno.
Quello che verrà proposto successivamente al
Consiglio è un assestamento delle Consulte per quanto riguarda la presenza
degli amministratori, perché chi si prende l’impegno di essere presente a una
Consulta deve poi lavorare per l’Associazione, e io credo che questo debba
essere un punto fermo.
A livello nazionale io vedo una forte presenza dei
nostri rappresentanti, anche se poi si devono scontrare con una certa ignavia.
Noi, a livello nazionale, cerchiamo di portare avanti delle battaglie, anche se
poi per portare a casa un risultato occorrono alleanze con altre realtà e con
altri soggetti.
Noi abbiamo la convinzione di lavorare bene, anche
perché abbiamo certe Anci Regionali che ci vengono a chiedere le nostre
modalità di strutturazione del lavoro. Pensate, ad esempio, all’Anci Puglia che
è venuta qui in Veneto per vedere come abbiamo fatto a costituire una società
regionale (ANCISA) in modo da poter dare servizi.
Io credo che il nostro sia un modo di lavorare che
parte dal presupposto che le cose le dobbiamo costruire qua.
Per chiudere, vorrei rivolgere un grande
ringraziamento a tutto il Direttivo dell’Associazione che ha reso possibile il
lavoro del 2005 e che renderà possibile l’attività del 2006, a tutti coloro che
hanno partecipato all’attività attiva delle Consulte, ad ANCISA per l’attività
che saputo svolgere con una condizione
di equilibrio nei bilanci, nella consapevolezza che è una società a
servizio dell’Associazione.
Un ringraziamento particolarissimo va naturalmente
al Direttore Menara per la sua azione che ha saputo svolgere in questi anni,
trovando filoni e strade nuove. Oggi non è facile agire, perché ci si scontra
ogni giorno con tanti elementi che portano a scoraggiarsi, ma il Direttore ha
saputo sempre infonderci ottimismo nella nostra azione. Un ringraziamento va
anche a tutto il personale dell’Associazione e di ANCISA, perché è sempre
disponibile.
Come Presidente, devo fare un ringraziamento a tutti
quanti i gruppi politici in seno al Consiglio Regionale, perché sinceramente
hanno saputo interpretare lo spirito unitario dell’Associazione nel migliore
dei modi, permettendoci di lavorare insieme nell’interesse dei Comuni.
Grazie e auguri di Buon Natale.
Io chiederei adesso di intervenire a Cesare Pillon,
anche per illustrarci le attività della società.
Cesare PILLON
Riguardo all’attività di ANCISA, vorrei fare una
piccola critica, in quanto noi stessi dobbiamo superare alcune diffidenze che
ci sono nei confronti della nostra società di servizi. Molto spesso, insieme
con l’Amministratore Delegato, ho visto che usufruiscono dei nostri servizi i
Comuni che non fanno riferimento al nostro Consiglio Regionale e al nostro
Direttivo, e questo è un fatto che ci preoccupa un po’.
Per quanto riguarda la Fiera dell’anno prossimo e
l’attività dell’anno prossimo si richiede, quindi, una maggiore attenzione da
parte dei colleghi che sono venuti qui oggi.
L’ultima questione che volevo affrontare è quella
relativa alla Fiera Dire e Fare nel Nord
Est che quest’anno si è tenuta a Rovigo con una grande soddisfazione dal
punto di vista economico, perché è la prima volta che chiude in attivo. A
questo fatto positivo, però, non ha corrisposto una adeguata partecipazione di
visitatori e di standisti. Per l’anno prossimo, quindi, io credo che occorrerà
un impegno maggiore da parte nostra.
L’attività del Dire
e Fare nel Nord Est non è tanto legata al bisogno di fare utili, ma
rappresenta la grande vetrina che ANCI Veneto ha messo, attraverso il suo
braccio operativo, in piedi per fare vedere la qualità delle Amministrazioni nel
Veneto nonostante tutte le difficoltà che sono state evidenziate questa mattina
nell’indagine dell’Università Bocconi.
Abbiamo la soddisfazione, fra l’altro, che con una
serie di operazioni di carattere organizzativo (ringrazio Dario Menara) siamo
riusciti a ottimizzare le spese relative alla Fiera per cui, oltre a un
incremento della nostra capacità di fare immagine verso l’esterno, avremo anche
la possibilità di avere un ritorno economico.
Auguro anch’io a tutti voi buone feste.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Adesso chiederei un intervento ai Presidenti delle
varie Consulte. Il primo intervento lo riserverei al Vicepresidente Vicario
Andriolo; dopo sentirei il nostro Vicepresidente Silvio Gandini.
ANDRIOLO
Noi siamo guardati come dei discoli quando siamo a
Roma, perché effettivamente quando siamo là, indipendentemente dalla nostra
appartenenza politica, noi portiamo avanti delle idee che sono a vantaggio dei
Comuni e dei cittadini che amministriamo. Probabilmente a Roma, però, ci sono
molti ammortizzatori non sociali che non permettono di fare un’azione tanto
incisiva.
Il documento dell’ANCI Veneto a Roma è stato visto
quasi in maniera scandalosa, perché affondava i suoi colpi in maniera più forte
rispetto al documento dell’ANCI Nazionale.
Io credo vada sottolineato il lavoro che abbiamo
svolto nel 2005, indipendentemente dall’appartenenza politica, il quale è stato
a favore dei nostri associati e dei nostri cittadini.
Io dico che questa Finanziaria è stata un momento
veramente infelice per vari motivi, e non solo per quello prettamente
economico, che vede sempre questa politica cieca dei tagli nei confronti dei
nostri Comuni che ricevono ben poco. C’è, infatti, da considerare anche
l’aspetto istituzionale. Nella Costituzione è scritto che i Comuni hanno pari
dignità, ma in realtà non si sta andando da nessuna parte e i cittadini sono
disorientati.
Se guardiamo quello che sta succedendo in questi
giorni, io credo che qualcuno avrebbe tutto da imparare dall’operato dei
Sindaci nei confronti dei propri cittadini.
Un’altra cosa che mi premeva far notare è che in
questo contesto del 2006 ci sono delle iniziative che vanno nella direzione
della diminuzione dei costi, che soprattutto i piccoli Comuni fanno sempre più
fatica a sostenere.
Io direi che dobbiamo continuare a fare squadra per
fare in modo che qualcuno debba ricredersi su questa squadra che sa giocare a
tutto campo.
Questo è l’augurio, e sono convinto che il prossimo
anno lavoreremo tutti insieme in maniera tale che i nostri cittadini siano convinti
di averci giustamente votato.
Silvio GANDINI
Le osservazioni fatte oggi danno il senso di un
gruppo che credo stia lavorando bene e in maniera unitaria. L’unitarietà che
c’è nell’ANCI è veramente un aspetto importante, che dà un valore aggiunto alla
nostra Associazione, e lo dico perché ne sono veramente convinto.
Il documento sulla Finanziaria che abbiamo preparato
a noi sembrava qualcosa di scontato, mentre in realtà è diventato un caso
nazionale presso il Consiglio Nazionale a Roma, e questo mi ha dato l’idea di
come sia importante continuare a lavorare unitariamente indipendentemente
dall’appartenenza politica.
Questa è una considerazione che tenevo a fare in
prima battuta, dando merito così all’attuale Presidente e agli altri
Consiglieri del Direttivo che si stanno muovendo in questa direzione che mi
auguro non venga mai abbandonata.
Accanto a questo discorso volevo anche sottolineare
l’istanza di poter dare un maggiore spessore alla diffusione dell’ANCI sul
piano territoriale. Al riguardo, vorrei fare una piccola proposta: che per il
2006 si riuscisse ad organizzare almeno un’assemblea provinciale per ogni
provincia da parte dell’ANCI. Potrebbe, quindi, essere compito dei componenti
che appartengono alle varie province attuare questa iniziativa che potrebbe
rappresentare un elemento ulteriore di supporto all’attività dell’ANCI . Io
chiedo come obiettivo per il 2006, quindi, quello di realizzare almeno
un’assemblea provinciale nelle diverse province venete, considerato anche il
fatto che di materia su cui discutere ce n’è tanta, come è emerso anche dalla
relazione del Presidente Mengotto.
Relativamente ai temi citati oggi, io mi soffermerei
in particolare su tre di essi per fare una segnalazione particolare. Io credo
che riuscire a darsi delle priorità potrebbe essere un modo per ottenere una
maggiore efficienza, soprattutto quando c’è bisogno di sentire la voce
dell’ANCI.
Quindici giorni fa sono stato invitato come
Vicepresidente dell’ANCI a una riflessione sul tema del progetto regionale
sulle case di riposo, e qualcuno dei relatori ha dichiarato che avrebbe gradito
sentire maggiormente la voce dell’Associazione su questo tema. Non è detto che
l’ANCI possa sempre intervenire su tutto, ma il fatto che il nostro intervento
venga richiesto spesso è un segno positivo, perché significa che siamo visibili
come Associazione.
Uno dei tre temi più significati per me è quello
delle risorse, già affrontato questa mattina, sul quale si potrebbero attuare
incontri e confronti con gli altri Sindaci e con gli altri enti a livello
provinciale per mettere in atto quel proposito secondo il quale si dovrebbe
passare dall’analisi alla proposta.
Io credo che questa mattina ognuno di noi abbia
fatto l’esperienza del vedere come un’analisi significativa e ben condotta
possa suggerire delle proposte. Io credo che questa mattina ci siamo ritrovati,
alla fine, un po’ più ricchi in termini di idee su questo problema,
relativamente al quale la voce dell’ANCI Veneto potrebbe farsi sentire a
livello nazionale e regionale.
Io proporrei tre momenti di confronto su questo
terreno: uno con l’ANCI Nazionale, uno con i nostri parlamentari e uno con i
nostri consiglieri regionali, perché potrebbero rappresentare per il 2006 dei
passaggi utili e interessanti per arrivare all’elaborazione di alcune proposte.
Mi limito adesso solo a ricordare un altro tema che
ritengo prioritario, cioè il tema dell’ambiente, perché si tratta di una
questione sulla quale i Comuni progressivamente e gradualmente saranno sempre
più coinvolti.
Un’ipotesi di lavoro su questo tema sarebbe quella
di attivare un confronto con la Regione per riuscire a far sì che questa
operazione, che non è di competenza del Consiglio Regionale dell’ANCI, possa
trovare una omogeneità di comportamento. Noi sappiamo che sulle questioni ambientali
non c’è destra o sinistra, e non c’è nemmeno divisione amministrativa fra un
territorio e un altro, perché mi risulta che le polveri sottili non rispettino
i confini amministrativi dei Comuni. Questo discorso, quindi, va affrontato in
maniera organica e generalizzata.
La terza e ultima considerazione riguarda il
sociale. Ho già ricordato il problema delle IPAB e del disegno di legge
regionale che si propone di riorganizzare tutta la questione delle case di
riposo. Al riguardo, io credo che non sia esattamente la stessa cosa se in uno
statuto nuovo delle IPAB il Comune possa essere riconosciuto come istituzione
oppure completamente esautorato.
Siccome, relativamente a questo progetto, siamo
ancora in una fase intermedia, io direi che andrebbe sicuramente fatta una
certa vigilanza al riguardo da parte della Consulta. Io credo che questo tema,
rispetto al grande tema dell’assistenza e del welfare, rappresenti un’altra
tappa da non tralasciare per i Comuni.
Detto questo, mi associo agli auguri per le prossime
festività e mi auguro che il clima di collaborazione all’interno dell’ANCI
possa continuare.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Adesso chiederei ai Presidenti delle varie Consulte
di intervenire per esporre le linee guida che hanno affrontato quest’anno e ciò
che intendono affrontare nel 2006. Siccome le Consulte sono tante, vi pregherei
di limitare l’intervento a qualche minuto.
Chiederei di intervenire poi anche ai Presidenti dei
Coordinamenti dei Consigli Comunali e delle Unioni dei Comuni.
Per un problema di tempo, mi chiedeva di intervenire
per primo il Presidente della Consulta Ambiente e Territorio Claudio Tessari,
il quale deve intervenire a un Consiglio Comunale.
Claudio
TESSARI, Presidente Consulta Ambiente e Territorio
Io raccoglierò l’invito del Presidente a essere
telegrafico.
Volevo ricordare, per quanto riguarda l’attività
2005, i due convegni che sono stati organizzati sulla nuova legge regionale
urbanistica e sul piano delle antenne UMTS.
Per quanto riguarda le prospettive, io credo che
alcune questioni siano ancora sul tappeto: incalzare la Regione per quanto
riguarda le varianti ancora all’esame del CTR e la questione dell’inquinamento.
Io volevo fare anche una riflessione a voce alta per
quanto riguarda le famose polveri sottili. Gli autoveicoli producono il 27%
dell’inquinamento atmosferico, mentre il restante 73% è prodotto da altri
fattori; inoltre faccio presente che una persona non paga la tassa di
circolazione o l’assicurazione dell’autoveicolo a giorni alterni, e di questo
bisogna tenere conto.
Sull’inquinamento noi amministratori operiamo solo
nella direzione degli automobilisti con continue vessazioni, ma in realtà ci
sarebbero anche altre direzioni su cui operare.
Io credo che, al riguardo, la riflessione deve
sganciarsi da un punto di vista ideologico e fare un ragionamento scevro da
questi limiti, perché deve riguardare tutte le fonti di inquinamento.
Per quanto riguarda la montagna, io credo sia
importante raccogliere l’invito fatto dal Presidente per riuscire così a soddisfare le esigenze dei cittadini che
abitano in questi luoghi e che spesso hanno voglia di scappare dal Veneto per
andare con regioni a statuto speciale, dove sono maggiori i privilegi.
Stamattina i relatori hanno detto che oggi le regioni a statuto speciale non
hanno nessuna ragione di esistere, per cui noi dobbiamo operare al riguardo per
limitare le fughe dei nostri Comuni verso altre realtà. Grazie.
Presidente del
Coordinamento Consigli Comunali
Io mi complimento con il Presidente per la relazione
che ha prima ufficializzato, perché mi sembra una relazione completa in tutti i
suoi contenuti.
Io credo, però, che vadano evidenziate in maniera
particolare alcune questioni.
Vanni Mengotto ha posto il problema delle modifiche
del D.L. 267 del 2000 e, al riguardo, posso dire che la discussione che si era
avviata si è oggi arenata, perché ormai siamo a una scadenza elettorale. La
questione, quindi, andrà ripresa subito dopo la campagna elettorale che si
concluderà con le elezioni del 9 aprile e, al riguardo, dovremo reimpostare
tutto il ragionamento del confronto con il legislatore, perché tante questioni
poste dall’ANCI Nazionale non sono state definitivamente affrontate e
sufficientemente chiarite.
Su questo io chiedo che anche l’ANCI Veneto si
faccia carico di un confronto, perché noi, come Coordinamento dei Presidenti di
Consigli Comunali del Veneto, abbiamo già avanzato alcune proposte a livello
nazionale.
Io credo che un’analisi a 360° sui temi legati al
ruolo dell’Esecutivo, al ruolo del potere di indirizzo e controllo
amministrativo, al problema dei controlli, che giustamente poneva il Presidente
Vanni Mengotto all’inizio della sua relazione, sono fondamentali.
Alla riunione del Direttivo Nazionale della Difesa
Civica è uscito il bisogno di un sistema moderno dei controlli per tutelare
soprattutto i cittadini, ed è su questo tema che noi dobbiamo porre la nostra
attenzione.
Io credo sia importante porci anche il problema
della qualità degli atti che ogni amministrazione deve approvare a livello di
Esecutivo e di Consiglio Comunale.
Un’altra questione riguarda le iniziative e il ruolo
futuro dell’ANCI Regionale. In particolare noi dobbiamo porci il problema
legato all’integrazione dei servizi sociali e sanitari della nostra Regione
Veneto.
Voi sapete che i problemi che ci sono a livello di
sanità regionale sono importanti, perché vengono messi a disposizione 50 € per la prevenzione e ne
vengono spesi 500 € per la cura.
C’è poi tutta la partita dei bisogni che hanno nella
nostra regione i 200.000 anziani che spesso vengono scaricati nelle famiglie,
perché non possono essere ospitati nelle case di cura. Al riguardo, oggi siamo
in una situazione i cui dati sono sconcertanti, soprattutto per il fatto che
oggigiorno c’è un aumento dell’età fra i nostri anziani. Il problema
dell’integrazione dei servizi sociali e sanitari oggi in Veneto deve essere
riconosciuto.
Faccio ora un’ultima proposta. Questa volta noi
abbiamo stampato un calendario rivolto alle donne Sindaco del Veneto, per cui
credo che la stessa iniziativa potrebbe essere rivolta ai Presidenti di
Consigli Comunali e ai Consiglieri Comunali donna.
Io vi ringrazio e vi auguro Buon Natale.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Chiedeva di intervenire adesso Roberto Marcato, che
è Presidente della nostra Consulta Finanza Locale. Pregherei Marcato di essere
breve, perché se dovesse dire tutto quello che è stato fatto ci vorrebbe un
Consiglio Regionale solo per lui.
Roberto
MARCATO, Presidente Consulta Finanza Locale
Questo lo colgo come un giudizio positivo del lavoro
svolto dalla Consulta.
Io vorrei ringraziare per il mandato che mi è stato
dato circa un anno fa e rispetto al quale ho lavorato fin dal primo giorno in
modo convinto.
Devo dire anche che il mio fare mi porta
continuamente a non perdere di vista quello che io ritengo il problema che ci
sta sempre sopra. Io vedo, come ho detto anche una settimana fa al Direttivo
Nazionale dell’ANCI a Roma, al quale ho partecipato per sostituire il
Presidente Mengotto che era impegnato, una campagna delegittimante e di
oscuramento permanente all’attività dell’Associazione Nazionale dei Comuni e
dei Comuni in quanto tali. Io credo che noi dobbiamo interrogarci su quale è il
nostro ruolo, su quale credibilità ha l’ANCI e su quale credibilità hanno i
Comuni.
Stamattina noi abbiamo parlato di autonomia
finanziaria e di ruoli, ma qual è il problema reale oggi? È il ruolo che noi
abbiamo come singoli Comuni e come Associazione dei Comuni.
Io ho l’impressione che se non cambia passo questo
nostro Paese, dando una strutturazione vera di autonomia agli enti locali, sarà
difficile andare avanti, perché oggi noi non riusciamo nemmeno a mettere
insieme il pranzo con la cena. Io non voglio, visto che siamo in periodo
natalizio, intristirvi, ma questo è un tema che rimane sempre presente sullo
sfondo.
Vengo ora all’attività della Consulta Finanza
Locale. La nostra attenzione prevalente è stata incentrata soprattutto sulla
Finanziaria.
Questa mattina c’è stato il convegno promosso dal
Direttivo, il quale ha riscosso un giudizio unanimemente positivo e, al
riguardo, posso anche dire che noi avevamo pensato di realizzarlo a Lamon. Poi,
però, per non incorrere in strumentalizzazioni di basso profilo, abbiamo scelto
di farlo qua, e ho avuto piacere che questa mattina sia venuto qui il Sindaco
di Lamon a partecipare ai nostri lavori.
Io credo che se noi riusciamo ad assorbire le spinte
e a governare i processi non solo con la protesta, ma anche con strumenti di
analisi e con proposte calibrate, probabilmente la cosa potrà avere un senso diverso,
anche perché i problemi sono molto più complessi di una semplice visione
superficiale.
Venendo alla Consulta Finanza Locale, io credo che
sia quella che si è riunita con maggiore cadenza periodica, e questo lo dico a
merito soprattutto dei membri della Consulta stessa, i quali hanno partecipato
in maniera attiva e propositiva.
Noi, oltre che sui temi principali (Finanziaria 2005
e 2006), abbiamo anche lavorato su un’indagine che va avanti parallelamente a
quella che abbiamo presentato questa mattina per quanto riguarda la struttura
dei bilanci dei Comuni veneti e per quanto riguarda i bilanci dei 30 Comuni più
popolosi del Veneto, che verrà presentata insieme all’IRES Veneto nella
prossima primavera.
Abbiamo anche analizzato un tema di assoluta attualità,
ossia le ricadute sui bilanci comunali delle scadenze contrattuali per il
servizio del gas e, al riguardo, in questo periodo abbiamo avuto la solita
mazzata, perché il Parlamento, trasversalmente (Camera), ha presentato un
emendamento dove si dilatano i tempi di scadenza dei contratti, impoverendo
così la nostra capacità contrattuale e anche le potenziali risorse economiche.
Questo emendamento, tra l’altro, è stato firmato anche da parlamentari che sono
stati Sindaci fino all’altro ieri, per cui se anche i parlamentari fanno queste
asinate nei nostri confronti direi proprio che c’è qualcosa che non quadra.
Abbiamo poi affrontato problematiche legate a
interessi specifici sottoposti dai membri della Consulta come, ad esempio, i
meccanismi di istituzione delle società di trasformazione urbana e la
ricontrattazione dei mutui. Prossimamente parleremo anche dei project
financial.
In sostanza, noi qualcosa abbiamo fatto, e io
ringrazio della positiva attenzione che c’è stata nei nostri riguardi. Mi
auguro che avremo materia, voglia e spazio per lavorare ancora altrettanto nel
prossimo anno, e con questo auspicio auguro Buon Natale a tutti.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Ha chiesto di intervenire il nostro Presidente della
Consulta Affari Istituzionali Ivano Sartor.
Ivano SARTOR,
Presidente Consulta Affari Istituzionali
In estrema sintesi posso dire che in questi dieci
mesi di lavoro ci siamo riunioni quattro volte come Consulta, e che la Consulta
ha prodotto due convegni di studio: uno a Mogliano Veneto in primavera
sull’argomento del personale comunale (contrattazione decentrata) e uno
all’interno della manifestazione Dire e Fare sul Consiglio delle Autonomie nel
nuovo statuto della Regione Veneto. Questi due momenti di riflessione hanno a
loro volta generato due proposte importanti sulle quali vorremmo lavorare nel
corso del 2006.
La prima proposta riguarda l’esigenza, manifestata
un po’ da tutti, di ripristinare un momento di confronto permanente in
sostituzione della precedente esperienza dell’Osservatorio sul Personale degli
Enti Locali. Si tratterà, però, di un’esperienza che dovrà essere
necessariamente diversa, perché dovrà rappresentare un momento di concertazione
e indicazione per i comportamenti a livello periferico dei Comuni e delle unioni
sindacali a livello provinciale.
La seconda proposta molto interessante è quella che
è emersa nel convegno tenutosi nel Dire e Fare relativa allo statuto regionale.
Tale proposta, avanzata prima dal Sindaco di Rovigo Paolo Avezzù e poi
formalizzata dal Presidente della Commissione Regionale Raffaele Grazia,
consiste nell’anticipare la materia del Consiglio delle Autonomie con un
apposita legge regionale che poi possa essere recepita nella redazione
statutaria.
Rispetto a questa proposta la Consulta ha riflettuto
e ha espresso l’idea di arrivare a questo confronto istituzionale con la
Regione con un testo di legge dell’ANCI Veneto. In pratica, un testo la cui
base parta dalla precedente redazione della Commissione Regionale, ma che si
spinga anche oltre con delle scelte più coraggiose, come sono state proposte
anche dalla precedente presidenza dell’ANCI Veneto.
Le nostre proposte di lavoro, quindi, sono il tavolo
di confronto permanente per la gestione della contrattazione decentrata e il
Consiglio delle Autonomie da approvare in tempi brevi.
Abbiamo anche altri temi che sono all’ordine del
giorno, come il lavoro sugli statuti comunali che dovremo riprendere in sede di
Consulta, come il lavoro sullo stato giuridico dei segretari comunali e come
l’organizzazione del 200° anniversario dell’istituzione dei Comuni nel nord
Italia, che potrebbe essere un momento per ribadire il ruolo e il valore delle
autonomie locali nel nostro sistema costituzionale. A questo proposito faremo
anche un lavoro assieme alla Consulta Cultura ipotizzando due momenti: un
momento di convegnistica di alto livello, in collaborazione con l’Università di
Padova, per vedere l’evoluzione storica dei Comuni in questi 200 anni e per
vedere le prospettive attuali, e un momento pubblico celebrativo che sarà di
competenza della presidenza e del Direttivo.
Paolo BOGONI,
Consulta Cultura, Istruzione, Sport e Tempo Libero
La nostra Consulta si è riunita una volta in meno di
quanto programmato, perché ultimamente sono stato molto impegnato in convegni, in
rappresentanza del Presidente e anche in qualità di relatore, che hanno
riguardato la gestione associata di servizi culturali, la gestione delle
biblioteche, la gestione degli archivi comunali, la gestione di musei, nonché
altri temi trattati a livello regionale.
Quando un anno fa è stata istituita questa Consulta
e mi è stato dato questo incarico abbiamo stabilito degli obiettivi che erano
quelli di una forte presenza dell’Associazione anche sulle tematiche di
carattere culturale. In realtà, però, il lavoro si è diretto soprattutto su
tematiche che hanno riguardato la scuola, perché la riforma Moratti ha portato
molti cambiamenti che avevano influenza anche a livello dei servizi comunali
collegati.
Uno dei problemi affrontati, e per il quale stiamo
predisponendo una bozza di convenzione, è quello dei rapporti fra i Comuni e le
scuole paritarie (soprattutto parrocchiali) frequentate da circa il 60% -70%
dei nostri bambini.
Ci sono poi tantissimi altri temi importanti che ora
citerò soltanto, come il diritto/dovere allo studio, la regolazione di servizi
collegati, l’anagrafe dell’edilizia scolastica (è già stato predisposto un
opuscolo che arriverà nei Comuni), la formazione professionale, l’educazione
alla legalità, la presenza di bambini stranieri nelle scuole, i contributi
regionali alla scuola (libri di testo, borse di studio, trasporto scolastico) e
il dimensionamento scolastico nelle scuole superiori.
La Consulta ha proposto l’istituzione di un tavolo
di confronto con la Regione che possa tenersi periodicamente, in modo da non
essere dispersivi su tutti questi temi.
Per il prossimo anno pensiamo anche di dare il
nostro apporto alla ricorrenza del bicentenario della costituzione dei Comuni.
Nella Consulta è emersa anche la necessità di
monitorare la situazione rispetto all’offerta degli impianti sportivi e della
contribuzione per l’attività sportiva che i piccoli Comuni hanno difficoltà a
sostenere, ed è proprio su questo che lavoreremo il prossimo anno.
Tanti auguri a tutti quanti.
Claudio MELOTTI, Presidente della Consulta Trasporti
Sarò brevissimo. La Consulta da me presieduta si è
riunita due volte.
Nella prima fase abbiamo esaminato i problemi che
c’erano sul territorio, soprattutto relativamente alla mobilità stradale e alle
infrastrutture stradali, e, al riguardo, io ho percepito una certa difficoltà
relativamente all’essere presenti come ANCI. Nel futuro cercheremo, quindi, di
lavorare più specificatamente nei vari piccoli settori che sono infiniti, ma
anche molto specifici. Abbiamo organizzato anche un convegno in provincia di
Verona sul tema delle ferrovie con la presenza di uno dei cinque Consiglieri di
Amministrazione di Trenitalia: Stefano Zaninelli di Verona.
Io mi auguro che continueremo a lavorare con lo
spirito unitario che ci ha contraddistinto finora, perché credo che questo
faccia bene a tutta l’ANCI Veneto e anche all’ANCI Nazionale.
Da parte mia vi assicuro che sarò a disposizione per
quanto mi sarà possibile e vi faccio i migliori auguri di buone feste con la
speranza di avere, l’anno prossimo, l’ANCI Veneto a Bosco Chiesa Nuova, perché
credo che l’ANCI debba farsi vedere anche nelle realtà marginali.
Io mi scuso se vi devo lasciare, ma devo tornare a
Verona e la tangenziale a quest’ora sarà sicuramente molto trafficata. Buona
serata.
Aldo RONDINA,
Presidente Consulta Attività Economiche e Turismo
Io ho cercato di fare una gara con il Presidente
Marcato, il quale però mi ha superato in termini di numero di riunioni della
Consulta.
Io dico che i problemi vanno affrontati nel momento
in cui si presentano, cercando di fare anche delle proposte, come il Presidente
Mengotto ci ha già invitati a fare nelle Consulte.
Noi ci siamo occupati di PRS e abbiamo anche
ottenuto un’integrazione elaborata dai Comuni del bellunese, per cui adesso
abbiamo un po’ di materiale in più da portare avanti in questo campo.
Ci stiamo occupando da diverso tempo anche della
Legge Regionale n.15 del 13.08.04, relativamente alla quale abbiamo elaborato
il regolamento tipo, e ora stiamo mandando una Circolare a tutti i Comuni,
perché ce ne sono ancora molti che non hanno ancora adottato i criteri di
programmazione di cui all’art.14 comma I della Legge Regionale citata. Senza i
nuovi criteri di programmazione non possono essere rilasciate autorizzazioni
amministrative, per cui noi stiamo mandando questa Circolare di sollecito per
quei Comuni che in questo senso sono ancora inadempienti.
Ci sono poi anche altre incombenze che derivano
dalle indicazioni emanate l’8 agosto 2005 sempre in materia di attività
commerciali e che impegnano i Comuni. Esse riguardano, ad esempio, i mercati e
i produttori agricoli. Voi sapete che per produttori agricoli c’è una normativa
regionale che li obbliga a compiere determinati passaggi per poter partecipare
ai mercati, per cui anche su questo argomento stiamo mandando una Circolare.
C’è poi la disciplina dell’attività di acconciatore,
secondo la quale spariscono le figure di barbiere e parrucchiere che vengono
sostituite con quella di acconciatore. Anche qui c’è tutta serie di incombenze
di cui ci stiamo occupando.
Il Vicepresidente Zaia, che ha la delega per le
politiche agricole, ci ha chiesto di proporre, in merito alla programmazione
dello sviluppo rurale 2007/2013, di fare delle proposte per la modifica della
legislazione regionale vigente, e noi ci stiamo occupando di questo, esaminando
elaborati predisposti dalle associazioni agricole specifiche.
Come Consulta ci stiamo ritagliando una parte
specifica relativa ai DE.C.O. (Denominazione Comunale di Origine).
C’è poi l’aspetto turistico della nostra Consulta,
sul quale noi ci stiamo muovendo attraverso un contatto felice con l’UMPLI
(Presidenza delle Pro Loco).
Con questo discorso io mi fermo, perché ci sono
tanti altri che devono intervenire.
Faccio a tutti gli auguri più sinceri di Buon Natale
e Felice Anno Nuovo. Grazie.
Massimo
TEGNER, Presidente Consulta Piccoli Comuni
Io ringrazio il Presidente per la sensibilità e
l’acume che ha avuto nell’istituire questa Consulta in ANCI Veneto.
Quello che dirò probabilmente suonerà come una
campana che suona fuori dal coro, e ora capirete perché. Appena insediati la
prima cosa che io ho capito parlando con tutti gli altri era che da soli non
saremmo andati da nessuna parte, per cui abbiamo cercato dei contatti con tutte
le altre Consulte Regionali d’Italia. Con un gruppetto di amici ci siamo
trovati in febbraio a Roma con l’obiettivo della presa di coscienza della
situazione: 8.101 Comuni in Italia, di cui 5.828 piccoli Comuni.
Devo dire che abbiamo trovato subito sintonia fra di
noi nel fare le cose che ritenevano prioritarie. La prima attività che entrava
in campo con posizione prioritaria è stata quella del patto di stabilità,
riguardo alla quale abbiamo lavorato intensamente per uscirne fortunosamente
con il maxi decreto sulla competitività del maggio di quest’anno.
Coloro che si incontrano con una certa regolarità
per via informatica sono il Veneto, il Piemonte, l’Abruzzo, la Campania e la
Sicilia, ma per fortuna a Roma c’è un referente di ottimo livello datoci
dall’ANCI Nazionale in grado di tenere tutti quei contatti ramificati sul
sottofondo romano (funzionari).
A gennaio uscirà la nostra carta dei servizi che
verrà consegnata a tutti i piccoli Comuni, la quale consentirà di accedere a
una serie di servizi con sconti anche cospicui come, ad esempio, Alitalia,
Avis, Telecom, Monte dei Paschi (altri sono in fase di inserimento).
Il programma 2006 si esplica nella volontà di
eliminare per sempre il fatto dei 3.000 – 5.000 abitanti, nel discorso del
personale ATA e nel discorso della carta d’identità elettronica che sta creando
disagi notevolissimi.
Relativamente ai piani di sicurezza non so chi li
abbia fatti: io non li ho fatti e non li farò. So che molti Comuni del
bellunese hanno chiamate aziende del mestiere pagando 1.500 o 2.000 € per farsi compilare i
relativi documenti. Noi eravamo riusciti a fare inserire in Finanziaria due
commi (585 e 587) che affidavano l’emissione della carta d’identità elettronica
a società a partecipazione diretta o indiretta dello Stato. Questo, però, è
stato cassato, perché dichiarato inammissibile, ma su questo aspetto torneremo
ancora.
Ultima attività da mettere in campo per il 2006 è la
questione della banda larga, che ormai rappresenta l’autostrada del futuro. Al
riguardo, vi comunico che sopra i 50.000 abitanti tutti i Comuni hanno la banda
larga, mentre fra i piccoli Comuni solo 378 hanno la danda larga (il 6%).
Questa, quindi, sarà un’azione prioritaria.
Da ultimo, in Regione stiamo cercando di vedere cosa
si può fare per ottenere un referato specifico per i piccoli Comuni.
Grazie e Buon Natale.
Presidente
della Consulta Politiche Sociali e Sanità
La Consulta che presiedo ha un tema molto rilevante
sul quale si potrebbe parlare anche per ore. Oggi, però, accennerò solo ai
quattro o cinque problemi principali, visto che i tempi del Consiglio si sono
già molto allungati.
Mi ricollego subito, relativamente al problema della
sanità, alla razionalizzazione della spesa sanitaria e alla sua
riorganizzazione. A questo proposito il messaggio che come Consulta vogliamo
dare è che l’obiettivo principale deve essere sempre la tutela della salute del
cittadino.
Altro problema è quella della definizione dei
livelli essenziali delle prestazioni sociali che rappresenta un passo
fondamentale per fare chiarezza con i cittadini, perché solo quando ogni
cittadino saprà a cosa ha diritto si potrà veramente parlare di
riorganizzazione in termini di efficacia e di efficienza.
Altro problema aperto è quello della Legge 328 del
2000 sul finanziamento ai Comuni per quanto riguarda l'attività sociale. Si sa
che questa Legge ha riconosciuto il lavoro fondamentale dei Comuni nella tutela
sociale, ma rimane ora il problema del finanziamento, che rappresenta un lato
dolente.
Oggi ai Comuni manca la certezza della continuità
nelle proprie azioni e questo è un problema che dovrà essere affrontato
soprattutto nei rapporti con la Regione.
Sul Fondo Sociale accenno solamente al fatto che la
Consulta ha già espresso la propria preoccupazione sul taglio del 50% al Fondo
Nazionale per le Politiche Sociali, ben sapendo che le attività sono già state
svolte. Per il 2005 la Regione si farà carico di tale differenza, ma il
problema persisterà nell’anno 2006 e negli anni futuri, per cui chiediamo
fortemente che il Fondo venga ripristinato a quel valore iniziale di un
miliardo di Euro.
Infine, farei un piccolo accenno al problema del
ruolo dei Comuni nella sanità. Io credo sia giunto il momento di ripensare al
ruolo dei Comuni, che ultimamente è stato ridimensionato.
Alla fine degli anni ottanta i Comuni sono stati
completamente svuotati della loro proposizione programmatoria che è stata
recuperata negli anni novanta, anche se di fatto il ruolo dei Comuni è oggi
molto limitato. Su questo, quindi, occorre riaprire un confronto in termini
generali.
Forse occorre arrivare a una programmazione
partecipativa in cui c’è un tavolo di concertazione fra Regione, Aziende
Sanitarie e Comuni.
Le IPAB rappresentano un dato dolente della sanità
e, al riguardo, voglio fare un piccolo accenno. Sulle IPAB tutti quanti sono
stati coinvolti ad eccezione dei Comuni, per cui noi chiediamo un ripensamento
al riguardo.
Volevo anche dire che esistono degli organismi
tecnici, come la Conferenza Permanente Socio Sanitaria, che, però, in un anno
ha raggiunto il suo numero legale una sola volta, per cui si tratta anche di
fare una verifica interna nostra per verificare chi vuole partecipare
veramente.
Grazie e buone feste.
Paolo FORTIN,
Presidente Consulta Servizi e Nuove Forme Associative
Voglio anch’io essere velocissimo, per cui vi
lascerò solo due flash.
Relativamente all’attività del 2005 troviamo
soprattutto il discorso del rinnovo della concessione del gas con le varie
iniziative svolte. Su questo argomento, però abbiamo già parlato, per cui
ritengo non dover approfondire ulteriormente la questione.
Relativamente alla proiezione 2006, credo siano
principalmente due le questioni: Energia e ATO (acqua e rifiuti). Di queste
cose si è già cominciato a parlare in qualche convegno e noi vedremo al
riguardo di delineare la posizione dell’ANCI e di fare le nostre proposte.
Colgo l’occasione per ringraziarvi per l’attenzione
e auguri a tutti.
Presidente del
Coordinamento delle Unioni dei Comuni
Dopo il 2003, che è stato l’anno più proficuo per il
numero di Unioni che si sono costituite nel Veneto, ora c’è un momento di
riflessione nelle varie Unioni sparse nella nostra regione. Oggi abbiamo degli
esempi che funzionano in maniera egregia, come, ad esempio, l’Unione che è
stata premiata nel Dire e Fare nel Nord Est per un progetto sui tributi che vi
invito a visionare perché può essere utile.
Dopo il convegno di Dolo, dove ci siamo trovati in
tanti per discutere sulle possibilità offerte dell’Unione, abbiamo partecipato
al primo Foro dell’Associazionismo ad Ancona, dove abbiamo portato l’esperienza
delle nostre Unioni venete.
Abbiamo chiesto al Coordinamento Nazionale di avere
certezza sulle problematiche dei trasferimenti e, al riguardo, è stato fatto un
documento apposito che è stato portato all’attenzione del Governo.
Quest’anno abbiamo avuto trasferimenti inferiori
come Unioni non perché siano stati tagliati,
ma perché c’è stato un aumento delle Unioni a livello nazionale.
Uno dei motivi dell’ultima riunione che abbiamo
fatto come Direzione della Consunta delle Unioni è stato quello di fissare i
criteri per uniformare con le Regioni il come sarà erogato il contributo
nazionale. Al riguardo, con la Regione abbiamo già iniziato un colloquio per
presentare le nostre proposte.
Io credo che oggi manchi una vera spinta da parte
del legislatore verso la forma delle Unioni. Dovrebbero, infatti, esserci fatti
più concreti che dimostrino che il Governo crede in noi.
Il nostro progetto di quest’anno sarà proprio quello
di rincontrare le varie Unioni per vedere se ci sono dei problemi concreti e
cercare eventualmente di superarli, grazie anche all’esperienza di chi sta
andando veramente bene.
Grazie e Buon Natale a tutti.
Vanni
MENGOTTO, Presidente Anci Veneto
Passerei adesso l’ultimo punto all’ordine del
giorno, relativo all’assestamento delle Consulte.
Innanzitutto verrà richiesto al Consiglio Regionale
di prendere atto della rinuncia di quei componenti che ci hanno scritto
rinunciando all’incarico per i più svariati motivi, e naturalmente anche della
decadenza di un membro. Il passaggio successivo sarà quello di individuare e
approvare le proposte di inserimento di nuovi componenti delle Consulte.
Riguardo ai nuovi membri abbiamo avuto delle
autoindicazioni di alcuni Consiglieri Comunali, Sindaci e Assessori, e anche
delle indicazioni fatte dai capi aree.
Ovviamente questo è un primo assestamento che
facciamo, ma possiamo anche immaginare di fare un’ulteriore verifica a tarda
primavera, in modo da garantire sempre una rappresentanza territoriale
nell’ambito di tutte le province della regione e in modo da garantire anche una
rappresentanza politica adeguata.
Prima di tutto vi leggerei le rinunce e le
decadenze.
Per la Consulta Attività Economiche rinuncia Massimo
Confente e Claudio Niero, per la Consulta Istruzione, Sport e Tempo Libero
rinuncia Menegon Nicoletta e Tommezzoli Ilaria, per la Consulta Servizi e Nuove
Forme Associative rinuncia Gottardo Fiorenzo, per la Consulta Giovani
Amministratori decade Rigadello Enea, per la Consulta Affari Istituzionali
rinuncia Zigiotto Lucio.
Per quanto riguarda le proposte di inserimento per la Consulta Attività Economiche si propone l’inserimento di Tonin Alessandro, Pesce Gianfranco, Piero Ruzzenenti, Ortolan Alessandro, per la Consulta Cultura, Istruzione, Sport e Tempo Libero si propone l’inserimento di Bassi Ezio, Boloni Loris, Micheloni Marzio, Olivo Giuseppe, per la Consulta Servizi e Nuove Forme Associative si propone l’inserimento di Cappelletti Marco e di Samperi Alberto, per la Consulta Ambiente e Territorio si propone l’inserimento di Emilio Tessari e di Caproni Massimo, per la Consulta Finanza Locale si propone l’inserimento di Mascanzoni Lorenzo e Benamati Giorgio, per l