VERBALE DI DELIBERAZIONE

DEL CONSIGLIO REGIONALE

DEL 16 NOVEMBRE 2004

 

Il giorno 16 novembre 2004, alle ore 8.00 in prima convocazione ed alle ore 16.00 in seconda convocazione, a Este (PD) presso  l’Aula Magna dell’ex Collegio Vescovile, via Garibaldi, 23, su invito del Presidente,  si è riunito il Consiglio Regionale dell’Associazione nelle persone dei

Signori:

 

Presidente: Signor Vanni Mengotto.

 

Membri presenti: Mengotto Vanni, Andriolo Roberto, Bernardi Luigi Pietro, Bertaso Franco, Bertipaglia Olindo, Berto Ampelia, Bogoni Paolo, Bortolot Renzo, Busato Tiziano, Calzavara Massimo, Campedelli Samuele, Carpi Pier Luigi, Claudio Luca, Corazzon Giovanna, Crema Alberta, Dalla Vecchia Paolo, De Marchi Martino, Donegatti Valentino, Lamon Paolo, Laruccia Antonio, Melotti Claudio, Pante Gino, Pin Cristina, Rigno Giovanni, Romano Doriano Loris, Rondina Aldo, Sandri Stefano, Selvaggi Aida, Tegner Massimo, Tessari Claudio, Vecchini Giorgio, Vendrasco Roberto, Verziaggi Mario, Zerbaro Luciano, Bertolin Claudio, Carli Marco, Chinaglia Franco, Colcergnan Flavio, Dalla Corte Giambattista, Fortin Paolo, Gandini Silvio, Gomierato Maria, Lombardi Giuseppe, Manzato Sergio, Marcato Roberto, Menegozzo Pietro, Miatello Vittorio, Padoan Renzo, Pavan Patrizio, Puppato Laura, Sartor Ivano, Stivanello Antonino, Veronese Adelino, Zanata Franco, De Col Ermano, Bonometti Flavio, Borgato Renato, Giacinto Vito, Pillon Cesare, Rina Eduardo, Savioli Argia, Dall’Alba Terelisa, Merlin Aleardo, Sen. Pavan Angelo, Menara Dario.

 

Si sono giustificati per l’assenza: Candiotto Paola, Caverzan Clara, Confente Massimo, Dal Monte Mario, Pellizzari Andrea, Costa Paolo, Hüllweck Enrico, Zanotto Paolo, Berlato Sella Giuseppe.

 

Assenti non giustificati: Bazzani Giovanni Battista, Martini Giuliano, Avezzù Paolo, Zanonato  Flavio, Bottacin Diego, Trevisan Ettore, Facincani Maurizio, Grazia Raffaele.

 

Funge da Segretario il Direttore dell’Associazione: Sig. Dario Menara.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Buongiorno a voi tutti. Penso che possiamo dare inizio alla seduta di oggi.

Porto un saluto particolare ai Sindaci delle città capoluogo presenti, ai Consiglieri nazionali, ai Coordinatori dei Presidenti dei Consigli Comunali, ai rappresentanti delle Unioni dei Comuni, a tutti i nostri Consiglieri regionali, al Direttore e ai dipendenti. Grazie a voi tutti per essere qui ad Este al primo Consiglio regionale che segna l’avvio dell’attività per il quinquennio 2004/2009.

Come ordine del giorno di questo Consiglio abbiamo una serie di punti (sono 12) che ognuno di voi può trovare all’interno della cartellina.

Direi che possiamo cominciare con il primo atto del Consiglio regionale, ovvero la presa d’atto dei componenti del Consiglio. Pregherei il Direttore Menara di dare lettura dei componenti del Consiglio.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Il Consiglio è costituito da 60 consiglieri eletti dall’Assemblea regionale e dal Presidente.

Membri di diritto sono, invece, i Sindaci di città capoluogo (sono 6), i Consiglieri nazionali (sono 15), un rappresentante delle Unioni dei Comuni e dei Comuni fusi a seguito della legge, da tre rappresentanti del Coordinamento dei Presidenti dei Consigli comunali, da due componenti del Consiglio di Amministrazione dei Segretari Comunali (Agenzia per il Veneto), da un rappresentante dei soci straordinari dei Gruppi Consiliari, dal Presidente Coordinatore dei Comuni di minore dimensione demografica, da due Consiglieri onorari, da cinque Presidenti emeriti e dagli ex Segretari.

Nominativamente, i membri del Consiglio eletti sono: Mengotto Vanni Sindaco di Este (Presidente), Andriolo Roberto Vicesindaco di Agugliaro, Bazzani Giovanni Battista Sindaco di Sorgà, Bernardi Luigi Pietro Sindaco di Campo San Martino, Bertaso Franco Sindaco di Castel D’Azzano, Bertipaglia Olindo Sindaco di Polverara, Berto Ampelia Sindaco di Bressanvido, Bogoni Paolo Sindaco di Barbarano Vicentino, Bortolot Terenzo Vicesindaco di Zoppè Di Cadore, Busato Tiziano Sindaco di Arsiero, Calzavara Massimo Vicesindaco di Pianiga, Campedelli Samuele Assessore di Zevio, Candiotto Paola Sindaco di Campodarsego, Carpi Pierluigi Sindaco di Merlara, Caverzan Clara Sindaco di Scorzè, Confente Massimo Sindaco di Chiampo, Corazzon Giovanna Consigliere di Chies D’Alpago, Crema Alberta Sindaco di Urbana, Dal Monte Mario Sindaco di Brendola, Dalla Vecchia Paolo Consigliere di Noale, De Marchi Martino Consigliere di Paese, Donegatti Valentino Consigliere di Salara, Lamon Paolo Sindaco di Trebaseleghe, Laruccia Antonio Vicesindaco di Trecenta, Luca Claudio Sindaco di Montegrotto Terme, Martini Giuliano Sindaco di Vò, Melotti Claudio Sindaco di Boscochiesanuova, Pante Gino, Assessore di Lamon, Pellizzari Andrea Consigliere di Arzignano, Fin Cristina Sindaco di Cison di Valmarino, Rigno Giovanni Assessore di Bolzano Vicentino, Romano Doriano Loris Sindaco di Villa Bartolomea, Rondina Aldo Consigliere di Adria, Sandri Stefano Sindaco di Caprino Veronese, Selvaggi Aida Consigliere del Comune di Bassano del Grappa, Tegner Massimo Sindaco di Sospirolo, Tessari Claudio Sindaco di Spinea, Vecchini Giorgio Assessore di Gazzo Veronese, Vendrasco Roberto Sindaco di Loria, Verziaggi Mario Assessore di Lugo di Vicenza, Zerbaro Luciano Assessore di Sarcedo, Bertolin Claudio Sindaco di Dolo, Carli Marco Consigliere di Longare, Chinaglia Franco Assessore di Fiesso Umbertiano, Colcergnan Flavio Sindaco di Canale d’Agordo, Dalla Corte Giambattista Consigliere di Sovramonte, Fortin Paolo Sindaco di Selvazzano, Gandini Silvio Sindaco di Legnago, Gomierato Maria Sindaco di Castelfranco Veneto, Lombardi Giuseppe Sindaco di Malcesine, Manzato Sergio Assessore di Stanghella, Marcato Roberto Sindaco di Mira, Mengozzo Pietro Sindaco di Santorso, Miattello Vittorio Consigliere di Morgano, Padoan Renzo Assessore di Taglio di Po’, Pavan Patrizio Consigliere di Musile di Piave, Puppato Laura Sindaco di Montebelluna, Sartori Ivano Consigliere di Roncade, Stivanello Antonio Sindaco di Vigonza, Veronesi Adelino Consigliere di Noventa Vicentina, Zanatta Franco Sindaco di Preganziol.

I Sindaci delle città capoluogo sono: Avezzù Paolo, Costa Paolo, De Col Ermano, Hüllweck Enrico, Zanonato Flavio e Zanotto Paolo.

I Consiglieri nazionali sono: Andriolo Roberto, Bonometti Flavio, Borgato Renato, Bottacin Diego, Costa Paolo, Dalla Vecchia Paolo, Gandini Silvio, Giaccino Vito, Mengotto Vanni, Pillon Cesare, Riina Eduardo, Rondina Aldo, Savioli Argia, Tessari Claudio, Zanonato Flavio.

Il Coordinamento dei Presidenti dei Consigli Comunali non ha ancora comunicati i nominativi.

Il Coordinatore Presidente della Consulta dei Comuni di minore dimensione demografica non è stato ancora designato.

Il rappresentante delle Unioni dei Comuni e delle Fusioni dei Comuni non è stato ancora deliberato.

Il rappresentante dei soci straordinari non è stato nominato.

I rappresentanti del Consiglio di Amministrazione dei Segretari Comunali sono: Dall’Alba Terelisa e Mengotto Vanni.

I Presidenti emeriti sono: Trevisan Ettore, Merlin Aleardo, Berlato Sella Giuseppe, Faccincani Maurizio, Andriolo Roberto.

I Consiglieri onorari sono: Grazia Raffaele e Pavan Angelo.

Gli ex Segretari sono: Menara Dario.

La seduta è valida e può deliberare. Siamo in seconda convocazione.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Grazie al Direttore. Fra le assenze giustificate c’è l’assenza del Sindaco di Chiampo, che oggi è diventato papà. A lui e alla famiglia vanno le nostre più vive congratulazioni.

Al secondo punto abbiamo l’approvazione del verbale della seduta precedente.

 

Dario MENARA, Direttore Ancivento

Vi è stato distribuito in cartella il verbale della seduta del 16 settembre.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Se non vi sono obiezioni all’approvazione del verbale io lo darei per approvato dall’Assemblea.

Grazie.

Passerei adesso al terzo punto, che riguarda le comunicazioni del Presidente.

Penso sia opportuno riservare la parte relativa alle linee programmatiche al punto 10) dell’ordine del giorno, mentre adesso ritengo opportuno sottolineare un aspetto rilevante per quanto riguarda la partecipazione di Anciveneto all’Assemblea nazionale di Genova.

Molti di voi hanno partecipato come delegati o come Sindaci interessati allo svolgimento dell’Assemblea e, come Veneto, abbiamo voluto, oltre a svolgere un’azione coordinata fra i vari gruppi per riuscire a ottenere un’adeguata rappresentanza del Veneto in Consiglio nazionale, porre anche l’accento su due aspetti per noi importanti. Il primo riguardava il rapporto fra i poteri del Presidente dell’Anci nazionale e il Direttore, o Segretario Generale, (come sapete la modifica approvata a livello nazionale dello Statuto Anci individua nel Segretario Generale la figura di un Direttore organo dell’Associazione). Noi abbiamo voluto mettere in chiaro il principio che la rappresentanza del Segretario Generale vale su esclusiva indicazione del Presidente, perché reputiamo importante che il Presidente dell’Anci (figura con rappresentanza politica) sia deputato a rappresentare noi Sindaci. Devo dire che su questo punto abbiamo trovato una posizione favorevole con l’approvazione di un apposito emendamento votato dall’Assemblea.

L’altro punto su cui abbiamo puntato come Veneto riguarda l’affermazione di una precisa autonomia anche dal punto di vista degli indirizzi politici delle Anci regionali. Abbiamo, quindi, proposto e votato in Assemblea nazionale questo punto che prevede un’esplicita autonomia degli indirizzi politici delle Anci regionali. Questo ci è parso un elemento opportuno in una stagione che ci vede assertori di un federalismo a livello delle nostre istituzioni, ma che dovrebbe esserci anche a livello della nostra Associazione.

Su questi punti se i signori Sindaci e i signori Consiglieri desiderano poi aprire una discussione pregherei loro di farlo dopo il punto 10) in modo che si possa discutere anche delle linee programmatiche.

In queste comunicazioni io vi chiederei anche (a norma dello Statuto) la conferma del nostro Direttore Dario Menara. Io credo che sia un atto che riconosce il ruolo che il Direttore ha svolto in questi anni nell’ambito dell’Associazione. Penso che i vecchi Sindaci, a livello di Anciveneto, abbiano avuto modo di apprezzare le sue qualità, e penso che i nuovi Sindaci avranno modo di apprezzarlo nelle loro attività future. Io vi chiedo, come Assemblea, quindi, di confermare la figura del Direttore nell’ambito della nostra Associazione.

Io faccio un ringraziamento particolare al Direttore per la sua azione svolta a Genova, visto che proprio grazie alla sua lunga esperienza ha saputo darci delle dritte importanti per ottenere buoni risultati come Associazione.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Io ringrazio per questa riconferma dopo 31 anni di servizio presso l’Associazione; assicuro tutta la mia collaborazione all’Anci, che è diventata per me una seconda famiglia. Questo è un servizio che svolgo volentieri e con grande passione, per cui ringrazio il Presidente per questa proposta di nomina assicurandolo che continuerò a collaborare con tutte le mie forze per far sì che l’Anciveneto sia sempre più forte anche in ambito nazionale.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Passerei adesso al punto 4) dell’ordine del giorno, che prevede la designazione dei Vicepresidenti e Vicepresidente Vicario. Prima voglio, però, ringraziare per la presenza il Senatore Pavan. Queste nomine nascono da un accordo di tutte le componenti politiche presenti nell’ambito dell’Anci. Si è voluto, infatti, dare un segnale di unità al di là del normale gioco politico delle parti che c’è in democrazia. Tutti assieme abbiamo voluto dare un segnale di unità, per cui designano alla vicepresidenza il Vicepresidente Vicario Roberto Andriollo (Vicesindaco di Agugliaro), il Vicepresidente Silvio Gandini (Sindaco di Legnago) e il Vicepresidente Cesare Pillon (Assessore di Abano Terme).

Per quanto riguarda, invece, la comunicazione dei nominativi dei capi area, posso dirvi che sono stati indicati dai gruppi presenti in Consiglio. I nominativi sono: Luciano Zerbaro (Assessore di Sarcedo) Capogruppo di Forza Italia, Paolo Dalla Vecchia (Consigliere di Noale) Capogruppo di Alleanza Nazionale; Luigi Pietro Bernardi (Sindaco di Campo San Martino) Capogruppo UDC, Ampelia Berto (Sindaco di Bressandivo) Capogruppo della Lega Nord, Patrizio Pavan (Consigliere di Musile di Piave) Capogruppo di DS, Claudio Bertolin (Sindaco di Dolo) Capogruppo della Margherita; Laura Puppato (Sindaco di Montebelluna) Capogruppo delle Liste Civiche.

Vorrei sottolineare un aspetto importante e positivo, come l’ampliamento rispetto al precedente Consiglio della rappresentanza politica in seno al Consiglio stesso. Io credo che questo sia un aspetto positivo anche per il futuro dell’Associazione in quanto significa che tutti i gruppi politici rappresentati partecipano alle linee politiche dell’Associazione stessa.

Passiamo al punto 6) dell’ordine del giorno, che riguarda l’istituzione delle Consulte.

Per quanto concerne l’istituzione delle Consulte abbiamo individuato le seguenti Consulte, che seguono una ripartizione già fissata nella precedente Assemblea: Consulta Affari Istituzionali Personale e Formazione, Consulta Ambiente e Territorio, Consulta Attività Economiche e Turismo, Consulta Cultura Istruzione Sport e Tempo Libero, Consulta Finanza Locale, Consulta Politiche Sociali Sanità e Pari Opportunità, Consulta Servizi e Nuove Forme Associativa, Consulta Giovani Amministratori, Consulta Comuni di Minori Dimensioni Demografiche, Consulta Trasporti Viabilità e Lavori Pubblici. C’è poi il Comitato Tecnico di Polizia Municipale, che è una struttura già presente anche nella precedente amministrazione.

Veniamo ora alla designazione dei Presidenti delle Consulte.

Consulta Affari Istituzionali, Personale e Formazione: Ivano Sartor Consigliere di Roncade (TV).

Consulta Ambiente e Territorio: Claudio Tessari Sindaco di Spinea (VE).

Consulta Attività Economiche e Turismo: Aldo Rondina Consigliere di Adria (RO).

Consulta Cultura Istruzione, Sport e Tempo Libero: Bogoni Paolo Sindaco di Barbarano (VI).

Consulta Finanza Locale: Roberto Marcato Sindaco di Mira (VE).

Consulta Politiche Sociali, Sanità e Pari Opportunità: Roberto Vendrasco Sindaco di Lorio (TV).

Consulta Servizi e Nuove Forme Associativa: Paolo Fortin Sindaco di Selvazzano (PD).

Consulta Giovani Amministratori: Olindo Bertipaglia Sindaco di Polverara (PD).

Consulta Comuni di Minori Dimensioni Demografiche: Massimo Tegner Sindaco di Sospirolo (BL).

Consulta Trasporti, Viabilità e Lavori Pubblici: Claudio Melotti Sindaco di Bosco Chiesa Nuova (VR).

Anche nella designazione dei Presidenti delle Consulte si è tenuto conto di un’opportuna distribuzione nel territorio regionale in modo che tutte le realtà fossero adeguatamente rappresentate.

Per quanto riguarda, invece, la costituzione delle Consulte a cui potranno partecipare, oltre a tutti i membri del Consiglio, Sindaci, Assessori o Consiglieri comunali non membri del Consiglio, io vi chiederei (visto l’elaborazione più complessa) di dare mandato al Direttivo di formare le Consulte per arrivare poi alla presa d’atto al primo Consiglio utile. È chiaro che questo procedimento ci richiederà almeno una quindicina o una ventina di giorni. Vi chiederei adesso di votare su questo punto.

Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuto? Riina Eduardo. Approvato.

Passerei adesso al punto n10) che riguarda le linee programmatiche.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

C’è prima la costituzione del Direttivo.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Il Direttivo risulta così composto: Presidente, Vicepresidente Vicario Andriollo, Vicepresidente Gandini, Vicepresidente Pillon, Presidente Consulta Affari Istituzionali Ivano Sartor, Presidente Consulta Ambiente e Territorio Claudio Tessari, Consulta Attività Economiche e Turismo Aldo Rondina, Consulta Cultura Istruzione Sport e Tempo Libero Bogoni Paolo, Consulta Finanza Locale Roberto Marcato, Consulta Politiche Sociali Sanità e Pari Opportunità Roberto Vendrasco, Consulta Servizi e Nuove Forme Associative Paolo Fortin, Consulta Giovani Amministratori Olindo Bertipaglia, Consulta Comuni di Minori Dimensioni Demografiche Massimo Tegner, Consulta Trasporti, Viabilità e Lavori Pubblici Claudio Melotti, Capogruppo Forza Italia Zerbaro, Capogruppo AN Dalla Vecchia, Capogruppo UDC Bernardi, Capogruppo Lega Berto, Capogruppo DS Pavan, Capogruppo Margherita Bertolin, Capogruppo Liste Civiche Puppato.

Per quanto riguarda le linee programmatiche, avete modo di osservare in cartellina la linea guida proposta al Consiglio per l’amministrazione 2004-2009, voglio darne una breve illustrazione. Voglio ringraziare Andriollo per l’attività che ha svolto per l’Associazione in questi mesi di passaggio e di definizione, come ringrazio anche i miei altri predecessori per l’attività svolta a favore dell’Associazione stessa.

Le linee di sviluppo vogliono avere degli obiettivi interni all’Associazione e degli obiettivi esterni alla stessa.

Per quanto riguarda gli obiettivi interni all’Associazione, io credo che un elemento di base sia quello di far conoscere l’attività dell’Associazione fra i nostri soci, e che un altro aspetto sia quello di coinvolgere gli amministratori nella vita dell’Associazione. Molte volte abbiamo visto che l’attività delle Consulte ha avuto una forte limitazione dovuta alla scarsa partecipazione degli amministratori, per cui credo che tutti i gruppi presenti e tutto il Direttivo debbano fare un’azione forte affinché coloro che sono designati alle varie Consulte partecipino poi effettivamente alla vita dell’Associazione.

Altro elemento importante è lo sviluppo dei servizi ai nostri soci e, in particolare modo, ai piccoli Comuni, e su questo punto io credo sia fondamentale rilanciare l’attività di ANCISA.

Molte volte per i piccoli Comuni risultano fondamentali anche delle azioni che possono sembrare banali o di poco conto, per cui credo che come Anci potremo, ad esempio, promuovere delle delibere tipo in materie la cui analisi risulta complessa da parte del singolo piccolo Comune. In molti casi, capita che molte norme di carattere anche regionale non vengono recepite (non per scarsa volontà) perché vi è una difficoltà effettiva. Credo, quindi, che per i piccoli Comuni sia importante la nostra azione. Credo poi siano importanti anche i servizi che ANCISA già eroga e che possono essere anche ampliati.

Un altro elemento rivolto sempre all’interno della nostra Associazione è quello del coinvolgimento dei giovani amministratori. La Consulta dei Giovani amministratori vuole costituire le basi per una prosecuzione nell’ambito dell’Associazione facendo leva proprio sui giovani. Vi sono Sindaci veneti giovanissimi e vi sono Assessori o Consiglieri giovani, per cui credo sia importante dare loro un ruolo all’interno dell’Associazione.

Un elemento sempre interno dell’Associazione, ma volto al nazionale, è il maggior peso che, come Anciveneto, dobbiamo cercare di assumere a livello dell’Anci nazionale, con proposte, posizioni e un forte spirito di squadra. Solo così, infatti, potremmo ottenere una maggiore rappresentatività a livello nazionale.

Per gli obiettivi esterni io credo sia rilevante, oltre all’affermazione chiara e precisa delle posizioni dell’Associazione nei rapporti con lo Stato, la Regione e le Province sulle tematiche che hanno un riflesso diretto o indiretto sull’attività dei Comuni (finanza locale, sanità), porre sempre in evidenza l’aspetto culturale tipico di un’Associazione dei Comuni.

Il Sindaco, nel proprio territorio, non ha solo la funzione di amministratore del territorio, ma ha anche la funzione di guida ideale, per cui credo che l’Associazione debba farsi sentire in maniera chiara sui grandi temi di rilevanza nazionale e di carattere generale, proprio per affiancare l’azione dei singoli Sindaci.

Vi sono poi una serie di posizioni importanti che, come amministratori e come Anci, dobbiamo sempre tenere presenti, cioè che le nostre comunità vivono nell’ambito di un rapporto con le famiglie che le costituiscono. Io credo che su questo non sbagliamo mai se prendiamo in considerazione che, come Sindaci, abbiamo anche questo dovere importante di sottolineare il ruolo fondamentale delle famiglie per la coesione del nostro territorio. Famiglia vuol dire anche diritto al lavoro dei suoi componenti, significa diritto a crescere i minori, significa diritto a una serenità di carattere economico.

Io credo che su questo punto dobbiamo, come Anci, dare un segnale forte di condivisione delle posizioni della nostra comunità, ovviamente non tralasciando le tematiche settoriali come, ad esempio, la sanità e il sociale, su cui dobbiamo garantire i servizi nel territorio e anche fare in modo che non gravino sul Comune delle spese che sono fra il sociosanitario e il sanitario.

Con riferimento all’attività propria dell’Associazione, io credo sia molto importante essere presenti, attraverso le Commissioni e il Direttivo, in quelle tematiche che coinvolgono la qualità della vita dei nostri cittadini (inquinamento, rifiuti, urbanistica).

Altro elemento molto importante, nel nostro territorio e nel nostro Veneto, è la salvaguardia dei centri storici delle nostre città. Io credo che ogni Comune del Veneto abbia un centro storico di valore, con una propria storia da raccontare, ma credo che esso abbia valore anche come centro della nostra comunità.

Questi sono temi particolarmente sentiti nell’ambito del nostro territorio.

Sempre con riferimento alle problematiche dell’ambiente, io credo che dovremmo sottolineare sempre l'importanza della presenza di certe figure, basti pensare, ad esempio, alle figure agricole che sono molto importanti per le zone montane. Le nostre zone montane spesso soffrono di una carenza di trasferimenti che, invece, altre zone montane non lontane hanno. Io credo che come Associazione dobbiamo farci carico di queste esigenze, perché la presenza di una popolazione attiva in queste zone permette una salvaguardia complessiva del territorio dell’intera regione.

Non dovremmo, naturalmente, nemmeno essere assenti sulle problematiche rilevanti dell’infrastrutturazione del nostro territorio. Vi sono opere importanti in corso di realizzazione e opere in corso di progettazione; io credo che come Anci si debba fare un monitoraggio attento sulle modalità e sui tempi di realizzazione di queste opere.

Secondo me, un tema che dobbiamo fare conoscere con forza ai nostri concittadini è quello della perequazione, che vede il Veneto come fanalino di coda per quanto riguarda i trasferimenti dello Stato. Si tratta di una questione storica che nasce dagli anni settanta, e io credo debba essere continuamente ribadita in tutte le sedi, perché non dobbiamo rassegnarci ad avere questa posizione solo per aver fatto quadrare i bilanci in passato. Se facciamo un confronto con le altre regioni a statuto ordinario vediamo enormi differenze anche in Comuni con noi confinanti. Questo è un fardello che ci portiamo dietro e che costituisce un enorme limitazione per i servizi che possiamo dare ai nostri cittadini, e su questo dobbiamo caratterizzarci  per una battaglia forte e incisiva.

Un altro importante elemento sarà affrontare i temi dell’attuale finanziaria, sui quali dovremo far sentire la nostra voce. Già abbiamo lanciato la proposta di estendere l’esclusione dal patto di stabilità ai Comuni fino a 5.000 abitanti, e la Commissione Finanza ha già elaborato un’analisi su questo punto. Al riguardo, chiediamo alla Commissione di approfondire queste tematiche per arrivare, a livello nazionale, con delle posizioni chiare, ferme e definite per far sentire la nostra posizione.

Abbiamo poi delle tematiche che coinvolgono maggiormente l’Associazione nell’ambito dei rapporti interni come, ad esempio, la problematica dei Comuni di minore dimensione demografica che entrano a fare parte del Direttivo, perché noi riteniamo che questi Comuni abbiano diritto a una piena rappresentanza nell’Associazione.

C’è poi l’aspetto importante di un rapporto positivo con i Consigli comunali e con i Presidenti dei Consigli comunali. Al riguardo, voi sapete che nell’ultima Assemblea è stata approvata una modifica statutaria che prevede la presenza nel Consiglio dell’Anci di tre rappresentanti dei Presidenti dei Consigli comunali. Io credo sia importante avere un’attenzione particolare, come Anci, su queste tematiche da sempre sollevate dal coordinamento dei Presidenti dei Consigli comunali.

Altro elemento che ci deve interessare in maniera particolare è la tematica relativa alla Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali – Consiglio delle Autonomie. Voi sapete che, probabilmente, la Regione non approverà il nuovo statuto in questa legislatura, ma questo non significa che il nostro compito non debba essere attivo e forte, per rivendicare un ruolo corretto e paritario nei rapporti con la Regione e con le altre Autonomie. Io credo che dovremmo saper fare lobby nei confronti dei Consiglieri regionali e nei confronti dei Parlamentari veneti e, al riguardo, credo che un’Associazione si distingua proprio quando ha la capacità di orientare politicamente.

Nel momento in cui l’Associazione assume delle posizioni unitarie io credo che abbia la forza politica per riuscire ad orientare certe posizioni.

Chi è nel Direttivo o è stato in qualche Commissione sa bene che pletora di audizioni vengono fatte a livello regionale su ogni argomento, e io credo che anche su questo bisogna arrivare con la Regione a una definizione più positiva dal punto di vista delle modalità di lavoro. Certe volte, infatti, si viene convocati senza sapere che funzione abbia la convocazione stessa. Su questo argomento io credo che dovremmo arrivare a una definizione più pratica e produttiva dell’attività dell’Associazione.

Io credo che tutti questi siano obiettivi comuni propri di un patrimonio che ogni amministratore ha, e credo che la nostra azione dovrà essere incisiva anche per quanto riguarda la formazione dei dipendenti e degli amministratori. Io credo che la formazione dei dipendenti sia un terreno su cui ci sia molto da fare perché c’è una grande frammentazione. La formazione, infatti, la fanno un po’ tutti in questo momento, ma qui in Veneto noi dobbiamo giocare una partita di forte coordinamento con la scuola regionale, con le università presenti nel territorio, con i Comuni più grandi e con le scuole di eccellenza del Veneto. Io credo che se i nostri dipendenti, dirigenti e segretari hanno una formazione migliore migliori anche il servizio che, come amministrazione, riusciamo a dare ai nostri cittadini.

È chiaro che le tematiche su cui l’Associazione deve rivolgersi sono amplissime e varie, e non vi nascondo che si è di fronte a un lavoro rilevante, che dipenderà molto anche dalla capacità di affrontarlo da parte delle Consulte. I temi sono molti: bisogna avere la capacità di arrivare alla definizione di obiettivi, e su questo riformulo l’appello affinché chi sarà designato alle Consulte partecipi poi effettivamente al lavoro dell’Anci. Io credo che su questo sia importante dare un chiaro indirizzo, perché se una persona non partecipa per più volte (ad esempio per tre volte non giustificate) io credo sia opportuno arrivare a una sua sostituzione nella Consulta.

La volta scorsa ci siamo trovati a metà del guado con le Consulte bloccate da assenze continue che, tra l’altro, non giovano nemmeno all’immagine dell’Associazione. Se un Sindaco, un Assessore o un Consigliere ritiene di dare un contributo all’attività dell’Associazione deve tenere conto che questo comporta anche un certo impegno di tempo.

Riterrei opportuno anche che, periodicamente, i Presidenti delle Commissioni vengano dinanzi al Consiglio per riferire la situazione, in modo che l’intero Consiglio abbia cognizione piena dell’attività svolta all’interno delle Consulte. Io credo sia giusto che chi presiede una Consulta abbia modo di esporre ai colleghi l’attività della Consulta stessa, in modo poi che i vari colleghi possano esprimere un parere sui temi affrontati in Consulta.

Alcuni temi li ho tralasciati, anche perché le tematiche sarebbero infinite, e io credo che dovremmo riuscire ad affrontare i vari temi con spirito condiviso e di servizio, come del resto mi sembra sia intenzione del Direttivo. Io credo che appena finito il conteggio dei voti si debba trovare nell’Associazione una piena condivisione degli obiettivi e del lavoro svolto.

Il significato che io ho voluto dare a questa composizione del Direttivo sta proprio nella piena unità di intenti che, come Associazione, dobbiamo mantenere, al di là delle varie appartenenze politiche. Io credo che le differenze siano un valore, ma nel momento in cui si fa parte di un’Associazione queste differenze debbano trovare una composizione unitaria nella giusta rappresentanza di ogni gruppo.

Io spero di poter degnamente rappresentarvi e sono naturalmente aperto a tutti i vostri suggerimenti che discendono dalla vostra esperienza di amministratori. Grazie.

 

Loris ROMANO, Sindaco Villa Bartolomea

Volevo fare un’osservazione riguardo alla partecipazione alle Consulte e al meccanismo della sostituzione dopo tre assenze. Io credo che sia un meccanismo giusto e vorrei estenderlo anche al Direttivo.

 

Cesare PILLON, Vicepresidente Anciveneto

Devo dire che il respiro dell’intervento del Presidente mi trova d’accordo, in modo particolare per la grande spinta unitaria presente.

Noi oggi ci riuniamo in una situazione in cui sentiamo i gridi d’allarme di tutti gli amministratori del Veneto (e non solo), relativamente alla formulazione dei bilanci. Il nostro impegno futuro va inquadrato all’interno di questa situazione di allarme che stiamo vivendo tutti nella formulazione dei bilanci.

Proprio nello spirito dell’intervento del Presidente, credo che oggi il tema non sia quello di essere pro o contro il Governo regionale o nazionale, ma sia quello di difendere appieno l’autonomia degli enti locali e, in particolare, dei Comuni. Oggi non siamo più in una situazione in cui esistono margini di spreco all’interno dei Comuni, perché credo che tutti abbiamo raschiato il fondo del barile, e oggi ci troviamo di fronte alla drammatica situazione di non rispettare i patti di stabilità e di non sapere come andare a coprire le spese correnti dei nostri Comuni. Questa è una situazione che sempre più ci troveremo di fronte nei prossimi mesi, e non sappiamo ancora quali siano le linee definitive della Legge Finanziaria, visto che ogni giorno ci sono delle sorprese.

Lo spirito unitario deve diffondere fra gli amministratori la consapevolezza che abbiamo un compito molto difficile da svolgere, considerato poi il fatto che noi rappresentiamo direttamente i territori della nostra regione. Ai nostri cittadini noi non possiamo dire che è colpa degli altri se non offriamo certi servizi, per cui il compito della difesa delle nostre capacità finanziarie è un elemento importante per l’autonomia dei Comuni.

È vero che occorre un’azione unitaria e forte per quanto riguarda l’Anci, e occorre anche un’azione che dia riconoscibilità, rappresentatività e autorevolezza all’Associazione. Se noi, come Associazione dei Comuni del Veneto, non facciamo altro che riportare nelle nostre sale i dibattiti che si fanno a livello nazionale non svolgeremo a fondo il nostro compito e non sapremo essere interpreti dei bisogni dei nostri associati.

Io non sono uno che fa della faziosità il suo modo di operare, per cui credo che dobbiamo lasciare perdere le battaglie strettamente di partito all’interno dell’Anci, cercando effettivamente di fare le battaglie dove vanno veramente fatte.

Io credo che abbiamo due priorità fondamentali nel nostro Veneto, cioè il tema della finanza locale e le emergenze sociali. Noi abbiamo una situazione che è in grande trasformazione e, molto probabilmente, non siamo ancora totalmente attrezzati per queste emergenze sociali che abbiamo in Veneto. Occorre che cerchiamo di comprendere meglio questo tipo di dinamiche per essere pronti ad affrontarle.

Io ho nominato solo due priorità, anche se ce ne sarebbero cento, ma sicuramente il tema del sociale e quello della capacità finanziaria sono gli elementi che possono poi permetterci di affrontare anche gli altri problemi che come amministrazioni abbiamo.

Io credo che come Anciveneto un compito lo dobbiamo accentuare, cioè quello del rapporto costruttivo con le altre autonomie locali, come le Province, visto le nuove deleghe, e soprattutto la Regione. Noi non crediamo di dover essere solo coloro che danno i pareri sull’azione di governo regionale, ma crediamo di dover essere parte attiva dei processi decisionali, ed è per questo che siamo fortemente dispiaciuti che il nuovo Statuto regionale si sia arenato, perché al suo interno c’era un elemento fondamentale per cambiare e innalzare il livello di confronto con la Regione: c’era il Consiglio delle Autonomie Locali. Su questa questione credo che dobbiamo rilanciare la battaglia, perché lo Statuto regionale vada a buon fine.

Nei confronti della Regione dobbiamo anche chiarire in modo preciso, dopo un’applicazione della L.11 attuativa della Bassanini, quali sono i nuovi ruoli e le nuove competente, quali deleghe e quali risorse vengono trasferite ai Comuni. Ci sono alcune deleghe che sono rimaste in capo alla Regione e che noi riteniamo, invece, debbano essere date ai Comuni, e questo è un fatto molto importante, altrimenti vedremo trasferite ai Comuni solo le incombenze che hanno compiti finanziari impegnativi, e poi avremo un’autonomia limitata per quanto riguarda le deleghe importanti che riguardano il territorio e l’attività economica del territorio.

Queste sono battaglie importanti e sono le battaglie su cui l’Anci può riuscire ad avere quella rappresentatività e quell’autorevolezza che poi dà la possibilità di sentire i Comuni vicini, come è stato in anni passati.

Dobbiamo riuscire a essere più rappresentativi, più vicini ai nostri associati, altrimenti rischiamo di diventare un’Associazione in cui definite le questioni statutarie, i Presidenti e i Vicepresidenti non ci si interessa più molto di ciò che viene fatto.

Io ritengo sia necessario partecipare alla vita dell’Anci, ma per far questo bisogna fare fatica, perché partecipare alle Consulte ed elaborare strategie su questioni fondamentali per il governo del territorio non è cosa facile, visto che presuppone, impegno, lavoro e studio.

L’Anci non può andare alle convocazioni della Regione sparando le prime cose che ha in mente, ma deve arrivare in Regione con proposte precise, serie, ponderate e che entrano direttamente sulle varie questioni. Solo in questo modo, infatti, riusciremo a essere effettivamente rappresentanti di tutti voi.

 

Roberto ANDRIOLO, Vicepresidente Vicario Anciveneto

Un saluto cordiale a tutti i presenti, e un ringraziamento sentito al Presidente Vanni Mengotto per la fiducia che mi ha accordato nella nomina di Vicepresidente Vicario. In questo ruolo mi sono già trovato e ho cercato di svolgerlo con la massima autorevolezza pur appartenendo a un’area politica, e questo l’ho dimostrato anche nel periodo in cui ho svolto il facente funzioni, quando ho cercato di attivarmi indipendentemente dai credi politici.

Per essere breve, posso dire che concordo con quanto detto dal Vicepresidente Cesare Pillon e dire anche di fare un plauso alle linee programmatiche, perché a parer mio non sono solo un assemblaggio tecnico, ma sono un vero e ampio respiro su quei valori fondanti del nostro Veneto, che ultimamente sono stati un po’ appannati, per motivi meramente di cassa. Devo dare, quindi, atto al Presidente di avere avuto veramente un largo orizzonte e di avere riportato a galla queste tematiche che a volte vengono dimenticate.

Come sapete, io mi sono interessato sostanzialmente dei piccoli Comuni e delle loro problematiche, e questo cercherò di farlo anche in questo periodo futuro, divenendo un punto di riferimento per tutti gli associati. Questo, comunque, non vuol dire tralasciare le città e i grandi Comuni, anche se essi hanno mezzi a sufficienza.

Un piccolo passo l’abbiamo ottenuto con il patto di stabilità, che è stato tolto per i Comuni fino a 3.000 abitanti grazie anche all’impegno della nostra Associazione. Al riguardo, però, il passo successivo sarebbe quello di arrivare fino ai 5.000 abitanti.

A volte i piccoli Comuni hanno bisogno di quei servizi che a noi, come Associazione, non costano molto, per cui questo sarà un impegno che porterò avanti.

Riguardo al cambio di assetto di questa Associazione, mi compiaccio del clima unitario che c’è e anche del cambio di strategia, in quanto la nostra non deve essere un’Associazione statica. Il Veneto è una regione importante, ma a Roma non contiamo niente.

A Genova abbiamo fatto un primo passo, visto che per la prima volta abbiamo “fatto il pieno” di consiglieri nazionali. Io, però, non sono soddisfatto, in quanto dobbiamo cercare anche di portare a casa dei risultati.

Venerdì sera sono stato molto soddisfatto, in quanto abbiamo ritrovato una prima unitarietà, cioè un cuore pulsante finalmente riaccordato su quelle grandi tematiche che ci devono trovare tutti uniti. Il prossimo passaggio è quello di insistere, perché dobbiamo portare sempre più alta la nostra voce nell’Associazione nazionale, che non sempre ci ha rappresentato.

In quel periodo in cui sono stato facente funzioni, devo dire che molti di voi mi hanno dato dei consigli utili per fare questo transito, e mi è stato di grande utilità anche il Direttore Dario Menara, che ringrazio vivamente per l’opera svolta. Al riguardo, voglio anche esprimere soddisfazione per la sua riconferma, visto che lui ha una conoscenza grande di questa Associazione e di tutti quei meccanismi che sono da seguire.

Riguardo alla Finanziaria, posso dire che se qualcuno mi toglie dei soldi e scopro che si tratta di un amico mi arrabbio ancora di più. Nei giornali talvolta troviamo delle interviste in cui i nostri rappresentanti, indipendentemente dal partito, ci dipingono come degli spendaccioni (la settimana scorsa c’era mezza pagina sul Giornale di Vicenza) e ciò mi lascia stralunato. Io credo che questa gente non conosca la nostra regione e non sa come lavoriamo, per cui dovremo fare più pressing sui nostri rappresentanti a Roma perché si diano una registrata. A Roma, il problema non è dato dal Ministro di turno, ma dai grandi dignitari di corte, cioè quei grandi dirigenti che considerano come Comune piccoli quello di Padova o Vicenza.

Termino con la legge urbanistica. Abbiamo ottenuto una proroga, ma ora dobbiamo lavorare tutti insieme affinché non si arrivi al primo di marzo con un buco.

I Comuni dovranno rivedere tutto l’assetto, e questo vuol dire anche mettere mano al portafoglio che già piange, per cui dovremmo fare in modo che la Regione ci venga incontro in maniera concreta, approfittando anche del fatto che ci sono le elezioni. Grazie.

 

Silvio GANDINI Vice Presidente Anciveneto

Buongiorno a tutti. Anch’io parto dalla condivisione sostanziale di questo appello che ho letto nelle linee programmatiche e che ho colto poi in modo particolare nell’intervento di Cesare Pillon, cioè l’appello al superamento dell’appartenenza per costruire una capacità di proposta unitaria. Chi mi conosce sa che su questo terreno troveranno in me sempre un convinto sostenitore, perché l’esperienza da Sindaco mi ha convinto della necessità di privilegiare i problemi senza rinnegare le appartenenze, ma facendo in modo che queste diventassero risorsa e proposta per risolvere i problemi. Se questo metodo che fatica, per tante ragioni, a decollare riuscirà a diventare il metodo di lavoro dell’Anci, io credo che avremo fatto tutti un passo avanti.

È stato sottolineato anche a Genova il valore dell’unitarietà, e io credo che questo debba essere un valore, precisando anche che “unitarietà” non deve significare rinuncia nella capacità di elaborare proposte e posizioni di critica e non deve significare inerzia nell’azione politica che l’Anci deve fare. Io direi che è molto importante abbinare questa idea di unitarietà all’idea di azione, senza limitarsi a un generico animismo che si ottiene solo sul poco o sul nulla.

Condivido le linee programmatiche che hanno toccato una pluralità di problemi, ma certamente la condivisione deve essere un punto di partenza per costruire delle iniziative specifiche. Io avevo già dato ad Abano la mia disponibilità a costruire questo processo unitario e lo ribadisco anche oggi.

Riallacciandomi a quanto diceva Pillon, io credo che effettivamente ci siano alcune problematiche che vanno viste con estrema attenzione, anche se non sto qui a ripercorrerle visto che sono già state indicate. Sul tema della finanza, comunque, posso dire che questa Finanziaria rischia di penalizzare i Comuni virtuosi e, al riguardo, credo sia importante non limitarsi a esprimere una protesta o denuncia delle situazioni di difficoltà nelle quali i Comuni si trovano, ma credo sia auspicabile assumere delle iniziative concrete come Anci. A Genova c’era stata la proposta che i Consigli comunali facciano informazione presso i cittadini delle varie difficoltà, ma io credo sarebbe importante anche riuscire a indicare alcune iniziative che l’Anci potrebbe assumere come sostegno concreto a questa proposta.

L’unitarietà, quindi, dovrebbe tradursi nella capacità di incidere sulle problematiche che ci impegnano.

Riguardo alle priorità, io non trascurerei il tema della perequazione, perché il discorso delle risorse messe a disposizione dei Comuni deve essere inquadrato anche nella volontà chiara e politica di andare avanti e di attuare un federalismo fiscale capace di dare ai Comuni le risorse necessarie per poter operare. Proprio stamattina c’era un articolo sul Corriere del Veneto sul tema della perequazione fiscale e, al riguardo, io credo che dobbiamo spingere con forza affinché il federalismo fiscale venga attuato e si traduca nella concreta possibilità, per i Comuni, di avere delle risorse a disposizione (risorse che sono già penalizzate dalla discutibile distribuzione attuale). In questo articolo c’erano dei dati interessanti in merito alla quota pro capite messa a disposizione dei Comuni nel nostro territorio e in Italia. Io credo che il tema della perequazione vada, quindi, tenuto presente.

Volevo fare un’ultima considerazione. Per attivarci su queste e altre iniziative, io credo sia importante costruire un rapporto forte con il territorio, e l’Anci deve potersi radicare nel territorio non solo attraverso l’iscrizione dei Comuni all’Associazione, ma anche diventando un referente a livello provinciale, relativamente alle problematiche che possono emergere nei diversi territori. A mio avviso, il rapporto con il territorio è un altro terreno importante sul quale l’Anci misurerà la propria capacità di essere propositivi e portavoce delle istanze che i Comuni intendono portare avanti a nome dei loro cittadini.

Con questi intendimenti io sono disponibile a contribuire per costruire questa unitarietà e questa capacità di azione. Sono certo che, se questo sarà un impegno comune, avremo la possibilità di far sì che l’Anci possa realmente rappresentare una voce significativa rispetto alla Regione, rispetto al tema dell’autonomia e rispetto ai vari temi che ci impegnano ogni giorno. Solo così riusciremo a rendere credibile la nostra richiesta di maggiore autonomia.

 

TESSARI CLAUDIO Sindaco di Spinea

Questa serata si potrebbe definire come superare Abano e partire da Genova, nel senso che non bisogna dimenticare che ad Abano si è andati con liste contrapposte, e questo è stato un esempio non bello che noi abbiamo dato al Veneto, visto che l’unità deve essere costruita giorno per giorno. Secondo me, ad Abano si è persa l’occasione di presentarsi unitariamente proprio in questo momento di grande difficoltà per le autonomie. Credo che questo, comunque, sia un momento superato, e deve essere solo di lezione per farci capire che ci sono dei momenti nei quali è importante lasciar perdere le appartenenze per mirare all’obiettivo di un’Associazione forte.

Mi compiaccio davvero che il Presidente e i rappresentanti delle varie espressioni politiche abbiano trovato l’unità, perché questo servirà a rafforzare l’Anci e a rilanciare il suo ruolo.

Se è vero che tutti hanno registrato un lavoro egregio del Presidente facente funzioni Roberto Andriolo nel periodo di traghettamento fra Facincani e Mengotto, è altrettanto vero che in questi ultimi cinque anni il ruolo dell’Anci non è stato pregnante, per cui è necessario riprenderlo e rilanciarlo.

Io credo che vada data un’attenzione particolare ai Comuni più piccoli e ai Comuni della montagna, perché sono una realtà davvero importante. Io credo che la Consulta affidata al Sindaco di Sospirolo Massimo Tegner sia stata una scelta felice da parte del Presidente.

Mi compiaccio perché fra le Consulte ne è stata prevista una per i giovani amministratori, e questo dimostra la necessità anche di “svecchiare” l’Anci con l’inserimento di giovani che oggi sono impegnati nelle pubbliche amministrazioni.

Sulle tematiche poste non mi dilungo, ma posso dire che le condivido, come le condividono le persone che mi hanno preceduto.

Ringrazio Vanni Mengotto per avere messo fra le varie tematiche il tema della famiglia, perché sappiamo come oggi la famiglia sia una cellula che attraversa delle difficoltà. Avere, quindi, posto l’attenzione anche sulla famiglia fa onore all’Anci e Vanni Mengotto.

Per quanto riguarda la Finanziaria, è bene che l’Associazione sia unita, che valuti bene tutti i suoi aspetti, senza dimenticare che purtroppo con Roma c’è sempre stato un braccio di ferro. Io non vorrei che ci fosse la tentazione di cavalcare delle rivendicazioni partitiche, perché sulla Finanziaria dobbiamo essere onesti, precisi e uniti, avendo a mente tutto un percorso di taglio di trasferimenti che parte da molto lontano.

Per quanto riguarda la composizione dei gruppi, vi ricordo che a Spinea il maggior gruppo rappresentato in Consiglio comunale è una lista civica, per cui direi di puntualizzare un po’ meglio il fatto che il gruppo delle liste civiche fa riferimento al centrosinistra.

La lista civica dovrebbe essere trasversale e comprendere tutti i partiti, ma ci sono delle liste civiche che si dichiarano alternative al centrosinistra o al centrodestra, per cui per trasparenza è meglio specificare questo fatto. Grazie.

 

Luciano ZERBARO, Assessore di Sarcedo

Tengo a sottolineare che, a livello di Direttivo, per la prima volta abbiamo due donne, per cui cedo la parola a una di loro.

 

Maria GOMIERATO, Sindaco di Castelfranco Veneto

Vorrei fare una sottolineatura sul discorso delle liste civiche. Io sono a capo di una lista civica che governa Castelfranco Veneto, la quale si trova all’opposizione la Lega, Forza Italia, DS, Margherita, per cui si tratta di una lista veramente civica. Non intendo, quindi, essere considerata né di centrodestra né di centrosinistra. Io sono convinta che le liste civiche abbiano una loro dignità, un loro spessore e una loro rappresentatività della società civile, e che possano rispondere ai bisogni di una città, tanto quanto le liste che appartengono a dei partiti politici.

Nel mio caso, quindi, io rivendico per le liste civiche un’identità in quanto veramente civiche.

 

Luciano ZERBARO,  Assessore di Sarcedo

Io sono capogruppo di Forza Italia e do il benvenuto a molti amici che vedo qui per la prima volta, considerato che con l’Assemblea di Abano abbiamo operato un rinnovamento abbastanza radicale del Consiglio e del Direttivo.

Io credo che con la riunione di questa sera cominci veramente un nuovo corso dell’Anciveneto.

Qualcuno potrebbe dire che la maggioranza è la stessa di prima, ma io dico che sono cambiate due cose fondamentali, cioè il Presidente e lo spirito con cui abbiamo iniziato a lavorare.

In questa prima riunione del Consiglio mi corre l’obbligo, innanzitutto, di ringraziare l’amico Vanni Mengotto che ha accettato, seppur con una certa renitenza iniziale, questa candidatura a Presidente dell’Anciveneto. Io ritengo che abbiamo fatto un’ottima scelta, visto che si tratta di un amministratore di esperienza, che è nell’Anci dal 2000 e che è, a tutt’oggi, Presidente dell’Agenzia dei Segretari. Si tratta, quindi, di una persona che ha tutti i requisiti per guidare l’Associazione in una fase che sarà certamente molto difficile.

Io ringrazio Mengotto in particolare per due motivi. Il primo motivo è perché subito dopo la sua elezione si è trovato a rappresentare il Veneto, insieme ad altri amici, all’Assemblea nazionale di Genova, dove è riuscito a far pesare il Veneto a livello nazionale e io, che sono stato Consigliere nazionale per parecchi anni, vi posso dire che questa non è certo un’impresa facile. I risultati si sono visti in termini di rappresentanza, nel senso che oggi abbiamo 15 Consiglieri nazionali, cioè un gruppo di tutto rispetto, e poi il Veneto ha fatto delle proposte statutarie importanti, come la proposta di modifica con cui si è ribadita l’autonomia delle Anci regionali rispetto alle Anci nazionali.

Il secondo motivo per cui ringrazio il Presidente è per come ha preparato questa prima riunione del Consiglio regionale, impostando un organigramma con il consenso e la soddisfazione di tutte le parti politiche. Io credo che in questo modo il Presidente sia partito con il piede giusto, perché, pur tenendo conto del risultato di Abano, ha cercato di trovare uno spirito unitario fra le varie componenti. Io credo, quindi, che abbiamo posto le premesse per fare un buon lavoro, anche perché la fase che ci attende è molto impegnativa.

Gli amici che mi hanno preceduto hanno toccato alcuni temi importanti, e io dico che l’Associazione deve cercare di farsi valere sui due versanti: regionale e statale.

Sul versante regionale il fatto che lo Statuto è stato riposto nel cassetto non ci esime dal tenere alta l’attenzione su questo tema, non solo per quanto riguarda il Consiglio delle Autonomie, ma anche per tutti gli altri aspetti che vi sono nello Statuto. Certamente la Regione in questi mesi produrrà pochissimo, perché sono già tutti in campagna elettorale, ma noi come Associazione possiamo continuare a elaborare le nostre proposte per trovarci pronti per quando ci sarà il nuovo Consiglio Regionale del Veneto.

C’è poi il tema dell’urbanistica, e nei prossimi mesi andrà a regime la nuova legge.

C’è anche da costruire, secondo me, un rapporto con le Province, e io, che sono impegnato anche in Provincia come Assessore, mi rendo disponibile per facilitare questa operazione. Io credo che la Provincia oggi, con le deleghe che ha, abbia un ruolo importante, e proprio nell’urbanistica, quando si parla del Piano di Assetto Territoriale e del PATI (Piano Assetto Territoriale Intercomunale), le Province potranno svolgere un ruolo importante nel coordinamento di più Comuni che elaborano il loro Piano di Assetto Territoriale.

Tutti auspichino che la nuova legge urbanistica incentivi in particolare l’aggregazione e la cooperazione fra i Comuni, anche nella gestione del proprio territorio per evitare gli errori del passato e le macroscopiche contraddizioni che oggi troviamo nel nostro territorio con zone non omogenee confinanti.

Sul versante dello Stato c’è il grosso problema della finanza locale, e qui ci troviamo di fronte al problema della riduzione della spesa pubblica, per cui anche gli enti locali sono costretti a queste nuove norme restrittive. È evidente che questa operazione ha un suo limite, e i Comuni del Veneto, che sono generalmente virtuosi, sono stati spesso penalizzati nella perequazione e per il personale. Come Veneto, quindi, dovremmo farci sentire su questo punto.

Io credo che su questi temi l’Associazione oggi si stia organizzando per affrontarli nel miglior modo possibile, e con questo io faccio i migliori auguri al Presidente e a tutti gli amici che vorranno collaborare su questi temi. Grazie.

 

Roberto MARCATO, Sindaco di Mira

Io non so se chi mi ha proposto abbia letto il mio curriculum, nel senso che io ho iniziato venti anni fa da Assessore al Bilancio e ho fatto l’Assessore al Bilancio della Provincia di Venezia negli ultimi anni, prima di tornare a fare il Sindaco. In ogni caso vi ringrazio per avermi affidato questo compito. Io metto a disposizione il mio impegno e la mia esperienza, ma io credo che per fare i bilanci di quest’anno ci vorrebbe un genio, come quello della lampada di Aladino.

Per natura e per cultura politica io detesto i conflitti e le polemiche fra istituzioni, perché credo che le istituzioni siano un altro valore rispetto ai partiti. Devo, però, dire che in questi giorni mi sono fatto un’opinione, cioè che siamo di fronte alla sopravvivenza della nostra autonomia o forse alla semplice sopravvivenza. Questo non lo dico per enfatizzare, ma quest’anno credo che abbiamo una situazione veramente difficile e per la quale dobbiamo prendere qualche iniziativa.

Io condivido le linee che ha esposto Vanni Mengotto e, riguardo al concetto di dare più servizi agli associati, io direi che dobbiamo cercare di socializzare le nostre esperienze, confrontandoci globalmente per operare meglio localmente. Un vecchio detto dice che si vive di valori assoluti e anche di paragoni, e io credo che sui valori assoluti e sui paragoni possiamo fondare buona parte delle nostre esperienze.

Cito un dato per tutti: la perequazione. È vero che c’è un problema nazionale di perequazione, ma c’è un problema di perequazione anche fra noi veneti. Non è tanto vero (da quello che so io) che tutti siamo stati storicamente virtuosi, per cui credo che dovremmo lavorare su dati storici specifici generali e locali per trarre degli indicatori che ci aiutino a delineare degli indirizzi comuni (buone pratiche e trucchi del mestiere).

Tornando al discorso del bilancio, io, come tutti voi, ho uno sbilancio che va dal 10% al 15% (circa due milioni e €), ho una rigidità che è quasi del 50% (spese fisse e personale) e ho il personale quasi al 37%, con 150 dipendenti, per cui dove vado a tagliare? Le entrate stanno riducendosi progressivamente e le uscite hanno un’evoluzione propria, legata al contratto di lavoro dei dipendenti, per cui io non so cosa fare.

Laura Puppato e altri hanno spento i lampioni, e anch’io l’ho detto in teatro l’altra sera, ma questo non basta, perché questo mi risolverebbe solo 1/30 del problema. Il problema è oggettivo e le Province, nonostante il disastro generale, hanno l’IPT, hanno l’RC auto, e noi non abbiamo nessuna certezza da questa Finanziaria.

Io spero che non si debba dichiarare alcun bilancio in dissesto, ma se questo dovesse accadere dovremmo farlo tutti insieme, in modo che per ogni Comune venga nominato un Commissario che faccia i conti e licenzi un po’ di gente. Stamattina ai miei dipendenti ho proposto di ridurre indennità e stipendi del 20%, ma questa idea non ha raccolto un grande consenso e, per fortuna, sono ancora salvo.

Le priorità che ha indicato prima Mengotto sono tantissime, ma io credo che quella che riguarda i bilanci e la finanza sia l’attualità sulla quale bisogna lavorare da subito, con l’aiuto di tutti nello spirito di unitarietà e solidarietà.

Chi vivrà vedrà e auguri a tutti per la redazione dei bilanci.

 

Claudio BERTOLIN, Sindaco di Dolo

Io ringrazio in termini non formali il Presidente Mengotto per la sua apertura, ma io non mi spoglio della mia origine, della mia esperienza e della mia storia. Se c’è un rammarico dell’Assemblea di Abano non è quello di esserci divisi (era un esercizio di democrazia e confronto), ma è quello della mancanza di dibattito sui vari temi. Devo dire che non siamo ancora capaci di parlarci e di comunicare le nostre opportunità, e questo è un punto su cui questa Assemblea deve riflettere.

Io ritengo di poter lavorare per un’Anci che volentieri faccia squadra, e che non abbia paura di disturbare il manovratore o i manovratori, ma se vedrò un’Anci titubante che non fa servizio ai Comuni non ci starò più. Se la preoccupazione della Presidenza e del Direttivo sarà quella di qualche Consiglio di Amministrazione e non del contenuto del lavoro per rappresentare i Comuni non resteremo a coprire lo spazio tanto per fare. Questo lo dico con molta schiettezza, perché qualche titubanza in passato l’abbiamo vista.

Certamente, oggi, la priorità è il tema della finanza locale, e credo che l’incontro di oggi non possa non terminare con l’approvazione di un documento critico sulla Finanziaria. Io credo che oggi serva un documento che venga mandato a quei parlamentari che siamo andati a trovare anche a Roma. Quando l’ultima volta abbiamo fatto l’Assemblea in casa del Presidente Mengotto devo dire che di parlamentari ne sono stati presenti pochi.

I Comuni sono l’interfaccia con le persone, per cui non possiamo parlare delle famiglie quando per esse non facciamo nulla. Facciamo asili nido? Sosteniamo le famiglie che lavorano? I problemi non si risolvono facendo dei titoli, ma declinando dei contenuti, e questo mi pare assolutamente impegnativo.

Io mi permetto di sottolineare tre passaggi, e uno in particolare rispetto ai temi della sanità e del sociale. L’assistenza sanitaria non è solo uno dei bisogni primari del cittadino, ma è un diritto costituzionale. Questa assistenza spetta a noi, e nel Veneto i Comuni non sono ancora considerati dei protagonisti. Nel trasferimento delle risorse, infatti, c’è una barriera regionale che deve essere sciolta.

La seconda osservazione riguarda il favorire la maggiore partecipazione dei Comuni alla programmazione regionale in materia sanitaria. Oggi noi non ci siamo nella programmazione sanitaria, per cui più che favorire noi dovremmo chiedere di partecipare alla programmazione sanitaria.

Se a livello nazionale non verranno definiti i livelli essenziali di assistenza sociale ci saranno venti Italia e ottomila modalità di esercizio di diritto di cittadinanza, perché ciascuno applicherà a suo modo un diritto che deve essere esercitabile da qualsiasi cittadino.

Io mi auguro che di questo ne abbiamo tutti la consapevolezza.

C’è sicuramente la battaglia importante sull’uso e sull’assetto del territorio e, al riguardo, ricordo che ormai stiamo pareggiando i nostri bilanci utilizzando gli oneri di urbanizzazione. In pratica, quindi, stiamo consumando il territorio per fare pareggio di bilancio, e questo non mi pare sia un uso assennato delle risorse che ci derivano dall’utilizzo del territorio.

Un altro passaggio riguarda l’economia locale. Nel Veneto c’è un patrimonio che è dato dalle aziende multiutility, e in questo periodo questo patrimonio è molto importante.

Per quanto riguarda le infrastrutture e la viabilità, non auspichiamo solo che vengano realizzate le autostrade, le superstrade o le reti ferroviarie, ma anche che venga risolto il problema del trasporto pubblico locale. Ricordo, infatti, che per i rinnovi contrattuali che sono alle porte non ci sono le risorse necessarie.

Io non credo che possiamo obbligare le targhe alterne due volte alla settimana in tutti i capoluoghi del Veneto e nei Comuni di cintura se non abbiamo una rete vera e forte di trasporto pubblico locale, e anche questo problema dovrebbe essere posto al centro dell’attenzione dell’Anci. Grazie e buon lavoro a tutti.

 

Paolo DALLA VECCHIA, Consigliere di Noale

Mi corre l’obbligo in questo primo Consiglio regionale dell’Anci fare un intervento come Capo Area di Alleanza Nazionale.

Dopo il confronto elettorale del Congresso l’Anci regionale pare abbia recuperato la sua unità.

Io vado a dieci anni fa, dopo il congresso di Fiuggi, quando il compianto Pasetto mi designò (insieme a una collega) all’interno dell’Anci, e valuto questo percorso che ci ha portato a mantenere la nostra rappresentanza anche nel 1999 e ad aumentarla di una unità in questo Congresso di Abano. Io sono entrato in punta di piedi e un po’ spaesato, come credo molti amministratori che entrano per la prima volta in una realtà associativa sconosciuta.

Non è un tabù per noi di Alleanza Nazionale il fatto che vi sia la presenza dei movimenti civici, come non è un tabù essere esponenti della destra e del centrodestra. Alleanza Nazionale nel Veneto soffre la mancanza di una pattuglia consistente di Sindaci, ma consistente è il numero di amministratori.

Noi riteniamo che la credibilità dell’Associazione sia quella di lavorare nell’unità, sapendo che i problemi dei Comuni e dei cittadini sono sulle questioni concrete e non sulla politica. In ogni caso, comunque, ciascuno si noi è vicino ad aree politiche, e all’interno dell’Anci regionale ha le sue dinamiche, che hanno la stessa dignità di chi dice di non avere la rappresentanza di movimenti politici.

Io ho apprezzato l’intervento del Presidente, ho apprezzato anche il pragmatismo di queste linee programmatiche e mi hanno convinto gli obiettivi interni ed esterni, così come sono stati delineati. Sugli obiettivi interni ho apprezzato il coinvolgimento dei giovani amministratori, anche se io non sono per le riserve indiane (categoria giovani, categoria donne, ecc.). Io credo, infatti, sia importante coinvolgere i giovani amministratori e anche tutti i nuovi amministratori che iniziano la loro prima esperienza come Consiglieri comunali, come Assessori o come Sindaci in questo mandato, entrando in una dinamica che segnerà la loro vita personale e la loro prospettiva.

Sono anche molto soddisfatto sulla puntualizzazione degli obiettivi esterni. Credo sia prioritario creare un clima generale di fiducia reciproca e di buon senso fin da subito nei rapporti con il mondo delle Autonomie del Veneto (Regione, Province, Comunità Montane), in modo da poter iniziare con il passo giusto. Qualche volta, nel passato, questo è mancato, tanto che alcune Province del Veneto si muovono per proprio conto, come dei fortini che agiscono con separatezza. Io credo, invece, che se si trova una sinergia per obiettivi comuni si possa portare a casa qualche cosa, anche nella rivendicazione nei confronti dei vari Governi (Regione e Stato).

Sulla Conferenza Permanente Regione Autonomie Locali mi ricordo che, in un convegno a Rovigo, il Presidente della Regione ha detto che il Consiglio delle Autonomie c’era già. Ma se c’è già allora diamogli un ruolo. Spesso noi componenti dell’Anci siamo chiamati ad audizioni da parte della Regione Veneto che ci paiono solo dei teatrini. Ritengo, invece, che ciascuno di noi abbia il diritto di ottenere rispetto. Se, quindi, le audizioni devono esserci l’Anci deve mandare un tecnico che indichi le linee di condotta decise al suo interno.

Per quanto riguarda i Consigli comunali, la relazione del Presidente fa un passaggio importante. C’è stato un momento della nostra storia in cui sembrava che l’Anci e le amministrazioni locali fossero il partito dei Sindaci, ma io non sono mai stato convinto di questo tipo di approccio culturale. L’Anci rappresenta tutte le amministrazioni locali del Veneto e tutti gli amministratori con pari dignità, indipendentemente dal loro ruolo.

Mi avvio alla conclusione con un riferimento alle Consulte. Chi entra nell’Anci si accorgerà nel tempo che si tratta di un’esperienza entusiasmante, se l’approccio è quello del lavorare, visto che noi siamo chiamati, oltre ai nostri impegni personali, a un’altra attività di impegno e di studio. Sotto il profilo metodologico, la mia esperienza mi porta a suggerire che quando le Consulte si riuniscono per questioni tecniche siano affiancate da qualche consulente preparato sul singolo tema, perché non tutti sono giuristi o esperti.

Chiudo con un richiamo al Presidente, per chiedergli di portare a compimento un’azione che è stata tralasciata nella precedente amministrazione, cioè quella riferibile ad ANCISA. ANCISA non può essere lasciata in una situazione di parziale attività, per cui va rivista, rilanciandone il ruolo. ANCISA deve essere incisiva, perché la nostra attività in seno all’Anciveneto può trovare quella forma di nuovi contatti con mondi che non ci conoscono, attraverso questo strumento pensato intelligentemente.

Concludo ringraziando il Presidente per l’impostazione che ha dato a questa prima assemblea, e rivendico la possibilità per i nostri rappresentanti che si riconoscono a livello nazionale nel partito Alleanza Nazionale di avere una rappresentanza come, ad esempio, la presidenza di una commissione. Auguro a tutti gli amministratori designati un buon lavoro in questo spirito di unità nelle cose da fare e non di una divisione sulle politiche del dire.

 

Laura PUPPATO, Sindaco di Montebelluna

Saluto tutti i colleghi presenti, il Presidente designato e i Vicepresidenti. Mi scuso anche per il ritardo del mio arrivo, ma due ore di strada sono terribili.

Vorrei fare due brevi appunti sulle questioni che sono state sollevate. Io sono stata designata come Capogruppo delle Liste Civica (l’ho saputo poco fa), e spero che le Liste Civiche si sentano effettivamente rappresentate da me. Io sono stata eletta da una maggioranza di centrosinistra dove, però, le Liste Civiche erano predominanti. Il fatto che vi siano all’interno delle Liste Civiche accolte nell’ambito delle liste del centrosinistra dei Sindaci assolutamente non schierati, denota che non sono state imposte tessere e anche la volontà del centrosinistra e dell’Ulivo di considerare figure di non appartenenza. Io, comunque, intendo garantire assoluta autonomia di pensiero.

Per quanto riguarda ciò che è stato detto dal collega di Mira, c’è un fatto originale che è accaduto recentemente, relativamente alla Finanziaria, che abbiamo subito in questi ultimi anni. È bastato minacciare di spegnere i lampioni per finire sui giornali, e questo non tanto per il fatto in sé, quanto perché lo spegnere i lampioni sembrava rappresentare quell’oscurantismo che si stava raggiungendo spegnendo le voci che arrivano limpide e libere da parte dei Sindaci.

La cosa che mi ha disturbato di più è stato il non dichiarare la verità (non dire che effettivamente si è arrivati a tagliare il 12%-15%-18% di risorse ai Comuni in un anno), e soprattutto imporci collegamenti in ambito di bilancio che erano autentiche e incomprensibili follie. Andare a chiedere, infatti, a un Sindaco di non spendersi sul sociale e sui servizi quando è proprio questo che viene chiesto dai cittadini, credo sia la più grave lesione al diritto dell’autonomia locale dai tempi dell’ultima guerra a oggi. È evidente che io posso essere anche povera, ma devo lo stesso poter decidere come spendere il mio denaro, cioè il denaro che i cittadini mi affidano, ed è proprio questo l’elemento fondante della protesta che taluni di noi hanno messo in campo relativamente alle ultime Finanziarie.

Nella Finanziaria che si sta adesso palesando (al riguardo vorrei sollecitare il tavolo della presidenza ad un’attenzione importante) ci sono elementi di positività che sono venuti via via crescendo (il vincolo stretto fra lavori pubblici e servizi non è più tale per cui siamo più liberi nell’operare), ma nello stesso tempo ci sono anche ulteriori elementi di dubbio, perché si parla di un inserimento di parametri a livello nazionale che tengono conto di talune medie che nascono dal numero di abitanti dei vari Comuni. Se questo sistema fosse applicato da parte del Ministero ci sarebbero ulteriori gravissime sperequazioni, perché la capacità di reddito del Comune non avrebbe alcuna rilevanza, ma sarebbe importante solo lo scaglione nel quale il Comune va a parare. Questo sistema sarebbe gravissimo, perché vorrebbe dire un ulteriore impoverimento delle risorse a disposizione dei Comuni.

Cito ora un’ultima questione. Io sono rappresentante, per conto dell’Anci nazionale, nel tavolo regionale Agende 21 e, al riguardo, c’è un’emergenza ambientale che credo sia utile portare a conoscenza di tutti i colleghi. Relativamente all’inquinamento, siamo stati presentati in Europa come la zona di peggiore qualità dell’aria dal punto di vista satellitare, e questo credo ci metta nella condizione di dover operare nell’ambito dell’ambiente. Io credo che, al tavolo regionale e nazionale, questo debba essere uno degli impegni forti dell’Anciveneto; per quanto mi riguarda cercherò di metterci tutto il mio impegno. Grazie.

 

RIINA Eduardo, Consigliere di Conegliano Veneto

Io non avevo intenzione di intervenire, ma sono stato stimolato dall’intervento che ha fatto il collega di Alleanza Nazionale. Io sono Consigliere comunale di opposizione a Conegliano e rappresento l’Italia dei Valori, che è un partito nuovo all’anagrafe. Io faccio il Consigliere a Conegliano da sette anni, prima con l’Ulivo e poi, nell’ultima tornata, con la nostra lista, e sono stato convocato a questo Consiglio come membro di diritto. Ho notato nell’elenco delle componenti di questo Consiglio regionale dell’Anci che io sono l’unico rappresentante di un’area molto vasta, che è la sinistra Piave. Io mi sono astenuto dalla votazione di prima proprio perché non ero convinto della situazione da un punto di vista oggettivo.

Ho voluto fare questa precisazione perché, a livello nazionale, abbiamo dovuto fare a gomitate per prendere un’unica rappresentanza per il nostro Partito. Se il mio Partito ha scelto il Veneto e ha scelto la mia persona è perché evidentemente c’é stato a livello nazionale un problema politico. Aggiungo che mi interessa molto lavorare dentro il Consiglio regionale dell’Anci per portare l’esperienza dei Consiglieri di opposizione. L’Anci, come diceva il collega di Alleanza Nazionale, è associazione nazionale dei Comuni, dei Sindaci, degli Assessori, dei Consiglieri di maggioranza e anche di quelli dell’opposizione.

Vi chiedo scusa se ho preso la parola sembrando un po’ invadente, ma così come sono venuto in punta dei piedi vado a riprendere il mio posto. Grazie.

 

Aldo RONDINA, Consigliere di Adria

Andrò via veloce, perché l’ora comincia a essere tarda. Se il buongiorno si vede di buon mattino, io credo che con questo mattino per l’Anci si presenti veramente la possibilità di fare qualcosa di concreto e di positivo per il nostro territorio e i nostri Comuni. È vero che ad Abano è mancato il dibattito, ma eravamo un po’ tutti preoccupati per altri motivi. Se noi togliamo questi motivi che ci hanno un po’ distolto dal portare avanti i problemi concreti discutendone a fondo, io credo che se lavoreremo insieme potremo realizzare qualcosa di importante per il Veneto e per le nostre comunità. È giusto che Anci faccia squadra e non ci si preoccupi certamente di disturbare il manovratore. Tutti dobbiamo preoccuparci di parlare all’interno dell’Associazione e non cercare di uscire con posizioni particolari o personali. Dobbiamo, in sostanza, cercare di fare veramente squadra, perché i nostri cittadini hanno bisogno che si lavori insieme. Io credo che oggi noi abbiamo dato veramente ai nostri cittadini la sensazione di come si possa mettersi attorno ad un tavolo, facendo squadra per lavorare insieme.

Certamente i problemi sono pesanti (come ha detto prima il Sindaco Marcato e l’hanno ribadito tutti gli oratori intervenuti), quasi come dei macigni che ci troviamo davanti, ma io credo che dobbiamo, come Anci, preoccuparci di fare delle proposte affinché arrivino maggiori risorse ai nostri Comuni per dare migliori servizi ai cittadini. Dobbiamo poi trovarci insieme per vedere che cosa possiamo fare di fronte a queste difficoltà che sono oggettive, perché quando i soldi mancano dobbiamo preoccuparci tutti insieme di cosa fare.

Una delle cose su cui vorrei portare l’attenzione è quella di puntare molto sulle Unioni dei Comuni per dare dei servizi più adeguati e con minori costi.

Prima c’era qui convocata la riunione dei membri delle Unioni, la quale credo sia andata deserta, perché mancava il numero minimo dei sette partecipanti per fare la nomina di un rappresentante in seno al Consiglio regionale dell’Anci. Questo sta a significare che abbiamo ancora molta strada da fare sul discorso delle Unioni.

Io credo che questa debba essere una pista che noi dobbiamo battere per il futuro, perché è una cosa essenziale. Solo, infatti, attraverso l’unione delle forze si può cercare di difenderci meglio.

Cesare Pillon ha indicato benissimo la presenza di nuove emergenze, come quella sociale, e al riguardo io credo che l’emergenza sociale ci debba impegnare tutti per questo quinquennio. Io faccio parte dell’Osservatorio Regionale della Immigrazione e vi posso assicurare che oggi gli immigrati cercano di spingersi più verso la periferia (Comuni più piccoli) anziché rimanere in città di grandi dimensioni, tipo Padova o Vicenza. Questo perché nei Comuni più piccoli trovano una maggiore comprensione e trovano una migliore possibilità di sistemazione. Noi non possiamo metterci la mano davanti agli occhi e non vedere queste cose. Io credo che dobbiamo farci carico di quanto sta avvenendo con l’immigrazione, e questo deve essere uno degli impegni per il futuro della nostra Associazione.

Io mi associo ai complimenti per il nostro Presidente e per quello che ha fatto a Roma. Condivido poi pienamente quello che è stato detto dagli intervenuti.

Il Vicepresidente Gandini ha fatto un discorso molto importante, specialmente per quello che riguarda l’unità nella diversità. Grazie.

 

Renzo BORTOLOT, Vicesindaco di Zoppè di Cadore

Io ringrazio il Presidente Mengotto e la delegazione che ha partecipato all’Assemblea nazionale, perché è riuscita a portare a casa un numero di rappresentanti maggiore per il Veneto. Devo, però, con dispiacere, rilevare che non c’è nessuno del bellunese.

Credo che i Sindaci del bellunese abbiamo partecipati convinti, questa volta, all’elezione di Abano, per cui sarebbe stato giusto che ci fosse stata una loro rappresentanza. Rilevo con piacere che, finalmente, questa volta c’è un rappresentante del bellunese all’interno del Direttivo (Massimo Tegner), perché l’altra volta non c’era nessuno.

Chiederei, comunque, che fra i 120 rappresentanti degli enti e organismi esterni si tenga in maggior considerazione questa zona della nostra regione che ha oltre sessanta Comuni rappresentati nell’Anci. Grazie.

 

Massimo TEGNER, Sindaco di Sospirolo

Buonasera. Non parlerò dei massimi sistemi, pur condividendo tutti i ragionamenti fatti da quelli che mi hanno preceduto.

Questo è il quinto anno che mi trovo nell’Anci, e sono arrivato anch’io per la porta di servizio con molta umiltà, cercando di capire quello che è l’Anci e a cosa deve servire. In quattro anni che ho operato in due Consulte ho visto arenarsi la prima abbastanza presto, mentre la seconda ha operato abbastanza bene fino alla fine. Al riguardo, però, devo associarmi all’appello che faceva l’amico Vanni Mengotto, perché è facile fare tanti bei discorsi, ma poi bisogna anche tirarsi su le maniche e lavorare. Il verbo ultimo è lavorare, per cui io pregherei tutti gli amici con i quali ci troveremo in Consulta di essere presenti.

Io ricordo che già nelle prime Consulte partivo da Belluno e facevo due ore di strada per arrivare a Rubano o in altri posti dove c’era la riunione, e in questo lavoro mi sono trovato spesso un pesce fuor d’acqua, perché i ragionamenti che ne sortivano e gli indirizzi che io auspicavo erano diversi. Ci sono, infatti, delle realtà che riguardano i piccoli Comuni che sono totalmente diverse da quelle dei grandi Comuni. Il piccolo Comune di montagna ha esigenze ancora diverse dal piccolo Comune di pianura e questa problematica io l’ho portata avanti in diverse occasioni (ricordo ad esempio un intervento a Mogliano). Ci sono Province a noi vicine in alta montagna con trattamenti totalmente diversi, ma qui si parla di Regioni a Statuto Speciale, per cui il paragone non calza.

A forza di portare avanti questi discorsi dei piccoli Comuni, finalmente è stata creata questa Consulta dei Piccoli Comuni nella quale mi trovo, involontariamente, a essere il Presidente.

Giorni fa anch’io avevo notato questa assenza del bellunese dal Direttivo dell’Anci, per cui in una telefonata avevo sollecitato la cosa.

Io non so quello che riuscirò a fare, ma l’impegno ce lo metterò tutto e, se i compagni di cordata mi daranno una mano, credo che qualcosa si potrà sicuramente fare.

Termino ringraziando l’amico Vanni Mengotto per questa fiducia, sperando che sia ben riposta.

Auguro a tutti buon lavoro e, in particolare, all’amico Dario Menara, con il quale c’è un rapporto particolarissimo, perché Menara è stato uno dei primi impiegati assunti al tempo della creazione dell’Anci a dare il filo putativo all’allora Sindaco di Sospirolo. Auguri a tutti.

 

Renato BORGATO, Presidente Consiglio Comunale di Rovigo

Io mi sono trovato catapultato nell’Anci dal Coordinamento regionale e nazionale dei Presidenti dei Consigli Comunali, e ho affrontato l’esperienza di Genova con gli amici dell’Anciveneto. Al riguardo, devo dire che l’impressione che ho avuto è stata estremamente positiva. Il Veneto e la Sicilia sono state le uniche due regioni che hanno affrontato il problema dello Statuto con una preassemblea. Gli amici dell’Anciveneto e quelli della Sicilia hanno ritenuto di convocare tutti i vari delegati nazionali per riflettere sullo Statuto. Questa preassemblea fatta la sera prima dell’Assemblea generale ha fatto sì che i Consiglieri nazionali hanno obiettato tutta una serie di aspetti e, in particolare, l’aspetto dell’autonomia dell’Anciveneto rispetto al nazionale.

Dall’Assemblea dell’Anciveneto è scaturita la necessità di presentare degli emendamenti in sala, anche se qualcuno ha gridato allo scandalo, perché non si doveva toccare niente. Il Presidente Mengotto, però, forte del mandato che ha avuto dai Consiglieri, è andato davanti a Domenici a proporre gli emendamenti del Veneto che poi sono stati votati.

Io non solo mi sono sentito orgoglioso di questo ruolo, perché mi è sembrato di tornare ai vecchi tempi quando il Veneto rappresentava veramente una forza politica importante su scala nazionale. Vi assicuro che si è trattato di un momento importante, perché gli emendamenti proposti dal Veneto sono stati votati e sono transitati dando sicuramente un grande peso politico a noi. Questo momento particolare mi ha fatto capire che la dinamica che mette in moto questo associazionismo veneto è fatto di coinvolgimento, di partecipazione e soprattutto di coordinamento.

Io ho apprezzato molto l’intervento del Sindaco di Dolo, il quale ha puntato i piedi sui contenuti e sulla necessità di cooperare, perché fare amministrazione vuol dire dare soddisfazione ai bisogni quotidiani dei cittadini. Al bando, quindi, accanimenti e manovratori esterni che ci diano degli input su determinate posizioni politiche. Noi abbiamo il compito di amministrare i cittadini e su questo dato troviamo sicuramente la condivisione e l’unitarietà.

Le premesse ci sono, il coinvolgimento e la partecipazione sono stati di un’evidenza notevole.

Per i Consiglieri comunali ora devo spendere una parola particolare. Ho apprezzato che fra le linee programmatiche ci sia la necessità di definire alcuni momenti importanti per i Consiglieri comunali e, soprattutto, per quanto attiene la formazione, l’informazione, ecc. Oggi il Consigliere comunale si sente svilito nel suo ruolo, non si sente importante, non si sente inserito negli ingranaggi delle decisioni. Io sto girando tutto il Veneto, perché vengo chiamato per fenomeni di dimissioni di massa (anche 3 o 4 Consiglieri in un Comune). Vi dico che tante maggioranze sono in crisi, perché non sono sostenute dai Consiglieri. La separazione dei poteri è fondamentale nella riforma dell’ordinamento degli enti locali, ma ricordiamoci che a un Sindaco forte corrisponde un Consiglio forte. La formazione dei Consiglieri deve essere basata sul sostenere l’Amministrazione, e sul fatto che i Consiglieri devono avere un ruolo forte di rappresentanza dei cittadini. Il fatto che in seno al Consiglio ci siano rappresentanti dei Consiglieri comunali deve mettere in moto una collaborazione continua con gli Esecutivi, perché il venire meno dell’uno fa saltare anche l’altro. I Sindaci si devono mettere in testa che un occhio particolare va rivolto ai Consiglieri comunali, perché è dal Consiglio comunale che vengono le istanze della comunità.

Spendo queste parole perché si tratta del mio lavoro e chiedo al Presidente che ci siano delle adeguate rappresentanze dei Consigli comunali, perché questo crea una situazione di pari dignità.

I Consiglieri comunali devono sapere che l’Ancivento dà la possibilità di trovare dei momenti di confronto fra loro molto utili. Io credo che questa necessità sia fondamentale proprio in funzione di queste dimissioni che noto in continuazione e che sono estremamente pericolose, anche perché vanno a svilire la politica stessa.

La formazione ai giovani Consiglieri può servire perché possano essere essi stessi da stimolo per gli altri giovani. Grazie.

 

Luigi BERNARDI, Sindaco di Campo San Martino

È con piacere che questa sera ho visto un’Assemblea molto partecipata e con contributi importanti. Volevo dare anch’io un mio contributo assieme agli altri colleghi Sindaci.

Ritengo che come Ancivento, in questi cinque anni, potremmo avere un ruolo veramente importante per tutto il tessuto socioeconomico della regione e un ruolo importante lo dovrebbero avere soprattutto i piccoli Comuni, perché le grandi città hanno già un loro ruolo e una loro identità. Sono convinto, però, che i piccoli Comuni dovranno un po’ cambiare pelle, passando da ente amministrativo passivo a ente attivo. I piccoli Comuni, a mio avviso, dovranno avere quella capacità di valorizzare le risorse che hanno nel loro ambito e, come ente, dovranno gestire attivamente per riuscire a superare gli aspetti di natura economica (Finanziaria). I problemi certamente non si risolveranno se pensiamo che a risolverli saranno i nostri amministratori romani.

Con questo auspicio, io credo che si possa riuscire a lavorare e a creare i presupposti affinché, anche a livello di finanza locale e di autonomia degli enti locali, si possa costruire qualcosa di estremamente positivo.

Certamente il contributo di tutti è importante e fondamentale. Se tutti cercheremo di dare il nostro apporto in termini di proposte, e soprattutto in termini di una visione diversa dell’ente locale che dia stimoli nuovi sotto l’aspetto della gestione delle risorse, credo che avremo gli spazi per poter ulteriormente crescere e dare risposte in termini di gestione del territorio e in termini di servizi, che è quello che i nostri cittadini si aspettano. Grazie e buon lavoro a tutti.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Se non ci sono altri interventi, porterei in votazione il testo delle linee programmatiche come è stato presentato, facendo ricadere la vostra attenzione sull’ultimo punto, che è un indirizzo al Direttivo secondo il quale si precederà in sintonia con il rinnovo degli organi al rinnovo dei rappresentanti dell’Associazione con amministratori in carica in enti e organismi esterni, assicurando priorità alle rappresentanze istituzionali.

Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Riina Eduardo. Approvato.

Passerei ora al punto 11), che riguarda l’esercizio parziale del diritto di opzione e aumento di capitale ANCISA srl. Si tratta di un’azione di ratifica che viene chiesta al Consiglio, in quanto i tempi per poter assumere una decisione sull’acquisizione dell’esercizio parziale del diritto di opzione erano in concomitanza con l’Assemblea. Pregherei il Direttore Menara di darci una sintesi della problematica.

 

Dario MENARA, Direttore Anciveneto

Nell’aprile di quest’anno la società compartecipata ANCISA ha provveduto all’aumento di capitale sociale a pagamento per 10.000 informando i soci, che erano Anciveneto, Ancifriuli e Menara Dario. L’Unione Regionale delle Province del Veneto aveva già versato la quota di partecipazione alla società, ma non era stata ancora formalizzata. Viene richiamata anche la delibera del precedente Consiglio che autorizzava la diminuzione del capitale sociale sino al 60%. Viene ricordato che i termini fissati per la sottoscrizione del capitale sono il 31 ottobre, e che nel Consiglio del 16 settembre non è stato posto all’o.d.g. il provvedimento, per cui l’Anci sottoscrive quote del capitale sociale per 2.650 € scendendo dal 90% al 75% del capitale sociale.

Si tratta ora di ratificare questa decisione.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Se non ci sono interventi passerei ai voti.

Favorevoli? Contrari? Nessuno. Astenuti? Nessuno. Approvato all’unanimità.

Passerei ora al numero 12), che riguarda la ratifica della designazione dei Consiglieri nazionali per la maggior quota attribuita nel corso dei lavori della 13^ Assemblea Congressuale Nazionale dell’Anci. A Genova, l’Associazione ha ritenuto opportuno aumentare il numero dei Consiglieri nazionali, anche per quanto riguarda le quote attribuite alle singole Anci regionali. Noi, come sapete, ad Abano avevamo trovato un accordo fra centrodestra e centrosinistra, individuando nei quattro Consiglieri designati un rapporto di due a due. È chiaro che a Genova non potevamo, però, riunire l’Assemblea dell’Anci regionale, per cui la designazione è stata fatta su indicazione del Presidente e sentiti i nostri delegati ed i vari gruppi, ma sempre con lo stesso spirito di rappresentare il centrodestra e il centrosinistra. I due rappresentanti sono Gandini Silvio, Sindaco di Legnago, e Giacino Vito, Consigliere Comunale di Verona. Io chiedo al Consiglio di ratificare questa indicazione.

Questa indicazione, per correttezza, nell’Assemblea che abbiamo tenuto il giorno prima dell’Assemblea Generale di Genova, è stata proposta anche ai delegati del Veneto presenti a Genova ed è stata approvata all’unanimità.

Favorevoli? Contrari? Uno. Astenuti? Nessuno. Approvato.

Il Consiglio sarebbe qui finito, ma chiederei al nostro rappresentante Bertolin di dirci due parole su quel documento di indirizzo che dovrebbe separare l’aspetto della finanza locale rispetto al modello F24, che ha una diversa problematica.

 

Claudio BERTOLIN, Sindaco di Dolo

Mi rendo conto che approvare un documento che non è stato redatto assieme rischia di essere difficoltoso, per cui mi limito soltanto alla lettura di alcuni degli aspetti che ritengo sostanziali e che il Direttivo può recuperare con velocità, al di là delle modifiche che in corso d’opera vengono attuate sulla Finanziaria.

Primo aspetto. Questa Finanziaria dimostra di non avviarsi minimamente sulla strada del federalismo fiscale tanto invocato e proclamato, la quale avrebbe prodotto per il Veneto molti benefici. Lungo il cammino si è perso il tavolo attorno al quale concertare i soggetti che compongono la Repubblica (Comuni, Province, Regione e Stato) e il rispettivo contributo al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

Secondo aspetto. Vi è, rispetto all’attuale meccanismo del patto di stabilità, un’ulteriore limitazione all’autonomia costituzionalmente sancita degli enti locali, perché viene fissato un tetto di incremento alla spesa. Se da un lato ciò può apparire come una semplificazione, dall’altro la cosa si rivela un azzoppamento dell’azione degli amministratori locali, bloccando una delle componenti il bilancio di esercizio: l’uscita. Stabilire un tetto massimo di spesa anche in presenza di risorse disponibili è un’assurdità che può far saltare il patto elettorale che il Sindaco ha fatto con i propri cittadini.

Terzo aspetto. Non si può accettare che il limite di spesa possa essere superato, per gli investimenti, solo a fronte di maggiori entrate derivanti da aumenti di aliquote dei tributi e delle tariffe. Si può arrivare, infatti, al paradosso che, in presenza di risorse disponibili, queste non possono essere utilizzate per finanziare opere oltre il limite di spesa del 4,8%. Qui c’è la critica a chi pensa di ridurre a livello centrale le imposte, mentre a livello locale imporre atteggiamenti di diverso avviso.

Quarto aspetto. Relativamente al modello F24 non si ravvisano sostanziali elementi di contrarietà all’obbligo di effettuare il versamento dell’ICI mediante l’esclusivo uso del modello F24, anche perché questa modalità dovrebbe comportare una semplificazione per i cittadini contribuenti.

Si chiede, però, che il decreto attuativo preveda inderogabilmente il riversamento diretto al Comune titolare del tributo entro cinque giorni dal versamento da parte dell’Istituto che introita senza, quindi, nessun passaggio per la Tesoreria dello Stato.

L’uso del modello F24 va inoltre condizionato al fatto che analoga disposizione venga stabilita per il versamento diretto al Comune delle somme riscosse a titolo di addizionale comunale all’IRPEF, che è un tributo la cui titolarità è dell’ente locale. Con questa ultima disposizione si evita la ripartizione in tempi successivi alla riscossione (attualmente l’addizione viene ripartita su indici statistici e non sulla lettura attuale di quanto versato). Tale modalità permetterebbe, quindi, di conoscere finalmente l’imponibile IRPEF di ogni Comune.

Altra questione è che, essendo noi soci di una Unione, ad oggi non sappiamo esattamente quanto è l’importo del contributo che lo Stato versa annualmente, con il rischio di non arrivare nemmeno vicino a quanto avuto nell’anno precedente, visto che sono aumentate le Unioni. Grazie.

 

Vanni MENGOTTO, Presidente Anciveneto

Io proporrei che, sulla falsariga di queste indicazioni, ma con una articolazione più completa, si desse mandato al Direttivo e con l’ausilio della nostra Consulta Finanza Locale per individuare un testo separato sui due aspetti, perché il modello F24 forse è una cosa da vedere a parte, visto che non riguarda direttamente il trasferimento dei fondi. Piuttosto di votare un documento incompleto, direi di vederlo a livello di Direttivo.

Prima di salutarvi, volevo ricordarvi due cose, cioè che sicuramente entro Natale ci troveremo in un altro Consiglio per dare cognizione del livello delle Consulte, dei vari rappresentanti dei Comuni e delle condizioni di bilancio. Ci diamo, quindi, appuntamento prima delle festività natalizie.

Ricordo ai signori Sindaci, Consiglieri e Assessori che ci si ritrova subito dopo a cena all’Hotel Beatrice, dove si può parcheggiare l’auto proprio di fronte alle mura del castello.

Io vi ringrazio per la fiducia accordata a me e all’intero Direttivo, e vi auguro una buona serata.

 

 

IL DIRETTORE                                             IL PRESIDENTE

   D. Menara                                                   Vanni Mengotto